Israele: in viaggio alla scoperta delle Sinagoghe del I secolo

La nostra è forse la prima generazione divenuta pienamente consapevole delle conseguenze atroci che discendono da una linea di pensiero che costringe ad ammettere che tutti i mezzi, purché siano efficaci, sono leciti e giustificati per conseguire qualcosa definito come un fine.Hannah Arendt in “Vita activa”

Marcello Fidanzio con il collega Mordechai Aviam sullo scavo di Tel Rekhesh
Marcello Fidanzio con il collega Mordechai Aviam sullo scavo di Tel Rekhesh

Il 23 febbraio 2021 c’è stata la conferma di una efficace collaborazione: quella tra l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo e il professor Marcello Fidanzio, direttore Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche, Facoltà di Teologia di Lugano.

Un cammino alla scoperta di un aspetto storico-archeologico davvero affascinante: quello delle sinagoghe del I secolo, in un’epoca di passaggio e di nascita del cristianesimo.

L’incontro ha avuto inizio con una presentazione dei luoghi realizzata da Kalanit Goren Perry, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano de Turismo.

Kalanit Goren Perry ha parlato in questi termini del professor Fidanzio: Abbiamo affiancato in questo incontro il professor Fidanzio volendo fornire un punto di vista culturale e turistico, che complessivamente possa raccontare i contenuti dei luoghi, nella loro varietà e bellezza. Da Gamla a Masada, passando per Gerusalemme, sono stati presentati siti spesso inediti per il pubblico italiano che ha potuto così scoprire luoghi e reperti di grande interesse e originalità, in armonia tra storia e natura“.

Dopo la presentazione della direttrice, la parola è passata a padre Juan Maria Solana, direttore del sito di Magdala, che ha sottolineato come il sito, senza dubbio, appartenga al I secolo.

Con grande gioia assecondiamo questa iniziativa, perché grande è la speranza che presto si possa tornare a visitare questi luoghi” ha dichiarato Padre Solana presentando uno splendido video che ha potuto illustrare, oltre che la sinagoga, anche tutto lo straordinario sito dove si trova conservata anche una copia esatta della famosa e forse ancora in parte misteriosa Pietra di Magdala che dal 2009, anno della sua scoperta, affascina gli studiosi di tutto il mondo.

Dopo Padre Solana, la parola è passata al professor Marcello Fidanzio che, da nord a sud, ha percorso Israele illustrando le sinagoghe del I secolo e le tradizioni con esse collegate.

Sinagoga di Gamla - Crediti Italy Levitas - Israel Park Authority
Sinagoga di Gamla – Crediti Italy Levitas – Israel Park Authority

L’affascinante sito archeologico posto al nord del Paese denominato Gàmala (in ebraico: גמלא, Gamla o Gamala) fu la principale città del Golan dall’87 a.C. al 67 d.C., quando fu distrutta dai Romani nel corso della prima guerra giudaica, con un destino simile a quello della più conosciuta Masada.

La costruzione della sinagoga si distingue per la sua imponente architettura e rappresenta il solo edificio pubblico dell’abitato.

Imponente edificio a pianta rettangolare 25,5 x 17 m; l’aula 13,4 x 9,3 m., sotto le navate sopraelevate vi era una cinque serie di panche che correvano sui quattro lati dell’aula principale.

Tre le entrate: due entrate a sud ovest, una conduce alla navata o pedana settentrionale, una più larga immette direttamente all’aula principale. Un’altra entrata a est introduce alla navata orientale.

La sinagoga è ubicata all’interno di uno splendido parco, ideale anche per esperienze di trekking e di turismo a contatto con la natura.

Se il sito di Masada è uno dei più conosciuti di Israele per la storia sapientemente raccontata da Giuseppe Flavio, la sinagoga costituisce un luogo davvero interessante e ancora da scoprire.

L’aula rettangolare misura 15 x 12 m, una sola entrata al centro del muro sudorientale.

Su tutti i lati panche disposte su quattro file (una sola panca adiacente alla stanza settentrionale), muri d’intonaco semplici e privi di ornamenti.

Masada - Fortezza
Masada – Fortezza

Una piccola stanza (5,7 x 3,5) si protende nell’angolo settentrionale dell’aula. Qui sono stati rinvenuti frammenti di rotoli di Deuteronomio (ebraico דברים devarìm, “parole”, dall’incipit; greco Δευτερονόμιο, deuteronòmio, “seconda legge”) ed Ezechiele.

Il Signore nostro Dio ci ha parlato sull’Oreb e ci ha detto: Avete dimorato abbastanza su questa montagna; voltatevi, levate l’accampamento e andate verso le montagne degli Amorrei e in tutte le regioni vicine: la valle dell’Araba, le montagne, la Sefela, il Negheb, la costa del mare, nel paese dei Cananei e nel Libano, fino al grande fiume, il fiume Eufrate. Ecco, io vi ho posto il paese dinanzi; entrate, prendete in possesso il paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri, Abramo, Isacco e Giacobbe, e alla loro stirpe dopo di essi.” – Deuteronomio 1: 6-8

Io guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei cherubini vidi come una pietra di zaffìro e al di sopra appariva qualcosa che aveva la forma di un trono.
Disse all’uomo vestito di lino: “Và fra le ruote che sono sotto il cherubino e riempi il cavo delle mani dei carboni accesi che sono fra i cherubini e spargili sulla città”. Egli vi andò mentre io lo seguivo con lo sguardo.
Ora i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l’uomo vi andò, e una nube riempiva il cortile interno.
La gloria del Signore si alzò sopra il cherubino verso la soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il cortile fu pieno dello splendore della gloria del Signore.” – Ezechiele X: 1-4

Splendido sito posto nell’area del Mar Morto, consente di vivere un’esperienza tra storia, natura e benessere.

Uno speciale approfondimento è stato poi dedicato all’iscrizione di Teodoto rivolta agli ebrei in lingua greca e conservata oggi all’interno del Museo di Israele. Incisa su una lastra di pietra calcarea (lunga 72 cm e larga 42), fu rinvenuta agli inizi del XX secolo sull’Ofel, colle di Gerusalemme.

Masada - Gamala - travel to Israele
Masada – Gamala – travel to Israele

Il professor Fidanzio ha spiegato e tradotto questa preziosa iscrizione attraverso l’utilizzo di immagini concesse per l’occasione dall’Israel Antiquities Authority.

L’iscrizione parla di Teodoto come di un sacerdote che “edificò la sinagoga per la lettura della Legge e l’insegnamento dei Precetti”. L’iscrizione afferma che Teodoto, come pure suo padre e suo nonno, aveva il titolo di archisinagogo, in greco archisynàgogos (“capo della sinagoga”), titolo che compare varie volte nelle Scritture Greche Cristiane. Afferma inoltre che Teodoto edificò alloggi per coloro che arrivavano in città da altri luoghi. Probabilmente ci si riferisce agli alloggi usati dagli ebrei che giungevano a Gerusalemme da fuori città, in particolare in occasione delle feste annuali.[1]

Il professor Fidanzio ha concluso dicendo cheL’iscrizione di Teodoto è una fonte preziosa per conoscere le funzioni della sinagoga nel I secolo: innanzitutto un luogo di proclamazione e studio della Torah e uno spazio che poteva offrire diversi servizi alla comunità […] Lo studio delle sinagoghe del I secolo introduce alla materialità dell’esperienza religiosa ebraica al tempo delle origini cristiane. Tutto questo di apre una porta sulle esperienze in cui si radicano le nostre identità.

 

Note

[1] Fonte: Sito Wol.jw.org

 

Bibliografia

Levine, La sinagoga antica, Brescia Paideia 2005

Hachlili, Ancient Synagogues – Archaeology and Art: New Discoveries and Current Research, Leiden, Brill, 2013

 

Info

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