Intervista di Pietro De Bonis ad Alessandro Ciampi, autore del romanzo “Luce nera, il quadro del Demonio”

Intervista di Pietro De Bonis ad Alessandro Ciampi, autore del romanzo “Luce nera, il quadro del Demonio”

Dic 23, 2014

Alessandro Ciampi nasce a Pescia, cittadina toscana in provincia di Pistoia, è appassionato di musica, viaggi, motori e scrittura. Ama il genere rock ‘n roll  e suona la chitarra sin da piccolo, più in là comincerà a cimentarsi in piccoli componimenti poetici che poi si trasformeranno in testi delle sue canzoni.

Alessandro Ciampi

Sogna da sempre di diventare un grande chitarrista (i suoi idoli sono principalmente Mark Knopfler, Chet Atkins), ora si ritrova solamente più grande e con qualche capello bianco, ma anche con una bellissima famiglia e l’intenzione nuova di scrivere qualcosa di più oltre poesie e testi musicali.

Le sfide, ad Alessandro, sono sempre piaciute, e non avrebbe mai pensato di ritrovarsi con ben tre romanzi all’attivo. “La vita”, come diceva la mamma di Forrest Gump, “è come una scatola di cioccolatini: non sai mai che cosa ti capita”. Nel 2011 esordisce con il libro “La stella dei morti”, seguito dal sequel “L’inizio della fine”, editi entrambi da Marco del Bucchia Editore. Il suo terzo romanzo, di cui parleremo nell’intervista, si intitola “Luce nera, il quadro del Demonio” ed è pubblicato da Carmignani Editrice, con la quale casa collabora curandone una collana.

Trama: Durante il periodico svuotamento del bacino idrico di Vagli, in Garfagnana, un quadro sconosciuto viene rinvenuto in un’intercapedine del campanile di Fabbriche di Careggine, il cosiddetto “paese fantasma”. Nei giorni successivi, una serie di efferati delitti, intrighi e misteriosi fenomeni paranormali investono il piccolo comune di Vagli.  Spetta ad un maresciallo prossimo alla pensione indagare sulla furia che pare scatenata dal Demonio in persona e su quel quadro in cui la donna raffigurata sembra sorridere dal tramonto all’alba.

Alessandro Ciampi è stato molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande. Buona lettura!

 

P.D.B.: Benvenuto Alessandro! Sempre al massimo, mai decelerare, come cantava Blasco, giusto?

Alessandro Ciampi: Hai detto bene, fratello! Ringrazio molto la vostra redazione per avermi dato questa grande opportunità. Sapete, la vita è buffa: il mio più grande desiderio era quello di raggiungere il pubblico come chitarrista e invece ci sto arrivando pian pianino come scrittore. Non lo avrei mai pensato, ma del resto, la vita stessa è un condensato di imprevisti, di mutamenti, di rivoluzioni e credo che l’unica certezza sia quella di non avere certezze. A volte, l’unica soluzione per sopravvivere in questa giungla è proprio quella di spingere a manetta l’acceleratore e controsterzare per non finire fuori strada. Andando al massimo, anche a costo di fondere il motore e se le cose vanno diversamente dai piani, fa lo stesso.

 

P.D.B.: Ho letto che sei un amante del rock ‘ roll, lo consideri un vero e proprio stile di vita? Il rischio, nelle cose che fai, è una componente essenziale per te?

Luce nera il quadro del Demonio

Alessandro Ciampi: Sì, in effetti mi piace definirmi uno scrittore rock. Da quando i miei genitori mi regalarono a 14 anni la mia prima chitarra elettrica (una Fender Stratocaster che ancora conservo gelosamente), la mia vita si è riempita di estremi, di altissime vette e crepacci bui e profondi, di suoni puliti e distorti. In termini letterari, ad esempio, mi sono ritrovato dallo scrivere piccole poesie o testi di canzoni ad avere tre romanzi pubblicati. Di rischi la mia vita è costellata, come accade di spezzare qualche corda mentre ti spari uno dei tuoi soli preferiti (e tengo a precisare che i miei sono quelli dei Dire Straits, che cito spesso nei miei romanzi).La vita senza rischio è come la minestrina dell’ospedale: insipida.

 

P.D.B.: Ma ora veniamo alla tua ultima opera letteraria, “Luce nera, il quadro del Demonio”. Un romanzo fantasioso, un noir che si svolge nei primi del ‘900 fino ai giorni d’oggi, me ne parli?

Alessandro Ciampi: Dopo “La stella dei morti” e il sequel “L’inizio della fine” editi da Marco Del Bucchia editore, avevo voglia di cimentarmi nel mondo dei vampiri; circa un anno e mezzo fa, dopo aver riletto per l’ennesima volta il mitico “Dracula” di Bram Stoker, mi è presa l’idea di scrivere un finale alternativo e sviluppare la mia storia a partire dai primi del ‘900. Dopo che Van Helsing pianta “l’ultimo paletto” nel petto del Conte, qualcosa (di terribile) accade e si intreccia con un particolare periodo storico-artistico, la Secessione Viennese. Le vite di incredibili personaggi realmente esistiti in quegli anni (i pittori Egon Schiele e Gustav Klimt, lo scienziato Albert Einstein, il poeta Giovanni Pascoli, etc…) si sono magicamente “prestate” nella struttura e nella realizzazione di “Luce nera, il quadro del Demonio”(Carmignani Editrice)e devo dire di essermi divertito molto a scrivere questo romanzo. Una particolarità dei miei libri è la scelta delle location: ambiento sempre le mie storie in piccoli borghi o cittadine toscane (vivo a Badia Pozzeveri in provincia di Lucca) e come per i miei primi due romanzi, ambientati a Pescia, la mia città natale e che amo, per “Luce nera” ho scelto il caratteristico comune di Vagli, in Garfagnana. Situato nel cuore delle Alpi Apuane – colgo l’occasione per invitarvi a visitarlo – con le sue montagne, i suoi boschi, i magici borghi, lo splendido lago dalle acque verde smeraldo e… Fabbriche di Careggine, il piccolo paese sommerso che giace nel centro del bacino idrico. E’ durante l’ultimo svuotamento che viene ritrovato in un’intercapedine del campanile del paese fantasma un quadro sconosciuto: nei giorni successivi, una serie di efferati delitti, intrighi e misteriosi fenomeni paranormali investono il piccolo comune di Vagli. La storia, che come una pazza altalena passa dai primi del novecento sino ai giorni d’oggi, ruota attorno alle indagini svolte da un maresciallo prossimo alla pensione e quel quadro misterioso in cui la donna raffigurata sembra sorridere dal tramonto all’alba.

 

P.D.B.: “Mischiare” molti avvenimenti storici, con i loro svariati personaggi, questo ti trastulla la penna?

Alessandro Ciampi: Altroché! Devo dire che se non sono i guai a trovare me, Alessandro Ciampi se li va a cercare! “Luce nera”è un tantino complicato e confesso di aver pensato svariate volte di gettare la spugna quando mi prendeva il famigerato blocco dello scrittore. Architettare una storia complessa con molti salti temporali, è un po’ come gettarsi in caduta libera sapendo che hai soltanto un paracadute e che quello di riserva, forse non si aprirà. In uno scrittore conta l’esperienza, il talento, la voglia di sperimentare e rischiare, la voglia di scrivere che equivale a quella di amare o di vivere (almeno per il sottoscritto)… in tutta coscienza, non so se definirmi un vero autore. Di sicuro sono uno che ama scrivere e mi diverto molto.

 

P.D.B.: “Luce nera” è un condensato di passione verso i dipinti? Perché “Luce nera”?

Alessandro Ciampi: Con questo romanzo ho tentato di avvicinarmi il più possibile ai quadri e alle sensazioni che i dipinti riescono a trasmetterci e i volti inquietanti della Secessione Viennese hanno rappresentato la mia fonte d’ispirazione. L’ispirazione nell’Arte è tutto! L’opera raffigurata in copertina esiste veramente e si intitola “Donna ritratta sulle sponde del Danubio” (dipinto a due mani da E. Schiele e G. Klimt) ma che nella mia mente fantasiosa di romanziere ha preso il nome di “Luce nera”. Con questo particolare titolo volevo sottolineare come nella luce, che coi nostri occhi vediamo chiara e confortante, si possa celare l’oscurità, la parte buia che è insita in noi, il Bene che convive con il Male.

 

P.D.B.: Vieni definito dalla tua schiera di lettori, scherzosamente, “il Killer”? Aiuto!

Alessandro Ciampi

Alessandro Ciampi: Ah ah! Naaa, tranquilli, non vi ucciderò! Non oggi. Nei miei romanzi si finisce sempre per ampliare i cimiteri dei paesi: assassini, seguaci di sette sataniche, lasciano spesso scie di sangue, ma anche maledizioni e presenze non troppo benigne si mettono d’impegno. Ecco perché mi hanno battezzato “il Killer” anche se negli ultimi tempi leggo sui blog che hanno iniziato a soprannominarmi anche “il Distruttore”. Mi fa sorridere molto questo fatto perché nella realtà so essere anche una persona molto tranquilla che ama starsene rilassata in pantofole sul divano, magari sorseggiando un buon whisky e fumando un sigaro col sottofondo di un vinile. Ovviamente dei Dire Straits! Sì, sono un uomo abbastanza tranquillo. Quasi sempre, forse.

 

P.D.B.: Che ruolo ha la musica in “Luce nera, il quadro del Demonio”? Soprattutto, cosa ispira musica, leggendo questo romanzo?

Alessandro Ciampi: Un ruolo di fondamentale importanza, così come in tutto ciò che scrivo; spesso la musica riesce a farmi uscire dal maledetto blocco dello scrittore con una semplice strofa o un ritornello di qualche canzone. Non è raro, quando mi siedo davanti al mio scrittoio (o come lo chiamo io “la mia postazione d’assalto”), mettere su un cd o un vinile della mia musica preferita. L’arte in genere è interagibilità e la musica ha la particolare caratteristica di trasportare la mente e di plasmarla a tal punto che mentre mitragli la tastiera di un computer o tracci parole con una stilografica, puoi percorrere (grazie alla musica) migliaia di chilometri, solcare gli oceani e attraversare il globo standotene seduto comodamente davanti al tuo scrittoio.

 

P.D.B.: “L’arte non può essere moderna. L’arte appartiene all’eternità”, ne sei convinto?

Alessandro Ciampi: Assolutamente sì! La stesura di “Luce nera, il quadro del Demonio” mi ha fatto conoscere un sacco di personaggi storici incredibili e unici, tra cui l’autore di questa frase che ho elevato come massima di vita d’artista;non credo che si possa dare una qualche classificazione all’Arte, intendo quella con la A maiuscola e Egon Schiele ha colto esattamente nel segno. Con questo mio terzo lavoro ho avuto occasione di studiare a fondo la sua vita e le sue opere, tra le quali“Donna ritratta sulle sponde del Danubio”e sono sempre più convinto che l’Arte non può avere una precisa collocazione temporale. In qualsiasi forma, essa rimarrà sempre e per sempre, proprio come l’Universo.

 

P.D.B.: Grazie di questa intervista Alessandro, dove si può comprare il tuo libro?

Alessandro Ciampi: Grazie a tutti voi, è stato un vero piacere! “Luce nera, il quadro del Demonio” è acquistabile on-line sul sito di Carmignani Editrice e potete farvelo spedire comodamente a casa vostra in qualsiasi parte d’Italia vi troviate. Per la stessa casa editrice, una realtà editoriale indipendente, giovane e dinamica, sono anche curatore della collana “Progetto Pulsar”in cui in cui sono raccolti libri di genere fantascientifico, thriller e noir: se tra voi ci fosse qualche scrittore/scrittrice che ha voglia di mettersi in gioco e di veder pubblicato il proprio manoscritto, seguitemi sulla mia pagina Facebook e chiedetemi tutto ciò che volete! Sarò più che felice di rispondere alle vostre domande. Credo che i sogni meritino di uscire dai cassetti… altrimenti ammuffiscono!

 

Written by Pietro De Bonis

 

Info

Sito Carmigna Editrice 

 

 

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