“Viscera” di Simone Volponi: non ho paura di loro, ho paura per loro, per come cambieranno il mondo

Ve lo anticipo subito: questo romanzo mi è piaciuto e mi ha convinta, ma non lo consiglio a tutti. Se avete lo stomaco debole, se vi lasciate spaventare facilmente, se le scene truci vi impressionano: lasciate perdere! Viscera” non fa per voi!

Viscera di Simone Volponi
Viscera di Simone Volponi

Nella prefazione di Maurizio De Paola, lo stesso lo giudica come “Un romanzo nero, nerissimo”.

Viscera è un noir, una ghost story, un horror, una sequenza di scene atroci che non si possono leggere senza provare, spesso, un moto di disgusto! Ma non lo dico in negativo; Simone Volponi ha fatto bene il proprio mestiere.

Viscera è un demolitore di persone. Gli arrivano cadaveri che devono scomparire e lui … li rottama. Abita in una discarica di auto e, qui, fa a pezzi i cadaveri, per poi seppellirli sotto i vari rottami.

Vive in una roulotte, sporca e puzzolente quanto lui, lontano dal mondo.

Era un incubo di lamiere e mosche con un capanno come cuore al centro”.

Viscera si racconta in pagine lasciate da parte rispetto al contesto della trama, scritte in corsivo, dove troviamo i suoi pensieri.

Non è per niente un uomo cinico e senza cuore, anzi… spesso cerca di parlare con gli assassini che arrivano a lui, mostrando a loro che c’è sempre un’altra strada; ma quella è gente che è scesa nei propri abissi, perdendosi: “Dove tocchi la morte e inizi a danzare coi tuoi demoni e ad accoglierne di nuovi senza più timori, giudizi, regole. Il sublime si mischia al torbido e noi ne siamo i protagonisti, eterni già da vivi, perché non abbiamo più limiti”.

Nel romanzo Volponi descrive i personaggi che in quegli abissi sguazzano: poliziotti, un prete, gente borghese, spacciatori… travolti in storie dove veramente i limiti vengono annullati. Il prete raggruppa delle ragazzine minorenni e le fa lavorare, offrendo appuntamenti a gente che all’apparenza pare formata da brave persone, ma che si macchiano con quella parola disgustosa che è la pedofilia.

Omicidi, torture, stupri… non ci risparmia proprio nulla, scendendo nei minimi particolari.

Viscera, che all’inizio pare essere un grosso mostro senza cuore, ci mostra sempre più il suo lato umano che si cela dietro il grasso, le maniere rudi, la violenza passiva.

Tutto cambia quando, all’improvviso, il cadavere di una ragazzina che lui ha rottamato, gli si presenta, costringendolo a vendicarla.

Lui cerca di resistere, perché non è un assassino, ma un demolitore.

Dopo varie vicissitudini accetta e, la vendetta della giovane Romina ha inizio.

Tra i personaggi mi è piaciuta molto la prostituta Geri, un poco in là con gli anni che, talvolta, Viscera chiama. È la persona, che in tutto il libro, ha in sé una dolcezza materna incredibile, cosa che manca del tutto a quelle che madri le sono davvero e che non hanno nessuno scrupolo a fare prostituire le figlie minorenni.

Simone Volponi
Simone Volponi

Volponi scrive bene, è portato per questo genere; è diretto, sincero, audace. Peccato per alcuni refusi di troppo, mi è spiaciuto per la bellezza del libro.

Ha anche degli attimi di scrittura “poetica” che smorza la brutalità della trama: “Un cane… rossiccio come un pezzo di tramonto a quattro zampe caduto dal cielo”.

A tratti mi permetto di definire il romanzo una “favola noir” con un lieto fine, dove la morale mai è venuta meno.

Non lo si immagina nemmeno lontanamente mentre siamo persi nella melma di una lettura che ci trascina sul fondo di una umanità perduta, volgare, cinica; dove il degrado dell’anima è all’ennesima potenza e le fogne vengono scoperchiate sotto un cielo cupo.

Eppure, Volponi, infine, lascia spazio alla brillantezza di un raggio di sole.

Trama originale, ben congegnata, dove troviamo una descrizione del Paradiso alquanto alternativa! Lo consiglio agli amanti del genere.

 

© 2021 Ambrosia Libri

Pag. 312

€ 14,90

 

Written by Miriam Ballerini

 

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