“La sedia vuota” di Jeffery Deaver: un thriller ad alta tensione?
Avrebbero dovuto battersi contro due nemici: l’insetto e l’incompetenza della polizia locale.

Avete presente quando chiudete l’ultima pagina di un libro e vi esce un “uauh”! Ecco, è quanto mi è accaduto finendo di leggere il thriller “La sedia vuota” di Jeffery Deaver.
Fantastico! Con colpi di scena diversi che accompagnano il lettore fino alla penultima pagina!
Per chi ancora non lo conoscesse, Jeffery Deaver è lo scrittore del “Collezionista di ossa” con protagonisti Lincoln Rhyme, criminologo quadriplegico e Amelia Sachs, sua compagna e braccio destro. Ne è stato tratto uno stupendo film con Denzel Washington e Angelina Jolie.
Lincoln e Amelia si recano nella Carolina del Nord perché il criminologo ha intenzione di sottoporsi a un intervento molto delicato, sperando di migliorare un poco la sua situazione: “Stiamo applicando alcune nuove tecniche di rigenerazione e ricostruzione della colonna vertebrale”.
Ma appena arrivano alla clinica arriva uno sceriffo per chiedere il loro aiuto per un caso particolare: un ragazzo è stato ucciso e due ragazze rapite. Sanno bene chi sia stato, l’insetto: Garrett Hanlon, un ragazzetto ancora minorenne con difficoltà familiari alle spalle. Lo chiamano l’insetto per la sua smisurata passione per questo tipo di animali.
“Biofilia: l’affetto che gli esseri umani possono provare per le altre creature che vivono sul pianeta.”
“Nonostante le resistenze, Rhyme sentì gli ingranaggi mentali che cominciavano a muoversi, stuzzicati dagli enigmi che quel caso presentava”.
Già, perché tocca a loro non scoprire chi sia il colpevole, ma comprendere dove possa tenere prigioniere le due ragazze rapite e trascinate nell’intrico di boschi e paludi che ci sono lì intorno.
A metà del libro “La sedia vuota” la soluzione! Trovano Garrett e una delle due donne. Lo arrestano, ma c’è ancora la prima ragazza nascosta chissà dove.
Fra le indagini della polizia ci sono anche loschi individui che si insinuano e che vogliono farsi giustizia da soli, paiono cacciatori di taglie. La faccenda forse non è così semplice come può apparire.
Arriviamo a un punto di rottura fra Lincoln a Amelia: lui non è per niente emotivo e crede solamente alle prove fisiche. Amelia osserva anche le persone e cerca di capirne le profondità.
È così che, convinta dell’innocenza del ragazzo, lo fa evadere e scappa con lui, attraverso le paludi, per andare a recuperare la ragazza.

Prima dell’evasione Garrett viene sottoposto alla terapia della sedia vuota: cioè parlare a una sedia immaginando che ci sia seduto qualcuno a cui vorresti dire qualcosa che tieni dentro. Ecco il perché del titolo.
Inizia un inseguimento, sconvolgendo le regole dei buoni e dei cattivi. Amelia prima “buona” ora è ricercata; i cattivi ora quasi buoni che inseguono anche loro i fuggitivi. Tutto si complica e si procede col fiatone! Anche la poliziotta Lucy che, con Amelia aveva instaurato un buon rapporto, arriva ad odiarla: “Era stata tradita dal suo corpo, da suo marito, da Dio. E ora anche da Amelia Sachs”. È uno dei personaggi di spicco che vale la pena conoscere a fondo.
Si giunge alla fine, come anticipavo, inciampando nei colpi di scena, dove tutto sembra incerto e non si comprende più cosa possa accadere.
Deaver ha saputo condurre magistralmente la trama, non riesco a trovare nemmeno una sbavatura. Perfette anche le ricerche sugli insetti che ha messo qua e là, integrandole nel testo. Ottima la psicologia di ogni personaggio, coerente e che si adagia nel testo rendendolo ricco e piacevole.
© 2003 Rizzoli libri
ISBN 88-462-0289-9
Pag. 465
€ 2,90
Written by Miriam Ballerini
