“Il codice da Vinci” di Dan Brown: irridere la bestia è l’estremo diritto che ci resta?

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Il codice da Vinci di Dan Brown, oh!, che opera fin troppo conosciuta, nonché misterica, misteriosa, mistificata, mistica, comica.

Il codice da Vinci di Dan Brown
Il codice da Vinci di Dan Brown

Ad alcune persone, che lessero anni fa Il codice da Vinci, ho chiesto che ne pensassero. La risposta media è stata: … non è male… però… Però? È la seconda opera di Dan, la prima fu Angeli e demoni, che sta pendendo da anni da quel scivoloso scaffale, in attesa di pigliare il volo. La quale data dal 2000, quando Dan era trentaseienne… Il codice è di 3 anni dopo. Possiedo anche Il simbolo perduto (tanto per cambiare genere, mi viene da dire), il terzo che scrisse. E ve ne sono altre, che galleggiano altrove, quali fugaci onde: Inferno, Origin e The Secret of Secrets, che uscirà negli oscuri States a settembre di quest’anno e che presto invaderà i sofà dell’arcano mondo. Cinque romanzoni in vent’anni. Pochi, rispetto ad altri più smaniosi autori. Se li suda, probabilmente, Dan, non li raffazona così, per esibirsi, per darsi un contegno, per conferire gloria imperitura al proprio inclito nome. Può diventare Dan uno dei miei autori prediletti? Sì. Perché no?

Devo affrontare la problematica circa l’autenticità delle teorie mistico-filosofiche-religiose connesse al codice? Non ne ho voglia. Per quale ragione? Perché ho di meglio da fare. Cioè? Si vedrà.

“Avendo trascorso la vita a esplorare i collegamenti nascosti tra i diversi emblemi e le diverse ideologie, vedeva il mondo come una rete di storie e di eventi profondamente intrecciati tra loro.” – entangled… chissà se è questo il termine che Dan usò. Ogni evento non può esimersi dal mischiarsi con quelli limitrofi, tanto che, alla fine, ogni ente pare limitrofo, connesso. Questo vale per la scrivania, la libreria, il pavimento, le ciabatte, la tuta lunga d’inverno, gli shorts d’estate, le braghette di mezza stagione, etc, e per Il codice da Vinci e il suo alter-alter-alter ego, che più alter e più ego non si può: Pao Pao. Dan e PVT sono antagonisti, pur senza conoscersi. Quando Dan scriveva il suo primo, PVT se n’era già andato a cogliere radici sotterranee. Di PVT, autore correggese, sto ora leggendo Rimini, che pare un giallo, come Il codice. Quale sarà il reato sotteso? Nel tomo danesco, è un arcano omicidio. Poi ve ne saranno tanti altri, non meno spietati. Alla fine emegerà la fisionomia di un colpevole. Uno dei tanti.

Sto pensando a quei suini orwelliani che ci stanno oggigiorno terrorizzando. Non sono né più né meno fecali degli antichi. Così madidi di schifezze perché siamo noi a consentir loro d’esserlo, a spingerli a esserlo. E loro si vendicano, riducendo il globo a un ciûş mardlèint, a un abituro colmo d’escrementi. L’uomo è l’animale più caccolento che esista. Al fine di nettarsi le parti intime, ama immergersi, sprofondando, nel Sacro, nell’Ineffabile, nel Trascendentale. Per ingannare in primo luogo se stesso, necessita dell’Ignoto, che dovrà essere codificato per essere destinato unicamente agli eletti. Che saranno celati. Che possederanno le arcane chiavi. Che divinizzeranno l’Uomo.

Ma quell’Essere è soltanto un viscido imenottero! Non scordiamocelo mai!

“… erano in Francia e il cristianesimo non era una religione, quanto piuttosto un diritto di nascita.” – e la logica è che, se nasci in un mo(n)do, bene; diversamente, via, vattene! Sei ineleggibile! Sei polvere. Schifo l’uso che talvolta si fa con l’AI, eppure bramerei assistere a una fiction: tre individui, d’etnie divergenti, che s’abbracciano e si stringono al cuore con, in terra, le loro bombe assassine… il loro ambire a essere superuomini…

“Saunière…” – la vittima – “… aveva effettivamente lasciato un riferimento al diavolo. Altrettanto bizzarra era la serie di numeri. ‘In parte sembra un cifrario numerico.’” – i numeri sono codici che non crescono in natura, che quel genio di Albert Einstein giudicava contenente un’anima matematica. Senza mai scorgerla davvero: era, la sua, una fede innata, la sua.

L’uomo utilizza i numeri per calcolare, segnare, identificare, celare, cifrare, ingannare.

“Saunière aveva ricreato una copia formato naturale del più famoso disegno di Leonardo…” – un ignudo uomo con le gambe serrate e, al contempo, divaricate, e con le braccia aperte. La sua imago fu inviata in orbita come per dire a chissà chi: ecco, noi siamo così. Il che è falso. L’uomo si denuda da scemo per non andare in guerra, per non pagare il dazio. L’uomo è un mariuolo che disssimula la propria disonestà. Che il Kósmo lo protegga!

L’assassinato, mentre crepa, riesce a compiere una serie di atti teatrali: i particolari in cronaca, a pagina 61, con cui intende comunicare in maniera cogente (poco tempo gli resta) il tragitto da compiere per recarsi colà… dove non si sa: “… si era spogliato e si era posizionato in modo da costituire una chiara riproduzione dell’Uomo vitruviano.”

In carenza di verità: “Il denaro e la fede erano le due motivazioni più forti” – il combustibile che garantisce l’energia necessaria per agire, per esistere, per soffrire.

Sophie era la nipote amata da Saunière – e fu da lui allevata con amore, essendo scomparsi i di lei genitori. Poi occorse fra loro un malinteso. Accadde un fatto che li separò. Sophie aveva scorto qualcosa che non seppe perdonare: “… quell’orribile fatto…” – e questo è l’uomo, un minuscolo dio che giudica gli altri umani. E li condanna. E che, per poter scegliere, distinguere, perseguire, perseguitare, crea dei gruppi, per esempio il “Priorato” – da prius, primo rispetto a chi? Rispetto agli altri, che dovranno poi mettersi in coda per ricevere le necessarie istruzioni per poter essere ovini del medesimo gregge.

A pagina 273 scopro perché si va messa la domenica, e non al sabato, o al venerdì. E perché domenica in inglese è “Sun Day, giorno del Sole.” – sarei scampato se non l’avessi scoperto? Credo di sì. Lo vedi? Anche tu sei un tipo credente, un uomo religioso, bramoso di certezze.

Bella questa: “La parola latina haereticus deriva da ‘scelta’. Coloro che sceglievano la storia originale di Cristo furono i primi eretici del mondo.” – con qualche dubbio, infilo anche ‘sto dato nella già traboccante saccoccia. I primi miei simili erano scimmie, rettili, insetti, amebe. L’uomo è colui che, giunto per ultimo, esige la maglia rosa (o la gialla, se è francofono). E ambisce a quella iridata.

“Maddalena fu presentata come una prostituta per nascondere i suoi importanti legami familiari.” – perché?, ve ne sono di meno cogenti? Famūlus è il servitore. La famiglia è una fabbrica, con un capo che ama dirigere. Ecco perché si tende a fuggirla. Maddalena resterà fino alla fine. Che santa!

“… Quando due culture si scontrano, chi perde viene cancellato e il vincitore scrive i libri di storia, libri che sostengono la sua causa e condannano quella del nemico sconfitto.” – una balla concordata, riporto così, tradendolo, il pensiero di Napoleone. La storia è uno studio scientifico solo quando e se disprezza il Potere, irridendolo.

Lo intuiamo negli odierni, ridicoli, fumettistici frangenti.

La tecnologia moderna consente di velocizzare al massimo l’ingiustizia e la menzogna.

“Non siete voi a trovare il Graal, è il Graal a trovare noi.” – non sono d’accordo. O ci si ritrova a vicenda (per via del citato aggrovigliamento) o si deve scegliere di restare fuori dal gioco.

“Sophie dice qualcosa a Langdon, scrutandolo con i suoi occhi verdi.” – e che c’entra? Nulla, è un riannodarmi a una pregressa lettura di un romanzo di Mario Vargas Llosa: La casa verde.

En passant, odiosa è la lista compresa tra pagina 382 e 383: l’arderei immediatamente! Non ce l’ho con quei geniali tapini, ma coi loro smisurati fini.

“Ma la loro realtà è falsa!” – si cita l’“allegoria religiosa” che “è diventata una parte del tessuto della realtà. E vivere in quella realtà aiuta milioni di persone ad affrontare la vita e a essere migliori.” – almeno quello! Chiamalo, se vuoi, effetto placebo. O illusione mistica.

Il Cristianesimo, diceva Aldo Bergamaschi è scaduto al rango di religione. Amen e così sia!

“Non più falsa di quella crittologia matematica che crede nel numero immaginario i perché la aiuta a decifrare i messaggi in codice.” – anche qui non ci sto. Se l’uomo riesce ad immaginare, vuol dire che qualcosa l’ha spinto a farlo, dopo averlo intortato. Alcuni fenomeni quantistici si possono calcolare grazie a numeri immaginari mischiati ai reali: numeri davvero complessi!

A pagina 407 de Il codice da Vinci scopro chi sono stati gli inventori dell’“antenato del Bancomat” – sempre quelli: coloro che ci legano le mani dopo averci imposto le loro scelte. Oggi, quel codice plastico, lo si usa di continuo, pure nell’offrire un caffè.

“Anche la donna dagli occhi verdi che lo accompagnava pareva preoccupata.” – verde speranza!

Dan Brown citazioni Il codice da Vinci
Dan Brown citazioni Il codice da Vinci

Ah: “menestrello” – ne ignoravo l’etimo: “I trovatori erano i servitori – ministri – della Chiesa di Maria Maddalena…” – bene, nella sacca, che sta straripando, rimane dello spazio per ‘sto dato.

Di codice in codice si giunge alla fine. Che è (fatalmente) opima (di norme segrete).

“… La bellezza del Graal sta nella sua natura inafferrabile.” – pure quella dell’esistenza è sfuggente.

A pagina 517, caro Salvatore Patriarca, s’evidenzia una banalità: proteggere la verità significa doverla accuratamente celare.

“… il suo sguardo brillava di promesse. ‘D’accordo’ riuscì a dire Langdon. ‘Ci conto.”

La società non può sussistere tra coloro che sono sempre disposti a danneggiarsi e a farsi torto l’un l’altro… – lo scriveva Adam Smith in “Teoria dei sentimenti morali”. Dissimulando la verità, aggiungo io.

Si può pensare di peggio sull’uomo. Per esempio che è una bestia che fa orrore, ovunque. E che va difeso, salvato, informato, protetto. A prescindere. Non bisogna mai scordare il fatto che Sophie è una crittologa. Una che studia i numeri. Speriamo che non inizi a darli. Il che è un effetto dell’amore, della passione, di kam’a. Forse non c’è nulla di più bello da narrare, nonostante tutto.

“13, 3, 2, 21, 1, 1, 8, 5” – etc etc.

Quando ci donerai l’ennesima cifra, Dan?

La mia reazione è, all’improvviso, mòca, ammutolita, in arşân. Or is it slightly mocking: beffarda? Mai osare leggere senza provare rispetto per chi scrisse. E irridere la bestia uomo è l’estremo diritto che ci resta.

 

Written by Stefano Pioli

 

Bibliografia

Dan Brown, Il codice da Vinci, Mondadori, 2009

 

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