“Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen: che cosa significa disonore?

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Nel ritratto eseguito dalla sorella Cassandra, Jane Austen si presenta come una giovane dallo sguardo vivace; le labbra sottili sono serrate, come a ponderare le parole. Nel 1817 il fratello Henry ne traccia un profilo psicologico; oltre a confermarla acuta osservatrice, esprime un giudizio illuminante. “Non pronunciò mai una frase frettolosa, sciocca o severa. In breve, il suo carattere era raffinato come la sua ironia”. Raffinata e ironica è la penna di Jane; tersa e tagliente come la luce di marzo.

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen
Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

Dei suoi sei romanzi, il più noto e apprezzato è Orgoglio e pregiudizio (Newton Compton editori, 2025, pp. 251, trad. di I. Castellini e N. Rosi, introduzione di Riccardo Reim); “il mio unico figlio adorato”, come ebbe a definirlo l’autrice stessa. Rielaborazione del precedente First impressions, è pubblicato nel 1813; ambientato nella campagna dell’Hertfordshire, narra le vicende dei signori Bennet e delle cinque figlie nubili. La madre si adopera per trovare loro un marito benestante; in assenza di un figlio maschio, per la legge del maggiorasco sarà un lontano parente a ereditare la tenuta.

Mrs Bennet riferisce al marito una succulenta novità; pare che Netherfield Park sia stato affittato. Un ricchissimo giovane dell’Inghilterra del Nord ne è rimasto conquistato; vi si trasferirà entro breve tempo. Il gentiluomo si chiama Bingley; scapolo, vanta quattro o cinquemila sterline di rendita. È una vera fortuna per le loro figlie; il giovane potrebbe innamorarsi di una e sposarla, vagheggia la donna. Appena sarà arrivato, Mr Bennet dovrà subito a fargli visita; insiste, la moglie. Insiste il marito nel diniego, mascherato da burla; con l’arma del sarcasmo, pone fine alla discussione. Nonostante l’originaria ritrosia, Mr Bennet è uno dei primi a recarsi da Bingley; trinceratosi dietro un assoluto silenzio, ne parla alla famiglia solo dopo la visita. A nulla valgono le domande delle donne; devono accontentarsi di informazioni di seconda mano, strappate alla vicina. Pare che Mr Bingley sia un giovane di straordinaria bellezza, di notevole simpatia; avrebbe espresso l’intenzione di partecipare alla prossima festa. Orgoglio e pregiudizio racconta la sera del ballo. Il gentiluomo è in compagnia di quattro persone; oltre alle due sorelle e al cognato, fa parte del gruppo un amico.

Mr Bingley si distingue per il contegno, affabile e disinvolto; Mr Darcy attira l’attenzione per la bellezza, per la nobiltà dell’aspetto e per le diecimila sterline di rendita. Nel corso della serata, l’ammirazione cede al disgusto; i modi altezzosi ne appannano la popolarità. Allegro e gioviale, Bingley non perde una danza; l’amico balla solo due volte, per trascorrere in disparte il resto della festa. Il giudizio è unanime; Mr Darcy è l’uomo più orgoglioso e antipatico che si possa vedere.

Elizabeth ne coglie una conversazione con Bingley; a suo dire, nella sala non c’è una signora con cui ballerebbe senza sacrificio. L’unica ragazza graziosa è Miss Jane Bennet; quanto alla sorella, è passabile ma non abbastanza bella da tentarlo. Nell’animo di Liz si imprime una certa acredine; in ogni modo, la serata è piacevole per tutta la famiglia. Mrs Bennet è in brodo di giuggiole; il gruppo di Netherfield ha apprezzato Jane, la sua primogenita. Mr Bingley l’ha fatta ballare due volte; niente a che vedere con la scortesia di Mr Darcy.

Miss Bennet è rimasta affascinata dal cavaliere; ne apprezza le qualità morali e il contegno. Le sorelle di Bingley si recano in visita a Longbourn; mentre Jane le conquista con la sua grazia, il resto della famiglia non gode della loro simpatia. Le nuove amiche esprimono il desiderio di vederla più spesso; Jane accoglie con piacere questa cortesia. Ogni nuovo incontro accresce la predilezione di Bingley; dal canto suo, la ragazza si abbandona all’istintiva simpatia. La sua compostezza le permette di celare il sentimento, così da evitare pettegolezzi; tuttavia un’eccessiva prudenza rischia di allontanare il giovane. Liz è impegnata a osservare il corteggiamento di Bingley; non si accorge di essere diventata oggetto dell’interesse di Darcy. Questi dapprima la guardava solo per criticarla; poi a una prima scoperta ne sono seguite altre, tutte mortificanti per lui. Il volto di Liz rivela una rara intelligenza; pur inadeguato all’ambiente della buona società, il suo contegno esprime una vivace spontaneità. Darcy comincia a desiderare di conoscerla meglio; infastidita, la ragazza rifiuta di ballare con lui.

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen Photo by Tiziana Topa
Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen Photo by Tiziana Topa

In visita a Netherfield, Miss Bennet cade malata; le amiche le offrono ospitalità. Pur di raggiungerla, Liz affronta a piedi tre miglia; Jane la accoglie con gioia. Al momento di congedarsi, si mostra dispiaciuta; costretta dalle circostanze, Caroline Bingley invita Liz a trattenersi. Per quanto prodighe di cure, le padrone di casa la confermano nella sua antipatia; solo Bingley le va a genio. È l’unico a preoccuparsi per Jane; inoltre, grazie alle sue attenzioni Liz non si sente un’intrusa.

Le sorelle di lui non mancano di criticarla per i modi pessimi; tuttavia l’ammirazione di Darcy non vacilla. Con la guarigione, arriva il momento di tornare a Longbourn; la notizia della partenza suscita umori diversi. Bingley è sinceramente desolato; sempre più attratto da Liz, Darcy prova sollievo. Mr Bennet annuncia l’imminente arrivo di un ospite; un mese prima ha ricevuto una lettera di Mr Collins. Questi ha preso da poco gli ordini sacri; subito dopo, Lady Catherine de Bourgh gli ha assegnato la direzione di una parrocchia. In quanto futuro erede di Longbourn, l’uomo si duole di essere causa di danno per le cugine; nella missiva esprime l’intenzione di recarsi in visita presso i parenti.

Orgoglio e pregiudizio ci presenta Mr Collins; privo di intelligenza, non ha colmato questa lacuna né con l’educazione né con la vita sociale. Oppresso da un padre tiranno, ha sviluppato un’eccessiva umiltà; l’improvvisa fortuna ne ha fatto un impasto di orgoglio e servilismo, di boria e modestia. Possiede una bella casa, gode di un reddito soddisfacente; intenzionato a sposarsi, ha deciso di scegliere tra le cugine Bennet. Dapprima mette gli occhi su Jane; dissuaso dalle allusioni della madre, sposta l’interesse su Elizabeth. Lydia sta per recarsi con le sorelle a Meryton, dove è acquartierato un reggimento; Collins è chiamato a scortarle.

Orgoglio e pregiudizio racconta l’incontro con George Wickham; portamento elegante, figura snella e modi cordiali, l’uniforme ne completerà il fascino. Uno scalpitio di cavalli richiama l’attenzione del gruppo; i signori di Netherfield appaiono all’imbocco della via. Nel salutare le ragazze, lo sguardo di Darcy è attratto dal forestiero; entrambi paiono turbati. L’uno impallidisce, l’altro avvampa; il loro contegno sorprende Liz. La ragazza ritrova Wickham in casa degli zii; per quanto divorata dalla curiosità, non osa nominare Darcy. È George a toccare l’argomento; a suo dire, l’altro avrebbe agito in modo scandaloso contro di lui. Lo avrebbe defraudato di ciò che gli spettava; così avrebbe anche disonorato la memoria del defunto Mr Darcy, che ben altro aveva disposto. Elizabeth non si capacita; per quanto odioso, non lo credeva così malvagio. I Bingley fissano la data del ballo a Netherfiel; tutti i membri della famiglia Bennet gioiscono dell’invito. Liz già si vede tra le braccia di Wickham; si ritrova a promettere due danze a Collins.

È allora che il pensiero si insinua; diventa convinzione. Il suo sguardo cerca nel gruppo vivace delle uniformi, invano; pare che un impegno abbia trattenuto George in città. Senz’altro la colpa è di Darcy; l’antipatia di Liz si acuisce. Danzare con Collins è un tormento; liberarsi di lui è un sollievo. Suo malgrado, la ragazza accetta un ballo con Darcy; poche parole, lunghi silenzi, un accenno malevolo a Wickham.

Quella sera, Mrs Bennet lascia Netherfield con un’impressione; entro pochi mesi potrebbe vedervi Jane accasata. Il giorno seguente, Collins fa la sua domanda in piena regola; a nulla vale il rifiuto di Liz. Convinto che il diniego sia un’abitudine femminile, insiste; la ragazza ribadisce il proprio no.

Il mancato sposo non soffre, se non per l’orgoglio ferito; chiuso in un rigido silenzio verso la cugina, rivolge l’attenzione a Charlotte. Caroline scrive a Jane che tutto il gruppo ha lasciato Netherfield; nessuno vi farà ritorno per l’inverno. Si dice sicura dell’indifferenza del fratello; poiché sospetta la natura del sentimento dell’amica, sente il dovere di metterla in guardia.

Liz è certa dell’amore di Bingley per Jane; crede che dietro l’allontanamento ci sia lo zampino della sorella. Collins si è rassegnato in fretta; incoraggiato dai modi di Charlotte, la chiede in sposa. Miss Lucas accetta, mossa da una convinzione; per una ragazza non troppo ricca, il matrimonio è l’unico mezzo per mettersi al riparo dal bisogno. Liz è delusa dall’amica; trova intollerabile che sia disposta a darsi tale umiliazione.

Orgoglio e pregiudizio torna sulle pene di Jane; dopo un lungo silenzio, una lettera di Caroline pone fine a ogni speranza. Liz è in collera con Bingley; la sua irresolutezza lo rende schiavo della volontà degli amici, fino a sacrificare la propria felicità ai loro capricci. Complice il chiacchiericcio di Wickham, Darcy è sempre più inviso; è opinione comune che sia il peggiore degli uomini. Jane riceve un invito dagli zii di Londra; cambiare ambiente potrebbe giovare al suo umore. La sorella nutre un barlume di speranza; nella stessa città, l’affetto di Bingley potrebbe riaccendersi.

Dopo il matrimonio, i coniugi Collins partono per il Kent; Charlotte prega Liz di farle visita. La corrispondenza di Jane è amara; stando a Caroline, il fratello è spesso occupato con Darcy. L’amica di un tempo è sfuggente; davanti alla sua freddezza, Jane smette di illudersi.

Orgoglio e pregiudizio ci porta a Hunsford; all’arrivo di Liz, Mr e Mrs Collins fanno gli onori di casa. Lady Catherine li invita tutti a Rosings; dopo un pranzo sontuoso, la dama incalza Elizabeth con domande impertinenti. Per niente intimidita, la ragazza le tiene testa in modo brillante; sorride, ché ha beffato l’alterigia di Sua Signoria. Poco prima di Pasqua, Darcy arriva a Rosings in compagnia del colonnello Fitzwilliam; nel salotto dell’aristocratica zia incontra Liz.

La mattina seguente, si presenta dai Collins; la ragazza è sola. Poche parole di circostanza; un breve accenno a Netherfield; se Bingley vi tornerà, si tratterrà solo per brevi periodi. A suo agio con quella compagnia, Fitzwilliam si reca spesso in parrocchia; più difficile comprendere la ragione delle frequenti visite di Darcy. Liz lo incontra nel parco, una volta e due; e perfino una terza, nonostante abbia cercato di farsi evitare. L’uomo le rivolge strane domande; turbata, non ne comprende il fine. Fitzwilliam le annuncia l’imminente partenza; nel discorrere di Darcy, si lascia sfuggire una confidenza. Il cugino si era rallegrato di aver salvato un amico; questi stava per contrarre un matrimonio imprudente. Fitzwilliam ignora i particolari della vicenda; pare che ci fossero “gravi impedimenti” da parte della signorina.

Jane Austen citazione Orgoglio e Pregiudizio
Jane Austen citazione Orgoglio e Pregiudizio

Rimasta sola, Liz si arrovella; quell’amico non può essere che Bingley. i “gravi impedimenti” di Jane non sono altro che l’inferiorità sociale; Darcy ne ha sacrificato la felicità sull’altare dell’orgoglio. Il suono del campanello la strappa ai tetri pensieri; visibilmente nervoso, Darcy entra in casa. La ragazza si esprime con fredda cortesia; dopo un silenzio piuttosto lungo, l’uomo ammette la sconfitta. Ha lottato invano; non può più soffocare i suoi sentimenti. Parla con foga; nonostante l’antipatia, Elizabeth non è insensibile alle sue appassionate dichiarazioni. L’idea della pena che sta per infliggergli le ispira pietà; è solo un moto fugace, subito soffocato dallo sdegno.

Nel mettersi a nudo, Darcy non mostra insicurezza; non sembra dubitare che la risposta sarà favorevole. Asciutte, taglienti, le parole di Elizabeth sono fuoco e gelo; due volte accusato, l’uomo non nega le proprie colpe. Mentre conferma il proprio sentimento, ribadisce il pregiudizio. Pur fiera di avergli ispirato affetto, Liz non cede alla tenerezza; l’orgoglio, la tracotanza con cui Darcy rivendica le proprie azioni hanno la meglio.

La mattina seguente, l’uomo le porge una lettera; il lungo scritto affronta due questioni. Spiega il motivo per cui ha allontanato Bingley da Jane; racconta la sua verità sull’affare Wickham. Un ragionevole dubbio si insinua nella certezza di Liz; le offre altri occhi, con cui vedere sé stessa e il grande inganno dell’orgoglio e del pregiudizio. Darcy la ritroverà nel Nord dell’Inghilterra; salverà la famiglia Bennet da un grave scandalo.

Ogni cosa si sistemerà; ognuno troverà il proprio posto. Jane Austen come Thomas Gainsborough e Joshua Reynolds; Orgoglio e pregiudizio evoca le atmosfere dei dipinti rococò, in cui uomini e donne si affrontano nel gioco galante. Un codice comportamentale e comunicativo fatto di sorrisi, di sguardi; di parole pesate sulla bilancia del decoro. In Orgoglio e pregiudizio il contatto fisico tra i personaggi è minimo; una sorta di velo pudico avvolge il sentimento amoroso, definito con termini che oggi suonano blandi. Si parla di simpatia, di affetto; di amore quasi mai. L’autrice non lo chiama per nome; tuttavia lo mette nel petto dei suoi eroi e delle sue eroine, più che sulle labbra.

Jane non si sposò; il primo progetto di nozze sfumò per ragioni economiche. In seguito, rifiutò una proposta vantaggiosa; per sua stessa ammissione, non poteva sposarsi senza affetto. Una scelta sconsiderata, per l’epoca; quel no risuona sulle labbra di Liz, mossa dal rispetto di sé stessa. Orgoglio e pregiudizio insiste sul tema del matrimonio; due sono le mésalliance, lieto fine romantico tra innamorati. Charlotte mostra un’altra possibilità; il matrimonio di interesse, buona cosa per le ragazze ben educate ma non ricche. Il matrimonio assicura alla donna rispettabilità sociale; colei che devia dalla regola paga il prezzo del disonore.

“Per quanto questo caso sia disgraziato […] noi dobbiamo trarne l’utile insegnamento che la perdita della virtù è irrimediabile in una donna; che un solo passo falso la trascina in una rovina senza fine; che la sua reputazione è fragile quanto preziosa; e che non si può essere mai abbastanza guardinghi nei nostri rapporti con l’altro sesso.”

Come un virus, il disonore finisce per contaminare tutti i membri della famiglia; Mr Collins non manca di ricordarlo, con il solito garbo da pachiderma.

 

Written by Tiziana Topa

 

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