Scatologia dell’arte e della creatività, "Festival della Merda", 23 ottobre 2011

Scatologia dell’arte e della creatività, "Festival della Merda", 23 ottobre 2011

Ott 20, 2011

Il 23 ottobre a Marinella il festival più ecosostenibile dell’Isola e della Penisola:
Scatologia dell’arte e della creatività

 

Un omaggio all’artista Piero Manzoni, una provocazione, un’idea lanciata dall’artista Mario Pischedda e subito raccolta e rilanciata da un manipolo di altri artisti, musicisti e intellettuali, che hanno dato per certa la loro presenza all’evento e lo supportano dai loro siti, blog, pagine facebook: parliamo del Festival della Merda (absit iniuria verbis), in programma domenica 23 ottobre a Renaskanas, ovvero sulla spiaggia del golfo di Marinella, sulla costa nordorientale sarda.

Fra i supporter più attivi del festival Gesuino Deiana Deiana, chitarrista dei Cordas et Cannas e antropologo, il musicista Alisandru Quilo, fondatore della factory musicale indipendente Nootempo, l’autore, sceneggiatore e creativo Alfredo Accatino, solo per citarne alcuni.

Oltre trecentoventi i partecipanti previsti al momento ma le adesioni crescono di giorno in giorno e possono essere segnalate nella pagina ufficiale del festival su facebook. Partecipanti che si ritroveranno per una giornata in cui ciascuno condividerà qualcosa della propria arte e creatività e per un festival che si vanta di non avere ricevuto, e soprattutto non avere chiesto, neanche un euro di finanziamento.

E che proprio per questo si preannuncia come un evento destinato a segnare uno spartiacque per l’Isola dei Festival, denominazione che si può ormai dare senza tema di smentita alla Sardegna, dove decine di manifestazioni ricevono contributi di migliaia e anche centinaia di migliaia di euro, montagne di soldi che a volte partoriscono topolini.

Di fronte a una minacciata Waterloo di tanta arte indipendente, priva di padrini politici, che stenta a farsi prendere in considerazione da assessorati ed enti vari i quali elargiscono cospicui sostegni a eventi non sempre irresistibili, e che comunque potrebbero svolgersi anche con dotazioni inferiori, ignorando completamente decine di altri artisti ed eventi che si auto sostentano e portano avanti fino allo stremo la loro battaglia per diffondere l’arte, Pischedda assume dunque i panni di un nuovo Cambronne.

Il quale, come è noto, era quell’ufficiale dell’esercito napoleonico che, quando gli fu intimata la resa durante la battaglia di Waterloo, rispose: “Merde! La Guardia muore ma non si arrende”. E così sdoganò e fece assurgere ai fasti della Storia il termine che, almeno in terra di Francia, viene usato comunemente come innocua interiezione nel discorso.

In Italia invece, dove peraltro il turpiloquio è praticato ormai ovunque senza soluzione di continuità, dalle strade alle scuole, dalla televisione fino al Parlamento, il termine mantiene intatta tutta la sua efficacia offensiva, se opposto all’interlocutore, e comunque denigratoria, quando associato a persone, cose, situazioni.

Perciò la denominazione del Festival può essere letta come un gesto ironico e provocatorio ma anche di orgoglio, come il classico cuore gettato oltre l’ostacolo, da parte di chi non vuole arrendersi all’imperscrutabilità dei criteri che presiedono alle scelte di chi finanzia la cultura e l’arte con fondi pubblici.

Tuttavia il festival non vuole essere contro qualcuno o qualcosa ma piuttosto a favore “dell’azzeramento del sistema che ingrassa”, come ironicamente sottolinea Quilo nelle pagine del suo blog in cui presenta l’evento e pubblica una sua intervista a Pischedda in merito al festival.

“Concludo – dice Quilo alla fine dell’intervista – con il precisare che il festival della merda non è di nessuno, una volta ideato diviene automaticamente patrimonio artistico nazionale sardo e quindi universale. Anche perchè senza ArT.isti liberi e indipendenti non potrebbe essere svolto. L’idea si concretizza e poi viene vaporizzata in rete ed ognuno ci mette il suo. Non c’è nessun Organo Organizzatore . So che sarà un successo proprio per questo”.

Chi aborre il turpiloquio può sempre sostituire il termine che definisce il festival con deiezione, letame, escremento, sinonimi più asettici per nominare una materia organica comunque celebrata e riabilitata, oltre che dal già citato Piero Manzoni che con la sua “Merda d’Artista” fece scalpore esattamente cinquant’anni fa, anche da cantautori del calibro di Fabrizio De André il quale, proprio a proposito di deiezioni organiche, ci ha lasciato l’immortale e celeberrimo verso: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

Il fiore che sboccerà dal festival più organico ed eco sostenibile dell’Isola e della Penisola deve ancora nascere ma è facile prevedere che il fiore in questione sarà quello della creatività, della condivisione, della libertà, della gioia di essere artisti, anche senza finanziamenti.

 

Written by Eugenia Da Bove

 

Info

Evento Facebook

Fonte:

Cultnews

 

26/10/2011: Resoconto Festival della Merda QUI.

 

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