“Verrai”, poesia di Giovanna Fracassi: terza posizione nella sezione C del Concorso Oubliette 04

“Verrai”, poesia di Giovanna Fracassi: terza posizione nella sezione C del Concorso Oubliette 04

Mag 6, 2014

Verrai” di Giovanna Fracassi si aggiudica la terza posizione nella sezione C (poesia) della Quarta Edizione del Concorso Letterario Nazionale “Oubliette 04 promossa dalla web magazine artistica Oubliette Magazine. Di seguito la critica letteraria redatta da Irene Gianeselli. Buona lettura!

La lirica “Verrai” si apre con una rimembranza foscoliana: sul far della sera, metafora della fine della vita, si prospetta la certezza di un “Verrai”.

L’io poetico si rivolge ad un “tu generico” che si avvicina, sfida l’oscuro e misterioso presagio dei “neri uccelli” – allegoria dell’oblio e della morte – attraversando un vicolo deserto, che è proiezione di profonda solitudine per chi attende, mentre i “passi stanchi” dell’interlocutore riempiono il vuoto e portano la fragranza di “piogge lontane”.

L’anafora che marca l’inizio di ogni strofa (tutte le strofe si aprono con “verrai”) connota un’esigenza di comunicazione a mezzo tra un ordine ed una preghiera: è un io poetico in estrema necessità di conforto.

Verrai /portando/ sulle spalle l’oscurità/ pregna di essenze/ dai mille colori/ per stordire/ il mio,/ il tuo dolore.

Qui l’oscurità stessa, il dolore rappresentano lo stordimento che affoga ogni paura nell’essenza di mille altre essenze: è dunque un appello alle forze di ogni essere, è ricerca di coralità, di compagnia nella sofferenza.

Un certo eco nerudiano è sicuramente presente nell’immagine della terza strofa in cui la natura diventa mezzo di relazione tra l’io poetico e chi viene:

Verrai/con il volto segnato/ gli occhi socchiusi,/ le lunghe ciglia/ lucenti di gemme salmastre/e porterai fra i capelli/ il vento d’autunno/ di un oceano lontano.”

Differentemente da Neruda, però, questa natura è colta nella stagione dell’autunno: l’io poetico evoca il riposo, la tranquillità dell’età in cui si è troppo stanchi per amare perché troppo desiderosi di trovare conforto nei ricordi.

Questa terza strofa è una presa di coscienza: l’io poetico (e quell'”alter ego” cui si rivolge) “ha il volto segnato” dal tempo e dalle circostanze e “gli occhi socchiusi” come prima di addormentarsi, di riposare.

Verrai/con mani esitanti/per riscaldare/l’anima esausta/alla mia fiamma.”

In questi ultimi versi l’azione cerca di imporsi sull’esitazione del poeta e del “tu” al quale si rivolge, come una fiamma pronta a scaldare anime esauste: il corpo esita, ma non la volontà di essere vicini in questo momento di disillusione in cui gli oceani sono lontani e le ciglia sono lucenti di antiche e nuove lacrime: dopo il passato, dopo il presente, è necessaria la certezza della nuova passione.

 

Congratulazioni a Giovanna Fracassi per l’ottimo risultato.

 

Link diretto finalisti del Quarto Concorso Letterario Nazionale “Oubliette 04” QUI

 

Written by Irene Gianeselli

 

Per i vincitori della Prima Edizione del Concorso “Oubliette 01″ clicca QUI.

Per i vincitori della Seconda Edizione del Concorso “Oubliette 02″ clicca QUI.

Per i vincitori della Terza Edizione del Concorso “Oubliette 03″ clicca QUI.

 

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