Intervista di Maila Daniela Tritto al cantautore sardo The Heart and The Void

Intervista di Maila Daniela Tritto al cantautore sardo The Heart and The Void

Gen 28, 2015

 Lo scorso 3 dicembre 2014 è uscito il secondo album del cantautore sardo The Heart and The Void, “A Softer Skin. Registrato tra Milano e Cagliari, l’album è stato prodotto da Sangue Disken.

The Heart and The Void

A Softer Skin” si inserisce nel panorama della nuova ondata folk con sei brani caratterizzati dalla delicatezza dell’animo dell’autore.

Enrico Spanu, alias The Heart and The Void, è stato molto disponibile nel rispondere a qualche curiosità per i lettori di Oubliette Magazine. Dunque, conosciamolo!

M.D.T.: Benvenuto su Oubliette, Enrico. Inizio subito col farti la prima domanda: com’è nato il tuo secondo EP, A Softer Skin?

 

The Heart and The Void: Grazie mille a voi, è un piacere per me! Il mio secondo EP è nato grazie alla collaborazione con Federico Bortoletto del Blend Noise Recording Studio di Milano e col fondamentale aiuto dei ragazzi di Astarte Agency. Con Federico ci siamo conosciuti l’anno scorso in occasione di una video live che ho girato nel loro studio, ci siamo trovati bene e dopo un po’ di tempo abbiamo deciso di registrare una demo assieme. Durante la scorsa estate abbiamo quindi deciso di trasformare questa demo in un vero e proprio Ep, selezionando sei brani e registrandoli in circa sei giorni!

 

M.D.T.: Perché hai scelto questo titolo?

A Softer Skin

The Heart and The Void: Il titolo dell’Ep che è anche il titolo della canzone che lo chiude è nato proprio in studio di registrazione. Mentre stavo registrando un altro brano e provando una splendida chitarra ho iniziato a suonare un arpeggio di un altro brano che avevo abbozzato. Federico a quel punto mi ha spinto a registrarlo e di notte ho terminato il testo, trovando il titolo. A quel punto ho pensato che potesse essere un titolo adatto per l’intero Ep. Mi piaceva che descrivesse un po’ un’evoluzione rispetto al precedente, una “pelle più morbida” rispetto al passato, un maggiore ottimismo, una maggiore rilassatezza, una cosa così.

 

M.D.T.: Potresti parlarci dei temi trattati nell’album e in che modo si legano insieme?

The Heart and The Void: Mah a dire la verità non ho prestato molta attenzione a legare i temi assieme. Avevo molti brani a disposizione per scegliere quindi alla fine è stata fatta una selezione tenendo conto delle possibilità, dei tempi e degli arrangiamenti necessari. Alla fine sono rimasti sei brani e solo una volta fatta la scaletta mi sono reso conto di come si trattasse di brani che in un modo o nell’altro parlano tutti di amore e di rapporti interpersonali e relazioni, sia in senso positivo che negativo.

 

M.D.T.: Quali influenze stilistiche e sonore riceve ogni tuo brano?

The Heart and The Void: Questa è una domanda difficile! Il progetto è iniziato nella maniera più semplice possibile e volevo produrre brani che potessero essere validi anche se suonati solo con voce e chitarra. In quest’ultimo lavoro c’è una maggiore attenzione agli arrangiamenti anche se sono sempre abbastanza minimali. Come influenze a livello sonoro io mi rivolgo sempre alla musica folk e pop britannica e americana, quindi le influenze sono quelle e spero che si senta!

 

M.D.T.: Il disco è stato prodotto in collaborazione con Le Officine, un’associazione organizzata in laboratorio di produzione. Com’è nata la collaborazione, e quella avvenuta con Giulia Biggio che presta la sua voce in due canzoni?

The Heart and The Void

The Heart and The Void: Le Officine è un’associazione fondata da alcuni miei carissimi amici. Con alcuni di loro ho anche suonato in passato e sono grandi appassionati di musica oltre ad occuparsi di tantissime altre cose. Quando ho iniziato a lavorare a questo nuovo Ep è stato assolutamente naturale unire le forze e fare qualcosa assieme e anche loro hanno seguito il processo produttivo nelle sue varie fasi. Per quanto riguarda Giulia, beh, è la mia compagna sin dall’adolescenza. Abbiamo condiviso tanto e siamo sempre stati uniti da una grande passione per la musica. Abbiamo sempre cantato assieme e giocato con le armonizzazioni vocali. Alcuni dei brani si prestavano ad essere cantati a due voci e in particolare This Thunder è stato scritto proprio come duetto sin dal principio, quindi ho deciso di inserirli nel disco in questa maniera. Quando è possibile li cantiamo assieme anche durante i concerti.

 

M.D.T.: E il tuo rapporto con l’etichetta milanese Sangue Disken?

The Heart and The Void: Con Barnaba (che è la mente dietro la Sangue Disken) ci siamo conosciuti in maniera un po’ fortuita a Milano. Ho fatto un concerto in un localino (il Gattò) quest’estate. Lui organizza i concerti lì ed io sono stato inserito all’ultimo momento quasi per caso perché una delle band della serata non poteva più suonare ed io mi trovavo a Milano perché stavo registrando l’Ep. Il mio concerto è piaciuto e da quel momento ci siamo tenuti in contatto sino a decidere di far uscire insieme questo lavoro.

 

M.D.T.: Quali sono gli artisti cui t’ispiri in particolare?

The Heart and The Void

The Heart and The Void: Ovviamente sono tantissimi. I gruppi che mi hanno cambiato la vita sono sicuramente i Beatles, gli Oasis e i Nirvana ma ho sempre avuto una predilezione per la musica folk/acustica americana e inglese. E quindi Simon & Garfunkel, Bob Dylan e anche tanti artisti della scena odierna come Passenger, The Tallest Man on Earth, Iron & Wine, Johnny Flynn, Shakey Graves, William Tyler e mille altri. Artisti che mi hanno ispirato tanto e mi hanno fatto capire che ancora oggi è possibile portare avanti questo approccio cantautoriale così semplice senza per questo risultare datati.

 

M.D.T.: Progetti per il futuro?

The Heart and The Void: Beh, se fosse possibile mi piacerebbe continuare a suonare benché non sia sempre facile e molto spesso ci si sente demoralizzati e senza stimoli. Nel 2015 conto di fare più date possibili in giro per l’Italia. Ho già alcuni piccoli tour programmati per gennaio e marzo per portare in giro il nuovo Ep. La speranza è che le cose possano andare bene per mettere le basi per poter incidere un album. Incrocio le dita!

 

Written by Maila Daniela Tritto

 

 

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