“Una ragazza intrattabile” di Anne Tyler: romanzo che ricalca la trama de La bisbetica domata di William Shakespeare

“Kate Battista stava lavorando nel giardino sul retro quando sentì suonare il telefono in cucina. Si drizzò e rimase in ascolto. Sua sorella era in casa, però poteva darsi che non fosse ancora sveglia…”

Una ragazza intrattabile di Anne Tyler
Una ragazza intrattabile di Anne Tyler

Rivisitazione letteraria della commedia La bisbetica domata, il romanzo Una ragazza intrattabile è stato pubblicato nel 2016 da Rizzoli editore. Ad aver reinterpretato l’opera shakespeariana, ambientandola ai nostri giorni, è la scrittrice americana Anne Tyler.

L’idea di demandare ad alcuni celebri scrittori il compito di narrare, in forma romanzata, una commedia di William Shakespeare nasce dal desiderio della casa editrice Hogarth Press, fondata nel 1917 da Virginia e Leonard Woolf, di celebrare i 400 anni della morte del grande drammaturgo inglese, avvenuta il 23 aprile 1616.

È dunque per omaggiare la figura di Shakespeare e ricordarne l’ampiezza di intelletto, che alcuni scrittori hanno elaborato un testo strettamente connesso ad alcune opere del commediografo. Anche se definire Shakespeare soltanto commediografo è riduttivo, in quanto considerato da critica e pubblico come fra i più grandi, se non il più grande, drammaturgo di tutti i tempi. Che, grazie alla sua vena artistica ha realizzato lavori di grande spessore; ripresi ai nostri giorni anche in chiave cinematografica.

“Per dirla in modo blando, Kate non aveva mai avuto l’intenzione di lavorare in una scuola materna. Arrivata al penultimo anno di college, però, aveva detto al professore di botanica che la sua fotosintesi era ‘penosa’…”

Nato a Stratford on Avon il 23 aprile 1564, e morto nello stesso luogo sempre il 23 aprile del 1616, a oltre 400 anni dalla sua morte i critici si domandano ancora come sia stato possibile che un uomo avesse un’immaginazione tanto fervida e inesauribile, capace di partorire opere di notevole portata umana e sociale. Domanda a cui è difficile rispondere, anche perché di Shakespeare non è rimasta una documentazione esaustiva, motivo che ha dato adito a fantasiose ricostruzioni intorno alla sua figura. Ad esempio, sull’aspetto fisico di Shakespeare sono state fatte congetture d’ogni sorta, anche in questo caso dovute alla scarsità di un carteggio sulla sua vita privata. Come sulla cronologia esatta delle sue opere e sulla paternità di esse, ancora oggi motivo di dibattito.

Vissuto tra i secoli XVI e XVII, momento storico che ha preparato il passaggio dalla società medievale al mondo moderno, Shakespeare è stato un autore prolifico, la cui produzione è databile tra il 1588 e il 1613.

Grazie allo studio del latino la sua formazione si è focalizzata sulle opere dei classici, da cui ha tratto ispirazione per dare vita a rappresentazioni di carattere storico e morale. Molti dei suoi drammi sono basati su eventi storici riferiti dalle opere classiche di Plauto, Ovidio o Seneca, mentre sulle questioni morali si è rifatto al pensiero dei filosofi del suo tempo.

Esprimendo al meglio il suo talento, al cui centro ha messo le molte peculiarità insite nell’animo umano. Ed è proprio in ciò uno dei motivi di pregio della sua dimensione creativa: la sua capacità di entrare nell’animo umano, colmo di speranza come di sofferenza, interpretandolo in tutta la sua complessità. Aspetti capaci di portare lo spettatore a immedesimarsi nelle rappresentazioni messe in scena, che grazie al loro pluralismo prescindono dallo spazio e dal tempo.

Riconosciuto come una mente brillante capace di distinguersi nella tragedia come nella commedia, Shakespeare ha inoltre il pregio di aver saputo coniugare il gusto popolare della sua epoca con un’elegante vena poetica.

Si ipotizza che l’inizio della sua carriera teatrale sia avvenuto con una delle compagnie ambulanti che abitualmente visitavano Stratford on Avon; a riferirlo è parte di un carteggio datato 1592, il quale racconta che le sue prime commedie subirono l’influenza dello stile comico di ambientazione italiana.

Era il 1594 quando nasceva la compagnia The Lord Chamberlain’s Men, di cui Shakespeare entrò a far parte in veste di attore ed autore, ruoli con cui riscosse un rapido successo.

William Shakespeare – Ritratto Cobbe
William Shakespeare – Ritratto Cobbe

Considerato il maggior rappresentante del popolo inglese, William Shakespeare ha realizzato ben 37 testi teatrali, 154 sonetti e una serie di altri poemi, poi tradotti nelle principali lingue del mondo e, più di altri lavori teatrali portati in scena.

Opere in cui si affrontano i drammi della vita quali l’orgoglio ferito, gli affetti perduti, l’amore non corrisposto, o ancora, gelosia e invidia o una sfrenata ambizione. Da ricordare, inoltre, che molte delle sue espressioni linguistiche sono entrate a far parte della quotidianità della lingua inglese. Ed è grazie alla rappresentazione delle sue opere, alcune delle quali sono pervenute al pubblico nella loro integrità, che Shakespeare gode a tutt’oggi della fama di autore senza tempo, la cui contemporaneità è universalmente riconosciuta.

“Come avrebbe riempito le sue giornate, se avesse perso il lavoro? Non c’era assolutamente nient’altro nella sua vita, nessun motivo che le venisse in mente per alzarsi ogni mattina…”

La bisbetica domata, una delle commedie shakespeariane più rappresentate, è un esempio di metateatro. Composta, nella sua versione originale da 5 atti, in versi e in prosa, durante i quali predominante è la figura del personaggio maschile, il veronese Petruccio, il quale vorrebbe sposare Caterina, la protagonista femminile, ragazza capricciosa e volubile nonché dotata di un caratteraccio. Ma anche di una cospicua dote a cui il giovane è interessato.

Una volta uniti in matrimonio, la giovane viene sottoposta a privazioni di ogni sorta per modificarne la personalità, annullarne la volontà e sottometterla al marito, così come era d’uso all’epoca. Impresa portata a termine egregiamente da Petruccio, perché Caterina esce da questa storia sottomessa e ‘domata’. O meglio, resa inoffensiva a suon di ceffoni e di digiuni prolungati.

Rappresentazione che mette ben in luce la condizione femminile dell’epoca, e le convenzioni a cui le donne dovevano sottostare. Raccontata da una prospettiva maschile, nella commedia ben si evince l’oppressione cui erano sottoposte le giovani del tempo.

Era infatti consuetudine far sposare le figlie secondo matrimoni combinati, ed è un aspetto che emerge con forza da La bisbetica domata di shakespeariana memoria.

Commedia, che grazie all’acume e alla sensibilità del grande drammaturgo analizza la psicologia femminile del suo tempo, mostrando il conflitto interiore vissuto da Caterina e originato dal fatto di dover consumare un matrimonio accordato da altri.

“Erano riuniti nell’ingresso: Kate, suo padre e Petr, e zia Thelma e suo marito, lo zio Barclay. Zia Thelma era una donna minuta e carina sui sessantacinque anni con un caschetto biondo liscio e un trucco molto appariscente…”

Ed è sulle tracce de La bisbetica domata che Anne Tyler ha sviluppato Una ragazza intrattabile, romanzo che ricalca la trama della commedia shakespeariana. Che, seppur frutto dello stesso copione, non manca di qualche variazione rispetto al testo originale. E neppure manca il tono umoristico a volte accompagnato da un velo di amarezza, così tipico del registro narrativo della Tyler; e da potersi rintracciare, seppur con sfumature diverse, in tutta la sua produzione.

Anne Tyler
Anne Tyler

Una ragazza intrattabile segue il canovaccio già conosciuto ne La bisbetica domata, che vede Kate, nome rimasto immutato rispetto all’originale, interprete di vicende che si snodano fra equivoci e sagaci dialoghi.

Il dottor Battista, padre di Kate, ha due figlie: Bianca, ragazza gentile e remissiva, e Kate, invece, completamente agli antipodi: antipatica e ribelle.

Personaggio capriccioso, che ha fatto dei suoi atteggiamenti singolari una prerogativa, Kate è una ragazza dalla battuta pronta, che replica per le rime a qualsiasi tipo di domanda le si rivolga.

Espulsa dal college, nel racconto della Tyler, la ragazza esercita la professione di maestra d’asilo, manifestandosi per quello che è realmente: una ragazza senza peli sulla lingua.

Il dottor Battista, scienziato stravagante, che insieme alle figlie conduce un ménage familiare eccentrico, ha una professione di tutto rispetto, dedicandosi alla ricerca di malattie autoimmuni. Che, arrivate a un punto di svolta importante, richiedono la presenza del suo assistente, tale Petr; cittadino russo che necessita di ottenere la cittadinanza per continuare a collaborare con Battista.

Il quale architetta un escamotage per far ottenere al giovane il riconoscimento, proponendo a Kate di sposarlo in modo che l’uomo diventi un cittadino americano.

Proposta che, nonostante il suo anticonformismo e la sua indipendenza, la giovane accetta.

E, in un modo differente rispetto alla versione originale, anche la Kate della Tyler verrà ‘domata’.

Confrontando la trasposizione della Tyler con quella originale shakespeariana si evincono alcune differenze fra il personaggio primitivo de La bisbetica domata e la Kate della Tyler. Una su tutte è il profilo disegnato dalla scrittrice americana: non così ribelle come quello di Shakespeare, perciò personaggio più convincente rispetto a quello di Caterina.

“Per salire in auto con Petr, Kate dovette entrare dal lato del guidatore e scavalcare la leva del cambio per passare dall’altra parte. Questo perché la portiera del passeggero doveva aver preso un colpo e non si apriva più…”

Romanzo intriso di humour, Una ragazza intrattabile è una storia che caratterizza la quotidianità della famiglia Battista come stravagante, con un tratteggio dei personaggi molto ben delineato, oltre a dialoghi fluenti che si esauriscono in un botta e risposta davvero intrigante.

È dunque un racconto dinamico e gradevole quello della Tyler, grazie soprattutto ai suoi guizzi narrativi, tipici di una grande narratrice.

“Petr e Kate erano seduti abbastanza vicini, così che lui poteva sfiorarla con il gomito quando voleva richiamare la sua attenzione su qualcosa che apprezzava. E c’erano parecchie cose che apprezzava…”

 

Written by Carolina Colombi

 

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