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“Paura e desiderio” film di Stanley Kubrick: l’esordio che il regista non riuscì a cancellare

Fear and Desire, il primo lungometraggio di Stanley Kubrick, uscito nel 1953, è stato per lungo tempo un film invisibile.

Paura e desiderio film di Stanley Kubrick
Paura e desiderio film di Stanley Kubrick

Poco dopo la sua uscita – che ebbe pochissimo successo commerciale ma ricevette buona accoglienza critica – Kubrick disconobbe il film, marchiandolo come un esperimento amatoriale (arrivò a paragonarlo a un «disegnino di un bambino attaccato al frigorifero») e successivamente tentò in tutti i modi di impedirne la visione: per anni cercò di reperire e distruggere tutte le copie esistenti, ma il film sopravvisse grazie a una copia conservata negli archivi Kodak, e al fatto che col tempo scaddero i diritti che il regista deteneva.

La prima riproposizione pubblica della pellicola si ebbe addirittura nel 1993 al Telluride Film Festival, in Colorado, cui seguirono altre proiezioni (nonché la sua acquisizione e il restauro da parte della Library of Congress), nonostante gli aperti e continui tentativi di boicottaggio da parte del regista.

Si tratta di una pellicola di ambientazione bellica, anche se dichiaratamente metafisica: all’inizio del film una voce fuori campo recita:

“C’è la guerra in questa foresta. Non una guerra che sia stata combattuta o che lo sarà, ma qualsiasi guerra. E i nemici che qui combattono non esistono, a meno che non siamo noi ad evocarli. Questa foresta, quindi, e tutto ciò che vi accade, è fuori dalla storia. Solo le forme immutabili della paura, del dubbio e della morte provengono dal nostro mondo. Questi soldati che vedete conservano la nostra lingua e il nostro tempo, ma non hanno altro paese che la mente.”

Al di là dei riferimenti alla Tempesta shakespeariana, che verrà poi più volte esplicitamente citata nel film, e al fatto che esso fu realizzato mentre era in corso la Guerra di Corea, l’idea di una situazione rappresentante uno stato mentale, cui i vari personaggi reagiscono a seconda della loro personalità e dei loro desideri e paure inconsce, fa entrare in gioco sottotraccia quegli stessi archetipi junghiani che quasi 35 anni dopo informeranno Full Metal Jacket, altro film di Kubrick di ambientazione bellica (in quel caso la Guerra del Vietnam).

In Paura e desiderio, significativamente, i soldati protagonisti e i loro nemici sono interpretati dai medesimi attori, una sorta di rappresentazione di quell’Ombra junghiana che sarà evocata nel finale di Full Metal Jacket – anche se pare che all’epoca si trattò semplicemente di una scelta obbligata, a causa del risicatissimo budget del film.

Paura e desiderio film di Stanley Kubrick
Paura e desiderio film di Stanley Kubrick

Al di là di diverse ingenuità (che evidentemente il regista non si sarà mai perdonato) Paura e desiderio appare interessante proprio come momento germinale della poetica di Kubrick, ed è facile trovarvi in embrione tematiche che verranno poi da lui sviluppate nei capolavori futuri: dal problema della “liceità sociale” della violenza (vedi Arancia meccanica) al labile confine tra “normalità” e follia poi esplorato nel 1980 in Shining.

Il film sfoggia una bellissima fotografia in bianco e nero, dello stesso Kubrick, che in più di un momento ricorda il cinema di Carl Theodor Dreyer.

La sceneggiatura è di Howard Sackler, che collaborerà anche – non accreditato – al successivo Il bacio dell’assassino, primo lungometraggio “riconosciuto” da Kubrick (e in cui l’attore protagonista è Frank Silvera, qui nel ruolo di Mac).

Gli altri interpreti di Paura e desiderio erano praticamente tutti debuttanti, incluso quel Paul Mazursky che sarà in seguito lui stesso regista di film come Stop a Greenwich Village e Una donna tutta sola; in un piccolo ruolo non accreditato compare anche Toba Kubrick, la prima moglie del regista.

La colonna sonora è di Gerald Fried e denuncia copiosi prestiti da compositori come Prokof’ev e Bartók, anche qui prefigurando in qualche modo alcune delle scelte musicali che caratterizzeranno i capolavori a venire del regista.

Paura e desiderio di Stanley Kubrick
Paura e desiderio di Stanley Kubrick

Archeologia kubrickiana, ovvero: “anche Kubrick ha cominciato da piccolo”. Ma, almeno per i cinefili appassionati di questo regista, un film imprescindibile.

Pur con la sua sceneggiatura un po’ pretenziosa e immatura, e una struttura lontana da quei “meccanismi di precisione” formale che il regista perseguirà negli anni con sempre più maniacale scrupolosità e che diventeranno il suo “marchio di fabbrica” stilistico, questo «disegnino attaccato al frigorifero», realizzato da un 24enne, presagiva grandi sviluppi futuri.

 

Written by Sandro Naglia

 

 

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