Massimiliano Zaffino: la serenità della vita spezzata

CONDIVIDI... CUM GRANO SALIS

Dio mio, che cosa sta succedendo intorno a noi? La vita apparentemente scorre ordinaria: ogni uomo continua la propria routine con passo tranquillo, giorno dopo giorno, senza fretta, senza ansie, senza domande. Nessuno sembra accorgersi ‒ e nessuno vuole accorgersi – del pericolo. Eppure, qualcosa di devastante si sta scatenando; un evento completamente fuori controllo, contro cui non possiamo lottare.

Massimiliano Zaffino quadri
Massimiliano Zaffino quadri

Massimiliano Zaffino lo vede arrivare e ce lo mostra, mentre noi ci chiediamo se la vera anormalità non sia, in fondo, l’apatica e cieca indifferenza degli uomini da lui ritratti. Indifferenza nel presente, figlia di una stordita rassegnazione coltivata nel passato.

Ma noi, osservatori esterni, siamo migliori di loro? Stiamo facendo sentire le nostre voci per prevenire e affrontare le catastrofi presenti e future?

Nato nel 1976 a Chiavari, dove vive e lavora, Massimiliano Zaffino si è formato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, istituzione storica fondata nel 1751, e all’Istituto d’Arte di Chiavari.

La sua ricerca ha attraversato vari linguaggi espressivi: dalla fotografia iperrealistica al fumetto e al collage. In questo articolo mi concentrerò esclusivamente sugli oli su tela che caratterizzano la sua produzione pittorica più recente (2020-2024).

Le opere di Zaffino, artista visionario e autentica Cassandra del nostro tempo, colpiscono immediatamente per l’uso di colori intensi e contrasti luminosi; una vivacità solo apparente, che nasconde una tensione latente, in divenire, pronta a deflagrare.

I personaggi che abitano i suoi quadri sono probabilmente impiegati, casalinghe, contadini, pensionati, ragazzini che giocano, colti nella loro quotidianità. Solo alcuni di loro sembrano in attesa, forse rassegnati a qualcosa che non conoscono, ma che percepiscono oscuramente come imminente; quel qualcosa, noi lo vediamo esplodere sulla tela, anche se non ne comprendiamo con chiarezza la natura.

Nell’opera ‘scomposizione di metodo sottrattivo in relazione alla consegna della candela fluidoluminescente‘ ‒ i complessi titoli delle opere di Zaffino richiamano un’estetica futurista, capace di generare pensieri ed emozioni oltre l’immagine – dobbiamo confrontarci con sette figure. Le vediamo in piena luce, le loro ombre sono minime, come se la sorgente fosse verticale: eppure il cielo è tragicamente nero e una sfera, che potrebbe essere il sole, è velata da un alone rosso come al tramonto. Più in alto, uno squarcio curvo e verdastro si apre su una luce bianca; sotto la sua energia accecante, le piante si sembrano piegarsi e lacerarsi con un taglio netto da cui erompere un’onda violenta, inarrestabile. A destra, una nuvola grigia, angosciante, evoca i tratti di un volto umano.

I tre personaggi a sinistra avanzano ignari, prigionieri di una routine che li ha narcotizzati. Al centro, un uomo con cappello e completo color cammello resta immobile, sorpreso, rassegnato. A destra un ciclista pare essersi fermato: esita, forse pensa alla fuga.

Questi personaggi sono tutti ritratti di spalle.

A centro del dipinto, questa volta di profilo e frontalmente l’uno all’altro, notiamo due personaggi davvero curiosi. Una giovane donna, vestita di rosa e di bianco, tiene sospesa una striscia verde con la mano sinistra. Di fronte a lei, un uomo curvo, gobbo, sembra intento ad annodare o a distendere quella stessa striscia. È questo il punto di massima tensione interpretativa del quadro. Ho immaginato più letture, ma di nessuna sono soddisfatto e così lascio aperto il significato al pubblico, invitandolo ad analizzare l’opera nella sua interezza.

I quadri di Massimiliano Zaffino lanciano un unico, corale grido d’allarme per un pericolo immanente, ripetuto con variazioni significative. In ‘particelle scorrono e si condensano in un casale di campagna’, un lago o un fiume apparentemente tranquillo, genera un’ondata improvvisa e inarrestabile. Due piccole figure femminili sono completamente ignare di cosa sta succedendo; una è ferma con le braccia larghe, come se fosse impegnata in un gioco, oppure… ?

Massimiliano Zaffino opere
Massimiliano Zaffino opere

La minaccia assume caratteristiche diverse come suggeriscono i titoli di altre tele: ‘forme di magnetismo cosmico attraversano parco alberato’, ‘spirali di luce e tenda elettromagnetica avvolgono mezzo campo con piscina’, ‘varco spazio temporale sovrappone luoghi di conoscenza‘, ‘dardo di luce coincide con la raccolta estiva di polvere interstellare‘, ‘cassetto fluttuante genera ed espande massa energetica da un cratere terrestre‘.

Massimiliano Zaffino ci pone davanti alla nostra vulnerabilità umana: siamo esseri apparentemente padroni della Terra, lo sguardo teso su futuri utopici, ma in realtà fragili, provvisori, incapaci di capire e rispettare la forza della natura. E sono catastrofi reali quelle che l’artista ci mostra o solo simboliche? Cataclismi ambientali o crisi interiori che minano le nostre certezze? Forse entrambe le cose. Perché il mondo che conosciamo è limitato dalla razionalità i nostri sensi, dalle conoscenze che ci sono state insegnate, dai valori imposti. Purtroppo questo mondo apparentemente perfetto, da un momento all’altro, può incrinarsi e crollare. Forse è già troppo tardi.

 

Written by Marco Salvario

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *