Viaggio alle isole Hawaii: suggestiva bellezza tra natura selvaggia e tradizioni

“Non esiste al mondo luogo più magico delle Hawaii, dove la lava incontra l’oceano, le montagne sfiorano le nuvole e ogni alba è un inno alla vita.” ‒ dal film “Da qui all’eternità”

Hawaii viaggio
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L’arcipelago delle Hawaii, di origine vulcanica, è molto più di una destinazione turistica. Situato nell’Oceano Pacifico e formato da oltre 130 isole è un laboratorio vivente di biodiversità.

Composto da otto isole maggiori, ognuna con una propria identità e caratteristiche geografiche e ambientali uniche, geograficamente appartiene all’Oceania, politicamente è il 50° stato degli Stati Uniti. Tuttavia, conserva comunque una propria autonomia, oltre che una forte identità plasmata dal legame tra terra, mare e tradizioni locali.

Hawaii, Maui, Oahu, Kauai, Molokai, Lanai, Niihau e Kahoolawe sono le isole principali dell’arcipelago.

Hawaii, chiamata anche Big Island, ospita il vulcano Kilauea, uno dei più attivi al mondo, con la presenza sul suo territorio delle cime innevate del Mauna Kea. Oahu, terza isola per grandezza, con Honolulu capitale dell’arcipelago, è il centro urbano e culturale più importante. Noto per la celebre spiaggia di Waikiki e cuore turistico delle isole, ospita surfisti leggendari e celebri hotel. Luogo della memoria è Pearl Harbor, che ricorda l’attacco giapponese del 1941.

Maui, famosa per le sue spiagge dorate e per il cratere vulcanico dormiente Haleakalā, ospita il Parco Nazionale di Haleakala, offrendo ai visitatori la nascita del giorno, grandioso spettacolo di sicura suggestione. A cui si aggiunge la Road to Hana, che è un percorso che si snoda tra curve, cascate e scogliere a picco sul mare.

Kauai è l’isola più antica dell’arcipelago, definita anche Garden Island, è rinomata per un tripudio di natura e la presenza di scogliere vertiginose.

“Il futuro non è qualcosa che accade semplicemente. È una forza brutale con un gran senso dello humor, che può anche schiacciarti se non sai affrontarlo”dal film “Sotto il cielo delle Hawaii” (2015)

Il primo europeo a mettervi piede è stato il capitano James Cook nel 1778, che ha dato inizio a un’epoca di grandi cambiamenti culturali, politici ed economici, inclusi il commercio e la diffusione del cristianesimo. Inaugurando una stagione che ha avviato una storia di colonizzazione che ha lasciato segni profondi nella memoria collettiva della popolazione indigena. Tanto da sollecitare oggi un movimento di rinascita culturale e di rivendicazione della propria identità. Attualmente, infatti, sono molti gli hawaiani che si battono per la protezione dei luoghi sacri e per la rinascita della lingua locale, il cui recupero avviene grazie alle scuole di immersione linguistica.

Le isole affondano le loro radici in una storia che trae origine dalla tradizione polinesiana intrisa di quello spirito hawaiano che avvolge tutto. Luoghi e persone indistintamente.

In origine, prima dell’arrivo degli europei, le isole erano abitate da popolazioni polinesiane giunte in canoa da Tahiti e dalle isole Marchesi tra il 300 e il 600 d.C. Navigatori leggendari che portarono con loro il kapu system: un codice di leggi sacre che regolava ogni aspetto della vita, dalla pesca ai rapporti sociali. Oltre a conoscenze astronomiche e tecniche agricole, e una ricca tradizione orale fatta di miti, di canti e di danze sacre. La sovranità indigena, con la deposizione della regina Liliʻuokalani, vede la sua conclusione intorno alla fine dell’Ottocento per mano degli Stati uniti che ingloba l’arcipelago fra i suoi territori: era il 1898. Per farne poi ufficialmente il 50° Stato dell’Unione nel 1959.

“Ohana significa ‘famiglia’ e Ohana significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato.” Proverbio hawaiano

Situate a circa 4.000 chilometri da altre coste, è la consistente distanza da altri territori che determina le Hawaii come uno degli arcipelaghi più isolati al mondo; motivo questo, che ha favorito la nascita di un singolare ecosistema, con migliaia di specie endemiche non presenti in altri luoghi del pianeta.

L’arcipelago hawaiano, modello di biodiversità, si presenta con spiagge di sabbia nera, rossa e verde, foreste pluviali, barriere coralline, vulcani attivi e montagne che superano i 4.000 metri.

Polo di grande attrattiva per chi ama la fauna marina, ogni inverno sono migliaia le megattere che raggiungono le acque hawaiane per riprodursi, offrendo ai visitatori uno spettacolo di rara suggestione. Così come per la foca monaca hawaiana, che con la sua presenza e con i suoi 1.400 esemplari è una delle specie più rare. Oltre ad ospitare balene, delfini, tartarughe marine e specie di pesci fra le più diverse, con un ecosistema protetto da rigorose leggi ambientali.

Per chi invece ama fare birdwatching, fra gli uccelli endemici presenti sulle isole, si ricorda IʻIwi, dal piumaggio rosso fuoco, e il Nēnē, l’oca delle Hawaii, che è anche simbolo dello stato.

Il popolo Hawaiano considera la Natura un elemento sacro e potente. La cui idea di sacralità del Creato è parte integrante dello spirito che abita ogni isola dell’arcipelago, lì, dove ogni elemento è visto e vissuto come parte di un insieme da rispettare e celebrare. Dunque, non solo un paradiso tropicale da cartolina, le Hawaii, ma un universo a sé stante, dove la potenza della natura si intreccia con una cultura millenaria, e una sorta di misticismo.

Un esempio su tutti è il vulcano Pele, considerato dagli hawaiani una divinità. Così come altre montagne da cui sgorgano sorgenti purissime.

Le tradizioni hawaiane sono molto più che folclore: sono l’espressione di una cultura viva, resiliente e profondamente connessa alla natura e alla collettività. Fondate su valori profondi: spiritualità, senso della comunità, dell’identità e rispetto per la terra, a cui si aggiunge il principio della famiglia allargata vissuta in armonia, raccontano storie antiche e tramandano principi fondamentali compresi in ogni gesto, in ogni festa dai profondi significati simbolici. Come il concetto spirituale di mana, per esempio, che altro non è che l’energia che attraversa ogni essere vivente.

Altro elemento imprescindibile della tradizione è la hula, erroneamente vista solo come una danza folkloristica: in realtà è la trasposizione di un racconto sacro, che tramanda miti, leggende e momenti storici, in una forma di narrazione danzata dove i movimenti delle mani impiegati durante la danza raccontano storie di amori, guerre, eruzioni vulcaniche, di miti e di dei e leggende degli antenati.

Accompagnata da tamburi, dalla voce dei cantanti e da strumenti a corda, la hula si divide in due principali forme: la forma antica, Hula kahiko, eseguita con canti tradizionali e percussioni, e la più moderna: Hula ʻauana, spesso accompagnata da musica con ukulele e testi in inglese.

C’è poi il luau, forse la tradizione più conosciuta: dove in un grande banchetto comunitario si consumano cibo, musica e danze vissute in convivialità. Durante il quale si servono pietanze tipiche cotte in modo ancestrale, come il maiale kalua cotto nel forno sotterraneo.  Originariamente era una cerimonia sacra per celebrare nascite, raccolti, vittorie e momenti significativi.  Oggi vengono organizzati per accogliere ospiti, ma sono anche un modo per mantenere viva la cultura hawaiana.

Altro legame con la tradizione è il canto chiamato mele, che con riti cerimoniali accompagna le cerimonie religiose e i riti di passaggio.

Il popolare uso di fiori e di ghirlande, definito Lei, è una corona di fiori, o di conchiglie o foglie, che rappresenta un momento intimo e spirituale, spesso accompagnato da racconti, canti e preghiere. La ghirlanda viene donata per celebrare l’amicizia, l’amore o l’ospitalità. Indossare un Lei è un gesto sacro, e toglierlo davanti a chi lo ha donato può essere considerato un segno di scortesia.

“I membri dell’Ohana, come i germogli del Taro, derivano tutti dalla stessa radice.” ‒ Proverbio hawaiano

Una delle criticità dell’arcipelago, come di tutto il pianeta, è il cambiamento climatico, che vede le Hawaii soggette all’aumento del livello del mare. Oltre allo sbiancamento dei coralli, altro grave deficit che intacca la barriera corallina, già purtroppo in parte danneggiata. Sono varie le iniziative che vanno in direzione della tutela e della conservazione di un patrimonio naturalistico di così ampia caratura, al fine di frenare gli effetti negativi dovuti proprio al cambiamento climatico.

Da sottolineare che l’alto numero di visitatori, seppur fonte di guadagno che aiuta un’economia in fibrillazione, sono comunque motivo di preoccupazione per la fragilità a cui viene sottoposto l’ecosistema che subisce un impatto ambientale di non poca portata.

Negli ultimi anni, molte comunità locali hanno avviato progetti di turismo sostenibile e di educazione culturale, incoraggiando i visitatori a essere più consapevoli, rispettosi e coinvolti nella tutela del luogo che li ospita.

Comportamento che si declina in frasi come “mālama ʻāina” (abbi cura della terra), diventate un mantra che va nella direzione di una nuova visione pere preservare il patrimonio delle Hawaii. Che si aspetta dal proprio futuro la capacità di bilanciare lo sviluppo economico con la conservazione dell’ambiente e la preservazione della cultura dell’arcipelago. Con sostenibilità e resilienza, che sono cruciali per garantire all’arcipelago un futuro prospero.

“Una società fondata sull’Ohana è basata sull’amore, dove ogni bambino considera gli adulti i propri zii e gli anziani i propri nonni.” ‒ Proverbio hawaiano

La cucina hawaiana è un crocevia di sapori combinato in un’armoniosa fusione tra tradizioni indigene polinesiane, influenze giapponesi, cinesi, portoghesi, filippine e americane. Tanto offrire un panorama culinario fresco, saporito e colorato. Con piatti tradizionali quali, per esempio il lua pig, ovvero maiale cotto lentamente in una fossa con pietre laviche calde e foglie di banana. La pasta viola fatta dalla radice di taro fermentata, spesso servita come contorno è un altro piatto tipico, con una consistenza unica e un sapore delicato e leggermente acidulo.

L’insalata fresca a base di salmone crudo, pomodori, cipolla e spezie è altra prelibatezza della gastronomia isolana.

L’Haupia è un dolce al cocco a base di latte di cocco e amido, simile a una gelatina morbida. Alcuni piatti fra i più amati sono il pollo impanato in stile giapponese, costine in stile coreano, e pollo fritto con farina di riso dolce. In uso soprattutto a Oahu e Maui, una vera istituzione è diventata la tendenza dello street food.

Oggi, il piatto simbolo delle Hawaii è il poke, cubetti di pesce crudo, solitamente tonno, marinati con salsa di soia, cipollotto, olio di sesamo, alghe e spezie. Le sue varianti moderne includono avocado, mango, peperoncino, riso e sushi.

“Così, se fossimo stati uccisi, bisognava concludere, ci avrebbero mangiati…” ‒ James Cook

Per concludere, una riflessione. Visitare le Hawaii è molto più di una vacanza tropicale. È un’esperienza totalizzante che coinvolge non solo l’aspetto materiale, che permette al visitatore di godere di paesaggi spettacolari, ma soprattutto lo spirito.

E ciò grazie a un mondo che vive in armonia con la natura, in ascolto degli antenati, e nel rispetto profondo della propria identità culturale.

Un viaggio alle Hawaii significa entrare in contatto con una cultura antichissima, con una natura selvaggia e viva, e con un popolo che nonostante la colonizzazione e le sfide moderne, continua a lottare per preservare la propria identità.

Le Hawaii sono un luogo dove il tempo è rallentato, dove l’Oceano ha voce, e dove ogni albero racconta una storia, e dove si può ancora percepire il battito profondo della Terra.

“L’amore rinfresca come la rugiada.” ‒ Proverbio hawaiano

Dunque, non soltanto un paradiso in mezzo al Pacifico, le Hawaii, ma un testamento della forza della natura e della resilienza culturale. Ogni onda che si infrange sulla riva, ogni canto, ogni eruzione vulcanica ricordano che questo arcipelago è vivo, in perenne evoluzione.

Visitarle con rispetto, proteggerle con amore, raccontarle con passione: questo è il minimo che si può fare. Perché le Hawaii sono più di un posto: sono un’emozione.

“È il posto più bello che abbia mai visto in tutta la vita.” dal film “Da qui all’eternità”

 

Written by Carolina Colombi

 

Info

Hotel alle Hawaii

Ristorante alle Hawaii

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