“Lascia stare i morti” di Claudio Panzavolta: l’anomalia che tutto scompiglia

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“Sono un investigatore privato, ma questo l’ho già detto. Quello che non ho raccontato è che stamattina Fernando mi ha allungato una busta dopo averla recuperata dalla buchetta delle lettere della bocciofila, e quando l’ho aperta è stato come… Bé, è stato come ritrovarsi tra le mani una granata, una granata fatta e finita.”

Lascia stare i morti di Claudio Panzavolta
Lascia stare i morti di Claudio Panzavolta

“Lascia stare i morti” di Claudio Panzavolta, edito Ponte alle Grazie, è un’indagine di fatti ed eventi tragici che si intrecciano con eventi storici violenti e brutali che hanno coinvolto protagonisti e non, che scavano una verità che vuole essere tenuta nascosta contro ogni volontà.

Ma in una giornata iniziata come tante, pronta a ripetersi nel suo divenire, un piccolo gesto, come quello di ricevere tra le mani una lettera, diventa l’anomalia che tutto scompiglia, un incontro scontro che con il suo contenuto sibillino, una semplice lettera che tutto è tranne che semplice e comune, un foglio di carta con impresse delle parole che diventano forza esplosiva, che daranno il via ad un incontro scontro, perché ognuna di quelle parole scatena e riapre una voragine in un passato che poi tanto passato non è, perché fortemente nitido e vivo nei pensieri e ricordi di tutti i giorni. Tre parole che daranno il via alla ricerca di ciò che è stato accuratamente occultato: “Innocente. Qualcuno. Incastrato.”

Le storie di ieri, la canzone di De Gregori, inizia con un caldo assolo di contrabbasso per poi svaporare in una selvatica graffiata di sax, e ogni volta che ascolto la descrizione di quel padre tranquillo che la mattina leggeva molti giornali non posso fare a meno di ripensare al mio: a lui e a suo fratello.”

Ne “Lascia stare i morti” le storie di ieri che si intrecciano come la melodia di una canzone con le storie del presente, pronte a determinare una nuova melodia, quella del futuro, un futuro che lascia alle spalle drammi personali, familiari, sociali.

Il tutto si svolge in uno scenario del 1980 a Faenza, in un contesto storico accuratamente descritto e messo in relazione con intreccio ben ordito tra fatti storici e narrativi dallo stesso Claudio Panzavolta, portando alla memoria la lotta partigiana e la sconfitta morale della guerra, che sfaccettata in ogni suo aspetto conduce al lato oscuro di pensieri e azioni volte alla distruzione morale, sociale, individuale, oltre che morte e distruzione fisica.

Claudio Panzavolta citazioni Lascia stare i morti
Claudio Panzavolta citazioni Lascia stare i morti

Una ricerca della verità che riapre scenari passati da cui ripartire, scenari che hanno determinato cambiamenti del percorso di vita, ma che se non risolti ritornano a chiedere di essere riscattati, nulla può essere lasciato irrisolto se tradito dalla menzogna.

Un’alternanza di ricordi, di momenti presenti e ricordi lontani che si intrecciano sempre più per poi sciogliersi da quella matassa ingrovigliata legata da quel filo conduttore che è l’inganno, pronto a celare con un velo nero la verità dei fatti e delle persone: ad ogni verità svelata ne seguiranno altre come una matrioska infinita, si infinita, perché il protagonista, impegnato nelle sue indagini svolte con coraggio anche per un riscatto personale, avrà meno quel coraggio necessario per affrontare quelle personali, forse le più difficili nel percorso itinerante che tutti coinvolge.

“Forse un giorno troverò davvero il coraggio di affrontare l’argomento, e avremo modo di parlarne. Forse. Un giorno. Chissà.”

 

Written by Simona Trunzo

 

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