“BOHÈME” album di Kety Fusco: un viaggio sonoro
Dall’arpa trasformata in strumento di avanguardia al featuring con Iggy Pop: la musicista svizzera torna con un album che unisce mito e sperimentazione.

Con “BOHÈME,” il nuovo album in uscita il 19 settembre, Kety Fusco ci porta in un territorio dove l’arpa smette di essere un semplice strumento e diventa qualcosa di molto più profondo: una voce, un respiro, un richiamo.
Non un richiamo qualsiasi: quello delle Sirene, creature mitiche che con il loro canto ammaliano e spaventano, che attirano verso l’ignoto chi osa ascoltarle. Così fa Kety: con la sua arpa ci trascina in un mondo che non avevamo mai sentito prima, un mondo che ci sconcerta e ci affascina, allo stesso tempo.
Non è solo musica: è una visione. Ogni suono del disco nasce dall’arpa, eppure nulla suona come l’arpa che conoscevamo. È come se Kety avesse deciso di smontare la tradizione pezzo per pezzo, per poi riassemblarla in una nuova creatura sonora, capace di cantare con voce propria.
C’è il coraggio dell’esplorazione, persino fisica: per registrare certi passaggi Kety si è immersa in piscina, lasciando che l’acqua deformasse e reinventasse il suono delle corde. Da lì nasce il brano d’apertura, “Hi, This Is Harp”, manifesto del suo percorso: un’arpa che non accompagna, ma sorprende, vibra, urla, si contorce, affiora in superficie come un’entità viva.
Il cuore pulsante del disco è la sua rivisitazione di Für Elise, o meglio Für Therese, perché la Fusco non si limita a reinterpretare un classico: lo rovescia, lo scuote, lo mette in discussione. Beethoven scriveva mentre perdeva l’udito, tra enigmi di nomi e amori non ricambiati.
Kety prende quell’ambiguità e la trasforma in un grido. Non un brano da salotto, ma un brano da vivere sulla pelle: l’arpa amplificata da 47 microfoni interni, distorta, spezzata, urlata attraverso pedali e invenzioni artigianali, fino a diventare una sorta di animale sonoro che reclama spazio e dignità. Un’arpa-Sirena, che canta e insieme avverte: “Attenzione, questo viaggio può cambiarti”.
E poi c’è l’incontro inatteso, quasi mitologico: Iggy Pop. La sua voce ruvida che si mescola con l’etereo dell’arpa in “SHE” è un cortocircuito perfetto. L’icona del rock che dialoga con la sperimentatrice dell’arpa: due universi lontani che trovano un punto di contatto, abbattendo confini e generando un ponte tra mondi apparentemente inconciliabili. È un abbraccio tra la terra e l’aria, tra il grido e il sussurro.
Ma “BOHÈME” non è solo un disco: è un’esperienza. Sul palco diventa un viaggio visivo-sonoro in due atti, con l’AI a disegnare scenari che vanno dal relitto subacqueo alle distese desertiche cosmiche.
L’arpa come relitto che riaffiora, come faro che illumina il buio, come simbolo di un possibile equilibrio tra uomo e macchina. Un racconto che si chiude con una ninna nanna elettronica, dolce ma perturbante, come il canto delle Sirene quando si allontana tra le onde.
Kety Fusco appartiene a quel raro gruppo di artisti che non accettano l’arpa per come è sempre stata: la strappano dalla cornice classica e la portano altrove, verso l’ignoto. “BOHÈME” è il suo manifesto: un atto di libertà, un canto che ci chiama da lontano. E noi, come marinai moderni, possiamo solo scegliere: tapparci le orecchie o lasciarci travolgere.
Kety Fusco prossimi concerti:
18 luglio, Vicopisano (PI), Musicastrada
2 agosto, Camigliatello Silano (CS), Be Alternative Festival
3 agosto, Viggiano (PZ), XVI Rassegna Popolare
8 agosto, Svizzera, Locarno, La Rotonda
27 agosto, Svizzera, Basel, TBA
31 agosto, Cellamonte (AL), Jazz:RE:Found
11 settembre, Treviglio – TBA
12 settembre, Trieste, Il Faro della Musica Festival
[Calendario in aggiornamento]
Written by Cinzia Milite
