Contest letterario gratuito di prosa e poesia “I sentieri dell’anima”

Contest letterario gratuito di prosa e poesia “I sentieri dell’anima”

Nov 21, 2014

“Schioccano gli abeti/ percorsi da frenetici battiti d’ali,/ fumano i camini di antico profumo/ tutt’intorno è l’inverno/ Guance rosse e biricchine corrono sotto la neve,/ per le strade di muschio/ ogni cantuccio è un riparo/ L’aria grigia e imbronciata/ ha sussulti di fiocchi,/ rintocchi di legni ad annunciar la notte fredda/ […]” – “Inverno

Regolamento:

1. Il Contest letterario gratuita di prosa e poesia “I sentieri dell’anima” è promosso dalla web-magazine Oubliette Magazine e dall’autore Pietro Pani. Il  Contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

 Il Contest è gratuito. Il tema è libero.

 

2. Articolato in 2 sezioni:

A. Short Story in 200 parole (un racconto breve avente come limite massimo di partecipazione 200 parole, e come limite minimo 30 parole)

B. Poesia (limite 80 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria opera sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con opere edite ed inedite. Per un facile conteggio delle parole consigliamo di scrivere la short story in un documento word e cliccare in alto Revisione, e Conteggio parole in alto a sinistra.

Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di  accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato.

Ogni concorrente può partecipare in entrambe le sezioni e con una sola opera per sezione.

 

4. Premio:

N° 1 copia della silloge “I sentieri dell’anima”, di Pietro Pani, in uscita nel mese di dicembre per la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni” in collaborazione con Oubliette Magazine.

Saranno premiati i primi due classificati della sezione A, ed i primi due classificati della sezione B.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il  22 dicembre 2014 a mezzanotte.

 

6.  Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Dott.ssa in Lettere, redattrice e critico letterario)

Maila Daniela Tritto (Collaboratrice Oubliette e Trasfigurazioni)

Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

Cristina Biolcati (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Irene Gianeselli (Collaboratrice Oubliette)

Rosario Tomarchio (Scrittore e Collaboratore Oubliette)

Katia Debora Melis (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: oubliettemagazine@hotmail.it  indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina fan di Facebook:

https://www.facebook.com/OublietteMagazin

 

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

BUONA PARTECIPAZIONE E BUONA LETTURA DELLE OPERE PARTECIPANTI!!!

83 comments

  1. Nel bosco incantato

    Camminando
    nel bosco intravedo
    barbagli di luce
    e tra le fronde
    del sole spiragli
    che faticano a bucare
    le foglie

    In fondo una radura
    abbagli di trifogli
    verde chiaro
    tra rami di agrifogli
    i cui artigli
    mi graffiano la mano

    Scivolo sul muschio
    e non trovo appigli
    a frenare la caduta
    Odo bisbigli
    di scoiattoli
    dai tronchi scendono
    scovando ghiande
    tra cespugli

    Lungo i cigli
    di viottoli tortuosi
    piccole buche
    nascondigli
    di toporagno
    e freschi germogli
    di fiori montani

    Rovi si trasformano
    in giacigli
    di serpi in grovigli
    Gocce di rugiada
    su caprifoglio
    e scricchiolio
    di passi sul pietrisco

    Esco dal bosco
    e uno scintillio
    di stelle
    mi suggerisce
    uno sbadiglio..
    E’ notte,
    e mi risveglio
    su un amantiglio
    di sogno

    Accetto il regolamento – sez B

    Danila Oppio

    • Anna Dragone /

      Anna Dragone
      Accetto il regolamento. Sez B
      Al volgere della sera

      Al volgere della sera

      Nubi cariche di pioggia
      nel mio volgere verso sera,
      idee e consigli
      ne ho da dispensare
      nella mia stolta saggezza.

      Ogni ruga sulla mia fronte
      è il frutto di ogni pensiero
      che ho analizzato,
      ogni dolore digerito in fretta,
      ogni stoccata al cuore
      dal destino.

      Ho braccia e gambe
      grevi di vissuto
      che percorreranno ancora
      sentieri piani e lievi
      o cammini irti e tortuosi.

      Ho già provato
      tutto e niente
      nel mio peregrinare assorta.
      Sono una giovane anziana
      che a volte intuisce il futuro
      dagli sbagli del passato …

      Cercami al calar della sera
      t’illuminerò la via !

  2. Diego Cocco /

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest.
    Diego Cocco – Sez. A

    In seno

    Ieri una donna è venuta a casa mia per mostrarmi il centesimo uovo uscito da una delle sue galline, la più anziana, stando a quello che ha detto lei. Era più piccolo degli altri, lo stesso colore.
    «Questo non si mangia», ha aggiunto, «dentro c’è il Basilisco. Lo vuoi vedere, il Basilisco?»
    Sono uscito in ciabatte, ci siamo messi in giardino, lei lo ha rotto e me l’ha mostrato. Il solito albume racchiudeva un tuorlo a forma di serpente. Un cazzo di serpentello!
    «Questo non si mangia. Hai visto il Basilisco?»
    L’ho salutata e me ne sono tornato dentro maledicendo quello spreco, avrei dovuto farmelo regalare, trovare un buon rospo adatto allo scopo e farglielo covare. Sarebbe nato il mio cazzo di Basilisco domestico e avrei fatto vedere i suoi occhietti furbi a tutti quelli che non vogliono capire.

  3. Diego Cocco /

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest.
    Diego Cocco – Sez. B

    Dopo il lavoro

    La vecchia attraversò il cortile
    con un buon passo, nonostante l’età.
    Si fermò a poco meno di un metro da me,
    mi salutò e disse:
    «Tu sai capire uno sguardo, vero?
    Riesci a distinguere cosa c’è di buono
    e di marcio nelle persone.»
    Io la osservai
    preoccupato per i miei occhi,
    non sapevo se stavano scoprendo le carte,
    smontando la povera donna
    oppure se la luce era quella giusta,
    senza filtri,
    buona per continuare
    la serata e la vita.
    Mi voltò le spalle
    e chiese una sedia,
    una sigaretta
    e ahimè,
    un paio di occhiali.

  4. Arangini Violetta /

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest.
    Violetta Arangini – Sez. B

    IL VENTO DEL MALE
    (A Falcone, Borsellino e a chiunque combatta per un’Italia migliore)

    Ho combattuto coi mulini a vento,
    ma il turbinar di quelle pale immense
    frantumò il tuo cielo,
    che, fatto a pezzi,
    cadde sui monti,
    immoti, come immense cattedrali.

    Guardami o Don Chisciotte……
    Ho voluto emulare le tue gesta
    e sanguino tutta
    ed ora il cielo piange
    i suoi frammenti sul mio volto.

    Raccolgo i frammenti del mio cielo,
    li metto in tasca,
    e vado via…..tremando;
    troppo forte è quel vento di maestrale
    che alimenta le pale dei mulini.

    Dammi il tuo otre, Ulisse!
    Che io possa chiudervi quel vento immondo
    e quelle pale marciscano d’inedia,
    l’urlo dei monti squarci quel silenzi
    ed possa lanciarvi quelle pietre
    che il tempo posato nel mio cuore.

    Violetta Arangini – Lanusei

  5. Massimo Pani /

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest.
    Massimo Pani – Sez. B

    AMOR RIMPIANTO

    Quanti ricordi ,
    la mia mente,
    torna sempre a quella estate,
    io ricordo quel tuo sguardo
    malinconico e fugace ,
    la tua bocca ,
    non uscivan le parole ,
    ma i tuoi occhi ,
    mi parlavano d’amore ,
    i tuoi passi silenziosi ,
    il tuo viso ,
    circondato da quei fiori ,
    da migliaia di colori ,
    i capelli tuoi al mattino ,
    di un color nero corvino ,
    al riflesso di un bel sole
    mi parea ,
    che cambiassero colore ,
    quel tuo sguardo ,
    cosi’ intenso ,
    e cosi’ vispo ,
    io giammai
    l’ho piu’ rivisto ,
    vive sol nei mie ricordi
    di un estate ,
    di una gioventu’
    ormai passata ,
    se potessi riportar ,
    indietro nel tempo
    i passi miei ,
    da te io correrei ,
    ed un bacio
    alle tue labbra ruberei ,
    quel bacio ,
    promesso ,
    e tanto sospirato ,
    di un amor ,
    che poteva esser ,
    ma purtroppo
    non e’ stato .

  6. annamaria milazzo /

    Rendila Poesia

    .

    … avremo terra rossa tra le mani
    con un mulino e campi di grano intorno
    filari di cipressi e profumo di lucciole
    Le viti
    nodose e forti
    a incatenare i nostri desideri
    stretti
    nell’attesa che il vento passi
    e lo spaventapasseri faccia il suo dovere

    La notte
    porterà i canti alla Luna
    e gli amori saranno caldi come falò
    Le ombre, sui muri di pietra
    danzeranno sulle curve
    dove gli abbracci si faranno potenti

    Albe rosa
    a dimora nel cielo
    d’un tepore che farà vibrare l’aria
    e sui bordi ai viottoli
    piante di lavanda invaderanno i respiri
    fino a tingere di toni leggeri
    tutto intorno

    dove lo sguardo non arriva
    ad abbracciare questo sogno…

    .

    sez b – accetto il regolamento

  7. Sei la cattedrale

    Sei la cattedrale
    del desiderio che fu,
    nelle tue crepe
    dormono felicità
    e orgogli spezzati,
    i tuoi vetri colorati
    intessono solo fili di polvere,
    lasciando passare luci opache,
    ormai solo un pezzo di culto
    dell’antico splendore,
    non odo canti gregoriani
    né preghiere propiziatorie,
    vana e stanca aspetti.
    Ti stagli nel cielo
    con le tue cupe guglie
    ormai inutili,
    pezzi di fastose pietre
    giacciono fra l’erbe
    e le decrepite mura,
    una volta superbe,
    non incuton paura,
    ma pena, arrotolata
    nel tuo egoismo
    cadi già nel baratro,
    inservibile.
    Ancora odi il passato culto
    che come un feticcio
    raccogli e rimiri
    come prova della tua forza,
    ormai non più afferrabile,
    ancora speri
    in nuovi fasti e trionfi,
    ma ti arrendi quieta,
    con le tue mani
    ti sei ingannata
    e ora ancor tronfia
    vaneggi vanesia
    ma sei caduta per sempre.

    Emanuela Di Caprio – Accetto il regolamento, sezione B

  8. Albero Castrini
    sez. B

    Tracce

    Siamo terra,
    arata dai nostri avi
    seminata
    germinata.

    Gelata dalle guerre
    invasa
    poi amata
    riseminata.

    Figli della terra,
    dimentichiamo, sfregiamo
    chi ci nutre, cresce
    seppellisce.

    Dalla nascita
    riceviamo in retaggio
    le fioriture
    le brinate della nostra vita.

    Figli emancipati
    che ignorano le stagioni
    già tracciate
    nel nostro spirito.

    Accetto il regolamento del contest.

  9. Candide percezioni

    Ho colto dal giardino una rosa.
    D’avorio è vestita,
    speziata e ricolma d’intensi aromi
    e note persistenti:
    pura
    semplice
    di velluto riluce al tatto .
    Mi evoca ,terre lontane ed assolate,
    profonde e di giovani vite ricolme.
    Ma dopo averne per error ,
    spezzato un tenero ramo,
    quel candido fiore,
    con mio stupore
    di carta il calice ora possiede:
    il profumo ha smesso di vibrare.
    I petali senz’anima ,
    giacciono sul selciato ,ormai disseminati
    come se fosser anonimi sassi ,
    senza fiato.

    Gravina Isabella – Sezione B
    Accetto il regolamento ed autorizzo al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003)

  10. Maria Agnese Ibba
    Accetto il regolamento ed autorizzo al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003)

    Chiaroscuro

    Gioco sulle luci dell’alba
    con i pensieri
    di chi altro non ha.
    Guardo schiarirsi l’aria
    con gli occhi
    di chi altro non vede.
    Penso tante cose
    vane per chi
    le crede impossibili.
    Mi appoggio
    nel vuoto di chi non può…
    Il giorno è iniziato
    e già aspetto
    l’ultimo minuto,
    quando al buio torna la luce.
    La mia anima lo dice
    che lo vede come il sole.
    Sono sola nella notte
    e vedo chiaro
    nella notte che mi rende libera.

  11. Dichiaro di accettare il regolamento del contest.
    Sven Baumgartner – Sez. B

    Caduto per terra, mi sono svegliato
    che sogno, che strano, mi son domandato
    la testa spaccata da un nero vessillo
    caduto nel fango che taccio, mi assillo

    spaventato mi corro e comincio ad alzarmi
    non vedo le ossa al posto di carni
    inciampo, malato, caduto nel misfatto
    un carro traballante mi ha gettato dal basso

    testa evirata e vermi scadenti
    dov’è la mia amata? dov’è, miscredenti?
    io sogno e barcollo, taccio e non mollo
    dov’è la mia lingua, dov’è il mio cervello?

    Ma prima di trovare risposta cattiva
    putrefatto piede inciampa in pietra, giuliva
    ridacchia il sasso nero e smussato
    la lapide di una dama, quella che ho amato?

    e vedo e leggo, che frase! Che orrore!
    Qui giace la dama che m’ha preso il cuore
    lo sento pulsare al di sotto del suolo
    malato, la osservo per ore. Sorvolo.

    Non noto la distesa imminente
    di corpi amati caduti nel niente
    che giacciono, visi sereni, addormentati
    mangiati da vermi, cani, morti e malati!

  12. Giancarlo Stoccoro /

    Dichiaro di accettare il regolamento sez. A

    Ci devastano le specie inopportune, le ruspe che annien- teranno se stesse quando non ci saranno più campi da arare. Ancora ci resta da raggiungere l’alba in cima alla collina, prima che un altro giorno cada in picchiata dal calendario. Anche tu che sei piccolo e raccogli figurine, guarda, non serviranno a niente i muscoli dei calciatori, le loro facce così lontane dal corpo. Un giorno non potremo più giocare, i palloni lanciati in aria resteranno incollati al cielo. Ci vuole un mondo che mantenga nella gravità la sua forza, che sappia dissotter rare gli alberi e far riaffiorare l’erba dall’asfalto.

  13. Giancarlo Stoccoro /

    Accetto il regolamento sez. B – Giancarlo Stoccoro

    Accoglimi dentro la tua vertigine
    con la finestra di fronte e i piani alti
    per non smettere di salire e scendere
    a precipizio piuttosto arrampichiamo
    insieme di notte sugli alberi nudi

  14. Bruno Sportelli /

    I COLORI DEL MARE

    Quella voglia trasuda sempre più forte
    cercandomi la dove non può esserci
    di placare quell’ arsura che attanaglia il mio cuore
    Voglia d’amarti ,voglia d’accarezzarti,voglia di goderti.
    Voglia di averti per allungare quel sogno
    degno dicitore delle mie esigenze.
    Quest’autunno ti porta lontano,mi porta lontano
    ma non sa tenerti lontano dai miei sentimenti
    ormai radicati con sempre più forza da sembrare
    porti di mare dove cercar ristoro alle fatiche.
    Mare che sai amare chi ti ama
    inventami visioni
    che portino il sorriso sulle mie labbra
    dammi quel sole che tramontando
    s’appoggia su quelle lenzuola bianco d’onda
    che tu accogli per proteggerlo dal sonno della vita.
    E io che guardo questa meraviglia che regali
    continuo a guardarti per stampare nel mio cuore
    quei meravigliosi colori che inventi.
    Quelle onde che regali al sole dormiente sono
    le lenzuola dell’anima ,della mia anima.
    E mi rassereno, certo, che nessuno mai potrà
    rubare questa meravigliosa vita che continuamente
    doni a chi come me ama essere chiamato:
    Amante del mare.
    Mare amante fedele e eterno
    Fammi vedere in questo autunno il tuo vivere
    fammi vedere i sogni di chi difende l’ amore
    che sprigiona quel coraggio di farlo grande fino al cielo.
    Cielo che confondi col colore dei tuoi baci.
    Baci che accarezzano e cullano la voglia di vivere
    sapendo che non tradirai mai chi ti ama.
    Chi ama il mare non tradirà mai e
    io amo il mare
    Compagna fedele dei miei sogni.

    SEZIONE B
    Accetto il regolamento

  15. Elisabetta Perroni /

    ELISABETTA PERRONI 23/11/2014
    Sezione B – Accetto il regolamnento del contest

    Pasticcio

    imbratterò la tela di colori violenti
    per vomitare tutta la mia rabbia
    di fronte alla stupidità degli uomini
    che annientano se stessi
    imbratterò la tela dei colori della follia
    che si veste di normalità quando sa
    ed esplode quando ignora
    imbratterò la tela dei colori della giustizia
    per ognuno diversa
    dell’oro e dell’argento
    del platino e del ferro
    che solo i bimbi incanta
    imbratterò la tela dei colori dell’amore
    che nasce tenue dalla mamma
    dal tono morbido e tondo
    cresce in semicerchi ed angoli
    e appena ci credi mente
    imbratterò la tela dei colori
    dell’alba e del tramonto
    zucchero filato dalle mille sfumature
    e di opposto senso
    e mentre imbratto la tela
    lacrime pasticciano i colori
    tutto si confonde e si somiglia
    l’odio diviene amore
    la rabbia tenerezza
    gli angoli si plasmano
    di botticelliana opulenza
    e i colori urlano dentro
    e i colori amano dentro
    ogni identità diventa l’opposto di se stessa
    e dalla morte nasce la vita

    Elisabetta Perroni 2005

  16. Ines Zanotti /

    Ines Zanotti 24 novembre 2014

    SUONI e POESIA

    “Oh vita,
    che intonasti le mie prime note:
    dal vagito compisti uno spartito…
    Al volo del tempo affidai i suoni
    e sulle ali dell’età i miei timori.
    Composi ispirate poesie in sintonia
    da sfociare vibrazioni in dolce rima.
    Le odi partorir sento ancor dentro:
    lo spirto fan elevar, il cor contento.
    Ascolto placida i sibili della natura
    e le stagioni riverbero in scrittura.
    Ogni essere dona il suo suono:
    fiore, cuore, rintocco o tuono…
    I toni salgono la scala musicale
    son delle voci, il timbro universale!”

    Sezione B – Accetto il regolamento del Contest

  17. Elena Spataru /

    La danza nel focoso bacio

    Voglio suonare picca picco
    senza tempo e ritmo
    nel sussulto del cuore,
    a far sollevare
    il mio astro nascente
    di intense sensazioni.
    Già sparso
    sulla ninfa del pensiero
    dove il mare risuona
    nel tuono dell’arcobaleno.
    Una convivenza sarà
    sul ramo d’orchidee
    dove la brina sveglierà
    l’essenza delle tue labbra
    in un cristallino bouquet
    abbondante di miele,
    assorbente
    nella danza delle stelle d’or
    d’una meteora
    in un focoso bacio
    nei cerchi di luce che arriva
    che l’alba ti svegli
    nella brezza del mare
    e verde campo
    fino al calar del sole.

    Poesia edita

    Sezione B

    Accetto il regolamento

  18. Nicola M. Gramigna /

    Nicola M. Gramigna
    Sezione B
    Dichiaro di accettare il regolamento del contest.

    “Fato”

    Giaccio.
    Immobile, fermo
    e placido
    giaccio.
    E fuggo
    la ferrea legge dell’utile
    non presta occhi
    ad amicizia o amore.
    Senza lutto, corro
    nel frastuono delle stelle
    e vagheggio.
    Indomito sogghigna
    un primitivo tempestare
    lontano, dall’anima del cosmo.
    Freddo, illogico, giusto,
    come boia cortese sentenzia
    sulle speranze vuote.
    Eterno figlio del primordo.
    Eterno figlio del frastuono.
    Innaturale
    colpevole
    taccio.

  19. Alberto Diamanti
    Sez. B. – accetto il regolamento

    L’UOVO. LA GALLINA E IL NONNO PREMUROSO

    Una bambina, che aveva fatto un brutto sonno
    si faceva coccolare un pò dal nonno
    che per farla sorrider, disse alla piccina :
    “Tu sai chi é nato prima … l’uovo o la gallina” ?

    La bimba, sino ad allora zitta zitta,
    lo guardò negli occhi, dritta dritta…
    e disse : “Nonno solo tu sai per te cosa io provo…
    e ti ringrazio se con la scusa di quest’uovo
    tu vuoi far sì che io dorma più serena !

    Ti voglio bene nonno”!
    … e pronunciate ‘ste parole, appena…
    piano pian si addormentò, quella bambina…
    … e in sogno gli apparve una gallina !

    Il giorno dopo, appena sveglia, la bimbetta
    corse dal nonno : “Ehi, nonnino… aspetta, aspetta…
    .,. sai quella storia della gallina e dell’uovo ?
    Io l’ho capita ! No… non c’é niente di nuovo…
    L’amore per te, nonno, non ha prezzo ;
    non ha mai fine… e non c’é neppure inizio.
    E qundi non c’é tanto bisogno di capire :
    oggi ci siamo, ma domani può finire.
    Abbracciami nonno… ti voglio bene più di ogni cosa !”

    E piano piano, una lacrima rosa
    uscì dagli occhi di quella bambina…
    che grazie a quella breve domandina
    aveva capito che il tempo é una illusione,
    e che l’amore fa felici le persone…
    Può far felici tutte le creature, anche la più piccina…

    E perché no ?! Anche un uovo e una gallina !

  20. ROSELLA LUBRANO

    Sezione B

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest

    ” DEA ”

    Quel giorno te ne sei andata
    come una tenera farfalla
    dalle ali spezzate,
    in punta di piedi,
    come un soffio di vento
    tra le spighe del grano maturo.
    La tua anima dolce e discreta
    è volata nei giardini del Cielo,
    io l’ ho vista, l’ ho toccata
    e ho sentito in me
    l’ armonia del tuo canto d’ amore.
    Tu, sublime Musa,
    hai sconfitto il buio della sofferenza
    e ora sei immortale,
    le stelle ti invidiano,
    i mortali ti piangono.
    Quando Dio vorrà
    spero di abbracciarti
    e poterti parlare
    della vita passata,
    volata come un gabbiano
    e questa volta, ti prego,
    prendimi per mano.

    Dedicata alla poetessa Alda Merini

  21. Sezione B
    Dichiaro di accettare il regolamento del contest

    VELENO

    Perfida e nera
    la morte
    ti ha portato via…
    Un dolore sconfinato
    ha fatto brandelli
    della mia anima
    e fermato per sempre
    il mio cammino.

    Sono morta
    e ascolto
    il battito del cuore
    scandire un tempo
    che più non m’appartiene.

    Perfida e nera
    lei non m’abbandona
    e mi porge il calice
    di quel veleno
    che goccia
    dopo goccia
    mi annienta
    lentamente.

    • Gemma Preite /

      GEMMA PREITE
      SEZIONE B – ACCETTO IL REGOLAMENTO

      Movimenti

      I miei piedi percorrono strade 
      che non sono le mie, 
      strade buie e deserte
      senza passato,
      verso un altrove
      di cui non riesco 
      a definire i contorni.
      I miei pensieri galleggiano 
      su zattere mentali
      seguendo scie 
      altrettanto sconosciute
      verso confini indefinibili.
      Smarrimento, confusione.
      Unico punto di riferimento
      possibile,
      il cuore
      Che anima le arterie
      Che da vita ai due movimenti opposti
      Che ancora suggerisce emozioni
      E dona impulsi.

  22. La bambina di Fabio è sull’atrio della sua casa, una villetta con giardino all’angolo della strada, e piange: le lacrime scivolano veloci sulle guance plastiche, come un bassorilievo di Luca della Robbia. Il suo corpo minuto si adagia sulla pancia di un cane accasciato sull’erba. Il nonno dice: – Lui è Virgola, è morto -. La disperazione di un bambino è nel suo pianto, come l’impotenza degli adulti nel silenzio.
    – Perchè è morto? – ripete la bimba – Perché? Non stava bene insieme a me? Cosa gli ho fatto? –. E racconta del loro tempo condiviso, di quando Virgola scodinzolava e lei lo stringeva forte a sé. E pronuncia tante domande ancora, divincolando le manine paffute nell’aria.
    – Non ci sono risposte, purtroppo… -. Ripete nonno Bruno – in bocca un sigaro olandese che assapora muovendo le labbra annerite dalle quali spuntano a fatica laconiche frasi che solo un bimbo e un vecchio possono comprendere -. Lei si incolla alle sue gambe e stringe le parole nelle orecchie protese, e negli occhi sembra fissare ogni pelo di quel cane per farne memoria. – Sarà sempre nel mio cuore Virgola… -.
    Così si prepara alla morte dei corpi. E alla morte delle domande.

    Maria Stella Lo Re

    Short Story tratta dal volume ‘Come in due’, Arduino Sacco Editore, Roma, 2013

    – Sezione A – Dichiaro di accettare il regolamento del contest

  23. “Anima inquieta
    che vaga nella notte,
    si frange sugli scogli
    la speranza della luce.
    La sabbia sulla pelle,
    la Luna dentro il cuore,
    ha inizio il sentiero
    nella Pineta dell’amore.

    Il rumore del mare
    copre il tormento.
    Si odono lamenti
    e poi immediato il silenzio.

    Si perde nella notte
    l’anima inquieta
    che diviene sposa
    del mare
    nero come la pece.

    Sulla sabbia
    un velo bianco si posa.

    Le luci dell’alba
    nulla più posson salvare.

    Assordante una sirena
    e due righe
    sulla pagina di un giornale.”

    Filomena Innone
    Sezione B – Accetto il regolamento

  24. CERTI DI AVER SOGNATO

    Come sarebbe se tutta questa luce rimanesse
    avvolta nella mente, sempre, dopo coricati,
    come il peluche vecchio, a difesa, sul comodino.

    Come questa casa se fosse lasciata una notte sola
    alla sua luna, e invece le altre come terra coltivata
    dalla nostra presenza viva: eco sentito senza sosta.

    Come le calle staccate una ad una dalla terra
    in una giornata spenta senza luce a fare bianco, e io e te
    seduti sul divano senza un mare davanti da guardare.

    Come è essere certi di aver sognato
    dentro una modesta cartolina
    in cui la continua confluenza di ogni idea
    e tutto il cielo arreso
    facessero la scena, il punto
    rimasto sulla piega di un racconto.

    Maria Stella Lo Re

    Poesia tratta dal volume ‘Come in due’, Arduino Sacco Editore, Roma, 2013
    – Sezione B – Dichiaro di accettare il regolamento del contest

  25. Tania Scavolini /

    Dell’Anima il battito

    Tra le fessure dell’alba
    ascolto dell’Anima il battito,
    lentamente alla Luce
    i pensieri miei si schiudono.
    Dai deliri del mondo
    assorbo il dolore,
    di sdegno mi inondo
    per gli impuniti abusi,
    le sofferenze, i soprusi.
    Oltre l’orizzonte del disgusto
    pongo l’attonito sguardo,
    scorgo la Pace del Creato,
    la dolcezza della natura,
    l’impetuoso e quieto
    movimento del mare,
    il continuo rigoglio della terra.
    Mi rifugio qui,
    in quest’eremo
    d’insuperabile bellezza,
    il cuore vibrante d’Amore
    e grata abbraccio il dono
    dell’Eterna Vita.

    Tania Scavolini
    sezione B – accetto il regolamento

  26. Tania Scavolini /

    I sentieri dell’anima

    Appartenevano a lei quei passi lievi sulla neve fresca, uno dopo l’altro a comporre un sentiero. Jacob ne scorgeva solo le orme, non la distingueva mai a occhio nudo, specie in quei percorsi impervi in cui riusciva a malapena a camminare, affranto da sofferenza e dolore.
    La vedeva solo prestando un’attenzione maggiore, cogliendo le sensazioni più impercettibili, ascoltando i richiami più impellenti del cuore, dimenticando le sue lacrime di rimpianto e frustrazione.
    A volte la percepiva ancora meglio quando smetteva di pensare sempre a sé stesso e riusciva a riconoscerla mentre lei saltellava felice lungo i suoi sentieri, scodinzolando al vento e al sole, scivolando sulla neve con generosità, sorridendo al cielo e al mare. Quando Jacob la vedeva così, voleva dire che la trovava finalmente vicino a lui, anzi era dentro di lui.
    La sentiva presente l’Anima, che aveva il potere di renderlo sensibile facendolo aprire al prossimo, scrollandogli di dosso l’egoismo e la chiusura, facendolo mostrare radioso come un raggio di sole. Erano i momenti più belli della sua vita, quelli in cui riusciva a vivere coi riflessi dell’anima, della sua scontrosa, ma prodiga anima.

    Tania Scavolini
    sezione A – accetto il regolamento

  27. Marina Cozzolino /

    Marina Cozzolino
    Sezione A-Accetto il regolamento

    Se l’amore è capovolto

    Mi dicevi che quando non ero nervoso ero il marito più buono del mondo, ma più tu mi volevi aiutare e più io mi innervosivo.
    Volevi che tornassi ad essere l’uomo che avevi conosciuto e di cui ti eri innamorata, premuroso e tenero e invece ti ho fatto vivere in un continuo stato d’angoscia.
    Ti ho offesa e mortificata nella tua dignità ma tu hai nascosto il dolore e le ferite.
    Era impossibile per te pensare che l’uomo che ti aveva dato affetto, che ti aveva fatto ridere, adesso ti faceva tanto male.
    Ho indossato una maschera, l’ho confusa nell’essenza del mio essere e ho massacrato a calci e a pugni la tua anima e tu ti sei ripiegata su te stessa come una foglia accartocciata. Sei stata la vittima silenziosa della mia follia.
    Mi sono nutrito del tuo silenzio e ho capovolto l’amore.
    Adesso ho trovato il coraggio, finalmente.
    Non posso continuare a fingere che tutto quello che è accaduto, non è accaduto.
    Sono un fiume in piena davanti a questo poliziotto che mi guarda esterrefatto.
    Se non riesco a difenderti da me, qualcun altro lo farà al posto mio.

  28. Maria Teresa Dotti /

    Sezione B – Accetto il regolamento

    -Rosa di Novembre-

    Era Novembre
    ricordo i nostri respiri
    che si baciavano nella nebbia
    In una mano
    tenevo una rosa
    pallida come la luce dei lampioni
    e con l’altra
    dipingevo a memoria
    barche addormentate nella notte
    mentre tu ridevi
    di quella risata leggera
    che non ho saputo
    fermare nel tempo
    Ricordi?
    Era novembre
    ora conto le spine di una rosa
    son così tante che fan male…

  29. Canzone degli addii

    Ci siamo abbracciati sotto l’arco
    che s’apriva nella piazza
    l’addio è stato una formalità
    c’era un a rivederci fra le stelle
    nella notte nitida e brillante
    che ci trapassava il petto

    non dolore non doveri non averi
    un addio senza colonne da ragionieri
    così come fanno i ragazzi che
    si piangono sulle spalle e s’aggrappano
    alla maglia quasi forse un’ancora
    dopo l’addio nel mare aperto
    alle burrasche alle onde alte
    allo strillo di gabbiano sgraziato
    sopra il ventre azzurro
    che ci volle uomini e pesci
    uccelli e insetti fiori e biancospini

    ci siamo abbracciati nel sonno
    come fasciame di barca alla burrasca
    e attendere un’alba irriverente che non si cura
    della tazzina sbrecciata del caffè amaro
    anima mundi l’amore con dentro
    tutto il dolore.

    Narda Fattori

    partecipo sia alla sezione B
    e accetto il regolamento

  30. IL BRUCO

    Il bruco avanza indolentemente sulla foglia; mangiucchia qua e là pigramente, si bea di un raggio di sole poi scorge con la coda dell’occhio una coccinella e la guarda voluttuoso . Si sente pigro e languido. Scuote il grosso capo cornuto per attirane l’attenzione, è gonfio di voglia, ma solo a pensare a quanto gli costerebbe per raggiungerla alla forcella del ramo, si sente penosamente privo di forze.
    Con uno sforzo di volontà si spinge avanti, tenta il gran viaggio del desiderio. Si torce e si contorce, si ferma spesso spossato. La coccinella gli volge impudica le terga.
    Si ritorce e si ricontorce il bruco mentre il sole volge a occidente. Ormai non ha più neppure il fiato per inarcare la schiena. L’ennesimo tentativo lo rovescia sul dorso. Gli eventi lo sopraffanno e sprofonda in un’incoscienza beota.
    Cinque mesi più tardi una stordita farfalla sollevò all’aria le fragili ali.
    Una coccinella di passaggio la fissò ammirata: “Me l’aveva raccontato la mia mamma, che era stata corteggiata dalla più bella dell’aria!” , le sussurrò in uno stridio d’elitre acute.

    Narda Fattori

    partecipo sia alla sezione A
    e accetto il regolamento

  31. Fiorenzo Pinna /

    Sta per sorgere il sole
    su di un mare
    sempre meno nero,
    sempre più grigio.
    Ho la bocca amara.
    Si farà celeste.
    I passeri schiariscono
    la voce della luce.
    Sono stanco di presenziare
    sempre e solo ai crepuscoli,
    stanco di ascoltare
    sempre e solo la mia disperazione
    in fin di vita.
    Mi sono coricato nel dolore,
    rinasco all’alba
    per sentire la speranza
    levarsi da un letto di niente.
    Il mattino sorge livido e arancione.

    Fremendo si estingue
    la luce di un lampione
    e disperde la scintilla nel sole.
    Mi è parso per un attimo
    di vedere ardere un fuoco
    esteso tra le cime degli ulivi,
    e sono trasalito,
    non già terrorizzato,
    ma per un sussulto di benessere.
    Si è riattizzata col giorno
    la mia passione per te,
    amore mio amorale,
    ho ancora tanto da imparare,
    ho ancora tanto da macerare
    all’inferno.
    Sono un primo mattino.
    L’inferno è una strada da praticare,
    incendiata dalla luce del sole
    e di lampioni.

    Un altro giorno
    è morto
    nel solito osceno tramonto.
    Stavolta non ho voluto
    assistere al patetico spettacolo
    del cielo viola
    stravolto in lutto.
    Mi sono addormito distrutto
    prima che imbrunisse.
    Col favore della luna
    indifferente nel nulla
    mi sono ridestato.

    (dichiaro di accettare il regolamento) – sezione B

  32. miriam bruni /

    Miriam Bruni – Sez. B
    Accetto il Regolamento

    Indifferente alla mia stanchezza,
    spalanca il mattino le sue fauci
    smisurate. E si gratta un orecchio
    il sole, incurante di essere nudo.

  33. Maria Teresa Dotti /

    Sezione A – accetto il regolamento

    Ciao Maria.

    Il broncio ancora intravedo tra le ginocchia sporche, e un bambolotto piange a faccia in giù nella polvere.
    Abbandonate hai le scarpe, dove l’aralia ingombra il portico, tra le chiocce che passeggiano nell’aia e un vecchio carro sfiancato dal fieno.
    Ti infastidisce il colletto in Sangallo, che da un tono al grigio abitino e a te, bruna zingarella dai capelli arruffati, dagli occhi d’ombra come le amate colline.
    Laggiù fischia un treno ed alzi il viso, corri e sbuffi nella campagna.
    Ciao Maria, hai scoperto che la vita addomestica, non sperare in un ritorno che non c’è.

  34. C’E’ ANCORA NOTTE

    C’è ancora notte
    per le nostre voglie.

    Ti strappo un sorriso
    lieve dalle labbra
    e la pelle tua racconta
    di audaci storie proibite.

    C’è ancora notte
    per i nostri sogni.

    Di te mi parli suadente
    ma la mente vagabonda
    si perde tra le nebbie
    di un insistente desiderio.

    C’è ancora notte
    per il nostro amore.

    Tu per me sei già futuro
    e le mie carezze scivolano
    a cercare il tuo mistero
    che stanotte mi appartiene.

    Mauro Bompadre

    Sez.B – Accetto il regolamento

  35. Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “B”

    Angeli senza ali

    Nulla è più struggente di una donna che muore
    trucidata da una mano armata da demenza.
    Su di lei si posa un velo di tragica malinconia,
    d’innocenza e di eternità senza più vita perché qualcuno,
    in balia della modernità che ci violenta,
    immemore del piacere e dell’incanto per la seduzione,
    arma la sua mano per sentirsi chi non sarà mai, e uccide!
    E così la morte di donne innocenti, colpevoli solo
    d’aver amato un uomo che non è mai stato tale,
    si fa carico del martirio di questi Angeli che non voleranno più!
    Quelle creature amavano un essere chiamato uomo:
    il leggendario, il mito, il cavaliere che ha distrutto
    prima lo loro dignità, poi l’amore e infine l’esistenza.
    Onoriamo le martiri di questo mondo finto,
    indossiamo l’umiltà, afferriamo il coraggio e
    disarcioniamo i cavalieri così, senza cavallo,
    non sono più nessuno e allora muoiono!
    Non di una morte naturale, no, loro muoiono di una morte
    che li lascia in vita a espiar peccati e a rimpiangere gli Angeli
    che una volta, prima che gli efferati gesti li spazzasse via,
    vivevano nel corpo, nella mente e nell’anima di donne
    con una sola colpa: aver amato infami che ora,
    preda della modernità, periranno in eterno per aver rubato loro:
    corpo, anima e dignità.
    Ora però non inventiamo numeri, non contiamo guai,
    ma cantiamo per gli Angeli che vestiti da donna solcano il cielo.
    Cantiamo contro questo male affinché non si ripeta
    e preghiamo affinché non si diffonda infilandoci
    in una strada senza luce.
    Esortiamo gli Angeli affinché, ad ali spiegate,
    ci accompagnino nel sentiero della vita
    a farci vivere l’amore che solo loro possono donare.

    • RICORDI
      L’allegria mi assale e mi precipito in camera per disfare la valigia velocemente così mi infilo il costume e corriamo sotto il ponticello, dopo aver liberato “Ruga” la tartaruga, dalla scatola di cartone./La mamma ci raccomanda la massima attenzione nell’avventurarci sotto il livello della strada, ai margini della biforcazione del canale, dove il lunedì di pasquetta siamo soliti andare a pesca di girini. Incuriosita dalla lezione a scuola sulla metamorfosi, l’anno prima ne ospitai uno sul lavandino della cucina di mamma; attesi trepidante la trasformazione e dopo un mesetto lo rigettai nelle acque sotto il ponticello soddisfatta./La prima giornata scorre molto veloce e torno a casa con le spalle in fiamme con Enzo, Nino e Roberta. Zia ci sgrida perché siamo scappati talmente presto da non permetterle di ungerci con la protezione solare, ma mia madre, dopo l’ammonimento, si raccomanda la doccia e l’ungimento con il prep./
      Sono entusiastica ed elettrica per la giornata trascorsa a costruirmi la canna da pesca con lenza, canna, amo e tanto di esca….anche se non abbiamo pescato nulla!
      Adoro queste estati e so di essere fortunata ad avere una famiglia affiatata e sono sicura che nulla e nessuno turberà il nostro equilibrio.
      CATERINA MUCCITELLI
      SEZ.A
      Dichiaro di accettare il regolamento.

  36. Antonia Fadda
    Sezione B
    Dichiaro di accettare il regolamento del contest

    La solitudine
    Intensa di misteriose aspettative,
    agrodolce culla di altalene
    inghirlandate da musiche sublimi ,
    poesia,
    incontaminata purezza,
    reincarnazione di ancestrali sentimenti,
    acre disperazione decrepita,
    urlo strappato alle stelle!

  37. Antonello Meazza /

    Sognando l’Asinara

    Sorvolo
    un triangolo di pianura
    e cilindri di pietra vecchia
    mi avvisano
    che posso andare
    oltre
    sentinelle abbronzate
    fanno volare
    solo i più giusti
    e acini
    di pazienza infinita
    sono pronti
    per essere pestati…
    Sorvolo
    il monte di Fabrizio
    e maestralate di querce
    scorticate
    mi fischiano
    che non posso
    guidare le pecore
    loro la strada
    già la sanno…
    Sorvolo
    strade e piazze
    di ulivi e palme
    e un asino
    dal pelo nostalgico
    mi insiste
    a fermarmi
    ché arrivato sono
    nella mia casa
    nella sua casa
    nell’altra isola
    collina di suoni.

    Sezione B – Accetto il regolamento.

  38. Paolo Breviario /

    Rondini
    Siamo rondini con lo zaino
    Cacciamo gli istanti che volano
    Facciamo scorpacciate di tempeste
    Portiamo nel cuore eterne primavere

    accetto il regolamento, partecipo alla sezione B

  39. Luisa Candolfi /

    Luisa Candolfi, accetto il regolamento, partecipo alla sezione B (poesia)

    Luce

    Eravam in tre
    io, te e me
    Un’altra sfera
    Un’altra metafora
    Eravam in tre
    io, te e me
    Una luce
    sfiora le labbra
    non le mie,
    non le tue.

  40. Luisa Candolfi /

    Luisa Candolfi, partecipo alla sezione A ed accetto il regolamento del contest

    Rovine
    Luisa stava afferrando il coltello sopra il tavolo della cucina, quando ad un tratto, Ludovico entrò nella stanza. La tragedia fu immane. Ludovico vide tutto quel sangue. Luisa ne era stracolma. Per un attimo pensò che Luisa si fosse tagliata, ma poi la verità fu più tagliente di quel coltello. Aveva perso moglie e figlia in una solo colpo.

  41. Andrea Lombardo /

    Accetto il regolamento, partecipo alla sezione A

    Povero bimbo

    Alberto era un padre di famiglia. Lavorava dalla mattina alla sera con una sola ora di pausa pranzo. Sua moglie, Mimì, stava in casa. Avevano “3 figli”, Igor, Luisa ed il loro gatto Miscia Ma la mattina del 24 dicembre, Alberto non andò a lavoro. Quella mattina Alberto decise di terminare la sua vita in modo prematuro. Si tagliò le vene.

  42. Andrea Lombardo /

    Partecipo alla sezione B (poesia) con “Nuvole basse”
    accetto il regolamento

    Nuvole basse

    Sul prato
    ancora delle nuvole basse.
    L’oste non guarda,
    la moglie non ha le braccia.
    Arrivano le nuvole
    e portano via
    sempre tutto.
    Le nuvole
    e gli arti umani.
    Nuvole basse.

  43. Marta Ette /

    Marta Ette, accetto il seguente regolamento e partecipo alla sezione A

    Noi
    Ti amavo. Ahimè, sì ti amavo, ma ancora non sapevo quanto.
    Quel lunedì te ne stavi sulla panchina. Guardavi la tua moto. Tutto era intatto fra noi, sino a quando non ti vidi guardare una ragazza. Una ragazza con un cappello abbondante. Non la vedevo in faccia. Mi avvicinai nasccostamente. Quel cappello enorme si avvicinò a te e tu la baciasti. Me ne andai, non eravamo più un NOI.

  44. Marta Ette /

    Partecipo alla sezione B, accetto il regolamento

    Gola

    Nel mentre.
    Perfetto.
    Siamo obliqui.
    Ingaggiamo sogni.
    Nel mentre.
    Non male.
    Gola intatta.
    Urla strazianti.

  45. SEZIONE B – ACCETTO IL REGOLAMENTO
    Filippo Salvatore Ganci

    CUORE PURO

    Non sono solo parole svestite

    quelle che dettano i cuori puri

    ma sol canuti sentimenti intensi

    abrasi dal vento d’una tramontana.

    Portano con sé lacrime di sale,

    a volte profonde ferite di guerre

    lasciate d’una mano senz’anima,

    da cuori di pietra che percuotono.

    Pompare deve a volte sangue amaro

    o donarlo con dolcezza all’amato

    privandosi del respiro d’un sogno.

    Or dimmi tu, che apparire non vuoi

    quale parola vuoi per vestirti a festa

    perché solo io ne conosco l’amore!

  46. Partecipo alla sezione A ed accetto il regolamento del contest.-
    Filippo Salvatore Ganci

    PAROLE SEMPLICI

    Sono le parole semplici, quelle che sente volentieri il cuore, sono chiare e forti.
    Nel cammino di vita, lasciano il segno ad ognuno che ami e fanno felice tutti i cuori puri.

    Solo chi ama, sa donarle a chi ama. lui, sa che sono limpide e calde per quel cuore che vuole amore. Basta un ” TI AMO” o ” UN TI VOGLIO BENE”

  47. Francesca Dono /

    Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “B”

    Donnafemmina e qualcos’altro ” Inversionismo ”

    Se mi sparaste
    tra le anche
    o dentro l’occhio
    del seno stordito
    sarei sempre
    la stessa donna.
    Divincolata
    dalla mietitura dell’ortolano,
    mentre i decenni passano
    segnando
    lo stesso bordo
    negli stessi cieli.
    Ecco che passa
    la piccola testa,
    l’avete vista?
    Non la conoscete?
    Va a marcire
    sotto la pancia
    del leone,
    a brucare il legno
    sul rogo della strega.
    Ricordo bene
    l’estremo singulto
    da puttana,
    quando mi fu detto
    di non avere un posto,
    cantai
    la marcia funebre
    stonando la morte
    verso i monasteri
    ammaccati,
    dietro le pietre
    della lingua strappata.
    Urlai
    ma caddi nell’inchiostro sacro.
    Vi lascio la bestemmia
    dicono sia solo
    figlia dell’uomo
    -pioggia-
    anch’io sono figlia,
    femmina idiota
    che gira
    la carne attorcigliata
    -Che meraviglia!-
    come troia e santa
    ondeggiando
    al prossimo battesimo.
    Ho visto passare
    una lontra,
    era ferita,
    correva sulla strada
    per piazza del Cannone
    aveva un fiore rosso.

  48. Mirella Merino 10/12/2014

    Titolo: Guerriero Di Luce

    Ho scelto in questa vita di amare senza condizione e di parlare seguendo le emozioni e non le intenzioni.Non esiste nessuna scelta quando si ama.
    Ho scelto di dare valore alle parole ”sempre e per sempre “ con le mie azioni e il mio coraggio. Sono stato onorato della consegna della spada per difendere i diritti di ogni creatura vivente e ho scelto di combattere in nome del vero amore.
    Scaglierò frecce argentee e dorate, per ritrovare la strada che ho perso, quando mi sembrerà che l’oscurità delle tenebre mi stia assalendo e travolgendo nelle sue fitte nebbie.Non hanno importanza né il mio colore né il mio aspetto, ma unicamente la luminosità della mia anima e ciò che custodisco.
    Sono qui sulla terra, alla ricerca dei miei simili per riunire l’Antica Stirpe e il viaggio in questa dimensione mi condurrà all’altra parte di me.
    M’inchinerò, dinanzi alla bellezza del suo cuore e le farò dono del mio amore infinito, per l’eternità.Da troppo tempo erro su queste terre e il tutto è iniziato quando l’ho persa nella vita precedente. Non ho agito seguendo il mio cuore,ma il mio orgoglio e ho rinnegato quel che invece lei, aveva percepito fin dal principio, nel nostro primo sguardo.
    Autrice Mirella Merino

    Dichiaro che l’opera è frutto del mio ingegno e inedita.
    Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “A”

  49. Mirella Merino 10/12/2014

    TITOLO: SEI SEMPRE CON ME

    SEI SEMPRE CON ME,
    ANCHE ORA CHE SONO LONTANO DA TE.
    IN QUESTA NOTTE, CHE MI SENTO SOLO,
    SENTO IL TUO CALORE CHE MI VIBRA NEL CUORE…
    E CON LA MENTE VOLO.

    PENSO,CHE SEI NEI SORRISI DELLE DONNE CHE INCONTRO,
    NEI LORO OCCHI AVVERTO IL TUO MONDO.
    SEI SEMPRE CON ME E NON MI LASCI MAI,
    E OGNI VOLTA MI SALVI, QUANDO MI CACCIO NEI GUAI.
    MI DISTRUGGE LA TUA NON PRESENZA,
    MA ALLA FINE, SO SEMPRE CHE
    TU SEI PARTE DELLA MIA VERA ESSENZA.

    LA MUSICA E’ TUTTO QUEL CHE AMO
    E I SUONI SONO LA TUA VOCE CHE VIENE DA LONTANO,
    MI RICORDI SEMPRE CHE VIVO ANCHE PER TE
    E PER QUESTO SEI E SARAI SEMPRE CON ME.
    E PER QUESTO SEI E SARAI SEMPRE CON ME.

    AUTRICE: MIRELLA MERINO

    Dichiaro che l’opera è frutto del mio ingegno e inedita.
    Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “B”

  50. GIUSY RODOLFI 10/12/ 2014
    Accetto il regolamento del contest sezione B

    E…tutto ebbe inizio Inversionismo

    Pliocene, iniziò…
    s’innalzò la terra
    soffiò il vento, e,
    lingue di fuoco invasero,
    marasma d’acqua sconvolse.

    E poi…silenzio

    Miocene continuò il cammino;
    si rizzò in piedi,
    innalzò cattedrali
    montagne di fuoco
    sviò: fiumi, laghi, mari, e…
    del Bla Bla, fece monumenti:
    tra assassini malandrini ladri
    stupratori di donne e bambini.

    L’ingranaggio senz’olio scricchiola, sbardella…

    La terra in tremore
    rilascia un fetore di piaghe
    piagate e mai risanate,
    di pelle strappata, bruciata
    giammai ricomposta.

  51. Francesca Dono /

    Dichiaro di accettare il regolamento del contest Sez. A

    Il treno

    Mi spinse la lingua senza troppo tergiversare, sapeva di tabacco salato ,al formaggio. Forse aveva pranzato prima di prendere quel maledetto treno. Già il treno, mio programma a tavolino.
    Non mi interessava chi fosse quello seduto davanti a me . Era uomo e questo mi bastava. Del resto non si dice chiodo scaccia chiodo?
    Lo guardai distrattamente . Mi soffermai poco sulle mani , erano macchiate, non so se efelidi , le unghie impecorite ,lerce in bellavista. Ecco, avevo deciso, lo guardai dritto, da vacca grassa, poi mi feci scivolare lenta con la bocca semiaperta, la punta della lingua sbavata sull’angolo, da cui colava qualche goccia di saliva. M’impennai di scatto , sul pene già ingrossato. -Ti piacerebbe vero? Solfeggiai muta con gli occhi fradici ,libidine? Sbottonai la camicetta ,schiaffandogli il seno sui baffi , pronto nel dovere. Mi sarei presa a pugni, nessun passo indietro, no. Merda ! Dio! Stavo di merda! Anch’io nella cecità di una verità palese? Amen , sto puttana , dopo troia a tutti gli effetti, tanto cosa cambia? Almeno ,mi sarei scopata un uomo . Lui no, un altro uomo, quel pezzo di frocio! Affanculo quel suo maledetto perbenismo. Affanculo! Mi venne da vomitare.

  52. Amanda Bianchi /

    Partecipo alla sezione B, accetto il seguente regolamento del Contest. Grazie.

    Videogioco

    I sentieri dell’anima
    non celebrano
    la modernità
    del giuoco
    per mezzo
    del videogioco.
    I sentieri dell’anima
    introspettano
    la verità del passato
    con il sapore del verso.

  53. Amanda Bianchi /

    Partecipo alla sezione A, accetto il regolamento

    Giorni

    Erano giorni scuri nei quali neppure la Luna si affacciava. I nostri protagonisti, di carattere secondario, insistevano sulla fenomenologia del tempo, sul suo espandersi, sul suo ripiegarsi. Erano giorni in cui non si vedeva il Sole. Ne le stelle. Eravamo solo noi e la vita dell’universale filosofia.

  54. Carla Mori /

    Partecipo al contest accettando il regolamento.
    Sezione B, in fede Carla Mori

    Luci a mezzanotte

    Statale 45.
    Silenzio per la via.
    Notte. Niente Luna.
    Una sera come tante.
    Statale 45.
    la tragedia a mezzanotte.
    Una luce.
    La luce.
    e poi il boato.
    Sono morta nella statale 45.

  55. Carla Mori /

    Accetto il regolamento, partecipo alla sezione A

    Voci

    Settembre, gli alberi stavano iniziando ad ingiallire, quando sul portico vedemmo assieme la rosa dei quattro venti sbocciare. Un’emozione unica. Io impallidì dopo soli 3 minuti. Sentivo nuovi voci nella mia testa. La rosa mi parlava e chiedeva aiuto. La tagliai, non so ancora perché, ma decisi di non fidarmi di quel fiore.

  56. Tina Dapice /

    NULLA DI PIÙ

    Nulla mirano gli occhi
    quando la luce li pervade,
    Nulla odono gli orecchi
    né il passo che cade

    Nulla odora tutt’intorno
    solo il profumo della pelle,
    nulla oggi sembra adorno
    solo le labbra, solo quelle.

    Nulla è incredibile
    come il tocco della mano
    nulla è più sensibile
    anche il cuore batte invano

    Nulla sa stringermi così
    né più il sole e il suo calore,
    Nulla come lo sguardo che posi
    dono’ troppa gioia quasi dolore

    Nulla di più sa incantare
    di quel sorriso gioioso
    nulla ancora desiderare
    dopo un bacio così focoso

    Nulla s’immagina del futuro
    solo oggi è importante
    nulla mi rende più insicura
    incerta come un ‘errante

    Nulla ci è destinato
    sol quello che rubiamo
    nulla più del fato
    sol in questo noi possiamo

    Nulla però di più conviene
    di quest’ore tanto attese
    nulla dell’anime tutte piene
    fino a donarle a mani tese

    Nulla di questo vorrò cambiare
    pur anche l’asperita’
    Nulla pur di respirare
    l ‘aria tra le tue dita.

    accetto il regolamento, partecipo alla sezione B

  57. Rosa Maria Chiarello /

    Rosa Maria Chiarello 10\12\2014

    Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “B”

    L’ultimo respiro

    In una mattina di agosto
    dopo una notte irriverente
    capii che te ne stavi andando.
    Mi stavi lasciando con il mio dolore
    e con la consapevolezza che
    non avrei più potuto dirti
    Ti voglio bene.
    Non saprò mai cosa hai pensato
    negli attimi del tuo trapasso.
    Ho visto le tue mani
    non aggrapparsi più alla vita
    Per tutta la notte non avevi fatto altro.
    E proprio in quel momento ho pensato:
    Mi stai lasciando.
    Le lacrime calde cominciarono a bruciarmi il viso
    mentre il cuore mi scoppiava
    Ero sola con la mia disperazione
    e così sono rimasta per non so quanto tempo
    incapace di comunicarti le mie sensazioni
    Guardavo i tuoi occhi spenti
    con la grande certezza nel cuore
    che finalmente ti eri rincontrata e riconciliata
    con il tuo grande amore.

  58. Massimo Chiriatti ( Chirio, inversionista)

    Accetto il regolamento sezione B

    Carta ( scritto inversionista )

    Assaporare, toccare
    percorrere e sfiorare
    la carta
    con acerbe carezze d’inchiostro;
    o vomitandoci sopra pensieri
    con rigurgiti
    o vagiti a singhiozzi;
    e finire
    facendoci l’amore
    imbrattandola d’umori.

    Così tu,
    non più candida
    ma ancor profumata e preziosa
    carta,
    mi contieni
    nei silenziosi racconti
    del mio sentire.

  59. -Cause di un sorriso sincero-

    A lasciarmi inerme,
    squadrato dalla tua percezione
    è il sorriso sincero,
    che libero di amare,
    riesce a frugare nelle mie viscere.

    Oppure è l’invidia dei tuoi jeans,
    premurosi su curve tanto gentili e smaliziate,
    repressa al mio conscio limitato.

    Oppure è soltanto l’appassionato rimbombare,
    il carezzevole tic tac di un anima
    che odo da distanze infinite e da tempi prossimi al mio cuore,
    animato di auspici
    ma infranto dai sospiri.

    Proprio come una lacrima si stende negli occhi bisognosi di verità,
    o come una profonda onda oceanica
    che in tempesta agogna la meritata spiaggia,
    punto d’unione tra ardore e bisogno,
    anche stanotte, di intenderti
    e baciarti sogno.

    Giuseppe Carta

    Sez B Accetto il regolamento

  60. Alessandro Faonio /

    Dichiaro di accettare il regolamento.
    Sez. B

    Cosa sono gli uomini
    Se non soluzioni di problemi inesistenti.
    Aragoste nel deserto dei grattacieli,
    Angosce rivoltanti succubi giacigli
    Di arida fanghiglia vermiforme.
    Pianti nel mare, controvento,
    verso soccorritori dispersi
    sull’isola di se stessi.
    Cosa sono le mie paure?
    Chi si nutrirà delle mie parole?
    Formicai che soccombono
    Asfissiati dal proprio egoismo
    Quando nei sospiri del futuro
    Veniamo inghiottiti dai mulinelli
    Atroci delle nostre domande.
    Scaraventati come barche
    Contro scogli di cruda saggezza.
    Eccoci, negli emisferi polari,
    Gelidi, delle nostre sicurezze
    Difronte la verità in necrosi:
    Ad attendere la novità come vecchie il necrologio
    Ad illuminare strade vuote, come lampioni
    nella prospettiva entusiasmante di ombre laconiche.
    A schiarire la notte come la luna
    di ciechi telegrammi scritti nero su nero.
    Più straziati dal dolore del mio specchio
    con la mano del buio a tappargli la bocca,
    a recidere dal suo petto il grido della verità.
    Eccoci qui, uomini e me,
    La solitudine gode del posto
    Più bello in questo splendido teatro,
    Rivestito di carbone e stagno
    Vissuto da polvere e stelle.
    Lo sguardo al cielo,
    Quindi demolito dal silenzio eterno.

  61. OGNI VOLTA
    Quante volte hai guardato/ma non hai visto./Quante volte ho parlato/e non mi hai ascoltato./Quante volte ti ho cercato/e non ti ho trovato./Ed ogni volta una lacrima /
    è scesa dal cuore scalfendolo a crudo,/indelebilmente/ed il solco, ogni giorno,/è divenuto più profondo e doloroso.
    CATERINA MUCCITELLI
    SEZ.B
    Dichiaro di accettare il regolamento.

  62. elisabetta turchi /

    come si fa a tornare indietro
    ora.
    tornare alle domeniche
    senza i baffi dei gatti
    senza l’odore della verza
    senza gli occhi dei vecchi
    senza i tuoi occhi addosso
    tornare le domeniche
    a vagare vagoni
    nei santuari del polipropilene
    e fermarsi
    dentro l’abbraccio
    di una mosca
    che incespica briciole
    di un cieco che vede
    di un piccolo uomo
    trascinato via
    dall’algoritmo
    degli ovetti kinder

    elisabetta turchi
    sez. B
    accetto il regolamento

  63. Dichiaro di accettare il regolamento. Sezione B
    Carla De Bernardi

    BIOGRAFIA

    Nacque all’alba di una notte d’estate.
    La sua infanzia trascorse serena seppur solitaria.
    L’adolescenza fu un duro colpo.
    L’età adulta piena di sconfitte.
    La vecchiaia non portò quiete, nè riposo.
    Tantomeno saggezza.
    Morì inascoltato al tramonto di un giorno d’inverno.

  64. sez. A
    accetto il regolamento.
    Fiore di cactus

    Probabilmente non si ricordava neanche di quel bel film dove improvvisamente al cactus sbocciava un fiore rosso. Dopo mesi era lì a cena con i vecchi amici e con orgoglio mostrava le foto sul telefonino alquanto vetusto, che continuava ad usare nonostante ne avesse uno nuovissimo super accessoriato. Sul video sfilavano uno alla volta quelle sue nuove creature: Astrophytum asterias, Echinocactus grusonii, Echinopsis Blute von der Seite. Sembrava commuoversi quando spiegava che dell’Echinocereus Chloranthus c’erano due piantine che crescevano alte e dritte finché un giorno le aveva trovate quasi adagiate alla sponda della cassetta, mentre al centro uscivano dalla terra tante altre piccole piantine:” Come se avessero lasciato posto ai figlioletti”- diceva lui. Tutti quei nomi confondevano! Lui no, non si confondeva, conosceva quei nomi, ma per lui erano soltanto creature. Continuava a ripetere che prima erano piccolissimi, dentro un vasetto e stavano morendo, quando lei se ne era andata via. Un giorno aveva smesso di piangere. Aveva iniziato a riprendere in mano le sorti della propria vita. Così era capitato che aveva preso il vasetto, l’aveva bagnato una volta alla settimana, finché i cactus erano cresciuti, li aveva divisi ed ora loro lo ripagavano con magnifici colori. Quei fiori erano la metabolizzazione dell’abbandono.

  65. sez. B
    accetto il regolamento
    Da rottamare

    Vivi, vivi, corri, magari
    senza vivere realmente.
    All’improvviso ti ritrovi così:
    da rottamare.
    Eri certo di aver tempo
    innanzi.
    Con sorpresa
    scopri le tasche vuote
    di ore fruibili.
    Non ci credi.
    Allora le rivolti e frughi,
    frughi,
    ricerchi spiccioli di attimi
    che ancora
    ti concedano di eliminare
    quel sapore amaro
    di sconfitta
    che giorno dopo giorno
    ti riempie la bocca.
    Senti tra i denti
    le briciole dei giorni sprecati
    rincorrendo illusioni e sogni,
    sgonfiati e volati
    nei cieli come palloncini bucati.
    Il dito non indica la luna,
    cerca di trattenere
    l’ultima possibilità,
    ma è solo un piccolo dito,
    mentre dentro te, crescono
    l’ansia e il greve sentore
    di aver addosso
    il fiato fetido della vecchia.

  66. Sandra Ludovici /

    Sandra Ludovici

    Dolce male

    Canto
    ragioni di tenerezza sgomenta,
    fronde di speranza sofferta,
    nascondo
    note di sorte scalfita.
    Serbo
    freschezza di umidi ricordi,
    ombre d’antico notturno,
    cullo
    riflessi di sordo pianto.
    Sogno
    raggi di candore infante,
    desideri d’innocente blandizia,
    catturo
    stolte arguzie di riso.
    Mendico
    stenti di pietà diversa,
    sguardi in cattura segreta,
    amo
    attese d’un dolce male.

    Accetto il regolamento – Sezione B

  67. Attrazione fatale

    Sin da quando imparai a leggere, ma forse ancor prima, provai una forte attrazione per i libri, tanto da poter trascorrere un intero giorno in loro compagnia, senza aver bisogno d’altro. Già da allora amavo tutto di essi, l’odore della carta, le copertine, le stampe e, naturalmente, il loro contenuto: le storie meravigliose che vi si raccontavano, le frasi proverbiali, le emozioni poetiche, i colori delle parole.
    Leggendo, oggi come allora, mi sento trasportare in un magico mondo, dove il tempo va oltre se stesso e, ogni volta, alla fine del libro, ritorno alla realtà più ricca e felice nell’animo.
    Sì perché leggere è come cominciare un viaggio, pur senza partire realmente: pagina dopo pagina, passo dopo passo, m’incammino anch’io nella storia, divento parte di essa, cerco e incontro “persone” con le quali vivo momenti quasi inenarrabili!
    Altresì amo scrivere, perché un libro è come un caro amico cui poter raccontare tutto, il tuo alter ego, una parte di te.
    Scrivere, leggere, vivere in un libro è come tuffarsi in un mare azzurrissimo o sognare sotto un cielo trapunto di stelle. È entrare in un mondo che non ha mai fine, è desiderio, passione, amore sconfinato, attrazione fatale.

    Fiorella Fiorenzoni

    Sezione A
    Dichiaro di accettare il regolamento.

  68. ANIME CANDIDE

    Milano. Campanello con cartoncino. Alberto Righi. Stanza disordinata.
    Occhi negli occhi. Lui di carne e sangue, lei di cristalli liquidi. Il viso di Alberto, circondato dalla barba di due giorni, quello di Mara dalle icone. Da mesi la aveva messa come sfondo del desktop per poterla vedere sempre. Explorer. Facebook. Messaggio privato. A: Mara Conti. Le dita di lui correvano sulla tastiera. Non erano guidate dal cervello, ma dal cuore. Sentì i suoi sentimenti che si spostavano attraverso le braccia, poi nel messaggio. Allegò la sua vita al post. Invio. Rimase a fissare l’indice della mano che aveva affidato a internet il suo cuore. E immaginò il momento in cui avrebbe potuto passarlo sulle labbra di lei, suo amore lontano e ancora mai toccato.

    Milano. Targa in ottone. Studio Bessi Conti commercialisti associati. Ufficio ordinato.
    – Paolo, c’è la riunione.
    – Un attimo, Mario, vieni a leggere cosa scrive questo fesso.
    – Ci crede sul serio, quello, di avere beccato su Facebook.
    – Non si è nemmeno accorto che la foto sul finto profilo è quella di Shakira.
    Risate.

    Accetto il regolamento
    Sezione A
    Lodovico Ferrari

  69. Renata Visintini 13/12/2014

    La roggia ( centenario della grande guerra)

    La roggia lungo il muro
    del cimitero scorre
    accompagna il sonno eterno
    di questi poveri giovani
    che hanno lasciato la loro patria
    per venire a combattere e morire
    lontano dalla loro terra:
    oggi anche senza il loro nome.

    Giovani tra i giovani
    di tutto il mondo
    in una fossa
    che i loro corpi
    ha ricevuto
    lontano dal loro paese
    e da sua madre che li ha aspettati
    tutta la vita inutilmente,

    Scorre la roggia
    lungo il muro del cimitero
    canta silenziosa
    per non svegliare
    i ragazzi che dormono.

    RENATA VISINTINI
    SEZ.B
    dichiaro di accettare il regolamento

  70. Eleonora Mangiapelo sez A Dichiaro di accettare il regolamento

    Cicatrici- Inversionismo

    Miriam sdraiata in un letto di ospedale si sveglia, si sente stordita
    e non riesce a ricordare nulla di ciò che può essere accaduto. Il suo
    sguardo va sulle sue mani, la sinistra intubata, la destra in parte
    fasciata, le dita graffiate. Allora ha un flash : Antonio che rientra
    e la chiama da in fondo le scale. La insulta come sua abitudine.
    Ricorda quella sensazione di angoscia e terrore sulla pelle. Quel
    tagliacarte tante volte lo ha immaginato piantato nel petto di quel
    mostro, soprattutto quando abusava di lei. Lo sente salire, lei che
    prende quello che era stato un regalo per il suo compleanno e lo
    nasconde nella manica del maglione. Lui si avvicina con la sua puzza
    di fumo e alcol, le grida le solite parolacce e la afferra per le
    spalle scaraventandola per terra. Miriam si rialza e quando lui si
    avvicina con quel pugno prepotente, lei lo colpisce una volta in
    faccia, e ancora alla gola e poi al petto. Una furia si è
    impossessata di lei. Si guarda intorno, la flebo continua a gocciare. Seppur liberata da quel
    mostro, continua a sentirsi una sua vittima. Il ricordo non la
    abbandonerà mai. Come quelle cicatrici.

  71. Il profumo dei rovi

    Lieve il pendio
    scorre lontano,
    dolce la valle
    al piè distesa.
    Avanzano gaie
    svolazzanti farfalle
    sfiorando leggere
    dune erbose.

    I cipressi:
    sbarre o sipario
    al mio occhio
    alla finestra.
    Scarna la cornice
    ove rampicante
    il profumo dei rovi
    sale a lacerare
    la mia mano.

    (Edita nella silloge “Le stanze vuote” Antonella Iuliano – David and Matthaus edizioni)

    DATI E DICHIARAZIONE
    Antonella Iuliano
    Dichiaro di accettare il regolamento del contest e autorizzo al trattamento dei dati personali, partecipo alla sezione B

  72. Biografia

    Nacque d’estate poco prima dell’alba.
    L’infanzia trascorse serena seppur solitaria.
    L’adolescenza fu un duro colpo.
    L’età adulta piena di sconfitte.
    La vecchiaia non portò quiete, né riposo.
    Morì inascoltato più o meno al tramonto.

    Accetto il regolamento, partecipo alla sezione B

  73. Miriam Bonvini /

    Miriam Bonvini sez.B
    Accetto il regolamento

    Materno-blues (inversionismo)
    Tu
    battito d’ali
    palpito in più
    crampi allo stomaco
    germoglio nel ventre
    lievi calci da dentro
    Tu
    peso greve
    sempre più greve
    pallone che scoppia
    luna piena d’estate
    fusione inscindibile
    Tu
    pelato frignante
    scimmiotto sconvolto
    dal viaggio nel tunnel
    a vedere la luce
    ferita abbagliante
    Tu
    marziano ed alieno
    troppo presto per vivere
    in un mondo distorto
    nemico contorto sconvolto

    Dispiego le ali
    ti avvolgo con cura
    Volo con te

  74. Teresa De Salvatore /

    © Un sogno morto

    Ha fatto tanto male
    quel grande tuo silenzio
    l’ipocrisia gentile
    fatta di aridità,
    di quel mangiare i frutti
    senza innaffiar la pianta.
    E’ grande quella foglia
    che pencola dal ramo
    la vedo e mi avvicino
    rapita e affascinata.
    Ed ecco che ne osservo
    le nervature rigide
    la trasparenza gialla.
    Disidratata e fragile
    ancora mi vuol dire
    son bella anche così;
    il sogno sono stata
    che ora è morto, guardami:
    ormai ho poco male;
    ancora un altro giorno
    e briciole sarò
    di sole dentro il vento.
    Non son caduta marcia
    dentro la terra nera.
    E’ stato bene che
    sul ramo io sia rimasta,

    così sarà leggero
    il peso del ricordo.

    17 12 2014
    h 23,53.

    Sez B. Accetto il regoamento

  75. guido rella /

    I MORSI E IL PANE
    C’è sempre il maggior gusto
    al primo morso,
    quando il pane croccante
    è ancora sconosciuto al dente.
    La fame dà più sprone,
    rende avida la bocca
    che si umetta fino a gocciolare
    per il desiderio ardente.
    Il secondo,
    il terzo,
    anche il quarto morso
    hanno briciole di memoria,
    poi la bocca perde
    in maniera continua e costante
    il piacere della novità.
    I morsi rallentano i tempi,
    fino al passare della fame,
    quando non è più croccante
    il quotidiano pane.

    Guido Rella. Dichiaro di accettare il regolamento della sezione B

  76. Natale per tutti

    Gente distratta
    dalle vetrine
    nemmeno il tempo
    di regalarti
    una canzone.
    Cammini assorto
    nei tuoi pensieri
    con nostalgia
    ritorni all’ieri
    quando parlavi
    con il tuo cane
    fedele amico
    che il destino
    con sé ha portato.
    Ti guardi intorno
    trovi soltanto
    l’indifferenza
    in questa festa
    in cui si parla
    di accoglienza.
    Ma il Natale
    sorge per tutti
    giovani e vecchi
    poveri e ricchi.

    Accetto il regolamento
    Sez.B

  77. Antonia Fadda /

    ___Nel paese di Friscura__.( Freschezza)_di Antonia Fadda____
    C’era una volta un paese dove il Sole, talvolta, scaldava l’aria ventiquattr’ore su ventiquattro, vale a dire non voleva tramontare . Adagiato in mezzo al cielo si stiracchiava, si voltava sdraiandosi e scuotendo i raggi prima da una parte e poi dall’altra. Tossiva e starnutiva quando qualche raggio disubbidiente, poverino, troppo stanco, non era in grado di assolvere al compito di riscaldamento che gli era doveroso..
    Di recente però Sole sbadigliava troppo spesso poiché era distrutto dal mancato riposo e dunque bisognava trovare la maniera di sostituirlo…oppure doveva far pace con Luna e lasciarle fare il turno di notte! Sole e Luna litigavano talvolta per gioco ma poi si indispettivano e non rispettavano i turni regolari. Ho dimenticato di dire che il posto dove avevano scelto di dimorare, in mezzo al cielo, si chiamava “Friscura”
    Era ricco di una immensa vegetazione che sviluppava le radici nelle nuvole le quali si alternavano quando sorgevano problemi a causa dei temporali. Nuvolette neonate avvolgevano le piante aeree, e a volte portavano i fiori intrecciati come ghirlande intorno agli arcobaleni danzandovi attorno. Le Nuvole madri quando Sole scaldava troppo, si precipitavano in gocce sulla terra da dove nel frattempo saliva il padre Vapore. Vapore si avvicinava a Nuvola non appena Atmosfera lo permetteva abbracciandola. Le figliolette si stringevano a loro.
    E nel paese di Friscura, dopo i temporali, era tutto un rincorrersi alla ricerca l’uno dell’altro. –Accetto il regolamento del bando e partecipo alle sezione “A”–

  78. Rossella Penserini /

    Rossella Penserini
    Accetto il regolamento – sezione B

    PAROLE SPENTE

    Sono lì
    sospese
    in questa attesa che sa di fango.
    Sono parole
    intrappolate nei tuoi occhi
    spenti dalla notte della vita.
    Nessun sussurro
    Non c’è più affanno
    nessun dolore
    che non sia il nostro.
    Anche il vento tace
    Sopra questa pietra fredda
    Muta
    di compassione.

  79. PARTECIPAZIONE ULTIMATA IERI 22 DICEMBRE A MEZZANOTTE.

    A PRESTO CON I FINALISTI ED I VINCITORI DEL CONTEST

    RICORDIAMO CHE CI SONO ALTRI CONTEST ATTIVI SUL NOSTRO MAGAZINE.

    VI AUGURIAMO DI TRASCORRERE UN NATALE ALL’INSEGNA DELLA POESIA E DELLA BELLEZZA DELLE ARTI.

  80. ANTICIPAZIONE:

    Domani online su Oubliette Magazine i vincitori del Contest “I sentieri dell’anima”

    FINALISTI:

    SEZIONE A
    Lodovico Ferrari con “Anime candide”
    Narda Fattori con “Il bruco”
    Maria Stella Lo Re con “La bambina di Fabio”
    Eleonora Mangiapelo con “Cicatrici – Inversionismo”
    Caterina Muccitelli con “Ricordi”
    Marina Cozzolino con “Se l’amore è capovolto”
    Mirella Merino con “Guerriero Di Luce”

    SEZIONE B
    Teresa de Salvatore con “Un sogno morto”
    Tania Scavolini con “Dell’Anima il battito”
    Mauro Bompadre con “C’è ancora notte”
    Alberto Castrini con “Tracce”
    Antonello Meazza con “Sognando l’Asinara”
    Rossella Penserini con “Parole spente”
    Violetta Arangini con “Il vento del male”

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