“Lisboa. Quello che il turista deve vedere” di Fernando Pessoa: una visita di Lisbona con un duca d’eccezione

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Rinvenuta nel 1988 tra le carte pessoane (nel famoso “baule pieno di gente”, come lo definì Antonio Tabucchi) e pubblicata per la prima volta in Portogallo nel 1992,[1] Lisbon. What the Tourist Should See è una vera e propria guida turistica di Lisbona, scritta nel 1925 dal più grande scrittore portoghese del Novecento.

Lisboa. Quello che il turista deve vedere di Fernando Pessoa
Lisboa. Quello che il turista deve vedere di Fernando Pessoa

Il dattiloscritto originale è in inglese: Fernando Pessoa era bilingue – avendo passato infanzia e adolescenza con relativi studi a Durban, in Sudafrica, per tornare nel natio Portogallo solo a diciassette anni – e bilingue rimase la sua produzione durante tutto l’arco della sua vita (l’ultima frase da lui scritta poco prima di morire è “I know not what tomorrow will bring”).

Sulla paternità di questo scritto erano state avanzate perplessità, ritenendolo una possibile traduzione fatta da Pessoa per puri motivi economici, ed esistendo pericolosi precedenti.[2] In effetti, verso la fine del testo viene citata, come sita in Rua das Janelas Verdes, «una moderna tipografia, la Imprensa Ltda, dove questo libro è stato composto e stampato», il che sembrava avallare l’ipotesi dell’esistenza di un originale edito in portoghese ‒ a meno che Pessoa non prevedesse di rivolgersi a quella tipografia per la futura edizione del libro.

Pare infine acclarato che la guida facesse parte di un progetto più ampio e ambizioso che lo scrittore voleva dedicare alla sua terra, e che si sarebbe intitolato All About Portugal.

D’altra parte, l’attribuzione di questo testo a Pessoa non è peregrina, se non altro considerando la puntigliosità al limite della pedanteria tipica dell’autore nelle sue espressioni saggistiche ‒ vedi gli scritti di teoria e critica letteraria ‒ e qui applicata alla descrizione nei minimi particolari (e con precise misure) dei vari luoghi e monumenti man mano presi in considerazione.

Vi è poi anche quello sciovinismo che lo avrebbe sciaguratamente portato nel 1928 ‒ tre anni dopo l’elaborazione di questa guida, se la datazione attribuitale dai curatori è corretta (nel testo si parla esplicitamente di un avvenimento del dicembre 1925…) ‒ a pubblicare il tanto discusso pamphlet O Interregno. Defeza e Justificação da Dictadura Militar em Portugal, poi sconfessato in una nota autobiografica del 1935.

Fernando Pessoa citazioni
Fernando Pessoa citazioni

Non è nemmeno da trascurare l’ipotesi che Pessoa avesse ideato questa guida e l’intero progetto in uno dei suoi ricorrenti aneliti al superamento delle frontiere lusitane con i propri scritti, non importa in qual maniera. Per quanto riguarda l’elaborazione di testi extra-letterari, va anche ricordato che nel 1926 Pessoa collaborerà con la “Revista de Comércio e Contabilidade”, con articoli appunto legati al commercio.[3]

Il valore letterario di questa guida ‒ rimasta inedita, come tantissimi altri testi pessoani[4] ‒ è quasi nullo. La cosa interessante è però che, dal punto di vista del suo utilizzo pratico, è per buona parte ancora valida.

Anche se forse è più coinvolgente gustarla dopo aver visitato la Lisbona attuale: in fondo il fascino di questo libretto è tutto nel tornare indietro nel tempo, accompagnati nel nostro (metodico!) vagabondare per Lisbona da un duca d’eccezione.

 

Written by Sandro Naglia

 

Note

[1] Lisbon. What the tourist should see, Lisboa, Livros Horizonte, 1992.

Le traduzioni italiane sono:

Lisboa: quello che il turista deve vedere, introduzione di Andrea Ciacchi, trad. di Ugo Serani, Roma, Biblioteca del Vascello, 1993 (riedizioni: Roma, Voland, 1997; Milano, Fabbri, 2006);

Lisbona: quello che il turista deve vedere, a cura di Luca Merlini, Firenze, Passigli, 2003;

Lisboa: quello che il turista deve vedere, a cura di Maria Teresa Bonafede, trad. di Luca Merlini, Torino, Einaudi, 2007.

[2] Nel 1991 era stato pubblicato un presunto romanzo di Pessoa dal titolo Eliezer. In realtà fu provato che si trattasse di una traduzione in inglese abbozzata da Pessoa del libro autobiografico del suo amico Eliezer Kamenezky Memórias de um judeu errante, poi mai pubblicato. Nel 1932 Kamenezky pubblicò invece una raccolta di poesie, Alma Errante, di cui Pessoa scrisse la prefazione.

[3] Pessoa lavorò tutta la vita in un’azienda di Lisbona; nella stessa nota del 1935 su citata, alla voce Professione scriveva: «La designazione più corretta sarebbe “traduttore”, la più esatta “corrispondente straniero in imprese commerciali”. Essere poeta e scrittore non costituisce professione, ma vocazione».

[4] Durante la sua vita Pessoa pubblicò solo quattro plaquette di poesia (di cui tre in inglese), una Anthologia de Poemas Portuguezes Modernos da lui curata assieme a António Botto, e il citato pamphlet O Interregno. Gli scritti editi in giornali e riviste dell’epoca superano però il numero di centocinquanta.

 

Bibliografia

Fernando Pessoa, Lisboa. Quello che il turista deve vedere, Voland, 2011

 

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