“La storia della matita” di Peter Handke: sulla via dell’intreccio senza fabula

La storia della matita” (Die Geschichte des Bleistifts) è un libro strano e misterioso: a metà tra un diario e un taccuino di lavoro, ci introduce nel cuore del laboratorio creativo di Peter Handke.

La storia della matita di Peter Handke
La storia della matita di Peter Handke

Ma il fascino ineffabile di La storia della matita risiede nel fatto che l’80% delle annotazioni che contiene risultano quantomeno criptiche, se non addirittura incomprensibili nella loro immaginificità, cerebralità, talvolta involuta tortuosità – e tuttavia si avverte da subito la necessità di andare avanti con la lettura, di continuarla con passione.

E improvvisamente, come schegge di luce, appaiono frasi e riflessioni folgoranti. Puro e semplice merito della scrittura?

Neve turbinò all’improvviso dall’oscurità e rese di nuovo possibile il mondo.

Con gente come lui non ci sarebbe stata storia del genere umano, solo cieca ribellione e pronto annientamento definitivo. Era distruttivo, in una maniera non appariscente.

Scritto tra il 1976 e il 1980 – quindi durante la gestazione ed elaborazione dei romanzi Lento ritorno a casa, Storia con bambina e del testo teatrale Attraverso i villaggi, e dopo Il peso del mondo, primo esperimento di diaristica pubblicato dall’autore – il libro, uscito nel 1982, ben illustra l’incipiente processo evolutivo della poetica dell’autore.

Processo che avrebbe portato la narrativa handkiana a essere sempre più pura scrittura immersa nella durata: osservazione del quotidiano, descrizione meticolosa della natura, con un approccio al reale sganciato dal bisogno di una vera e propria trama o di personaggi, se non l’io narrante.

Così dovrebbe essere la felicità: una rotazione dello sguardo per trecentosessanta gradi, e ogni cosa, nel mentre, avere dignità di titolo, per un evento infinito.

Riprendendo la distinzione narratologica di Cvetan Todorov, si potrebbe quasi dire: intreccio senza fabula, di cui forse il capolavoro Il cinese del dolore del 1983 è il primo compiuto esempio.

Peter Handke citazioni La storia della matita
Peter Handke citazioni La storia della matita

Il tutto, di lì a qualche anno, diverrà piuttosto arduo – se non insostenibile – da seguire: si pensi già a La ripetizione del 1986, o a Il mio anno nella baia di nessuno del 1994.

È tuttavia interessante riscontrare come in quello che poi diventerà il segno distintivo dello stile handkiano si possa ritrovare una lontana radice delle influenze originali sulla sua scrittura, ovvero l’École du Regard francese. Come chiudendo un cerchio per poter procedere oltre.

Ritrovare ogni giorno la serietà dell’inizio; l’incertezza dell’inizio; la libertà di linguaggio dell’inizio; l’invocazione dell’inizio; la piantaggine dell’inizio (con la sua spiga che si erge al cielo, teneramente bianca).

Se non registro, non so che cosa ho amato (e amo).

 

Titolo: La storia della matita
Autore: Peter Handke
Traduzione: Emilio Picco
Casa Editrice: Guanda 
Anno di pubblicazione: 2018 (prima ediz.: 1992)
Prezzo: € 18
ISBN: 978-8823520905

 

Written by Sandro Naglia

 

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