Nichilismo e dintorni #5: Nietzsche nella musica e nel cinema
“Io vi rammento le tre metamorfosi dello spirito/come lo spirito diviene cammello/da cammello si fa leone/e da leone, infine, fanciullo.” ‒ Friedrich Nietzsche – Così parlò Zarathustra

In questa puntata della nostra rubrica “Nichilismo e dintorni”, ci terrei a fare dei parallelismi tra “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche, l’album musicale “Rock Bottom” di Robert Wyatt e il film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
Nell’opera di Nietzsche, lo spirito diviene dapprima cammello.
Quella del cammello è una metafora perfetta, per descrivere lo stadio di colui che prende su di sé tutti i valori (o disvalori) che la società e la cultura del suo tempo gli affidano.
Il cammello vive secondo le regole sociali che gli vengono imposte e che possono riassumersi nell’espressione “Tu devi!”.
Questa devozione verso il dovere è per il cammello il più sacro dei beni.
Successivamente lo spirito da cammello diviene leone e si avvia verso il deserto, dove si scontra con l’immane drago corazzato.
Particolare da non sottovalutare, è il fatto che su ogni scaglia della corazza del drago è inciso il monito “Tu devi!”.
Il leone, dunque, scontrandosi con il drago, si ribella a tutti i suoi vecchi valori.
Questo punto di rottura è contrassegnato, nel film di Kubrick, con l’apparizione improvvisa del monolite nero tra i primati, che secondo la teoria evoluzionistica darwiniana sono i progenitori dell’uomo.
Un’osservazione che mi preme fare riguarda il colore del monolite, che per l’appunto è nero. Il nero rappresenta il mistero. Ciò significa che il salto evolutivo si verifica secondo leggi misteriose.
Nell’album progressive rock di Wyatt, lo stesso punto di rottura è rappresentato in copertina con il tuffo in mare di una donna.
Abbiamo così tre contesti dove il viaggio iniziatico si svolge: il deserto di Nietzsche, lo spazio cosmico di Kubrick e il mare di Wyatt.
Questi tre contesti si possono ricondurre a uno spazio interiore, di cui essi ne sono la metafora.
Nella pellicola di Kubrick e nell’album di Wyatt, a un certo punto del viaggio la ragione deve essere abbandonata, perché da guida sicura diviene ostacolo.
Ciò avviene con la ribellione del supercomputer HAL 9000, che deve essere disattivato.
La “morte” di HAL, rappresenta l’abbandono dell’emisfero sinistro del cervello, per passare a quello destro, dalla ragione all’irrazionale, dal pensiero all’intuizione, dal calcolo all’ispirazione.
Nell’album di Wyatt invece, questo passaggio suscita una radicale trasformazione del linguaggio, che si fa dadaista.
Il dadaismo è un rifiuto della logica, non perché vorrebbe abbracciare la follia, ma piuttosto perché è oltre la logica stessa.
“Not nit/ Not nit/ No, not nit/ Folly bololey/ Alife my larder/Alife my larder/ I can’t forsake you/ Or forsqueak you/Alife my larder/Alife my larder” canta Wyatt nella traccia “Alife”.
Ma c’è una cosa che il leone non può fare, afferma Nietzsche. Esso può crearsi la libertà per accogliere nuovi valori, ma non è ancora in grado di rinascere per davvero.
L’Oltreuomo non è ancora una realtà. C’è bisogno di un ulteriore step.

Quest’ultima metamorfosi Nietzsche la identifica nell’avvento del Fanciullo.
“Il fanciullo è un nuovo inizio, una ruota che gira su se stessa” dice il filosofo ne “Così parlò Zarathustra”.
Kubrick ci mostra in chiusura del film un Fanciullo, un Feto Cosmico. Mentre Wyatt chiude il suo album con una risata. In quella risata è presente il significato ultimo di “Rock Bottom”.
“Una risata vi risveglierà” ripeteva spesso il Maestro indiano Osho.
Il Risveglio è l’equivalente della Rinascita.
Nella risata sono presenti il Fanciullo di Nietzsche e il Feto Cosmico di Kubrick. Nel gesto di ridere, c’è insito tutto l’appagamento della realizzazione.
La risata è l’eco stesso della Verità.
Written by Fabio Soricone
