Viaggiare in Italia: Verona, gioiello del Veneto

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“Verona è un sogno di pietra, dove ogni angolo sussurra una storia.”

Verona viaggio cosa visitare
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Inutile dire che Verona è pensata come città dell’amore. Ma non soltanto città dell’amore. Perché Verona è anche altro. Molto altro. Dunque, non solo legata alle vicende amorose di Romeo e Giulietta, ma una città che si è sviluppata in un connubio di arte e di tradizione. Tanto da farne un gioiello della regione Veneto.

“Tal mormoravi possente e rapido/ sotto i romani ponti, o verde Adige…” Giosuè Carducci

Situata ai margini settentrionali della Pianura Padana, a pochi chilometri dal lago di Garda, Verona sorge su di una lingua di terra disegnata dalle anse del fiume Adige. Che, in un abbraccio lungo millenni avvolge per intero la città. Oltre che città simbolo di poesia e di romanticismo, camminando lungo le antiche strade di Verona si possono osservare imponenti architetture di origine romanica, torri medievali, o palazzi rinascimentali e tracce della dominazione asburgica. Mentre i suoi ponti collegano passato e presente.

Insomma, passeggiando, a Verona si respira un’atmosfera che ha il sapore della storia. Una storia che affonda le sue radici nell’epoca preistorica. Anche se è con i Romani, nel I secolo a.C., che l’abitato si configura come centro. Diventando, grazie alla sua posizione strategica lungo la Via Postumia e il fiume Adige, un crocevia e un punto nodale per il commercio e per i trasporti. Con uno sviluppo urbanistico che rispetta il modello delle grandi città imperiali: con cardo e decumano, foro, terme, ponti e teatri.

Fino al V secolo Verona rimane sotto il governo dell’Impero, dopo di che entra a far parte del dominio dei Longobardi prima, e dei Franchi poi, rimanendo fedele nei secoli successivi agli imperatori del Sacro Romano Impero.

Tra i monumenti più emblematici dell’epoca romana c’è senza dubbio l’Arena, uno dei più grandi anfiteatri romani giunti fino a noi. Costruita nel I secolo d.C., all’epoca poteva contenere fino a 30.000 spettatori, e veniva utilizzata per manifestazioni pubbliche e spettacoli di gladiatori. Realizzata in pietra della Valpolicella, la sua struttura ellittica e l’acustica perfetta ne fanno una meraviglia dell’antica ingegneria. Ancora in uso oggi, è uno dei palcoscenici lirici più celebri al mondo e sede del prestigioso Festival dell’Arena.

Anche il Teatro Romano è altro esempio di edificazione romana. Costruito nel I secolo a. C. e situato sulle pendici del Colle San Pietro, è uno dei teatri più antichi del Nord Italia. Restaurato nel Novecento, ospita oggi eventi e spettacoli estivi in un suggestivo dialogo tra storia e scenografia.

Con la caduta dell’Impero romano, Verona viene assoggettata a varie dominazioni: Ostrogoti, Longobardi, Carolingi. Ma è nel Medioevo che conosce un nuovo splendore sotto la signoria degli Scaligeri, una potente famiglia ghibellina che governa la città tra il 1262 e il 1387, periodo durante il quale Verona si trasforma in una capitale culturale e politica con una corte colta e raffinata. Sono gli anni in cui Dante Alighieri trova rifugio presso Cangrande della Scala, che lo protegge e lo onora. Uno dei simboli dell’età scaligera è il complesso delle Arche Scaligere, mausolei gotici dei signori della città, costruiti in una raffinata commistione di arte funeraria e potere politico. Custoditi accanto alla chiesa di Santa Maria Antica, la loro eleganza ne fa un capolavoro assoluto del gotico italiano.

Una fortificazione costruita da Cangrande II della Scala nel XIV secolo è Castelvecchio. Esempio perfetto di architettura militare, ospita oggi il Museo Civico di Verona, con opere di Mantegna, Bellini, Pisanello e altri artisti. Castelvecchio, esempio di architettura militare medievale, costruito nel XIV secolo da Cangrande II della Scala, si offre con una vista mozzafiato sull’Adige. Affiancato dal vicino e suggestivo Ponte Scaligero con le sue merlature a coda di rondine è un capolavoro di ingegneria medievale. Oggi, è un museo che custodisce opere d’arte medievali e rinascimentali. Distrutto durante la guerra è stato poi ricostruito con materiali originali.

Dopo la presenza degli Scaligeri, nel 1405 Verona passa sotto il controllo della Serenissima Repubblica di Venezia, che arricchisce la città di palazzi rinascimentali e monumenti pubblici, e rafforza le mura difensive costruendo fortificazioni militari. Anche sotto il dominio veneziano Verona conosce un periodo di stabilità e di sviluppo economico.

Con la fine della Serenissima, nel 1797 la città passa sotto il dominio napoleonico, e in seguito, con il Congresso di Vienna, sotto l’egida degli Asburgo, diventando parte del Regno Lombardo-Veneto, fino all’annessione al Regno d’Italia nel 1866. Anche gli austriaci lasciano un’importante impronta urbanistica con la costruzione di forti militari: ancora oggi circondano la città e ne fanno una delle piazzeforti meglio conservate d’Europa.

Il cuore della città è Piazza delle Erbe, l’antico foro romano, che nel corso dei secoli è diventata il centro della vita politica e commerciale. Circondata da palazzi nobiliari affrescati, dalla Torre del Gardello e dalla Casa dei Mercanti, ospita anche la Fontana di Madonna Verona, un simbolo antico che rappresenta lo spirito civico della città. Oggi è un vivace mercato circondato da palazzi storici, fra cui la Torre dei Lamberti, definito il gigante medievale di Verona.

Con i suoi 84 metri di altezza la Torre dei Lamberti è la torre più imponente di Verona e uno dei monumenti iconici della città. Situata nel cuore del centro storico, offre un panorama a 360 gradi su Verona e sulle colline circostanti.

Fondata nel 1172 per volere della famiglia Lamberti, una potente dinastia medievale veronese, è in stile romanico nella parte inferiore, con fasce alternate di tufo e cotto, nella cella campanaria superiore invece, è in stile gotico.

La sua altezza iniziale era di 36 metri, poi innalzata a 84 metri nel XV secolo, dopo che un fulmine ne ha distrutto la cima.

La Torre dei Lamberti rappresenta un viaggio nel tempo dalla Verona medievale a oggi, un viaggio che si dipana tra storia, arte e leggende; ed è una tappa da non perdere per chi vuole ammirare la città dall’alto.

“Salire sulla Torre dei Lamberti significa toccare il cielo di Verona.”

Poco più in là si apre la Piazza dei Signori, detta anche il salotto di Verona. Dominata dalla statua di Dante è circondata dal Palazzo della Ragione e dalla Loggia del Consiglio, mirabile esempio del Rinascimento, oltre che da altri edifici istituzionali.

Forse più leggendaria che reale, la casa di Giulietta, con il famoso balcone e la statua bronzea, è uno dei luoghi più visitati. La vicenda di Romeo e Giulietta, che pare essere frutto della fantasia di Shakespeare, è stata trasformata dalla città di Verona in un simbolo universale dell’amore tragico.

“Deliziosa Verona! Con i suoi bei palazzi antichi e l’incantevole campagna vista in distanza… Con le chiese marmoree, le alte torri, la ricca architettura che si affaccia sulle antiche e quiete strade nelle quali riecheggiavano le grida dei Montecchi e dei Capuleti.” ‒ Charles Dickens

Vero e proprio museo a cielo aperto, dove storia, arte e leggenda si intrecciano in un affascinante mosaico, Verona è ricca anche di edifici religiosi importanti, da un punto di vista architettonico.

Fra questi spicca la Basilica di Santa Anastasia, capolavoro del gotico italiano e simbolo della grandezza veronese durante il dominio scaligero. La basilica sorge lungo l’antico decumano massimo romano, vicino al Ponte Pietra; ed è stata finanziata dalla famiglia Della Scala, che ne fece un simbolo del loro potere. Costruita tra il 1290 e il 1471 dai Domenicani, è la più grande chiesa di Verona. Dedicata a San Pietro Martire, conserva a tutt’oggi il nome di una chiesa precedente, dedicata per l’appunto a Sant’Anastasia.

La facciata in cotto, realizzata in stile gotico, è rimasta incompiuta, mentre il suo interno a tre navate è maestoso. Sorretto da 12 colonne in marmo rosso veronese, gode di capolavori artistici, quale per esempio San Giorgio e la Principessa, un affresco del Pisanello.

Nonché la Cappella Pellegrini, gioiello del gotico, e le cosiddette acquasantiere dei Gobbi, di cui si dice porti fortuna toccarne la gobba. Rappresentativa dell’apice del gotico veronese, lì, dove si incontrano spiritualità e grandiosità architettonica.

Anche il Duomo di Verona, in stile romanico, il cui interno è allestito con opere di Tiziano, è un luogo che merita una visita.

Anche se il fiore all’occhiello di Verona rimane la Basilica di San Zeno. Orgoglio dell’architettura romanica, è dotata di un’imponente facciata in tufo e di un rosone a raggiera, in posizione dominante sull’omonima piazza, crea un’atmosfera di solennità e bellezza. Custode del capolavoro del Mantegna, la Basilica di San Zeno è dedicata al patrono della città. E non è soltanto un esempio eccellente di arte medievale, ma è custode anche di una delle opere più significative del Rinascimento italiano: la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Costruita tra il X e il XII secolo sul sito di un’antica chiesa paleocristiana, dove già dal IV secolo si veneravano le reliquie di San Zeno, vescovo di Verona e evangelizzatore della città, la basilica beneficia di una struttura in stile romanico, che si presenta con la facciata a capanna e con un maestoso rosone. Oltre a un portale bronzeo con 48 formelle che raccontano storie bibliche e leggende medievali.

Accanto trova posto un campanile completato nel 1178, che svetta alto sui tetti di Verona. Mentre l’interno della basilica è distribuito su tre livelli. La cripta, risalente al X secolo, è custode delle spoglie di San Zeno sotto una maschera d’argento. Secondo la tradizione, qui si sarebbero sposati Romeo e Giulietta.

Il secondo livello è rappresentato dalla chiesa inferiore, con colonne romane e capitelli decorati con animali fantastici. C’è poi la chiesa superiore, luminosa e maestosa, con affreschi trecenteschi e il celebre altare maggiore che ospita la Pala del Mantegna.

Realizzata tra il 1456 e il 1459, la Pala, è stata commissionata da Gregorio Correr, abate di San Zeno e umanista veneziano, proprio per l’altare maggiore della basilica. Il Mantegna, allora giovane ma già celebre, ha creato quest’opera dove si fondono classicismo antico e devozione cristiana. Rimane un’opera rivoluzionaria che ha segnato l’inizio del Rinascimento nell’Italia settentrionale. Eseguito a tempera su tavola, il polittico, composto da un trittico superiore, che vede al centro la Madonna col bambino su un trono marmoreo, è circondata da angeli musicanti.

A fianco si trovano da otto santi, tra cui Pietro, Paolo, Giovanni Battista e San Zeno, disposti in uno spazio architettonico unitario, reso con una prospettiva illusionistica. Una predella, oggi sostituita da copie, con la Crocifissione (oggi al Louvre di Parigi) e Resurrezione e Orazione nell’orto (oggi al Musée des Beaux-Arts di Tours).

Con quest’opera Mantegna supera la tradizione medievale dei pannelli separati, creando un’unica scena dietro colonne dipinte che si fondono con la cornice reale. I fregi classici e i putti richiamano l’antichità romana, mentre i santi rappresentano il trionfo della Chiesa.

A proposito della luce e del colore con cui è stato realizzata l’opera, si può osservare che i toni brillanti, rossi, blu, verdi, contrastano con i grigi delle sculture classiche, sottolineando il passaggio dal paganesimo al cristianesimo.

Era il 1797 quando le truppe francesi trafugarono l’intera pala. Restituito poi nel 1815, le tavole della predella rimasero in Francia, dove ancora oggi si trovano.

La Basilica di San Zeno la si può anche interpretare come un viaggio attraverso i secoli: dalla spiritualità romanica alla rivoluzione prospettica del Mantegna. Con la maestosità dei santi e la dolcezza della Madonna, la pala rimane una delle opere più influenti del Quattrocento, capace di ispirare artisti come Giovanni Bellini e Piero della Francesca.

Per chi visita Verona, San Zeno è una tappa irrinunciabile, dove arte e fede si uniscono in un dialogo senza tempo.

“Mantegna ha portato il cielo nella terra, e la terra nel cielo.”Anonimo del XV secolo

Nel 2000 Verona è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, grazie alla sua stratificazione millenaria che comprende monumenti romani, medievali, rinascimentali e moderni. La città è oggi un perfetto equilibrio tra vivacità culturale, presenza turistica e vita locale dove storia e modernità convivono.

“Per varietà di stili, nessuno dei quali prevale, Verona non ha pari tra le città italiane se si eccettua Roma.”

La gastronomia scaligera offre piatti tradizionali come il risotto all’Amarone. Si consiglia un ottimo ristorantino accanto al complesso di Castelvecchio “L’angolo di Cavour” (del gruppo I 3 Veneti) nel quale deliziarsi con i cicchetti tipici della cucina veneta, ottimi taglieri di salumi e formaggi, piatti tipici con l’Amarone e tanto altro.

Da ricordare sono le cantine veronesi che producono vini pregiati come l’Amarone della Valpolicella, mentre le fiere internazionali, come Vinitaly, attirano visitatori da tutto il mondo.

“Mescolata ed impura, Verona è vibrazione, è irradiazione, è colore, arte divenuta paesaggio e confusa al paesaggio, miraggio di città romantica…” ‒ Guido Piovene

Verona è una città dalle mille anime: romana e scaligera, religiosa e laica, fortificata e al contempo aperta. Ogni pietra racconta una storia, ogni chiesa è una pagina d’arte, ogni piazza è un teatro della vita.

Attraversarla significa immergersi in duemila anni di civiltà, dove la bellezza si manifesta in mille forme: un affresco nascosto, una colonna antica, una poesia incisa sul marmo.

Perché Verona è una città che non smette di incantare, dove ogni angolo nasconde un episodio di cui fare memoria.

In chiusura un plauso a Destination Verona & Garda Foundation per la competenza e la gentilezza dimostrata. 

“Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona.” William Shakespeare

 

Written by Carolina Colombi

 

Info

Prenota la tua visita alla Torre dei Lamberti

Ristorante a Verona L’angolo di Cavour

 

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