Vincitori e finalisti del Contest letterario “Conversazioni poetiche – Terza edizione”
“[…] i poeti e le poetesse di questa terza edizione dell’antologia “Conversazioni poetiche” propongono lo sforzo dello scontro tra l’immaginazione ed il reale, tra l’ambizione del sortilegio poetico ed il freno delle passioni, tra la solitudine e l’incontro con l’altro.” ‒ dall’Introduzione di Giovanna Fracassi de “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione”

Si è conclusa il 24 agosto 2025, a mezzanotte, la possibilità di partecipare al Contest letterario di poesia e racconto breve “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione” promosso da Oubliette Magazine, dagli autori e dalle autrici dell’antologia e dalla casa editrice Tomarchio Editore.
La giuria del contest “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione” (Alessia Mocci, Giovanna Fracassi, Franco Carta, Rosario Tomarchio, Carolina Colombi, Maricà ed Antonietta Fragnito) ha decretato i 14 finalisti dai quali sono stati selezionati due vincitori per ognuna delle categorie in gara.
Il premio per ciascuno dei vincitori consiste nell’invio di una copia dell’antologia “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione”, edita ad aprile 2025 da Tomarchio Editore ed avente le raccolte di Fabio Soricone, Franco Carta, Gabriella Mantovani, Ilse Atzori, Italo Cappai, Marcello Comitini, Marco Leonardi, Maricà, Oswaldo Codiga, Rosario Tomarchio, Teresa Viola.
Oggi, vi presentiamo tutti i finalisti ed i quattro vincitori ex aequo del Contest “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione” (due per ogni sezione).
Tutte le opere partecipanti al Contest letterario “Conversazioni poetiche ‒ Terza edizione” possono essere lette cliccando QUI.
È attiva la selezione di poeti e poetesse per la quarta edizione dell’antologia “Conversazioni poetiche”, in caso di interesse rivolgersi alla casa editrice (e-mail: tomarchioeditore@gmail.com).
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FINALISTI
Sezione A (poesia)
“Inesplicabile vita” di Antonio De Serio
“Mare omerico” di Filomena Gagliardi
“’mparadisa la mia mente” di Sara Cancellara
“Il mio peccato” di Marco Salvario
“Magna Amicitia” di Angela Maria Malatacca
“Credimi quando dico” di Antonio Dell’Isola
“Non ci resta che la poesia” di Daniela Giorgini
Sezione B (racconto breve)
“Psicopompo” di Alessio Romanini
“Le indagini del Commissario Carmelo Puzzanghera” di Angelo Kostia
“Viaggio nel tempo e fra le note” di Gianluigi Redaelli
“Il naso” di Giovanni Ferrari
“L’albero elefante” di Rita Coda Deiana
“Il treno delle anime” di Beatrice Di Paola
“Re Nuvolo e le sue goccioline d’acqua (per i piccoli e per i grandi)” di Antonio Stasolla
OPERE VINCITRICI
Sezione A
“Inesplicabile vita” di Antonio De Serio
Trama in seta,
le sottili pieghe
d’una mano schiusa,
sulle tracce
d’un destino complice,
di scelte libere
nel viver d’obblighi.
Speranze ardenti
lastricate d’equivoci,
un’infinita commedia
d’ombre cinesi,
distese sulle mura spesse
d’un tempio, il tuo mare,
genesi folle
di destinazioni e rotte.
Avrei voluto,
potuto,
ma troppi han detto
c’è tempesta fuori.
Per tutti,
perso tra le vele al vento,
nell’attesa fragile
d’un tempo migliore,
per altri
aura d’un mattino al sole,
da un cilindro magico
una realtà possibile.
Succuba dei molti istanti,
nel prestar dubbi
ad ogni suo respiro,
nell’inseguir,
in frequenza d’onde,
d’una vita, il senso,
il suo profumo d’ignoto.
“Credimi quando dico” di Antonio Dell’Isola
Credimi quando dico
che l’essere amati incondizionatamente,
equivale all’eternità che entra attraverso le anime congiunte.
Credimi quando vedo
brillare un diamante raro,
equivale alla natura che modella le anime privilegiate.
Credimi quando ascolto
sussurri d’aria silenziosa
nelle notti di plenilunio,
equivale al destino che cerca anime per la procreazione.
Credimi quando ero
nell’ignoto più assoluto,
è come essere nudi davanti
ad un plotone d’esecuzione.
Sezione B
“Le indagini del Commissario Carmelo Puzzanghera” di Angelo Kostia
Il Commissario Carmelo Puzzanghera sentiva ancora gli effetti di una modesta sbornia. Era stato la notte precedente in casa del collega Aurelio Galliani per festeggiare la di lui promozione a questore. Lui invece aspettava ancora quella che era diventata una tardiva promozione ma, anche se sperava, non sarebbe giunta tanto presto. In paradiso i santi erano in disaccordo e davano credito alle istanze di certe autorità che volevano un Puzzanghera ibernato ancora per qualche anno. Il commissario aveva risolto dei casi, ma solo perché gli indagati avevano acconsentito a confessare tutto, pur di non ascoltare quell’uomo dal forte accento meridionale che li angosciava con le ripetute domande, senza smettere di fumare. Sapevano che avrebbero trovato persone comprensive all’interno di una cella e speravano ardentemente di vedere il sole solo nel cortile del carcere durante l’ora d’aria.
Carmelo Puzzanghera strinse gli occhi per il forte mal di testa e finì di bere la quinta tazza di caffè, nero e forte come piaceva a lui. Efisio Serra attendeva ordini da un bel po’, ma non voleva far incazzare quell’uomo che sembrava distrutto. Rigirava tra le mani una denuncia di scomparsa presentata dalla signora Annabella Moretti. Suo marito, l’ingegnere Osvaldo Moretti, era assente da casa da tre giorni e non aveva dato notizie di sé. La donna attendeva di essere ricevuta dal commissario, dopo che era stata consigliata di rivolgersi a Puzzanghera quale esperto nel ritrovamento di persone scomparse. Il commissario Anselmo Scanagatti nel suo ufficio rideva a crepapelle al pensiero che la donna non avrebbe ritrovato il consorte, grazie a Carmelo Puzzanghera. Il commissario aprì gli occhi e intravide Serra che lo fissava col solito viso da ebete.
‒ Che c’è Serra? Sei in stato catatonico? Eh parra, se hai quaccosa da dire!
‒ Commissario, una signora aspetta di parlare con lei.
E gli riferì brevemente il motivo della denuncia. Carmelo Puzzanghera maledì la signora e il marito che aveva deciso di sparire…
‒ Serra!
‒ Comandi!
– Unnè u commissario Scanagatti? Sa sta ciusciannu? Non se ne poteva occupare iddu?
– Ha un rapporto urgente da consegnare al signor questore. Così mi ha detto di riferirle.
– Uoggi non iè iurnata ! E fai entrare sta’ signora Moretti!
La donna aveva circa quarant’anni, alta, flessuosa come un giunco, avvolta in un cappotto di cachemire rosso, due occhi grandi e arrossati dal pianto.
Si sedette appoggiando la schiena alla spalliera della sedia e portò al naso un fazzoletto di seta color viola che sparse per l’aria una fresca fragranza di profumi d’oriente.
Il commissario ebbe la sensazione di riprendere i sensi e si rialzò dal sedile della poltrona per darsi un contegno.
– Commissario… mi è stato riferito… che è stato ritrovato un cadavere non identificato nel fiume… nei pressi della località Cascina Pizzulla. Mi scusi, ma… non posso trattenere… le lacrime al pensiero che quel corpo sia di mio marito.
La donna pianse amaramente, senza potersi frenare. Poi si fece animo e riprese a parlare.
– Temo che si tratti di lui… sa… è scomparso da tre giorni.
Il commissario pensò che quella bella donna sarebbe di certo piaciuta a sua madre e fantasticò un po’ prima di rivolgerle una domanda: – Mi può dare qualche indicazione che ci aiuti a identificarlo? Sono scomparse alcune persone e sono stati ripescati due cadaveri di sesso maschile dalle acque del fiume.
Efisio Serra attendeva alla tastiera del computer e fissava davanti a sé la parete come se vedesse la foto del morto.
Il commissario sentì il bisogno di aprire la finestra per respirare a pieni polmoni e, mentre stava per alzarsi, la signora Moretti rispose,frenando le lacrime che avevano sciolto il trucco dei begli occhi blu: – Ce… certo, commissario, è daltonico e… parla… con un forte accento veneto…
Serra si domandò che volesse significare “daltonico”. Tentò di trovare una risposta, fissando il soffitto della stanza.
Carmelo Puzzanghera respirò profondamente e si ricredette al pensiero passeggero che quella donna sarebbe davvero piaciuta a sua madre.
“Il treno delle anime” di Beatrice Di Paola
Notte oscura.
Tappeto di stelle, piccoli fari guida.
Musica spensierata che fugge da una finestra in lontananza.
Gli occhi accompagnano il treno della città nel suo viaggio silenzioso, cullando anime stanche e misteriose.
Osservo questo quadro.
I pensieri si accavallano senza sosta.
Il buio nasconde e imprigiona le nostre vite, in attesa di essere svelate alla prima luce dell’alba.
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I vincitori del volume “Conversazioni poetiche – Terza Edizione” saranno contattati via e-mail per l’invio del premio.
Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti del Contest “Conversazioni poetiche – Terza Edizione”.
Partecipa al Contest letterario di poesia e racconto breve “Versi di Sardegna ‒ Quarta Edizione” cliccando QUI.
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