Presentazione de "Dizionario di una golosa" di Nadia Turriziani, Latina, 10 giugno 2011

Venerdì 10 giugno 2011 alle ore 22:00 presso Piazza del Popolo a Latina ci sarà la presentazione de “Dizionario di una golosa”, edito dalla Sangel Edizioni, dell’autrice Nadia Turriziani.

Una serata doppietta, infatti, saranno due i libri presentati e “Dizionario di una golosa” sarà seguito da “Gli occhi dell’amore”, edito dalla Sangel Edizioni,  una raccolta di racconti sulla tematica amorosa, l’amore a 360°.

La Sangel Edizioni sarà impegnata dal 10 al 12 giugno 2011 in una kemesse “Libri da scoprire” che vedrà Piazza del Popolo protagonista in un’avventura letteraria.

La casa editrice apre con un’autrice che ha puntato tutto sulla poliedricità dei contenuti e della forma e così dal suo biglietto da visita “erotico” passiamo a ben altre tematiche quali l’anoressia, l’amore verso l’arte, la cultura, la famiglia e con “Dizionario di una golosa” avremo i segreti e le ricette tramandati e gelosamente conservati per anni dalla famiglia dell’autrice, dalle sue nonne, dalle nonne delle sue nonne. Raccolti, trascritti e corredati di notizie storiche e stupende poesie dalle amiche e dalle amiche delle amiche.

Non un semplice libro di ricette ma “Il Libro” da regalare alla persona che più vi sta a cuore.

Sinossi de “Dizionario di una golosa”:

Il vizio capitale di cui più difficilmente potremmo liberarci è quello relativo alla gola.

Nutrire il corpo è un dovere e se quindi è un bene dar lui l’alimento giusto è però un male l’esagerare nella quantità ed anche nella qualità.

Nell’occidente opulento di oggi probabilmente non ha senso parlare ancora di gola come vizio capitale.

La Chiesa ha di fatti introdotto il concetto di moderazione: “Mangiare con giudizio senza goderne eccessivamente”.

Anche Dante ci aveva messo in guardia nel Canto VI dell’Inferno: “Una pioggia putrida sui corpi dei golosi li costringe a vivere nel fango in compagnia di cerbero latrante, per l’eternità …”.

Dalle pagine della “Divina Commedia” a quelle della “Bibbia” la gola come vizio è finito nei manuali medici che trattano di disturbi fisici e mentali.

Chi mangia troppo è obeso, chi troppo poco è anoressico.

Il cibo è diventato un male del nostro tempo, della nostra società e siccome il cibo è la prima condizione di esistenza, spetta a lui e alla gola mettere in scena un tema che non è alimentare ma profondamente esistenziale perché va alla radice dell’accettazione o del rifiuto di sé.

Come dice la saggezza popolare “Uccide più la gola della spada”.

Sinossi de “Gli occhi dell’amore”:

Amo la diversità e la vastità che ogni parola anima in rifugi. I racconti contenuti in questo libro iniziano ma non finiscono. Ho immaginato un alone di perplessità ad ogni significato e spero che mi risvegli in altri versi, che continuino l’incanto. Nadia scrive senza pudore e minime riflessioni, di getto come solo una penna decisa sa e può fare. L’intuito accelera il meccanismo di trovarsi in una rete che è trappola e pericolo.

Il libro “Gli occhi dell’Amore” è una sacrale preghiera cresciuta con il tempo, dove non ci sono vie d’uscita. Lasciarsi andare a volte è la migliore scelta. La migliore fuga. Personalmente non amo introdurre con molte parole l’arte di qualcuno, preferirei che ognuno di voi si immerga nelle frasi, ritraendone la migliore attenzione. Qui, tutto può accadere, l’importante è non avere paura. Ma ammettere i propri pensieri in certe situazioni è un’arma a doppio taglio e alcune protagoniste dei racconti si perdono nella loro identità.

Il sesso trae vantaggio dall’amore e viceversa. Nella lettura esploriamo temi importanti, dal sesso, amore, omosessualità, dolore, all’inganno, paura, tragedia, gioia, ironia. Alcune frasi sono pugni al petto che sanguinano come siringhe abbandonate, ed è così che deve essere. Ma non vi è mai un verdetto, mai una ritmica di senso compiuto. Voglio dire, che la logica è fine a noi stessi. Nadia ci porta a conoscenza di fatti, pensieri, persone, vita, morte, “miracoli”.

La scoperta di ciò che non conosciamo o sappiamo o vogliamo, è un tragitto in mare da semplici naufraghi osservatori. Letale può essere sopravvivere e resistere, per non affogare. Ci sono particolari gusti che riemergono decadenti, particolari desideri che si riflettono in un lampo. Tutto ciò che andrete a leggere è uno stimolo di ogni dunque e ovunque, una necessità che la stessa scrittrice sente.

Vi apro il sipario a questo bel Teatro di emozioni, dove le sensazioni tradiscono e mentono, ma nutrono anche bagliore, il migliore incanto di luce. Preparatevi, aprirò solo se siete pronti ad affrontare il palcoscenico…  (Luciana Cameli)

Non perdete dunque l’appuntamento con al Sangel Edizioni e con Nadia Turriziani per una serata tutta cultura e curiosità!

Per il resoconto dell’evento clicca QUI.

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