“Solo l’uomo”, poesia di Pablo Neruda

“Solo l’uomo”, poesia di Pablo Neruda

Gen 18, 2012

“Solo l’uomo”

 

 

 

 

Io attraversai le ostili

cordigliere,

tra gli alberi passai a cavallo.

L’humus ha lasciato

sul suolo

il suo tappeto millenario.

Le cime degli alberi si toccano,

nella tremante comunione.

Sotto, la selva è oscura.

Un breve volo, un grido,

gli uccelli del freddo,

le volpi dalla coda elettrica,

gli uccelli dalla coda elettrica,

una grande foglia che cade,

e il mio cavallo calpesta il morbido

letto dell’albero addormentato,

ma sotto la terra

gli alberi di nuovo

si conoscono e si toccano.

La selva è una sola,

una sola manciata di profumo,

una sola radice sotto la terra.

Gli spilli mi pungevano,

le pietre dure ferivano il mio cavallo,

il gelo frugava sotto i miei abiti logori

cercando il mio cuore per cantare e assopirlo.

I fiumi che nascevano

davanti ai miei occhi scorrevano veloci

e volevano uccidermi.

D’improvviso un albero ostacolava il sentiero

come se si fosse

messo a camminare e allora

l’avesse abbattuto

la selva, e stava lì

grande come mille uomini,

con la sua chioma folta,

pullulante d’insetti

fradicio di pioggia,

ma dalla morte

voleva fermarmi.

lo saltai l’albero,

lo feci a pezzi con l’ascia,

accarezzai le sue belle foglie come mani,

toccai le potenti

radici che molto più di me

conoscevano la terra.

lo scavalcai l’albero,

attraversai tutti i fiumi,

la schiuma mi portava,

le pietre mi mentivano,

l’aria verde che produceva

gioielli a ogni istante

aggrediva la mia fronte,

bruciava le mie ciglia.

lo attraversai le alte cordigliere

perché con me un uomo,

un altro, un uomo

camminava al mio fianco.

Non venivano gli alberi,

non scorreva con me l’acqua

vertiginosa che volle uccidermi,

né la terra ispida.

Solo l’uomo,

solo l’uomo era con me.

Non le mani dell’albero,

belle come volti, né le gravi

radici che conoscono la terra

mi aiutarono.

Solo l’uomo.

Non so come si chiama.

Era povero come me, aveva

i miei stessi occhi, e con quelli

apriva il sentiero

perché un altro uomo passasse.

Ed eccomi qui.

Per questo esisto.

Credo

che non ci uniremo lassù in cima.

Credo

che sotto la terra niente ci aspetti,

ma sulla terra

andiamo insieme.

La nostra comunione è sulla terra.

 

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