Intervista di Irene Gianeselli ad Annalucia Leccese: in Puglia nasce l’Associazione Amici di Ernest Verner

Annalucia Leccese nasce a Bari il 10 maggio 1964.

 

Annalucia Leccese

Laureata in Lingua e Letteratura Russa nel 1990 presso l’Università degli Studi di Bari, dopo lavori di traduzione, interpretariato e insegnamento di lingua russa, nel 1996 supera un concorso come bibliotecario all’Università di Bari e da dieci anni è responsabile del Settore Editoriale e Redazionale.

Nel 2016 ha fondato l’Associazione “Amici di Ernest Verner per onorare la memoria del pittore svizzero morto a Fasano (Brindisi) che ama definire “una pepita in uno stagno” per la profondità dell’ispirazione e per l’umanità.

Annalucia Leccese racconta ai lettori di Oubliette Magazine chi è stato Ernest Verner e come è nato il suo progetto per diffonderne le opere.

 

I.G.: Com’è nata l’Associazione Amici di “Ernest Verner”?

Annalucia Leccese: Ho capito immediatamente che c’era qualcosa di unico e speciale in questo artista scoperto tra le righe di un articolo che decantava una di quelle tante masserie nascoste tra ulivi e vecchie lame del nostro bel territorio, una di quelle masserie arricchite dai proprietari con tutto ciò che può suscitare negli ospiti un’autentica “meraviglia”. Ed ecco alcune tele di Verner fra i tanti “oggetti”. Quindi è tutto nato da una casualità che immediatamente ha destato in me curiosità, poi, per Ernest Verner è stato amore. Mi ha suscitato meraviglia la descrizione laconica, incerta, quasi misteriosa di quei quadri dai colori vividi con gli arancioni alla Van Gogh e i blu alla Chagall di questo artista svizzero che ha vissuto gli ultimi venticinque anni della sua vita a Fasano in provincia di Brindisi. Da quando ho scoperto Verner mi sono messa come un segugio sulle sue “orme”. Ho iniziato a cercare informazioni su di lui da quanti a Fasano lo avevano conosciuto, e così ho conosciuto anche un paese dell’entroterra con tutte le sue asperità e diffidenze. Mi ha aiutato però una bravissima ragazza del posto, Angelica Sicilia, autrice di quell’articolo “galeotto” da cui tutto ha avuto inizio. Lei mi ha aperto la via a quell’ambiente quasi “feudale” nel suo primo approccio, condividendo con me l’interesse e l’ammirazione per il pittore. La necessità forse di essere supportate in questa ricerca sia psicologicamente che economicamente da quanti hanno conosciuto e capito le qualità umane e artistiche di Ernest Verner, e da quanti come noi non l’hanno conosciuto ma ne hanno captato il valore, sfidando tutti quei pregiudizi che hanno tenuto Verner lontano dai riflettori del mondo dell’arte e della cultura in genere, ci ha portate a creare un’associazione per raccogliere i veri “amici” di questo pittore misconosciuto. 

 

I.G.: Come mai Verner scelse Fasano e la Puglia?

Ernest Verner

Annalucia Leccese: Per una ragione affascinante, per me: Verner aveva la necessità di accudire la sua amata leonessa Sciù sciù e così raggiunse lo Zoo di Fasano senza indugio, rinunciando a viaggiare pur di non farle mancare uno spazio adeguato alla sua indole.

 

I.G.: Cosa puoi raccontarci del pittore?

Annalucia Leccese: Verner era nato nel 1918 da una famiglia puritana benestante svizzera ma, contro il volere di questa, iniziò sin da adolescente il suo peregrinare in Europa per affermarsi come artista. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale visse a Firenze, dove si diplomò con lode all’Accademia di Belle Arti diretta da Felice Carena e in Francia dove ricevette importanti premi artistici come miglior paesaggista. Si fermò a Viareggio per dieci anni su uno yacht regalatogli dai principi Enrico e Irmingarda di Baviera in cambio di alcuni suoi dipinti, ma solo nel ’73 si ritrovò allo Zoosafari di Fasano per ricoverare il cucciolo di leonessa che aveva salvato dall’incuria di un comandante greco che aveva la barca attraccata accanto al suo yacht. Parliamo di un uomo sensibile, colto, bravo artista ma rimasto sino ad oggi – a quasi vent’anni dalla morte avvenuta il 17 giugno del 1997 – noto a pochissimi. Perché? Perché Verner era uno che litigava con tutti, diffidente, zoppo, solo, era incompreso come artista, era uno che non parlava molto ma scriveva tanto, barattava i suoi quadri per mancanza di soldi, però non li regalava se non a chi apprezzava veramente la sua pittura: amava i suoi quadri come delle creature e non accettava mai di svenderli, i suoi veri amori sono stati gli animali (i cani e la leonessa) e i libri (500 volumi, che raccolgono il meglio della letteratura e della filosofia di tutti i tempi).

 

I.G.: Dove si trovano adesso questi volumi?

Annalucia Leccese: Siamo riusciti a catalogarli e studiarli nella Biblioteca civica di Fasano, grazie alle competenze biblioteconomiche di un’altra giovane collaboratrice, Adriana Lastilla.

 

I.G.: Hai fatto riferimento a Van Gogh poco fa, è un paragone affascinante.

Annalucia Leccese: Verner ha molti punti di contatto sia biografici che artistici con Van Gogh: una vita di stenti, un fratello ricco che durante la vita non lo ha mai aiutato a vendere i suoi quadri, una misantropia e irascibilità accentuate, un valore artistico poco riconosciuto in vita. Certo Verner non è Van Gogh, ma è Verner, ed io lo voglio regalare al mondo portando alla luce i suoi lavori e le sue scritture private!

 

I.G.: Quali sono le attività che l’Associazione promuove?

Annalucia Leccese

Annalucia Leccese: L’Associazione si propone di promuovere e diffondere la conoscenza delle opere e del pensiero dell’artista svizzero attraverso iniziative di vario tipo tra cui la realizzazione di una sua biografia completa e di un catalogo della sua vastissima e dispersa produzione artistica e di eventuali traduzioni in lingue diverse dall’italiano dei suoi scritti. Abbiamo aperto una pagina facebook e stiamo lavorando ad un sito web a lui dedicato. Abbiamo in programma numerose mostre ed eventi di presentazione dell’artista. Presto sarà pronta una drammaturgia teatrale, e abbiamo in animo la realizzazione di un cortometraggio o un film a lui dedicati. Contiamo di avviare convenzioni con istituzioni italiane o estere per la realizzazione di mostre o momenti di studio sul pittore e siamo già attivi per prepararci alla divulgazione di libri a lui dedicati. È molto importante per noi la promozione di itinerari turistici alla scoperta dei luoghi frequentati da Verner.

 

I.G.: Come sta rispondendo il territorio?

Annalucia Leccese: Le nostre ricerche, le tante testimonianze raccolte, le foto dei suoi quadri scattate da collezionisti privati, soprattutto fasanesi, tutto il lavoro sull’artista è cominciato più di sei mesi fa. Il 20 marzo scorso abbiamo creato l’Associazione no profit “Amici di Ernest Verner” e abbiamo all’attivo già ottanta soci. Il 25 giugno scorso abbiamo voluto festeggiare e spiegare il nostro progetto associativo presso la Masseria Lama di Coccaro (quella dell’articolo galeotto), alla presenza di molti artisti locali, esperti d’arte e alcuni politici, tra cui il senatore Nicola Latorre di Fasano che insieme alla prof.ssa Stella Carparelli ci ha assicurato il suo impegno perché Fasano renda il giusto tributo a questo artista. Forse Verner è il primo cittadino svizzero emigrato in Puglia! Siamo soddisfatte che si cominci a riservargli l’accoglienza e il riconoscimento che merita, per poterlo finalmente restituire alla sua vera cittadinanza: l’arte.

 

Written by Irene Gianeselli

 

Info

Facebook Amici di Ernest Verner

 

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