Cerchi delle fate in Namibia: scoperta la vera causa, sono le termiti

Cerchi delle fate in Namibia: scoperta la vera causa, sono le termiti

Giu 15, 2013

Nelle pianure desertiche della Namibia, sulla costa sudoccidentale dell’Africa, si trovano centinaia di strutture circolari note come i cerchi delle Fate. Appaiono e scompaiono dopo alcuni anni senza alcuna apparente ragione. La popolazione locale crede che siano le impronte lasciate dagli dèi. Gli occidentali le hanno romanticamente soprannominate “Cerchi delle Fate“.

In realtà sono singolari ed ancora enigmatici segni perfettamente circolari che costellano le grandi distese del continente africano, dal sud dell’Angola fino alle regioni settentrionali della Repubblica del Sudafrica.

Fantastiche da vedere dall’alto, queste misteriose conformazioni naturali da tempo interrogano gli scienziati, che cercano di spiegarne l’origine attraverso le ipotesi più disparate.

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha finalmente individuato le responsabili dei motivi geometrici: le termiti.

La ricerca condotta da Norbert Juergens, studioso del Biocenter Klein Flottbek dell’Università di Amburgo, in Germania, ha svelato l’enigma dimostrando che a creare le singolari conformazioni sarebbero le termiti della specie Psammotermes allocerus, le quali aumentano le proprie possibilità di sopravvivere nel deserto della Namibia producendo i caratteristici”cerchi delle Fate”, zone circolari di terreno arido circondate da erba perenne.

Si tratta in realtà di una complessa opera ingegneristica: distruggendo la vegetazione effimera che compare dopo le piogge, le termiti creano le condizioni per una maggiore permanenza dell’umidità nel sottosuolo che favorisce la biodiversità locale e quindi la vita.

Secondo quanto riferito nell’articolo pubblicato dalla rivista Science, le prime osservazioni dei cerchi, che si presentano lungo una fascia di territorio che percorre il margine orientale del deserto della Namibia, dell’Angola fino alla parte nord occidentale del Sudafrica, hanno dato origine a numerose ipotesi: tra le diverse possibilità considerate, la presenza di piante velenose oppure insetti, quali formiche e appunto termiti in grado di alterare localmente l’ecosistema del suolo, ma i test condotti sul campo non hanno mai dato indicazioni in grado di poterle confermare.

Juergens ha analizzato un’ampia base di dati sulle caratteristiche ambientali, biologiche e geografiche della zona, misurando personalmente per quattro anni il contenuto di umidità all’interno dei cerchi fino a 60 cm di profondità e raccogliendo dati per valutare la presenza di organismi associati in tutta l’area geografica interessata. Ha così scoperto che l’unica specie di insetti presente alla quasi totalità dei cerchi studiati era Psammotermes allocerus, una specie di termiti che, a profondità che variano da pochi centimetri ad alcuni decimetri, costruisce nidi e gallerie sotterranee, riscontrati sia direttamente sotto l’area interna dei cerchi, sia intorno ad essa.

Juergens è riuscito a documentare che la caratteristica conformazione è proprio frutto dell’opera di queste termiti, escludendo quindi che gli insetti abbiano solo il ruolo di colonizzatori di strutture preesistenti. Le due zone concentriche sono infatti frutto dell’attività degli insetti e sono funzionali alla loro sopravvivenza.

Le termiti rimuovono la vegetazione effimera che cresce dopo le precipitazioni annuali, impedendo la traspirazione dell’acqua; l’umidità così viene trattenuta più a lungo nel sottosuolo, assicurando la sopravvivenza degli insetti nell’ambiente desertico. Inoltre quest’opera favorisce indirettamente, nella fascia circolare intorno alla zona arida, la crescita di erba che, non trovando specie vegetali in competizione, può permanere per tutto l’anno.

La presenza di una zona di vegetazione perenne, che ha dimostrato di resistere per decenni anche alle più severe condizioni di siccità, inoltre aumenta considerevolmente la biodiversità locale, attraendo numerose specie di formiche, api e piccoli mammiferi.
Niente origine fantastica o divina, quindi, per i cerchi della Namibia. Sono solo insetti che assicurano la propria sopravvivenza, trasformando un deserto di breve durata in un prato perenne.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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