“W Maria Montessori” diretto da Emanuela Audisio e Malina De Carlo: il contributo scientifico ed educativo di una visionaria

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“Il telegrafo Marconi ed il metodo Montessori esprimono due forze, due genialità congiunte nel nome augusto della Patria per compiere il disegno che certamente la Provvidenza di Dio ha tracciato”. Benito Mussolini

W Maria Montessori di Emanuela Audisio e Malina De Carlo
W Maria Montessori di Emanuela Audisio e Malina De Carlo

A Maria Montessori, nome eccellente che richiama alla mente la figura di una donna che ha lasciato tracce importanti del suo passaggio, la piattaforma Nexo Plus ha dedicato un docufilm, dal titolo W Maria Montessori (diretto da Emanuela Audisio e Malina De Carlo), davvero avvincente.

Medico, neuropsichiatra infantile, pedagogista e molte altre cose ancora, la Montessori è protagonista di un documentario che mette in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, il contributo scientifico ed educativo offerto all’evoluzione umana. Ma quello che maggiormente si evince dalla visione di W Maria Montessori è l’attualità del suo pensiero, caposaldo di principi formativi inalienabili.

Scienziata votata al bene collettivo, la Montessori nasce nel 1870 nelle Marche, territorio a cui rimarrà sempre legata, sebbene per lunghi periodi soggiorni all’estero. Fin da giovanissima denota un carattere ben determinato, che si accompagna a un’intelligenza vivacissima che la spinge a intraprendere studi a carattere scientifico.

In tempi in cui l’approccio a tali discipline era precluso al genere femminile la Montessori diventa una delle prime donne medico in Italia.

Un suo approccio con la psichiatra avviene grazie all’osservazione dei pazienti accolti nella struttura manicomiale Santa Maria della Pietà in Roma; per dedicarsi quindi all’igiene sperimentale, disciplina che esercita durante il periodo in cui si prende cura dei bambini della periferia romana. Alcuni dei quali affetti da problematiche psichiatriche. Esperienza che le apre nuovi orizzonti per formulare un sistema educativo inclusivo.

Definita nel docufilm, una visionaria, giudizio corrispondente del tutto al vero, la Montessori intraprende un percorso professionale che avrà dei risvolti rivoluzionari.

La sua più intima vocazione è il recupero di bambini affetti da problemi di origine psichiatrica, che la porta a ideare un metodo didattico ed evolutivo del tutto nuovo, adottato in seguito in molte scuole anche a livello planetario.

Quando viene nominata assistente presso la clinica psichiatrica dell’università di Roma si trova a collaborare con Giuseppe Montesano, che stabilisce con la scienziata un sodalizio professionale, che si trasformerà poi in un legame sentimentale, che vedrà la nascita del loro figlio Mario. Che si vedrà costretta, per amore della professione, a dare in adozione. Legame da cui però la Montessori rimarrà disillusa. Superato il dolore per l’abbandono di Montesano, la scienziata continua ad appassionarsi al recupero di giovani con problemi psichici importanti, con la motivazione, alquanto nobile, di inserirli nella comunità dei bambini attraverso un adeguato percorso rieducativo.

Mentre, sempre più coinvolta nella propria professione, nonché nell’approfondimento di altre discipline, si accosta agli ambienti scientifici di Francia e Inghilterra, diventando una figura di riferimento a livello mondiale.

A camminare parallelamente al suo impegno professionale è anche un suo dovere civile, nello specifico quello rivolto alle problematiche legate all’emancipazione femminile. Memorabile è il suo intervento, in veste di rappresentante dell’Italia, presso il Congresso di Berlino nel 1896, durante il quale punta il dito per denunciare le disparità salariali fra il genere femminile e quello maschile.

È il 1898 quando assume la direzione della Scuola Ortofrenica di Roma, con l’intento di promulgare un tipo di formazione rivolta a persone affette da fragilità mentali importanti, al fine di un possibile recupero. I risultati delle sue ricerche le danno ragione e contribuiscono a fare di lei l’immagine di una donna giusta e onesta, oltre che di una scienziata competente.

Influenzata al positivismo, i suoi successi scientifici condizionano il pensiero del tempo procurandole riconoscimenti e borse di studio. Anche se non mancano i detrattori che la attaccano con accese critiche.

Se Giuseppe Lombardo Radice in un primo momento accoglie con favore le intuizioni della Montessori, in seguito si schiera apertamente contro di lei accusandola di aver sottratto idee ad altri pensatori. Così come Giovanni Gentile e Benedetto Croce che attaccano duramente le sue posizioni in merito al metodo educativo scientifico da lei promulgato.

Nel 1904 ha l’opportunità di occuparsi dell’organizzazione educativa degli asili infantili, incarico che la porta ad aprire nel 1907 la prima Casa dei bambini in Roma, applicando un’innovativa concezione di scuola dell’infanzia, la quale apre orizzonti inediti sulle capacità creative dei piccoli.

È il 1913 quando la Montessori raggiunge gli Stati Uniti dove è accolta con clamore, così come i suoi principi educativi che riscuotono grande interesse. Tanto da essere definita dal New York Tribune ‘la donna più interessante d’Europa’. Successo, che le apre le porte per l’avviamento della scuola magistrale Montessori in Roma: è il 1924.

Il rapporto che la Montessori stabilisce con il fascismo è piuttosto controverso. Se in un primo momento appoggia l’operato di Mussolini, interessato a risolvere il problema dell’analfabetismo con le Case dei bambini, ma anche a trarre prestigio personale dalla figura della Montessori, in un secondo tempo fra la scienziata e il regime si acuiscono le divergenze. Tanto che nel 1934 il suo rapporto col fascismo si risolve con la chiusura di tutte le scuole Montessori. Come avviene nella Germania di Hitler, dove il metodo Montessori è messo al bando.

Costretta ad abbandonare l’Italia, la scienziata vi rientra nel 1947 per ricostruire l’Opera Nazionale, e sviluppare la diffusione del suo metodo. Ma, in seguito a una crisi finanziaria, non le è possibile portare a termine il suo impegno, e si trasferisce in Olanda con il figlio, dove nel 1952 si conclude la sua esistenza.

“Il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali…”

W Maria Montessori diretto da Emanuela Audisio e Malina De Carlo - recensione
W Maria Montessori diretto da Emanuela Audisio e Malina De Carlo – recensione

Il pensiero educativo della Montessori, come già accennato, e ben evidenziato dal docufilm verte innanzitutto sullo studio dei bimbi con evidenti problemi psichici. Per estendersi poi a tutti i giovani allievi. Perché, come sostenuto dalla stessa, il suo metodo, applicato su ragazzi con un diffuso disagio psichico si rivela efficace anche sui bambini cosiddetti normali.

Ma il vero principio su cui si basa la teoria montessoriana è la “libertà dell’allievo”, in quanto, secondo il suo pensiero, è la libertà a favorire la creatività già presente nella natura umana. Principio, che vede quale suo sbocco naturale il concetto di disciplina. Disciplina che emerge quando nel bambino si fa strada un interesse vero o meglio, quando ‘sceglie’ un tipo di lavoro suggeritogli dall’istinto. Mentre l’insegnante ha il compito di mantenere la disciplina attraverso stimoli motori, che giocano un ruolo centrale nel processo formativo dell’alunno. In quanto la personalità si struttura grazie allo sviluppo simultaneo di facoltà psichiche e motorie.

Lavorio che deve essere messo in pratica in un ambiente adeguato al piccolo, dove questo può esercitare l’attività seguendo l’interesse e la concentrazione sviluppati e rafforzati con un impegno costante. Ambiente che permette all’alunno di interagire attivamente con il materiale adeguato a fini educativi, non ultimo educarlo alla vita comunitaria.

Della scuola tradizionale, così come era conosciuta all’epoca, la Montessori critica proprio l’ambiente di studio, in quanto concepito a misura di adulto e limite per il bambino costretto in gesti non dettati dalla spontaneità.

La Montessori sostiene, inoltre, l’importanza di fronteggiare la piaga dell’analfabetismo, all’epoca molto diffusa, affermando che l’individuo è altrimenti escluso dalla vita sociale e dalle relazioni che si instaurano abitualmente fra gli individui.

A completezza di tale giusta osservazione, si sofferma sull’importanza di usare un linguaggio naturale ma fitto di una conveniente espressività. Che, unito alla scrittura, offre all’individuo infinite possibilità comunicative.

Documentario di grande valore testimoniale, W Maria Montessori mette in luce l’operato della Montessori grazie anche a interventi di coloro che a tutt’oggi operano nell’ambito medico-educativo. Oltre ad essere ricco di testimonianze di coloro che l’hanno conosciuta, e ne hanno apprezzato l’impegno e la lungimiranza portati dall’eccezionalità del suo intelletto. Che ha permesso a una donna, in tempi ancora molto oscuri per il genere femminile, di emergere ed essere considerata e apprezzata come una delle menti più brillanti in campo medico pedagogico del secolo XX.

“Io prego i cari bambini che possono tutto di unirsi a me…”

 

Written by Carolina Colombi

 

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