“La consistenza dell’aria” di Claudia Ambrosini: ma proprio non mi riesce di morire
L’aria ricorda così come fa l’acqua.

Claudia Ambrosini, per la prima volta, dopo testi di cultura cinesi e raccolte di poesie, ha scritto un romanzo, “La consistenza dell’aria”. Un testo che si muove fra il romanzo di formazione e quello di saga familiare.
Devo dire che, appena l’ho iniziato, mi sono riconosciuta nel modo di affrontare la scrittura, ritrovando nelle sue pagine righe che già avevo affrontato anche io in vari libri che ho scritto. Ovviamente ognuno di noi ha il proprio stile e, quello di Claudia è poetico, intenso, schietto.
Troviamo all’inizio l’elenco dei personaggi principali, come si usava nei libri gialli. Quindi i capitoli brevi e accompagnati da un titolo che appartiene a una frase o a un pezzo di poesie di autori noti.
La protagonista scrive in prima persona ed è una donna di ottant’anni: Vera.
“… mi arresi alla vita. Mi condannai a vivere.”
Rimasta sola dopo che il marito e la figlia sono morti in un incidente, si è come ritirata dal mondo, eppure, la forza della vita cerca sempre di vincere.
Ha raccolto episodi della sua esistenza in varie cartellette, ognuna col suo titolo, ognuna con la sua ragione d’essere.
Nella vita della donna entra Linda, una giovane adolescente che sarà, per la donna, una cura. Mentre insieme curano il giardino della donna, così come Vera aveva fatto per anni con la cognata Delia.
Eccovi un esempio delle frasi poetiche che vi troverete all’interno de “La consistenza dell’aria”: “… cos’è la perfezione?… Il piede dentro a una pantofola che usi da tempo, la prima gemma dell’ortensia …”
In un sali scendi che si snoda nella memoria di Vera, fra passato e presente, ci viene raccontato il mondo della donna a partire dalla sua infanzia fino ai nostri tempi. Troviamo parti didattiche ben inserite nel contesto, piacevoli da leggere. L’Ambrosini ci ricorda la storia, quella brutale del fascismo e gli effetti avuti sulla gente; la gente semplice, quella del popolo.
Ci racconta di donne, delle loro passioni, i loro desideri, quello che a volte le donne subiscono in silenzio. Di generazione in generazione, ci racconta dei paesi del nord Italia dove Vera ha vissuto; il suo crescere e il suo formarsi.
Vera ricorda l’amore per il marito: “Era poliedrico e stratificato, un millefoglie d’interessi, capacità e sentimenti”.
Queste frasi che compongono il libro “La consistenza dell’aria”, non sono solo dei semplici cammei, lo arricchiscono, lo fanno diventare originale e lasciano molto in chi legge.
La consistenza dell’aria del titolo è spesso presente e aiuta a comprendere stati d’animo, pesi dell’anima; riempie le pagine con il suo speso specifico.
“L’aria ha una sua consistenza. Ti entra nel naso nei polmoni e poi va in ogni parte del corpo, ogni centimetro di pelle, ogni organo interno, ogni pensiero.”
Molti gli argomenti sociali toccati e sentiti, e anche in questo mi riconosco nell’autrice, così come le descrizioni che toccano la natura: “A mano a mano che le città hanno preso piede e le persone hanno creduto di essere padroni della natura, si è acuita la solitudine”.
“Il pregiudizio è terribile in chi è convinto di non averne.”
E sul maschilismo: “Pensavo che bastasse essere una persona per essere rispettata”.
È scritto da Vera, ma la mano di Claudia calca sui vari temi, facendo percepire il sentire dell’autrice che è una donna matura, usa alla riflessione e che, forte dei suoi studi di letteratura orientale, è stata abile anche a inserirne la loro filosofia di vita.
Devo ammettere che ho trovato eccessivo il numero di personaggi e che, qualche volta, mi sono confusa nel seguirne le tracce. Ma tutto ciò è dovuto a quanto l’Ambrosini aveva bisogno di dire e di comunicare, andando a scapito della storia che stava narrando.

La chiamerei una ingenuità narrativa che spesso capita a chi scrive per la prima volta un racconto lungo e complesso. Tutto ciò non va a levare nulla di quanto ho criticato in modo positivo.
Inoltre, ma qui riguarda la casa editrice: troppi refusi ed errori. Per un romanzo così importante, un poco di attenzione in più è auspicabile.
Per tutto il libro Vera ripete: “Ma proprio non mi riesce di morire”. E, vivendo, riprende le fila della propria vita, svelando anche un mistero che ha riguardato il suo matrimonio.
Arrivata alla fine del libro l’ho chiuso, ma quanto mi ha dato e mi ha fatto riflettere è rimasto.
© 2024 Puntoacapo
ISBN 978-88-6679-446-2
Pag. 318
€ 25,00
Written by Miriam Ballerini

