L’identità dei Rosolinesi di Rosetta Savelli – part. 1

L’identità dei Rosolinesi di Rosetta Savelli – part. 1

Ago 31, 2012

L’ Identità dei Rosolinesi in Rosolini si riunisce e si raccoglie intorno alla splendida Piazza Garibaldi che ne è il cuore pulsante e palpitante. Recentemente ristrutturata ha mantenuto intatto il suo fascino che evoca un calore e un colore tutto siciliano. É il simbolo di una Sicilianità, fatta di sole, di luce, di autorevolezza e di imponenza, in mezzo alla ordinaria quotidianità, con la Chiesa Madre di San Giuseppe che come una austera e possente Signora, amorevolmente e generosamente schiude  la Piazza ai Rosolinesi che ricambiano tale affettività con una profonda e sincera devozione.

La Chiesa Madre è un autentico gioiello architettonico o meglio è  anche un autentico scrigno architettonico per via delle bellezze artistiche che custdisce all’interno. La Chiesa Madre è un gioiello per il suo prospetto che è stato realizzato in pietra calcare e che crea una combinazione ed anche una sintesi di vari elementi architettonici, ispirati all’arte greca, romana, rinascimentale ed infine barocca che si ritrovano e coincidono in un risultato armonioso, duttile e fluttuante pur  conservando sempre  un’ anima ed una identità elegante e coerente. A conferma di ciò, il portale centrale ne impreziosisce la  facciata, oltre ai capitelli corinzi posti alla somminità delle colonne barocche e poi le vetrate e le due statue in pietra calcare, rappresentanti San Pietro e San Paolo, poste in alto ai due lati esterni ed infine il Campanile che invita e richiama allo slancio verso l’ alto. Contemporaneamente la Chiesa Madre è  uno scrigno a partire dal pregevole organo che custodisce all’ interno nella controfacciata e che fu costruito dal modicano Michele Polizzi nel 1789 e a questo si aggiunge l’antico fonte battesimale del 1713 e che si trova nella navata destra. Vicino al fonte battesimale si trova la statua lignea di San Giuseppe di ispirazione barocca e riccamente dipinta.

L’altare nell’abside è dedicato a San Luigi Gonzaga, Patrono di Rosolini mentre nella navata sinistra, porta calore e conforto la statua lignea dell’ Immacolata ed inoltre la pala d’altare della Madonna del Suffragio, attribuita ad Olivio Sozzi ed al genero Vito D’ Anna impreziosice ulteriormente. A questi tesori si aggiungono vari dipinti ottocenteschi come quelli di Gregorio Scalia,  di Francesco Presti,  di Beppe Assenza nel catino absidale e di Giuseppe Vizzini sull’arcone centrale per concludere con alcune tele di Orazio Spadaro.

Ma la Chiesa Madre di San Giuseppe rimanda e si ricollega spontaneamente  al Monastero della vistazione di Rosolini, noto più comunemente quale il Santuario del Sacro Cuore che rappresenta veramente ed intensamente il cuore pulsante e palpitante dei Rosolinesi. Questo amore che si trasforma in identità ed appartenenza, parte da lontano e si collega alle origini della Fondatrice Carmela Aprile, nata a Rosolini il 25 aprile 1878. Una vita di sofferenze e di patimenti la porteranno a ricevere il Sacramento  della Confermazione e a spendere nel 1907, ben 3 lire per acquistare l’ attuale immagine del Sacro Cuore .

Il sacrificio di tale acquisto è rimasto vivo e potente perchè questo è veramente il fulcro del Cuore dell’ Identità dei Rosolinesi che continuano ad amarla e a venerarla, attraverso l’ immagine indiscutibilmente carismatica ma anche profondamente umana e caritatevole quale è l’ immagine del Sacro Cuore. La Festa che si celebra ogni anno nell’ ultima domenica di settembre ricorda quell’ evento, ma per tutto il resto dell’ anno i Rosolinesi si rivolgono a Madre Carmela Aprile nello stesso modo con il quale ci si rivolge alla propria madre e Lei ricambia amorevolmente e ascoltando la sua gente ed anche in questa devozione si ritrova e si riconosce l’ Identità dei Rosolinesi che corrisponde e consiste nella capacità di riconoscere e di sopportare il sacrificio finalizzato alla ferma volontà di migliorarasi e di evolversi continuamente, operando con amore e passione, tenendo sempre a mente la gratitudine, gli affetti e le proprie radici.

Ed  è esattamente in questo contesto che si sono aperti i Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini da parte dell’ Associazione Rosolinesi in Siracusa, al fine di rafforzare la propria memoria e la propria identità attraverso il passato riportato e messo in luce nel presente e  contemporaneamente proiettato con lo sguardo verso il futuro.

Questa Identità e questa Appartenenza sono sentimenti saldi e duraturi che permangono anche nell’ animo di chi è dovuto andare lontano da Rosolini. Basti citare in questo contesto il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta che  è nato in Terra di Argentina  ed è colui che mi ha condotto  fino a Rosolini, attraverso il Circolo Italo – Siciliano di Santa Fe in Argentina. Michelangelo Salemi, il nonno di Giuliano Ovando era fra quelli che avevano dovuto abbandonare la loro Terra pur continuando a portarla dentro al proprio cuore per insegnare infine alle generazioni future di continuare ad amarla. E così è avvenuto ! Infatti anche nella Città di Santa Fe in Argentina si sono aperti i Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini anche in collaborazione  con l’ Associazione Rosolinesi in Siracusa. La Settimana dei Festeggiamenti in Santa Fe si è inaugurata con un collegamento che ha unito e coinvolto il Presidente dell’ Associazione Rosolinesi in Siracusa, accompagnato dal noto e più che talentuoso regista Roberto Garay, anch’ egli nato in Terra di Argentina ma con sangue siciliano che scorre nelle vene e che gli fa amare la Sicilia  in un modo esclusivo e priviligiato.

Numerosi sono gli Eventi programmati e  in programma che si tengono e che si terranno in onore di questi Festeggiamenti, sia in Italia che in Argentina proprio per rimarcare e per rinsaldare le comuni origini che vengono proiettate dal passato nel futuro, attraverso il tempo presente e che inorgogliscono tutti coloro che da queste origini si sono formati, sviluppati e diramati. Gli stessi Festeggiamenti vengono ricordati ed apprezzati anche in Australia ed anche qui la Comunità Siciliana è una realtà importante, ben integrata nel territorio ma anche ben memore delle proprie radici, come dimostra la Presidentessa dell’ Associazione A.L.I.A.S ( Associazione Italo – Australiana Scrittori )  Cavaliere Giovanna Li Volti Guzzardi che porta  vive nel cuore le proprie origini siciliane.

È un continuo girare attorno al mondo ma sempre e continuamente legati e tenuti insieme da un filo conduttore che parte e poi ritorna nel cuore di Rosolini, nel centro di Piazza Garibaldi e di fronte alla Chiesa Madre di San Giuseppe con il Sacro Cuore della Fondatrice Carmela Aprile che continua a pulsare dentro ad ogni Rosolinese.

Sempre in occasione del 300°Anniversario della Fondazione di Rosolini, è stato realizzato un Calendario esclusivo, realizzato dal Comitato “ Rosolini 2012 “ e dall’ Archeoclub.

La data 2012 corrisponde alla data del Compleanno  della Città che precisamente ricorrerà nel primo giorno di agosto. Infatti la Città di Rosolini sorse amministrativamente nel XVIII secolo e per l’ esattezza proprio il 1° agosto 1712 quando Don Francesco Moncada D’ Aragona, Principe di Larderia e di Rosolini, sposato con Donna Eleonora Platamone ottenne, con “la licentia edificande “a firma di Don Carlo Antonio Spinola, il potere di “ costruire il Popolo di Rosolini”.

Si stabilirono in Rosolini numerose famiglie provenienti la maggior parte dalla vicina Spacca forno (oggi Ispica), allora ricca di 9732 anime, allettate dalle immunità e dalle concessioni enfiteutiche che prometteva il Principe di Larderia, e ciò fu assodato dagli atti ricevuti dal primo notaro di Rosolini, Francesco Salerno a cominciare dal 19 giugno 1731 ove si legge che i contraenti sono tutti naturali di Spacca forno; ne vennero pure da Siracusa e alcuni da Modica. Dalla fusione dei dialetti di tutte queste persone, si è formato l’attuale dialetto rosolinese.

Dunque Rosilini fin dalle sue origini è stato fulcro di popolazioni in movimento che qui hanno creato e generato il loro baricentro, lasciando la medesima traccia indelebile sia sulla terra  che sul cuore.

E la Storia attraverso lo scorrere dei secoli, lo ha ampiamente dimostrato.

La Storia dei Rosolinesi in Siracusa è la Storia di gente che dal di qui è partita per poi ritornare e riportare nella propria Terra tutto ciò che si è realizzato nel mondo, tanto o abbastanza o anche poco che sia stato ma sempre con la medesima passione, realizzato. Similmente e contemporaneamente chi dal di qui partiva per le strade del mondo, metteva e portava in valigia la propria Terra del cuore. La Città di Rosolini dunque come un’ anima ferma e salda in continuo movimento.

Infatti l’ emigrazione a Rosolini come in tutto il resto della Sicilia si è svolta in diverse fasi.

1)      Lo studio dell’ emigrazione in Sicilia che può essere verificato e confermato attraverso la consultazione dell’ opera I.S.T.A.T. “ Popolazione residente e presente nei Comuni ai censimenti dal 1860 al 1961” è molto interessante pur con tutta la sua complessità.

Il movimento migratorio a Rosolini si è svolto principalmente in tre fasi :

1)      I°      fase   dal  1880   al 1913

2)      II°    fase   dal 1920    al 1940

3 )  III°   fase   dal 1943   al 1945

Il movimento ha fatto registrare valori assoluti rilevanti, evidenziando quindi vastissime correnti di migrazione che inevitabilmente sono andate ad influire, variando  di conseguenza e continuamente i numeri circa la densità della popolazione locale che attualmente si concentra sulla cifra  numerica di 21.000 abitanti.

Mentre in passato le cifre esprimevano numeri differenti quali :

Popolazione    nel 1880            –     7000  abitanti       con     840   migrati   mediamente

“       nel 1900            –     9000   “    “           con   1080    “

“       nel 1910            –  10.800   “    “           con   1296   “

“       nel  1937           –  12.000   “    “            con  1440   “

“       nel   1940          –   16.000  “    “            con   1920  “

Inoltre è opportuno aggiungere  che l’ emigrazione nelle Colonie ( Libia, Eritrea, Somalia e Impero ) avvenne negli anni 1920 – 1940 con uno spostamento di individui che ruota intorno ai seguenti n umeri ;  da 1440 a 1920.

Successivamente nel periodo del secondo dopoguerra  ( 1945 – 1980 ) lo spostamento verso Germania, Francia, Svizzera, Venezuela ed Australia ha coinvolto circa 5.000 individui l’ anno, con flussi diversi di andata e di ritorno.

Questa ordinanza sulla Popolazione dei Rosolinesi si trova presso il Presidente dell’ Associazione Rosolinesi in Rosolini ed è stata scritta e redatta dal Dott. Giovanni Savarino in data 8 dicembre 1988.

Per quanto riguarda la Lingua sia parlata che scritta, in tutti questi anni Rosolini ha conservato il proprio idioma come espressione della tradizione, che è il dialetto che hanno parlato i  progenitori e che continua ad indicare le peculiarità storiche, etniche e  linguistiche di questo  Popolo, dando inoltre come certa la condizione che  la Lingua Italiana  è l’ unica che unisce e rappresenta la Lingua ufficiale della Patria. L’ Identità dei Rosolinesi è dunque relativamente recente ma si collega e si intreccia con radici ben più antiche.

I Rosolinesi hanno paricolarmente  a cuore il valore di volere conservare e tramandare anche il patrimonio culturale linguistico e alcuni di loro si dedicano con impegno e competente approfondimento allo studio ed alla genesi e anche alla evoluzione della Lingua locale e fra questi una nota di grande merito va allo studioso Egregio Signor Faraone Federico che pur risiedendo  in Milano continua con impegno e profonda dedizione a studiare e a divulgare la conoscenza della Lingua parlata e scritta dalla gente di Rosolini.

Inoltre la Città di Rosolini è nota anche con la definizione di “ Città del Carrubo “ Il nome della Città deriva da più linguaggi dei diversi popoli che si succedettero nella dominazione della Sicilia e che chiamarono queste Terre con il nome latino “ Rus Elinorun “ che indicava il Territorio di Eloro, antica Colonia Siracusana del VII secolo a. C. Infatti la Città si presenta ricca di diversi siti archeologici antichi e di cave risalenti alla dominazione greca- romana.

Particolarmente importante è il sito archeologico che si trova nella zona rurale di Rosolini detta  Stafenna che consiste in un affascinante complesso di ipogei paleocristiani che unisce alla bellezza anche un grande valore sia storico che culturale.

Al valore ed all’ importanza del complesso di Stafenna, si aggiunge anche tutta la bellezza del tratto di macchia mediterranea situato all’ interno di Cava Pirainito e che è attraversato da un piccolo torrente che lungo il suo percorso, regala  a tutti coloro che si lascieranno rapire dall’ incanto, effetti speciali generati da spettacolari cascate.

La Città di Rosolini sorge ina una splendida zona collinare posta a 154 mt.  sul livello del mare e la campagna circostante è adibita alla coltivazione di agrumi, mandorli, ulivi e carrubi appunto. Rosolini infatti è situata nella Sicilia sud – orientale, all’interno della Provincia di Siracusa, conta circa 20.000 abitanti e si basa su una economia prevalentemente agricola abbinata ad una raffinatezza artistica ed intellettuale come testimoniano alcuni Illustri Rosolinesi sia del presente che del passato, fra i quali il Notaio Faustino Maltese che come precisa il Signor Corrado Di Stefano che è il Presidente dell’ Associazione Rosolinesi : “ Finalmente si comincia a parlare delle persone illustre di Rosolini. L’università di Toronto ha pubblicato gli atti e memorie della Società Siciliana – La storia Patria di Palermo- Il questa Società faceva parte, nella terza classe, il Notaio Faustino Maltese di Rosolini.

 

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Written by Rosetta Savelli

 

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