“Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo” di Francesca Romana Recchia Luciani: biografie ed idee
“Sebbene nel nostro programma non avessimo dato precedenza assoluta alla visita a Tolstoj, a Tula, la sua figura rappresentava per noi in un certo senso, la porta d’accesso alla Russia…” ‒ Lou Salomè

Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo, pubblicato nel 2025 da Ponte alle grazie, è un saggio che si propone di riscoprire e valorizzare il contributo di alcune figure femminili al pensiero filosofico.
L’autrice, Francesca Romana Recchia Luciani, docente e studiosa di filosofia, in questo suo lavoro ripercorre la vita e le opere di dieci filosofe, spesso dimenticate o sottovalutate.
Attraverso l’analisi del loro pensiero, il libro si offre anche a un’importante panoramica filosofica, evidenziando come l’operato di queste donne sia stato spesso oscurato o marginalizzato. Tuttavia, il loro pensiero ha inciso in modo profondo e rivoluzionario sulla cultura, e nello specifico sulla filosofia.
La struttura del saggio, suddivisa in capitoli, ognuno dei quali è dedicato a una figura femminile, permette al lettore di immergersi in diverse epoche e di comprendere come le filosofe in questione abbiano affrontato le prove del loro tempo. Nonché le sfide, e il modo in cui hanno sperimentato la loro visione filosofica inserita nella quotidianità. Delineando di ogni donna un quadro d’insieme completo e sfaccettato, dove gli elementi biografici si combinano perfettamente con le loro idee.
Le protagoniste del saggio non sono figure lontane e inaccessibili, ma donne vive, intense, che hanno saputo coniugare passione con razionalità, il corpo con l’intelletto. Alcune spiccano per la loro originalità e per l’impatto che hanno avuto sulla società: ne sono esempio Simone de Beauvoir, voce influente del femminismo moderno; autrice de “Il secondo sesso”, nel quale afferma come la donna sia una costruzione storica e culturale, fino a rivoluzionare l’idea stessa di donna come “altro” dell’uomo.
Altra filosofa è Hannah Arendt, pensatrice politica che ha affrontato temi come il totalitarismo e la natura del male.
Oltre alle due già citate, nel testo sono comprese Lou Andreas-Salomé, psicoanalista e filosofa, al centro di un triangolo intellettuale con Nietzsche e Freud, María Zambrano, la filosofa esiliata dal franchismo, che unisce filosofia e poesia in una visione volta a esprimere un atto d’amore verso il mondo.
Simone Weil, filosofa della giustizia e del sacrificio, operaia per scelta, mistica del dolore, la cui tensione spirituale e politica è commovente.
Ágnes Heller, allieva di Lukács, e testimone del Novecento totalitario, che riflettendo sull’etica annuncia la possibilità di una filosofia della speranza.
Carla Lonzi, filosofa tra le voci più libere del femminismo italiano, rompe con la cultura maschile e manifesta una spontaneità tutta femminile.
Audre Lorde, poetessa, attivista e pensatrice afroamericana e femminista radicale, abbina il concetto di intimità di genere alla lotta sociale. Con parole potenti e attuali intende l’uso del linguaggio come strumento di liberazione.
Silvia Federici, filosofa marxista e femminista, analizza il legame tra capitalismo, caccia alle streghe e controllo del corpo femminile tramite una riflessione politica e storica al contempo.
Judith Butler, una delle teoriche più influenti del nostro tempo, ridisegna i confini dell’identità di genere con attenzione alla questione queer.
“In questa ricerca incessante di senso gioca un ruolo cruciale la condizione dell’esilio di Maria Zambrano vivrà, spostandosi e abitando in diversi paesi e in due continenti per oltre quarantacinque anni…”
A muovere la narrazione di un saggio tutt’altro che banale è un racconto sviluppato con competenza e passione, adatto agli addetti ai lavori come a una platea meno avvezza alla disciplina filosofica. Con punti di forza che animano il libro, quali la presentazione di una galleria di donne straordinarie, al fine di restituire loro maggior visibilità rispetto al passato.
Il loro pensiero non nasce in un’aula universitaria ma dalla vita stessa, soffermandosi su tematiche importanti come la marginalizzazione razziale, la maternità, il desiderio d’amore o la rabbia politica.
Questioni tutte, che hanno spinto le protagoniste del libro al rifiuto della divisione cartesiana tra mente e corpo. Lì, dove il corpo è il fondamento del pensiero, e non è alieno da esso.
Dunque, Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo non è solo un testo filosofico, ma un’opera che contribuisce al dibattito contemporaneo sulla parità di genere e sul ruolo delle donne nella cultura, in politica e in società. Altro elemento che caratterizza un testo davvero ‘multimediale’ è l’approccio interdisciplinare. L’autrice collega infatti la filosofia alla storia e alla letteratura, e non ultima alla questione femminista, creando un quadro narrativo ricco e articolato. Ancora, il testo stimola alla riflessione nella misura in cui invita il lettore a ripensare la storia della filosofia e a interrogarsi sulle ragioni dell’esclusione delle donne da questa disciplina. Almeno Fino a un certo punto della storia.
A proposito di punti che si possono definire ‘deboli’, anche se per la verità questi sono piuttosto esigui, si può affermare che alcune parti potrebbero risultare un po’ pesanti per chi non ha familiarità con la filosofia. Inoltre, data la vastità dell’argomento, alcune figure di donne potrebbero essere state trattate in modo sintetico, lasciando nel lettore il desiderio di approfondire il loro vissuto.
In definitiva, Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo la si può definire una mappa filosofica femminile che invita a ripensare l’idea stessa di filosofia; che non parla solo alle studiose e agli studiosi, ma a chiunque desideri comprendere quanto, oggi, sia urgente ampliare lo spazio del pensiero e renderlo davvero inclusivo.
“L’8 dicembre 1975 a New York, nella Riverside Memorial Chapel, ha luogo il funerale di Hanna Arendt…”
Con il suo stile chiaro e accessibile, pur mantenendo il rigore accademico, Francesca Romana Recchia Luciani dà al libro la prerogativa di essere uno scritto coinvolgente, in un mix equilibrato tra narrazione biografica e analisi filosofica.
A rendere il volume di maggior interesse, inclusi dall’autrice nel testo, sono citazioni di alcune filosofe e passaggi letterari che aggiungono profondità e autenticità alla narrazione, fino a creare un ricco quadro d’insieme.
“Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile. Nulla o male è stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verità…” ‒ Carla Lonzi
In conclusione, Filosofe. Dieci donne che hanno ripensato il mondo è un’opera che contribuisce al dibattito contemporaneo sulla parità di genere e sul ruolo delle donne nella cultura. Dimostrando come il pensiero filosofico femminile abbia influenzato non solo la filosofia, ma l’intero apparato culturale. Con l’enorme pregio di colmare una lacuna nella storiografia filosofica vista da una prospettiva nuova, che coniuga rigore scientifico e passione narrativa.
“Per quelle di noi che vivono sul margine ritte sull’orlo costante della decisione cruciali e sole, per quelle di noi che non possono lasciarsi andare ai sogni passeggeri della scelta che amano sulle soglie mentre vanno e vengono…” ‒ Audre Lorde
Written by Carolina Colombi
