Intervista di Federica Ferretti al musicista dei colori Lorenzo Pescini

Intervista di Federica Ferretti al musicista dei colori Lorenzo Pescini

Mar 24, 2012

È un alchimista sui generis, della musica, quello che mischia sapientemente cielo e terra, ancora per una volta, dopo averci regalato uno spicchio, indimenticabile, di una  luna mai più così lontana: è Lorenzo Pescini, pianista compositore fiorentino, “Il musicista dei colori” che, a distanza di tre anni da “Dietro la luna” il suo primo lavoro discografico, ha appena finito di registrare “Sulla strada di Venere”, album che fa parte di un più ampio progetto artistico che coinvolte una ventina di pittori, poetesse ed artisti nazionali ed internazionali.

Lo intervistiamo per gli amici di OublietteMagazine.it, perché siamo abituati ad offrirvi l’eccezione che conferma la regola: Pescini racconta di un linguaggio che si fa parola colorata e musicale, perché, oggi,  la contaminazione linguistica non è solo un dato di fatto imprescindibile, ma necessaria in un mondo che si interconnette con l’altro capo del mondo alla velocità della luce.

E la sua musica, liberata da secoli di abbominevole sudditanza rispetto alle altre forme d’arte con cui entrava in contatto,  sa narrare  davvero di ciò che apparentemente non le appartiene, il  nostro mondo.

F.F.: Storia di un incontro: quando la poesia e la pittura dialogano insieme…

Lorenzo Pescini: “Nell’intervallo fra un pezzo e l’altro, Levin e Pescov cominciarono una discussione sui pregi e i difetti delle tendenze musicali wagneriane. Levin dimostrava che l’errore di Wagner e dei suoi seguaci sta in questo, che essi vogliono spingere la musica nel campo di un’altra arte, errore che commette il poeta quando vuole descrivere i tratti del viso, cosa che spetta al pittore. Pescov, invece, dimostrava che l’arte è una e che può raggiungere la sua più alta espressione soltanto nell’unione di tutte le sue manifestazioni.”

Sulla strada di Venere” nasce proprio ispirato da questo straordinario passaggio tratto da “Anna Karenina” del grande Lev Tolstoj (1828/1910).

F.F.: Stimato pianista e compositore, dalla Luna ora voli su Venere… ci racconteresti il tuo percorso?

Lorenzo Pescini: Più che pianista compositore mi reputo un “compositore per pianoforte”. Infatti anche se ho in tasca un diploma di pianoforte preso al Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, non ho mai amato il palco. Ho sempre preferito che fossero conosciute le mie musiche piuttosto che la mia persona. Mi piace stare dietro le quinte, in ombra. E’ per questo che sento profondamente mio il concetto di “Dietro la luna”, titolo del mio primo album: dietro le apparenze, dietro il palco illuminato, in un percorso che porta a conoscere la parte di noi stessi più sconosciuta, più intrigante e forse più vera. “Sulla strada di Venere” è invece la mia seconda tappa musicale, questa volta alla ricerca della bellezza assoluta, aiutato da molti talentuosi artisti che con il fascino delle loro straordinarie opere hanno “materializzato” in parole e colori il mio dialogare in musica.

F.F.: Come nascono le tue poesie musicali?

Lorenzo Pescini: Non potevi dare migliore definizione al progetto: nel nuovo lavoro infatti a sette brave poetesse è stato chiesto di ascoltare la mia musica e di scriverci sopra opere poetiche avente lo stesso titolo! Il risultato è che ognuno dei 14 brani è diventato fonte di ispirazione di una nuova poesia che poi è presentata nella brochure dell’album. Comunque i miei brani nascono in tanti modi ma sempre e comunque ispirati da una fortissima scintilla emozionale. Semplicemente all’improvviso sentire la necessità di trasformare il brivido percepito in musica. Inizia così il processo compositivo sulla tastiera del pianoforte che può richiedere solo un’ora od anche parecchi mesi alla ricerca di un punto finale spesso risultato di molti passaggi ed aggiustamenti successivi. Cambi armonici, limature melodiche, modifiche nell’arrangiamento, sostituzioni sonore. Poi, come per magia, ascoltando quanto prodotto fino a quel momento, percepisco che il viaggio è arrivato a destinazione. Le fonti d’ispirazione sono molte e decisamente varie: Faccio alcuni esempi: “Piccolo fiore” nasce da un’esperienza in un ospedale pediatrico, “L’uomo che amava i draghi” ispirato da una novella per bambini, “Danza dell’acqua” vedendo un documentario sulle bellezze della natura, “L’altalena della memoria” emozionato dai colori di un quadro, “Ritorno alle origini” pensando ad una grande amore.

F.F.: Possiamo definire il tuo ultimo cd una sorta di contenitore cinematografico?

Lorenzo Pescini: La mia musica è considerata da molti decisamente “filmica”. Non è a caso che due brani inclusi in questo album (“Se non ci sei tu” e “Silvia”) sono tratti dalla colonna sonora del film “Le tue parole” di Stefano Terraglia. In realtà credo che la mia musica sia semplicemente descrittiva. Ed in questo il genere strumentale ed in particolare il suono del pianoforte aiutano molto.

F.F.: Quanto conta la “sinestesia” nella realizzazione di una tua composizione?

Lorenzo Pescini: Parecchio. Il legame tra la mia musica e la pittura è fortissimo. “Dietro la luna” è un album nato dal connubio artistico tra me e Francesco Nesi, quotato pittore toscano. In “Sulla strada di Venere” ognuno dei 14 brani contenuti è abbinato, oltre alla poesia come illustrato prima, ad un’opera visiva (pittura, scultura e foto) ispirata dallo stesso brano e prodotta da uno dei sette artisti coinvolti nel progetto. In tutto questo rilevante è anche l’importante collaborazione con Elisabetta Talone, illustratrice grafica genovese, che ha dimostrato di possedere l’incredibile capacità di tradurre i miei pensieri in visionarie immagini.

F.F.: Ti definiresti “impressionista”?

Lorenzo Pescini: In termini pittorici mi piacerebbe definirmi pre-impressionista o romantico come il maestro Joseph Mallord William Turner (1775/1851) meglio conosciuto come “Il pittore della luce”.

F.F.: Debussy o Scriabin?

Lorenzo Pescini: Entrambi sono due grandissimi maestri anche se personalmente preferisco Sergej Rachmaninov (1873/1943) ed il suo pianismo post romantico: l’idea che mi entusiasma è che sia un compositore a cui i libri di storia della musica dedicano normalmente un minuscolo spazio in quanto poco innovativo e forse anche un po’ fuori epoca, ma che sa arrivare direttamente al cuore continuando ad emozionare schiere di ascoltatori nonostante passi il tempo e cambino le mode.

F.F.: E se dicessimo che la tua musica è colorata, tu cosa risponderesti?

Lorenzo Pescini: Mi piacerebbe se ascoltando un mio brano ad occhi chiusi riuscissi a colorare i tuoi pensieri.

F.F.: Dopo il salto su Venere, cosa dobbiamo aspettarci?

Lorenzo Pescini: Chissà…una puntata verso Mercurio… ma stando attenti a non bruciarsi avvicinandosi troppo al sole: di Icaro ne basta uno nella storia!

F.F.: E se qualcuno fosse interessato a conoscerti meglio…?

Lorenzo Pescini: Invito tutti nel mio studio musicale virtuale: www.pescini.com dove è possibile ascoltare i miei brani, vedere i video, i cortometraggi e gustarsi tante straordinarie opere di molti quotati artisti. Altrimenti fate un passaggio sul mio canale di youtube: www.youtube.com/lpescini. Se poi vi interessa sapere di più del progetto artistico “Sulla strada di Venere” questo è il link alla pagina ufficiale: www.pescini.com/venere.html

Fonte:

http://www.ilcorrieredabruzzo.it/cultura/21251-la-musica-linguaggio-di-lorenzo-pescini.html


Alcuni video di Lorenzo Pescini:

http://youtu.be/IBc-XqSPiMU

http://youtu.be/W1ql966VGto

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