“Blu oltremare” di Virginia Murru: Arte e Ragione alla sfida del limite

“Blu oltremare” di Virginia Murru: Arte e Ragione alla sfida del limite

Ott 22, 2014

Blu oltremare, archetipo del limite, confine misterioso, a volte più lontano, a volte così vicino da poterlo quasi toccare, invito costante ai movimenti dell’immaginario, è il titolo di una raccolta (CFR Edizioni 2014, ISBN 978-88-98677-22-1) densa, fitta di pensiero e di parole, mai risparmiate, usate in soluzioni personali ampie e profonde, a ricordarci quanto le parole tutte siano importanti e arrivino a tracciare in modo più chiaro e duraturo le strade spesso difficili, a volte improbabili, irte e tortuose, da percorrere nell’indagine della realtà.

La poesia di Virginia Murru traccia solchi profondi, incide la pagina, s’imprime fortemente nell’immaginario del lettore, sino a scuoterne i sensi, lasciando una netta percezione di forte consapevolezza letteraria, umana e civile, dove non c’è insanabile contrasto tra natura, sentimento, spirito e ragione.

Tutto è avvolto da una forte fede d’un razionalismo vicino al miglior Illuminismo per apertura di vedute e senso armonico dell’essere nel Cosmo, fiducia nella capacità umana d’indagine, con lucida coscienza, tuttavia di limiti consustanziali: Corriamo senza strade precise / nei ciechi labirinti del nonsenso / con torce troppo lente.

Pur tuttavia, come scrive l’autrice in Tra essere e divenire, Lo so, il cielo è troppo intelligente/ per accorgersi di me-/ eppure anche oggi sarà la mia trincea/ del resto la sconfitta/ è religione che non professo.

Il limite non è, dunque negato o ignorato. Nondimeno non è vissuto come scacco e il senso di un essere superiore, un dio, che non ha di necessità un nome personale, è nel luogo dell’incontro profondo, intimo, tutto personale, dov’è possibile la ricerca di un oltre/ che non arriva in forma di materia/ ma con occhi di cielo-a passo d’aria.

Ritorna, si affaccia costantemente entro squarci di natura, cielo, arie e venti, mare o terra che sia, Dio-astro intorno all’universo: un’immagine scientifica e razionale ce ne dona la poetessa forza sublime-imperiale/ numero periodico per contare/ in cifre irrazionali il senza fine/ immagine eccellente non-retorica/ non stimabile (…) Cellula staminale (…)

Così, i codici dei geni Universali/ hanno chimica inaccessibile/ limiti di conoscenza/ sono coperti di polvere cosmica-nebulose/ e censura a non finire/ pure-la Scienza/ non ha deposto l’urna dell’arresa.

Meravigliosa è la lirica Quale l’origine, ove Virginia Murru sintetizza in un movimento armonico, musicale, ricco di sincero pathos, i dubbi e le ricerche di una razionalità che fruga entro la natura, dal microcosmo delle particelle infinitesimali al macrocosmo inesplorato, cercando i modi e i motivi dell’essere, la scaturigine della vita stessa.  E quale sia il suo credo, nonostante tutto ciò o proprio in ragione di ciò, ce lo dichiara, poi, la poetessa stessa: Io con anima temprata al razionale/ Credo./ Credo che la Vita è Luce/ e la Luce Vita/ assioma che sappiamo pronunciare/ nell’accadere del dogma/ma non comprendere-/ piuttosto questo è indicazione di limite.

La poesia della Murru, così profonda, intensa, meditativa, non disdegna mai di portare il suo sguardo dal cielo in terra, per osservare<le ingiustizie, le falsità e mistificazioni, l’uso fraudolento delle parole e quello strumentale delle persone. La poesia della nostra autrice è fatta di coraggio, contraria a ogni reticenza, non si tira indietro: ogni pagina di vita è una sfida che si fa, poi, scrittura. E se il progresso professa la sua fede (…) e la gente dice che il lavoro è pane/ Il lavoro è giusto./ Il pane del lavoro è buono./ Resta da capire/ perché i giusti hanno spesso fame.

La Murru ha dato vita a una solida raccolta nella quale, tramite gli strumenti peculiari della poesia, rivendica con forza il senso della libertà profonda, della mente e dello spirito, dell’Arte, dunque, istrione matto/ insofferente alla norma.

 

Written by Katia Debora Melis

 

3 comments

  1. Dico semplicemente Grazie, ché l’Arte non merita retorica. Ma grazie di cuore per questa lettura meticolosa e attenta. E i miei complimenti per questa recensione che non si espone con le consuete ridondanze critiche, ma entra nel cuore della poesia stessa, percorre anche la linea d’ombra che attraversa alcuni testi, sono in apparenza criptici. Grazie ancora, Deborah- Virginia M.

    • Katia Debora Melis /

      Sono io a essere lieta per aver letto un testo di sicuro interesse e felice di essermi avvicinata nella mia lettura, almeno un poco, all’anima di questa raccolta.

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