“La strada verso casa”, il nuovo ‘capolavoro’ dello scrittore Fabio Volo

La strada verso casa”, il nuovo capolavoro dello scrittore Fabio Volo.

22 ottobre: è l’evento dell’anno, la Mondadori pubblica il nuovo attesissimo romanzo di Fabio Volo, “La strada verso casa”. Migliaia di fans ancora attendono in fila in Piazza del Duomo a Milano che l’acclamato personaggio autografi le loro copie.

Fabio Volo si è reinventato negli anni comparendo nelle diverse reti televisive italiane e nelle più improbabili trasmissioni radiofoniche e televisive collezionando non sempre il consenso del pubblico.

Forse anche lui, come il protagonista del suo libro, è alla ricerca della strada verso casa? Poco importa, fatto sta che ancora una volta un suo “libro” riscuote un successo immeritato ma non stupisce in un Italia che vede, ancora, ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti, le note “sfumature”.

Ma passiamo alla trama. Marco vive e lavora a Londra ormai da anni, da piccolo ha perso la madre per una grave malattia e a Milano ci sono ancora il fratello Andrea e il padre. Quando quest’ultimo si ammala è costretto a tornare a casa e a rinunciare temporaneamente alla sua vita fatta di giornate nel ristorante che gestisce e delle numerose donne con le quali intrattiene rapporti occasionali. In Italia ritrova la ex che non è mai riuscito a dimenticare e rivive così un viaggio indietro nel tempo.

Ad una prima lettura potrebbe sembrare una storia diversa dalle solite di Fabio Volo ma è tutta apparenza. Abbiamo il solito ragazzo in crisi che non vuole crescere, che non sa cosa vuole dalla vita e si sfoga facendosela con prosperose ragazze che si ritrovano casualmente sul suo cammino.

Ma in aggiunta utilizza in gran parte del libro un linguaggio volgare, fatto di riferimenti sessuali gratuiti e di vivide, subdole e ripetitive scene all’interno delle quali il protagonista pratica l’autoerotismo.

Una scrittura lenta che amalgama alle pratiche sessuali del protagonista l’incerta malattia del padre raccontata in modo approssimativo e poco credibile e la solita presunzione di voler apparire come un profondo conoscitore delle donne. Nonostante ciò “La strada verso casa” (Mondadori, 2013) è ovunque e risulta al primo posto nella top 10 dei libri più letti in Italia.

Pensate forse che sia colpa della casa editrice? Le case editrici pubblicano in base ai gusti dei lettori ed il loro fine è quello di vendere, perciò se Volo vende tanto la colpa, se di colpa si può parlare, è solamente di chi lo legge.

Un’affermazione con la quale mi capita spesso di imbattermi è “Tutto va bene pur di far leggere la gente”. Ma siamo sicuri che sia realmente così? Si combatte l’ignoranza o s’insegna a leggere alle persone in questo modo?

Supponiamo che chi non ha l’abitudine di leggere si ritrovi tra le mani questo libro o qualcosa come “Cinquanta sfumature di grigio”. Una volta terminato il lettore cos’altro avrà voglia di leggere? Uno dei classici italiani o internazionali? Non penso, risulterebbero certamente troppo complicati. E potendo optare tra un vero libro o un giornaletto di gossip possiamo immaginare dove ricadrebbe la scelta. E considerate questo un fatto positivo?

Il problema è sempre il solito: senza cultura non si va avanti. E cultura significa dare un’adeguata preparazione tramite la scuola prima di tutto e attraverso tutto ciò che può contribuire all’ampliamento del patrimonio di conoscenze. Solo in questo modo si può pensare di essere competitivi nel mondo.

Ma finché sugli scaffali delle librerie appariranno determinati titoli e finché gli italiani non comprenderanno la bellezza del leggere e di ampliare così i propri orizzonti niente mai progredirà.

E come diceva Mark TwainUn uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere”.

 

Written by Rebecca Mais

 

17 thoughts on ““La strada verso casa”, il nuovo ‘capolavoro’ dello scrittore Fabio Volo

  1. “Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere”.

  2. La strada verso casa racconta la tormentata ma bellissima storia d’amore che attraversa tempeste ma che continua a rimanere in piedi. E’ un romanzo che farà commuovere, sorridere, gioire e appassionare. Racconta il dolore che non ti fa riuscire più a parlare e la felicità che invece fa cantare e inventare i testi.

  3. Lì per lì stavo per inorridire, poi ho capito.
    Ottimo articolo. Però sono inorridito lo stesso: questo vende più dei panettieri. E’ proprio vero che ogni popolo ha il governo che più si merita…

  4. O, se preferiamo abbassarci rispetto a Twain: puoi leggere 1000 libri, e se non ti hanno detto un cazzo è come se tu non ne avessi letti. Per me Fabio Volo non scrive i suoi libri. Chiunque glieli scriva, fa un pessimo lavoro. Chiunque li legga, basta parlarci un po’ e capisci che suggerirgli altro non avrebbe molto senso. Ognuno ha i libri adatti a sé e l’Italia è questa: di gente che legge Fabio Volo. Questa cosa non cambierà nonostante tutti questi articoli e i nostri commenti. Amen.

  5. Non posso che essere d’accordo con te. Io lo detesto, ma non ho pregiudizi a priori. Difatti provai a leggere “Il tempo che vorrei”. Provai, proprio perché lessi le prime pagine e non riuscii più ad andare oltre. Avevo già capito di che pasta fossero fatti i romanzi di Fabio Volo. Una rassegna stampa di ovvietà , frasi fatte e situazioni altamente prevedibili. Il motivo del suo successo va ricercato nella mediocrità dei suoi lettori, come ben dici le case editrici non hanno colpe se è quello il target che certi consumatori prediligono. Storielle d’amore insipide, abitudini quotidiane elevate a mito. Un’operazione commerciale molto simile a quella di Federico Moccia che con gli adolescenti ha fatto la sua fortuna.

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