“Le peggiori paure” romanzo di Fay Weldon: una riflessione sulla vita coniugale

“Alexandra sedeva come in uno stato di sospensione. Vedeva se stessa come la particella di un liquido vischioso all’interno di una provetta, che non scivolava né su né giù, ma che le leggi della natura costringevano a restare ferma dov’era. Le risultava più facile immaginarsi come qualcosa di inorganico piuttosto che di organico. Tutto questo succedeva martedì pomeriggio. Ned era morto sabato notte”.

Le peggiori paure di Fay Weldon
Le peggiori paure di Fay Weldon

Rimasta vedova improvvisamente, Alexandra scandaglia la vita di Ned, suo marito. E lo fa con ossessione, per cercare il busillis che tormenta la sua mente, oltre che i suoi giorni.

In breve, è questo il filo conduttore che attraversa la trama del romanzo “Le peggiori paure” realizzato da Fay Weldon, scrittrice inglese, e pubblicato da Fazi Editore nel 2020.

“Ned e Alexandra erano stati a trovare Vilna una volta o due ed erano spiazzati dallo stile e dal colore della tappezzeria di quella casa, austera per originaria semplicità”.

Protagonista di un susseguirsi di vicende che non le danno tregua, senza permetterle di elaborare il dolore originato dalla scomparsa di Ned, e tanto meno misurarne l’intensità, Alexandra scava senza pietà nella vita passata di quello che per anni è stato il suo compagno di vita.

Morto in circostanze non del tutto chiare nel loro cottage di campagna, la donna vuole a tutti i costi sapere chi c’era con lui al momento in cui l’infarto ne ha stroncato la vita. Simbolo del loro nido, almeno così Alexandra lo considerava, il cottage è diventato un luogo custode di numerosi segreti, in cui la donna si addentra senza remore.

Il rapporto fra i due coniugi, prima della morte dell’uomo, sembrava limpido, non oscurato da alcuna ombra pronta a intervenire nella loro vita di creativi.

Alexandra, infatti, è un’attrice di talento, e Ned era un critico teatrale di prim’ordine.

E, appagati da una professione appagante, ciò faceva sì che la loro vita si srotolasse senza grosse difficoltà. Ma questo, evidentemente non è stato sufficiente a fare del loro matrimonio un’isola felice se, come sospetta Alexandra, suo marito cercava conforto fra le braccia di altre donne.

Con la morte di Ned per Alexandra si aprono molti interrogativi, a cui però fa fatica a dare una risposta. Dettagli che, messi in fila uno dopo l’altro, la obbligano a porsi delle domande per ottenere risposte definitive.

Solo un insieme di indizi, non verità acclarate, è ciò che riesce a rintracciare.

Elementi raccolti ed estrapolati dalle parole di donne che erano in contatto con Ned, e che accendono molti dubbi sulla sua fedeltà. Ombre che potrebbero diventare certezze.

Ma per il momento sono solo segni, per quanto importanti, che le aprono uno scenario inaspettato: la vita parallela di Ned e di cui lei sembra essere completamente all’oscuro.

Ned aveva una o più donne cui dedicare le attenzioni sottratte a lei?

Si chiede la vedova, piena di rabbia, perché vorrebbe avere una risposta immediata. Risposta che però non si trova fra le carte di Lucy, personaggio scomodo e scialbo e attratta da Ned, secondo le intuizioni che Alexandra mette insieme.

Sottratti furtivamente dalla casa di quella che considerava un’amica, anche se non di vecchia data, non trova in quei documenti la soluzione ai suoi dubbi.

Semmai, congetture e ipotesi, forse strampalate, che la confondono maggiormente. Motivo per cui è con fare ossessivo che continua a scavare nella vita del suo defunto marito, fino a farsi un male dell’anima.

“Il mattino seguente, Alexandra portò l’agenda e la rubrichina azzurra di Lucy nella piccola cartoleria di Eddon Gurney. Il negozio distava due porte dall’obitorio. Sentiva che Ned era lì dentro, ma non riusciva a immaginarsene l’aspetto. Neanche lei aveva mai visto un morto…”

È dunque dopo la morte di Ned che la coppia subisce un’implosione? E la complicità che la legava al marito era solo frutto della sua immaginazione?

Si chiede Alexandra dopo aver vagliato in maniera quasi ossessiva le informazioni di cui è venuta a conoscenza. Perché solo possedendo la verità che si cela dietro ai tanti segnali raccolti, in un crescendo di eventi, la donna mette in luce vizi e virtù di quello che credeva essere l’uomo della sua vita. Perché è solo a quel punto che Alexandra può affrontare le sue peggiori paure.

Ed è con una rivelazione dopo l’altra, che si costringe a una presa di coscienza, spartiacque fra la credibilità del marito e le menzogne che le ha raccontato quando era in vita.

Poi, con una conclusione che il lettore non s’aspetta, la donna arriva a conoscere una realtà amara, sconcertanti verità che la mettono di fronte alla consapevolezza di non aver avuto accanto persone amiche.

Raccontata con un’espressività che sta fra l’ironia e un’assoluta drammaticità, si sviluppa una storia che mette bene in luce la mortificazione della protagonista per il torto subito, la quale si intreccia a pensieri di una possibile vendetta. Anche se vendetta non sarà.

Perché la rabbia che abita il cuore di Alexandra è solo frutto di una profonda frustrazione, di fronte alla scoperta di una serie di tradimenti.

E questo la fa stare male provocandole un moto di disorientamento, in quanto per lei la fedeltà di sentimenti è un bene prezioso, che però non appartiene a tutti. Solo pochi privilegiati ne sanno fare un buon uso.

Fay Weldon - Photo by The Times
Fay Weldon – Photo by The Times

Consapevolezza questa, in seguito alla quale i miti che Alexandra si era costruita crollano miseramente: sulla fedeltà del marito come quella di persone che lei credeva amiche. Delusione favorita da una realtà che non avrebbe voluto conoscere.

È una storia intensa quella raccontata dall’autrice, dove il sentimento alimenta le paure di una donna in cerca di una verità sconcertante.

Le peggiori paure è romanzo da interpretarsi come una riflessione sulla natura del matrimonio, e sulla vita coniugale in genere, contestualizzata in uno scenario come quello ben illustrato dalla scrittrice. Inoltre, il romanzo apre una serie di riflessioni sui rapporti umani, e su quanto le situazioni apparenti siano, a volte, lontane da quelle reali.

Scritto con penna sciolta e con un registro narrativo gradevole, intriso di una sorta di cinismo che supera i tabù, anche quelli più scomodi per cui Alexandra dubita della fedeltà di Ned, Le peggiori paure è attraversato da una vena di sarcasmo che rende la lettura più accattivante.

“Alexandra mise in moto la macchina e tornò al cottage. Sulla carreggiata opposta, a velocità sostenuta, le passò accanto l’ambulanza privata del signor Lightfoot…”

 

Written by Carolina Colombi

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: