Renzo Piano: l’architetto del silenzio, costruttore di ponti di luce

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“La bellezza salverà il mondo, ma non la bellezza con la B maiuscola. Quella fatta di piccole cose, di luce, di proporzioni giuste.” ‒ Renzo Piano, citando Fëdor Dostoevskij

Renzo Piano citazioni
Renzo Piano citazioni

Genova, città di mare, che con i suoi vicoli stretti odora perennemente di salsedine è il luogo che il 14 settembre 1937 ha visto nascere Renzo Piano, architetto per definizione. La sua è una famiglia di costruttori, da cui trae principi che lo accompagneranno per tutta la vita: la concretezza e l’attenzione al dettaglio.

Crescendo tra il rumore dei cantieri e il ritmo delle onde del mare, che lo guideranno ad aprirsi verso l’infinito, Renzo Piano fa suo il concetto della solidità della pietra e della leggerezza del vento, in una dicotomia che segnerà ogni sua opera. Imparando presto che le mani che sollevano muri non solo possono costruire case, ma tessere la trama invisibile della vita delle persone.

“Non si tratta di costruire cattedrali nel deserto, ma di cucire la città con piccoli gesti. Come un sarto che aggiusta un abito consumato”.

Al Politecnico di Milano si forma come architetto, ma sarà attraverso i viaggi, con l’osservazione degli spazi, geografici e interiori, a dare completezza ad una professione che fin da subito si rivela promettente. Nuovi incontri lo portano a Parigi, a Londra, a Philadelphia. Lì, dove può apprendere nuovi concetti architettonici, per scoprire che l’architettura è sperimentazione, ma soprattutto dialogo.

La sua architettura non è sottoposta a ferree imposizioni, semmai, attraverso le sue opere al servizio della collettività che illuminano gli spazi è dialogante. In un panorama architettonico spesso dominato da personalità egocentriche che urlano le proprie opere, Renzo Piano rappresenta un’eccezione. Nella sua filosofia di vita e professionale non solo edifici, ma un mondo fatto di visioni.

La sua avventura professionale inizia nel 1971 quando, con l’amico Richard Rogers, vince il concorso per realizzare il Centre Pompidou. Il cui progetto è quasi una provocazione. Lì, nel cuore antico di Parigi si innalzerà un edificio simile ad un’enorme macchina, con tubi e scale all’esterno, mentre all’interno realizza uno spazio vuoto e accogliente. Il Centre Pompidou suscita scandalo, ma al contempo anche meraviglia.

Qualcuno lo definisce un insulto alla città, altri lo salutano come frutto di un tempo nuovo. Col passare degli anni, la struttura diventa un’icona, un luogo d’incontro fra arte e gente.

“L’architettura non è spettacolo. È un mestiere di servizio. È costruire luoghi dove le persone possano vivere meglio”.

Nonostante le critiche che gli piovono addosso Renzo Piano non si ferma. Fonda il suo laboratorio di idee, il Renzo Piano Building Workshop, che dà il via a un viaggio infinito. Il suo intento non è costruire per ottenere gloria, ma costruire opere create con il vetro e l’acciaio che sembrano alitare di vita. Simulando la trasparenza di alcuni tessuti, che lasciano penetrare la luce con leggerezza.

A Osaka, l’aeroporto di Kansai prende la forma di un uccello che pare pronto a spiccare il volo. In Nuova Caledonia, il Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou evoca le capanne kanak, ricreando con materiali moderni l’anima di un popolo.

A Londra, The Shard sembra un vaso di cristallo proteso verso il cielo.

A New York, il New York Times Building è uno spazio trasparente e luminoso, in un attraente connubio fra giornalismo e architettura.

In Spagna, a Santander, il Centro Botín si affaccia sull’oceano come una conchiglia sospesa sull’acqua, lì dove l’arte incontra la natura.

In Italia la firma di Renzo Piano è presente in luoghi simbolo. A Roma, il Parco della  Musica, scrigno sonoro diventa custode delle voci di eccellenti musicisti. A Genova, nel 1992 in occasione delle Colombiadi, disegna il Porto Antico, restituendo alla città il suo stretto rapporto con il mare.

Poi c’è il giorno più doloroso che colpisce al cuore la città di Genova: è il 14 agosto 2018 quando il Ponte Morandi crolla, provocando la morte di 43 persone. Senza alcuna esitazione Renzo Piano si mette al servizio della sua città. Progetta il nuovo Ponte San Giorgio, esempio architettonico semplice e solido al contempo, per curare una ferita che mai si rimarginerà, soprattutto nei familiari che chiedono giustizia per delle morti annunciate. Il ponte è luce e sobrietà, quale un segno di speranza nato non per stupire, ma per essere monito affinché tragedie di quella portata non debbano più accadere.

“Un ponte non deve mai crollare. Un ponte è un atto di fiducia: unisce, accorcia le distanze, ricuce ferite. È un gesto di pace.”

Uomo di impegno civile, nel 2013 Renzo Piano diventa senatore a vita. Definito da più parti il ‘senatore della Repubblica dell’Architettura’, per la sua autorevolezza morale e professionale, è quella l’occasione per portare avanti un’idea umile quanto rivoluzionaria, il cui titolo alquanto significativo è il ‘rammendo delle città’. Secondo la sua concezione, le periferie sono ferite da ricucire e spazi da trasformare, non luoghi da trascurare.

“Non costruisco monumenti, costruisco luoghi per le persone.”

Celebrato dal mondo con tributi e riconoscimenti, Renzo Piano resta lo stesso uomo dei suoi inizi. Non è un artista che ama la ribalta, non cerca la fama, e tantomeno ama alzare la voce. Le sue opere, infatti, non hanno nulla di gridato. A differenza di altri architetti contemporanei, spesso inclini all’ego e alla spettacolarizzazione, Piano rifugge il gesto spettacolare. Le sue opere non vogliono imporsi sul paesaggio, ma dialogare con esso, rispettandolo e arricchendolo.

La sua idea di architettura è un atto di responsabilità, un esercizio di levità e di dedizione. Grazie anche a una filosofia professionale che lo porta a progettare edifici che non sono corpi estranei, ma parte integrante delle città.

Renzo Piano è un uomo, che in forza del suo ingegno, trasforma i luoghi in poesia. Le sue opere non sono esempi di monumentalità, ma sembrano sussurri che raccontano storie di città, di uomini, invitando i visitatori che si approcciano alle sue opere a guardare il mondo con occhi diversi. Le sue opere evocano leggerezza, trasparenza, sostenibilità: perché costruire significa per lui rischiarare le esistenze altrui. La luce, intesa come materiale da costruzione è il suo tratto più distintivo.

Renzo Piano ‘costruisce’ la luce, inserendola nei suoi edifici, che si fanno macchine sofisticate per catturare, filtrare e diffondere la luce naturale.

I frangisole mobili, i soffitti a vela, le lamelle in legno o ceramica non sono mere decorazioni; ma componenti tecnologiche fondamentali per modellare la luce e creare atmosfere.

Considerato un artigiano della tecnologia, l’architettura non deve essere un atto solitario, ma un lavoro di squadra che coinvolge ingegneri, artigiani, urbanisti e cittadini. La sua idea di tecnologia suggerisce che quando quest’ultima è guidata dall’umanesimo e dall’etica professionale, non può essere solo strumento di soluzione, ma può farsi mezzo per creare una bellezza durevole nel tempo.

Piano ama dire che l’architettura deve ‘portare luce e bellezza’, ma soprattutto deve essere un atto di responsabilità civile: costruire non significa solo erigere edifici, ma migliorare la vita delle persone.

In un mondo che spesso costringe a scegliere tra tradizione e innovazione, arte e scienza, Renzo Piano incarna una figura singolare: quella di un pragmatico visionario.

Così, da Genova a New York, da Parigi a Tokyo, ovunque nel mondo, l’opera di Renzo Piano è un ponte tra l’uomo e il sogno di bellezza di un architetto, la cui genialità non è manifesta, ma nascosta. Un po’ come è nel carattere dei suoi concittadini. Renzo Piano, più che un architetto si definisce un ‘costruttore’, rimanendo fedele alle sue origini. A dimostrarlo è la sua carriera, lunga e coerente.

È questa in sintesi la filosofia del grande architetto, che è anche una delle voci più omaggiate della cultura contemporanea. Oltre alle sue opere internazionali, sono alcuni progetti minori a svelare la vera essenza del genovese. Per cui, è d’obbligo ricordarne alcuni. Fra cui la Biosfera, una piccola serra sospesa sull’acqua del Porto Antico di Genova, che ospita un ecosistema in miniatura. Dove trasparenza e rapporto simbiotico con la natura danno la cifra della sua idea di tecnologia leggera. Il padiglione dell’IBM per l’Expo di Venezia, un’opera formata da volumi mobili e leggeri, quasi una scultura cinetica, che è la manifestazione dell’aspetto sperimentale e ludico dell’opera di Renzo Piano. La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo è un progetto complesso e contestato, un esperimento che lo ha portato a creare un luogo di culto moderno in onore di un santo tradizionale. Con un risultato stupefacente, il cui edificio in pietra arcaica svetta verso il cielo grazie ad archi sovrapposti, che uniscono materialità antica e spiritualità contemporanea.

Ancora, a proposito della figura di Renzo Piano, è da ricordare che nessuno è immune alle critiche. Il biasimo che alcuni gli muovono stigmatizzano un suo ‘iper-razionalismo’. Affermando, che la sua idea di architettura a volte risulti troppo controllata, e forse un po’ fredda, priva di visceralità o di impatto emotivo. Altre critiche affermano che Renzo Piano si è prestato a lavorare per grandi corporation e governi, ritenendo il gesto una forma di adattamento al potere economico. Mentre, a suo favore, i suoi sostenitori replicano che è proprio collaborando con questi, che si può migliorare ampiamente lo sviluppo urbano.

L’eredità di Renzo Piano non è solo pietra, acciaio e vetro, ma un modo nuovo di pensare l’architettura. Il genovese ha insegnato che un grande architetto non è un artista solitario, ma un ‘costruttore di comunità’. E che la bellezza nasce dalla responsabilità, l’innovazione dalla tradizione costruttiva, e la grandezza dalla leggerezza e dall’umiltà.

Oggi, 14 settembre, nell’anniversario della sua nascita, Renzo Piano continua a progettare, ispirare e credere nel potere dell’architettura di creare un mondo migliore, più bello e più giusto per tutti. Renzo Piano è quindi un maestro della luce, inteso in senso globale.

“Costruire è un atto di pace. Ogni volta che si costruisce, si fa un gesto contro la guerra.”

 

Written by Carolina Colombi

 

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