Intervista di Alessia Mocci a Raffaele Balsano ed al suo “L’ultima stella del mattino”, Rupe Mutevole Edizioni

Intervista di Alessia Mocci a Raffaele Balsano ed al suo “L’ultima stella del mattino”, Rupe Mutevole Edizioni

Nov 30, 2011

 “Come se i sentimenti non avessero origine e spuntassero all’improvviso.”

 

Questa frase di Raffaele Balsano racchiude tutta la sua poetica, l’investigazione costante verso un nucleo, verso un origine primaria del sentimento, del sentimento della scrittura e del voler comunicare al lettore un qualcosa di preciso.

Per questo motivo “L’ultima stella del mattino”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, riesce a palesare una forte concezione del tempo e dello spazio.

Raffaele è al suo secondo romanzo con “L’ultima stella del mattino” e se si prendono entrambi in considerazione si nota un’enorme crescita da parte dell’autore sia per stilistica sia per introspezione dei personaggi.

Raffaele è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulle sue pubblicazioni. L’intervista è divisa in due parti. Questa è la prima parte. Buona lettura!

 

 A.M.: Perché hai iniziato a scrivere?

Raffaele Balsano: È una passione che ho sempre avuto. Scrivere raccontando quello che sento dentro il cuore e l’anima è una cosa che mi entusiasma. Gli amici, conoscendo questo mio modo di parlare attraverso i sentimenti, molte volte mi chiedevano di scrivere lettere e/o pensieri in occasione di qualche loro evento personale. Il problema è stato passare da questo ad…un romanzo. Non è facile, descrivere luoghi personaggi e situazioni. Una sera ho rivisto ad una festa un mio amore giovanile e mi è venuto spontaneo incominciare a scrivere ‘Il Trabocco dell’anima’ che parla di come una persona non deve mai rassegnarsi a vivere di ricordi, ma guardare al futuro sempre con grande ottimismo. Del resto ho scoperto che è bello scrivere quando a parlare è la forza insita dentro di te, vestita di sentimenti veri ed autentici.

 

A.M.: ‘L’ultima stella del mattino’ è il tuo secondo romanzo. Pensi ci sia qualche differenza sostanziale di stile tra i due?

Raffaele Balsano: Sì, sicuramente. ‘Il trabocco dell’anima’ rappresenta il mio debutto come romanziere. Dopo aver partecipato, con una mia lettera d’amore, alla’antologia ‘S.O.S. Amore’ edito dalla Ibisko con prefazione di Federico Moccia, e …non avendo nessuna esperienza in merito mi sono lasciato guidare dall’istinto, senza badare molto alla forma e l’ho scritto in poco tempo. Il secondo invece rappresenta, secondo me, la maturazione sia sotto l’aspetto della scrittura sia sotto quello emozionale. Ho parlato di sentimenti importanti come la fede, l’amore, l’altruismo, attraverso una storia, avendo il coraggio di parlare di questi sentimenti oggi purtroppo dimenticati, perché prevale il denaro, la violenza e l’egoismo. Resto esterrefatto quando vado in libreria e trovo pile di libri che sono proposti alla gente dai mass-media, con una pubblicità martellante, ma che una volta letti lasciano solo ed unicamente un grande vuoto.

 

A.M.: Presente e passato. Una vincente costante in “L’ultima stella del mattino”. Riesci a spiegare il tuo amore per il flash back?

Raffaele Balsano: Io credo che la vita di ogni persona non sia fatta solo di presente e futuro ma, naturalmente, anche di passato e per comprendere appieno qualsiasi esistenza bisogna partire dall’inizio, da..,dove comincia il sole, come dice una recente canzone dei Pooh. Mi piace dare al lettore una visione completa della storia, partendo…dalle origini. Molte volte mi è capitato e sicuramente anche ad altri, di leggere una storia ed alla fine restare un po’ deluso dal fatto che ci si appassiona al protagonista della storia senza sapere nulla del suo passato. Come se i sentimenti non avessero origine e spuntassero all’improvviso.

 

A.M.: Josè Barros Silveira è un personaggio complesso a livello di emotività. Hai preso spunto dal reale?

Raffaele Balsano: La storia di Josè è nata per caso. Un giorno uscendo dalla messa domenicale, mi è consegnato un giornalino delle missioni e invece di buttarlo via lo leggo e all’interno c’era un articolo in cui due missionari laici raccontano la storia di un bambino di 5 anni che era stato ‘offerto’ a loro da una donna di 29 anni che aveva altri 5 figli avuti con padri diversi, perché non poteva più tenerlo con sé, in quando il suo compagno attuale lo odiava e lo picchiava. La donna implorava, nel caso in cui loro non potevano tenerlo di trovargli una sistemazione. Partendo da questo, ho voluto descrivere la grandezza di un uomo se si affida alla fede e all’amore. Se non ci lasciamo travolgere dal denaro, dalla violenza e ascoltiamo il nostro cuore, anche noi possiamo essere come lui. Diceva un grande poeta che il problema della vita è capirla per poterla vivere. Molte volte noi ci lasciamo vincere dalla vita e dai suoi ritmi e pur vivendo intensamente ma in maniera frenetica, non riusciamo a dare delle risposte positive al nostro cuore. Non dobbiamo mai dimenticare che il cuore è il luogo delle grandi domande.

 

A.M.: Riguardo la dicotomia povertà/ricchezza pensi che ‘L’ultima stella del mattino’ sia una storia potenzialmente vera?

Raffaele Balsano: Io credo di sì. A che cosa serve accumulare denaro e ricchezza se poi si perde se stessi? Se la fortuna avuta od accumulata nel tempo, resta lì in un conto in banca, in case disseminate ovunque, in barche, in gioielli a cosa serve? Bisogna fare come Josè: aiutare chi ha bisogno. Viviamo tutti nello stesso posto e la vita non è eterna. È bello ed importante fare del bene. La povertà e la ricchezza fanno parte di un concetto suddiviso in due categorie distinte ed opposte che se uno ha la possibilità può anche diventare comune di un unico modo di agire. Io sono povero ma ricco dentro di me perché ho donato un sorriso, una parola buona, un gesto gentile a chi in quel momento aveva bisogno, a chi era più povero di me, non solo ed unicamente dal punto di vista economico. Non è necessario ed obbligatorio donare beni materiali ma è importante regalare un sorriso, una parola di conforto, un abbraccio sincero. La mia è utopia? È sognare? Può anche essere vero, ma se tutti riuscissimo a capire la grandezza di Josè, forse i sogni potrebbero diventare realtà.

 

 A.M.: Che cosa ne pensi della pubblicità attraverso i book-trailer?

Raffaele Balsano: Sono molto favorevole e lo ritengo un messaggio importante. Incontrare il lettore, fargli conoscere e scegliere i libri attraverso il linguaggio accattivante dei trailer cinematografici è qualcosa che sicuramente aiuta chi decide di leggere un libro. Siccome costa, bisogna vedere se poi è alla portata di tutte le Case Editrici o se delle solite che, non soddisfatte dei giornali o passaggi in tv degli autori, decidono di utilizzare questo mezzo. Se mi permetti, posso dirti che pur utilizzando l’ipad, non mi entusiasma la lettura di un libro e-book, cioè in formato elettronico o meglio, digitale. Mi piace molto ‘tenere ‘ tra le mani il libro, sfogliarlo materialmente è come …se in questo modo, la storia narrata mi appartenesse. Capisco il progresso e sia pure con malinconia mi adeguo. Sono una persona ‘di una volta’, appartengo ad una generazione in cui c’era posto solo ed unicamente per la fantasia o per il sorriso di una donna.

 

 A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole?

Raffaele Balsano: Abbastanza bene. È una Casa Editrice che lavora con entusiasmo in un campo difficile come quello dell’Editoria dove domina la Rizzoli, la Mondadori…. Mi hanno accolto con gioia e hanno lavorato tanto per me. L’edizione è ben curata e qualsiasi mia richiesta è stata ampiamente soddisfatta. È importante questo. Mi piace il sito, la veste grafica ed il loro lavoro. Ti racconto un episodio. Sabato scorso sono stato in una piccola libreria di Milano per presentare il mio libro. Si trova a pochi metri da un’altra più grande con cinque vetrine, tre piani, mentre la libreria dove sono andato era racchiusa in due locali e la prima domanda che mi sono fatto quando ero lì è come faceva a ‘sopravvivere’ avendo una concorrenza così forte. Poi ho capito…accoglievano le persone con gentilezza, offrivano un caffè gratis, seguivano il lettore consigliandoli dei libri in base ai suoi gusti. Il risultato? Il cliente usciva contento e pieno di libri che non erano necessariamente quelli in questo periodo in testa alle classifiche. Ecco  il segreto. Occorre metterci molta passione e la Casa Editrice Rupe Mutevole lavora con… passione.

 

 A.M.: Hai qualche novità per il futuro? Oppure il tuo pensiero ora è spinto solamente verso ‘L’ultima stella del mattino’?

Raffaele Balsano: Lavoro in banca e ho una famiglia. Oltre a questo sono impegnato nella presentazione del mio libro. Quando sono libero da tutto questo, scrivo il mio prossimo romanzo che completa diciamo il discorso iniziato  con ‘L’ultima stella del mattino’. Questa volta tratto di una grande donna, attraverso una storia d’amore importante, ambientata in un’epoca diversa da quella attuale, evidenziando usi e costumi in vigore a quel tempo. Una cosa mi preme dirlo. Durante le mie presentazioni molti mi chiedono il significato della frase  scritta nella pagina che precede il romanzo.

‘L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria’

C’è dietro a questa apparente antitesi, un concetto d’amore che non appartiene ai nostri vissuti quotidiani. Noi leghiamo istintivamente la realizzazione di una qualsiasi situazione in amore alla vittoria come presa di possesso. Amare significa possedere l’ amato e molte volte non c’è via d’uscita oppure alternativa a questo ed ecco che ciò diventa la causa dell’eutanasia dell’amore. Si arriva ad uccidere, a violentare il corpo e l’anima della persona che pensiamo di amare, perché abbiamo paura di perdere il possesso, la nostra proprietà, quello che pensiamo ci appartenga di diritto. Non ci rendiamo conto che in questo modo noi amiamo solo noi stessi. La spiegazione quindi di questa frase è semplicemente nascosta nel nostro continuo vivere e chi è abituato a leggere tra le righe della propria esistenza si arrende piacevolmente all’evidenza bellissima di questo pensiero. Amare significa dimenticare completamente se stessi e dire ‘SI’ senza ma. L’amore non vince nello schiacciare, nel possedere, nel farsi servire. L’amore vince perdendo inteso come donare se stessi, senza limiti e ricatti. ‘Nulla in cambio  è il suo unico grido di vittoria. Chiaramente se l’idea è questa e se questo è vero, per un processo di osmosi, l’amore vince e quindi il nostro egoismo viene annullato, piacevolmente dalla grande forza di questo sentimento.

 

Vi lascio con due citazioni dal libro “L’ultima stella del mattino”:

Mangiava seduto per terra, quel poco che gli veniva dato, in una ciottola di plastica dura, senza le posate, solo con le sue deboli manine, per lo più riso cucinato con mezzi di fortuna, a volte quasi crudo, altre troppo cotto.”

Loro non sono in grado di comprendere la differenza tra la realtà esterna e ciò che provano. Sembrano quasi vivere solo l’esperienza interiore, come una rappresentazione reale del mondo. L’isolamento rispetto al mondo esterno, la rassegnazione per quanto riguarda gli eventi, costituiscono delle vie di fuga da una realtà altrimenti insopportabile.”

 

 Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

(alessia.mocci@hotmail.it)

 

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