“Padri nostri” di John Niven: la paternità e la fragilità maschile

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Dan e Jada.

Padri Nostri di John Niven
Padri Nìnostri di John Niven

Dan Chambers è uno sceneggiatore di successo in crisi. Ha ideato e scritto “McCallister”, diventata una delle serie televisive più longeve della Scozia. «Incredibilmente alla BBC piacque… e, ancora più assurdamente, piacque al pubblico». Ventidue anni dopo, Dan sta ancora scrivendo “McCallister”.

Vive con la moglie Grace in una delle zone più esclusive di Glasgow. Frequentazioni giuste, conoscenze giuste. Vorrebbero avere figli, come tutti i loro amici, che ne hanno almeno uno. Ma l’infertilità è una nuvola che incombe sulla loro vita. Dopo cinque anni, sei cicli di FIVET e trentamila sterline, arriva infine il miracolo, ormai insperato: un maschietto, Tom. Quasi fuori tempo massimo, ma proprio quando serve per rivitalizzare un rapporto che si sta inaridendo fra speranze deluse e recriminazioni.

Nello stesso reparto maternità, nello stesso giorno, un altro cinquantenne riceve la lieta notizia. Si chiama Jada Hamilton. Il bambino avuto da Nicole, una ragazza pelle e ossa che ha trent’anni meno di lui, è il suo sesto figlio. Il nome? Jayden. O forse Cayden: Jada fatica persino a ricordarlo.

A differenza di Dan, e già a partire dal nome, Jada sembra votato al lato sbagliato della vita. Abita un mondo ai margini, dove la mascolinità tossica è una pietanza a base di soprusi, truffe e sopraffazioni, condita con una generosa dose di paraculaggine e una spruzzata di cialtroneria guascona. È il tipico piccolo criminale di quartiere, che consuma la propria rabbia e la propria gioia di vivere in una quotidianità fatta di truffe, sniffate e bevute al Flaps e negli altri pub più malfamati della città, in compagnia del Merdaiolo, Big Sandy, Billy e degli altri sodali.

Il destino, però, ha deciso di farli incontrare proprio lì, Dan e Jada. In una nursery di un ospedale di Glasgow.

«Bomba» fa Jada. «Congratulazioni, mica no. E pure io c’ho avuto un marmocchio. ‘rcatroia!»

Dan e Jada.

Due uomini che sono il prodotto del proprio ambiente e della propria educazione, così diversi che lo stile di vita dell’uno risulta quasi impensabile per l’altro. Poi accade l’imprevisto.

Perché il destino tesse la propria trama intorno alle nostre vite, disseminandole di appuntamenti inattesi. E ci sono incontri che contano più di tutto ciò che è accaduto prima e di quanto potrà accadere dopo. Da quel casuale incrocio in una nursery nasce così un legame: quello fra due padri, entrambi a modo loro sfortunati, ma destinati a scoprire qualcosa l’uno nell’altro.

Perché cambiare significa anche smettere di essere chi si è stati fino a quel momento. E Dan e Jada, ciascuno a suo modo, si riveleranno diversi da ciò che sembravano. Chissà che, aiutando Dan, Jada non finisca per salvare anche se stesso. O, almeno, per imparare qualcosa.

Maestro del black humour contemporaneo, autore di A volte ritorno, Invidia il prossimo tuo e Uccidi i tuoi amici, John Niven racconta con lucida spietatezza il fallimento del maschio occidentale, spaesato e disorientato di fronte alla propria disfatta.

I suoi sono romanzi di follia e crudeltà, ma anche di sarcasmo e anticonformismo. Padri nostri non fa eccezione: è un libro feroce e, al tempo stesso, profondamente umano, che affronta la paternità e la fragilità maschile senza concedere sconti né indulgere in facili assoluzioni.

Sembra quasi di vederli, i personaggi di Niven. La sua scrittura ce li restituisce in tutta la loro scomposta, grottesca umanità, senza ripulirli dalle contraddizioni, dalle miserie e dalle improvvise tenerezze. Li fa ridere, spesso nel modo più sguaiato, ma poi, quasi senza accorgercene, ci costringe a guardarli diversamente. E forse anche a riconoscere in loro qualcosa di noi.

Padri nostri è una storia di rinascita e seconde possibilità, attraversata da una comicità corrosiva e da una tensione narrativa che non concede tregua. John Niven ci ricorda che ogni cosa, ogni individuo, custodisce in sé il proprio contrario; che il confine fra giusto e sbagliato può essere meno netto di quanto vorremmo credere.

Perché stare dal lato giusto della vita può essere una coincidenza. Vero, Dan?

Ma scegliere di stare dalla parte sbagliata della vita non è altro che un atto di onestà con sé stessi. Giusto, Jada?

«Giusto sì, mica no. ‘rcatroia!»

 

Written by Maurizio Fierro

 

Bibliografia

John Niven, Padri nostri, Einaudi, 2026

 

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