Intervista a Salvatore Conaci: la passione per la scrittura e per la criminologia

“Sto morendo. Non riesco a capire se il volo sia durato pochi secondi o una vita intera. So solo che l’impatto con l’acqua non l’ho neanche sentito. Non ho paura. È solo l’ultimo atto. Quello scritto meglio…”

Salvatore Conaci intervista
Salvatore Conaci intervista

Salvatore Conaci è nato a Catanzaro, nel 1990. Vincitore e finalista di diversi premi letterari nazionali e internazionali, scrive storie di suspense. Criminologo, è esperto in Criminal Profiling.

Il suo ultimo romanzo, Cosa accadde davvero a Evie Benson (bookabook, 2021), è stato nella classifica dei Best Seller di Amazon per mesi; un intrigante narrazione tra inganni, colpi di scena e sentimenti, un’alternanza di contrapposti, come il confine tra menzogna e verità.

La passione per la scrittura e la criminologia lo distingue nel suo continuo formarsi, il voler evidenziare profili pertinenti non solo per fine descrittivo ma introspettivo, integrati nella complessità dei rapporti sociali.

Vi invitiamo alla lettura dell’intervista per conoscere l’autore e anticipare ai lettori la sua prossima pubblicazione.

 

S.T.: Quando si rivela la tua passione per la scrittura e in particolare per il giallo?

Salvatore Conaci: Per me la scrittura è attitudine. Una predisposizione intima e innata. Ho iniziato a scrivere le mie prime cose intorno agli anni universitari, ma come ben dici tu stessa si è trattato di una rivelazione: ho solo tolto il velo a qualcosa che esisteva già. Ero scrittore da bambino, quando dentro mi nascevano trame e personaggi, e soffrivo perché non avevo ancora maturato l’atto creativo. Ero scrittore da adolescente, quando iniziavo a leggere i miei primi gialli, e scoprivo subito di amarli, e sentivo i primi impulsi a scrivere io stesso. E probabilmente ero scrittore prima di essere gettato nel mondo, chissà…

 

S.T.: Come nascono i tuoi personaggi e come raccogli informazioni per caratterizzarli?

Salvatore Conaci: Difficile da ragionare criticamente, ma ci provo. Dalle mie esperienze concrete con la gente nascono dei tipi. Sono maschere, prototipi di profili emotivi e psicologici precisi. Immaginali pure come abiti tutti diversi, appesi uno accanto all’altro in un armadio diviso per settori. Ogni volta che la trama lo richiede, apro l’armadio nella sezione che mi serve, prendo il tipo di cui ho bisogno e gli do un aspetto estetico. Credo fermamente che in questo giochino un loro ruolo anche le mie letture. È una questione di archetipi e di studio, ecco. Penso sia questo.

 

S.T.: Si dice che scrittura e lettura siano fondamentali l’una per l’altra, ma tu hai scelto di approfondire con corsi specifici e se sì quali?

Salvatore Conaci: Credo anch’io in una sorta di propedeuticità della lettura rispetto alla scrittura. Scriviamo ciò che siamo, ma prima capiamo chi siamo grazie a ciò che leggiamo. Leggendo Edgar Allan Poe, Georges Simenon, Agatha Christie, ho capito il mio rabbioso bisogno di comprendere il crimine, il male che serpeggia tra gli esseri umani. Ho intrapreso un percorso specialistico in ambito criminologico, e così i gialli mi hanno spinto a diventare criminologo oltreché giallista. I miracoli della letteratura.

 

S.T.: Chi sei quando non scrivi?

Salvatore Conaci: Sono uno che legge appena può. Sono uno che ricerca le cause delle cose, e si occupa del camino, e ama i cani, e fa lunghe passeggiate in silenzio, e segue trame e tracce, e ascolta musica classica ma anche la trap. Sono strano e noioso, ed è bellissimo.

 

S.T.: Se ti capitasse di scrivere un libro di genere diverso quali sceglieresti?

Salvatore Conaci: Mi chiedo da sempre cosa si provi a fare narrativa non di genere. Riuscire a scrivere storie senza trame, senza impronte tipizzanti. Non so se mi piacerebbe, ma devo ammettere che la cosa m’incuriosisce assai.

 

S.T.: Progetti futuri?

Salvatore Conaci: Quest’anno, probabilmente, tornerò in libreria con un nuovo romanzo. La sua stesura mi ha portato via più di tre anni, perché rispetto troppo i lettori per non offrire loro un prodotto di qualità. Sarà un giallo, questo posso dirlo. Fremo!

 

Written by Simona Trunzo

 

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