“Il gioco del mai” di Jeffery Deaver: un thriller che scorre come acqua fresca?

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Il mai attira di più l’attenzione.

Il gioco del mai di Jeffery Deaver
Il gioco del mai di Jeffery Deaver

Jeffery Deaver, ne “Il gioco del mai”, sa fare il suo mestiere.

In questo nuovo romanzo ci presenta un altro incredibile personaggio al quale far indagare fra le pagine. Ci siamo abituati agli altri, uno per tutti Lincoln Rhyme, ma sono sicura che vi affezionerete anche a Colter Shaw.

Un uomo che ricerca persone scomparse e che vive delle varie ricompense. Solitario, che si sposta per gli Usa su un camper.

“Non aveva l’hobby della corsa, ma era un appassionato di arrampicate e al college era stato un campione di wrestling.”

Spesso ci racconta della sua famiglia, di quando lui era ragazzo e il padre aveva le sue regole e per questo veniva chiamato “il re del mai”.

Anche Colter vi fa ricorso spesso, ragionando in percentuali e seguendo le orme dell’educazione paterna fatta di rispetto. Fino a quando è accaduto qualcosa e lui è morto, ucciso in un bosco.

Da chi? Perché?

“Che cosa era successo davvero nelle prime ore del cinque ottobre di quindici anni prima, sull’aspra e cupa vetta di Echo Ridge?”

Il romanzo “Il gioco del mai” inizia con una scena concitata, dove Colter cerca di salvare una donna incinta, chiusa in una barca che sta per affondare.

“L’oceano non è liquido. È pietra che scorre. Che preme, schiaccia.”

Si torna poi indietro di qualche tempo e troviamo l’uomo che viene assunto da un padre, in California, per la sparizione di sua figlia.

Fra descrizioni particolari della Silycon Valley: “Lì l’uomo non aveva lasciato cicatrici sulla geografia”, seguiamo Colter nelle sue ricerche che lo portano a conoscere Maddie, una ragazza che per lavoro si occupa di videogiochi. E proprio il mondo dei videogiochi la farà da padrone nella vicenda.

Infatti, a quanto pare, dopo che ritrovano la prima ragazza scomparsa, viva, ne verrà rapito un altro… le vittime catturate e lasciate in luoghi che ricordano un gioco “L’uomo che sussurra”, dove vengono abbandonati con cinque oggetti che dovrebbero servire alla loro fuga, ma qualora non ne fossero in grado o l’uomo che sussurra decidesse di intervenire prima…

“Sei stato abbandonato. Fuggi, se puoi. Oppure muori con dignità.”

A tratti ricorda vagamente il gioco sadico del film “Saw, l’enigmista”.

Non tutte le vittime verranno tratte in salvo, e le ricerche si estenderanno anche nelle multinazionali che si occupano dei giochi digitali.

Nel frattempo Colter ha una breve relazione con la giovane Maddie: “Io e te: bravi con il prima e con il durante, non con il dopo. Lo chiameremo il club del mai dopo”.

Si nota che l’autore si è informato sul mondo dei giochi elettronici, tanto che nelle pagine si riesce a comprenderne di più, anche per chi, come me, non si è mai dedicato a questa attività ludica.

All’interno del romanzo troviamo le cartine disegnate a mano da Colter, così da farci un’idea delle zone che va pattugliando.

Jeffery Deaver citazioni Il gioco del mai
Jeffery Deaver citazioni Il gioco del mai

Passato a presente si intersecano, portandoci alla fine dove scopriremo chi è il colpevole, “Il giocatore”, come è stato chiamato l’assassino; ma anche ne sapremo di più sulla morte del padre di Colter.

A un certo punto c’è una descrizione di un puma, che colpisce: “Era una creatura davvero magnifica. Zampe di flessuoso metano. Occhi che scoccavano uno sguardo malvagio. Anche se, ovviamente, la malvagità non c’entrava proprio niente”.

L’ultimo rapimento è quello riguardante la donna di cui abbiamo letto all’inizio, sapremo se Colter riuscirà a portarla in salvo.

“Il gioco del mai” è un thriller che scorre come acqua fresca, ma che ci sbatte addosso i suoi flutti gelati. Scritto come deve essere.

 

© 2024 Rizzoli

ISBN 978-88-04-78774-7

Pag. 486

€ 12,90

 

Written by Miriam Ballerini

 

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