“Che vale?”, poesia di Marino Moretti, tratta da Poesie scritte col lapis

“Che vale?”, poesia di Marino Moretti, tratta da Poesie scritte col lapis

Gen 22, 2012

“Che vale?”

 

 

Chinar la testa che vale,

che vale fissare il sole

e unir parole a parole

se la vita è sempre uguale?

 

Si discorre d’avvenire?

Si rammemora il passato?

Chi è vivo deve morire,

chi è morto è bell’e spacciato!

 

Poeti, dolci fratelli,

perché far tanto sussurro

se un lembo di cielo è azzurro,

se son biondi dei capelli?

 

Un po’ d’azzurro (che vale?)

ed un po’ d’oro, un riflesso

d’oro… Ma il mondo è lo stesso,

ma la vita è sempre uguale!

 

Non c’è né duolo, né gioia,

non c’è né odio, né amore;

nulla! Non c’è che un colore:

il grigio; e un tarlo: la noia.

 

Chinar la testa che vale?

Che vale fissare il sole?

Ciò che vorresti non vuole

Quei ch’è più forte, o mortale!

 

Non c’è né duolo, né gioia,

non ci son luci, né ombre:

il grigio, il grigio che incombe

sui cuori, e il tarlo: la noia!

 

Questa è la strada del bene,

questa è la strada del male:

star troppo a scegliere che vale?

Peuh! Quella che viene, viene!

 

Marino Moretti (Cesenatico, 18 luglio 1885 – Cesenatico, 6 luglio 1979) è stato uno scrittore, poeta e romanziere italiano. Fu anche autore di opere teatrali. È noto soprattutto come poeta crepuscolare.

 

 

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