Nadia Turriziani vi presenta "Nelle tue mani" di Sofia Riccaboni, Sangel Edizioni

Libro: «Nelle tue mani»
Autrice: Sofia Riccaboni
pagine: 152
Prezzo: 18 euro

“Cara Sofia sto finendo il libro che hai scritto e ho riaccesso il pc perche’ dovevo scrivere cio’ io non so cosa sia e chi sono ma una cosa sono certa ho avuto il DONO di conoscerti, ora virtualmente, ma spero vivamente e con tanta emozione di poterti incontrare…ti chiedo Sofia quando potresti incontrarmi?
Oa forse ho capito perche’ amo la toscana. Sentivo che in questa regione ci fosse qualcosa che dovevo conoscere sono stata per anni a siena in ospedale con mia figlia, poi da 2 anni che vado a firenze in cerca di qualcosa, ma forse era la strada che dovevo fare per conoscerti?
Non lo so, ma so che vorrei avere l’ONORE DI CONOSCERTI… E NON ESAGERO NEL DIRTI CHE MI SENTIREI VERAMENTE ONORATA DI CONOSCERTI……
Spero che tu possa abbracciare la mia anima che non sa cosa sia e come vivere…… MA DOPO E DICO DOPO TANTI ANNI HO SORRISO E QUEL SORRISO SEI TU….grazie.”

Ho preferito iniziare a parlarvi del libro con la confessione di una lettrice di cui per tutela della privacy non metto il nome.

Il libro è uscito il 9 agosto e già sta ottenendo considerevoli  approvazioni.

Sofia Riccaboni vive a Cortona, dove ha fondato una casa editrice e dove divide la sua vita con i 3 figli ed il suo compagno.

É  nata nel 1976 a Treviglio in provincia di Bergamo ed ha vissuto la sua infanzia e la sua adolescenza negli spazi estremi della pianura padana della bassa bergamasca: troppo caldi d’estate, gelidi e nebbiosi d’inverno. E te lo aspetti da chi è cresciuto là un carattere forte, deciso e senza l’ombra di un cedimento che lasci spazio al superfluo; te lo aspetti di trovarti di fronte una donna combattiva che alla paura dedica poco più che uno scatto della testa (così, tanto per scacciarla via, come si farebbe con un insetto fastidioso).

Te lo aspetti da una donna che è nata nel giorno del solstizio d’estate (quando il giorno dura molto più della notte) che non voglia cedere nulla  al buio, alla tristezza, alla rassegnazione e alla disperazione.

Di seguito l’intervista di Laura Occhini all’autrice.

Questo libro potrebbe essere il racconto di una “crescita” umana ma per altri potrebbe anche essere un manuale al quale riferirsi per trovare la strada giusta per “cambiare”, per altri ancora potrebbe essere solo un libro che soddisfa alcune curiosità. Qualunque sia l’approccio a questo libro, per leggerlo è necessario fare un piccolo sforzo: è indispensabile sospendere ogni forma di giudizio. Si può credere o non credere a quello che Sofia ci racconta; i suoi consigli si possono trovare scontati, saggi, profondamente seri o inutili ma ci sono cose che leggendo questo libro non si possono non prendere in considerazione. Non si può – per esempio – rimanere indifferenti alla bimba ed all’adolescente che vive il suo “vedere oltre” come una diversità da tenere nascosta. E – troppe volte – la paura di non essere come gli altri ci costringe a non considerare come “dono” proprio quel prezioso aspetto che ci distingue da tutti e va a finire che imbattendoci nel pregiudizio, ed occultando l’aspetto di noi che lo suscita, priviamo gli altri del nostro talento, della nostra competenza e del dono di noi. Ma può accadere, nel corso dell’esistenza, che un evento come la malattia di un figlio neonato e la paura che possa morire, rompe e spezza dentro una madre qualsiasi altra resistenza e qualsiasi altra forma di paura: anche quella del giudizio negativo del mondo intero. E può accadere, allora, che quella madre decida di respingere il pregiudizio che nega la crescita e l’evoluzione spirituale dell’individuo e decida di regalarci il suo racconto di vita, decida di spiegarci il suo “dono” senza pretesa di farcelo credere vero; decida di regalarci, attraverso le pagine scritte, la sua visione di dio e della grande riserva affettiva che ci garantisce la spiritualità.

Il libro parla a tutti ma non vuole convincere nessuno. Non da’ per scontato nulla né ci racconta che sia facile prendere contatto con se stessi e con la propria spiritualità. Il libro non promette nulla né risolve alcunché  ma infonde speranza e convince il lettore a sorridere. Basterebbe solo questo per dire che valeva la pena scriverlo e che vale la pena leggerlo!

 

L.O.: Quale consapevolezza acquisisce una persona quando passa la sua infanzia a non sembrare “diversa”?

Sofia Riccaboni:  In realtà alla fine si rende semplicemente conto che la differenza non esiste e che ogni tentativo di nascondere qualcosa di noi altro non fa che far vedere tutto di noi. Nascondere una parte di noi importante come quella di cui parlo nel libro non serve assolutamente a nulla, se non a ritrovarsi dopo anni a lavorare per riuscire a recuperare un equilibrio che si è perso.

 

L.O.: Nel tuo libro l’ottimismo si avverte nel momento in cui affermi che la fatica di crescere non deve spaventare perchè una volta fatta te la dimentichi; ma c’è un “dolore” della crescita che si può scordare?

Sofia Riccaboni:  Non esiste nessun dolore nella crescita. Ma questo lo sappiamo io e te che ormai abbiamo superato i trenta. Spiegalo ad un ragazzino di 14 anni che vorrebbe essere già grande per fare tante cose ed invece si trova chiuso su tanti aspetti da regole che ritiene assurde. Sì Laura, sono convinta che crescere possa portare dolore se non lo si sa affrontare nel modo corretto. E a volte questo dolore resta nel nostro profondo  creando poi scompensi da adulti, ma questo è un altro discorso…

 

L.O.: Forse il dolore semplicemente ce lo scordiamo… forse! Come te lo immagini “LUI”; qual è l’immagine di dio che hai?

Sofia Riccaboni: Se hai una finestra di fronte guarda fuori, se passa un bambino guardalo, se vedi un anziano che sorride, un cagnolino che gioca, un uccellino che cerca cibo… allora puoi farti un’idea di quale sia la mia immagine di “DIO”. Ma anche se vedi un barbone ad una stazione, una persona malata in ospedale, un albero che sta morendo… ogni cosa è l’immagine di dio. Laura: non riesco ad immaginarlo diversamente. Personalmente, poi, se pensi che in questi giorni ho a casa tutti i miei tre figli, quale immagine migliore potrei avere al mio risveglio?

 

L.O.: Qual è secondo te la differenza fra “vivere una religione” e “religiosità del vivere”?

Sofia Riccaboni: Vivere una religione? Cosa intendi: andare in chiesa dire la preghiera e poi dimenticarsi tutto appena usciti? Religiosità del vivere: considerare ogni minuto della nostra esistenza legato senza mezze misure a qualcosa e qualcuno di superiore. Dedicare ogni istante della nostra giornata a rendere omaggio a Lui. E ci sono arrivata dopo anni, e malgrado i tentativi della mia famiglia di dissuadermi dal farlo, allontanandomi dalla religione cattolica, fatta di riti e di preti.

 

L.O.: In alcuni passi il tuo libro contiene una velata tristezza – mai espressa formalmente – nei confronti della fretta, della scarsa affettività, del disperato individualismo che sembra pervadere un’epoca. Sbaglio?

Sofia Riccaboni: No, non sbagli. Tutti vogliono tutto ma non sono disposti a fare nulla per averlo né a dare qualcosa in cambio. Ognuno pensa a sè e si dimentica, spesso, che siamo tutti “sulla stessa barca” e che sarebbe utile a tutti una collaborazione, soprattutto nei tempi che stanno per arrivare.

 

L.O.: C’è invece un’accusa palese: quella verso il pregiudizio. Quanto costa ad un gruppo umano il pregiudizio e la discriminazione? E con che cosa siamo costretti a pagarlo?

Sofia Riccaboni: Pregiudizio e discriminazione portano sempre e solo a lotte interne e non. Pregiudicare e discriminare non sarebbe compito nostro , se solo ci si fermasse a pensare a quante volte nell’arco di una vita siamo cambiati anche noi, ci renderemmo conto che è assolutamente inutile farlo.

 

L.O.: Il sorriso: un elemento che riempie il tuo libro. Scientificamente gli studi sul sorriso hanno dimostrato cosa molto interessanti: riduce la quantità di cortisolo nel sangue, è l’espressione emotiva che l’uomo distingue a maggiori distanze, è quella utilizzata per l’affiliazione… ma vorrei che fossi tu, a parlare del “tuo” sorriso!

Sofia Riccaboni: Non sono in grado di parlare del mio sorriso: credo sia molto meglio che siano gli altri a farlo. Non credi?

 

L.O.: E allora lasciamo un sorriso. Ultima domanda, che faccio a tutti gli scrittori: “C’era una luce strana, quella mattina, come se facesse fatica a superare un immaginario ostacolo…” continua tu.

Sofia Riccaboni : C’era una luce strana, quella mattina, come se facesse fatica a superare un immaginario ostacolo, la luce che riesci a vedere solo quando finalmente ti svegli dall’illusione e ti rendi conto che la realtà è tutta un’altra”

Il libro verrà presentato :

il  3 settembre a  NOVARA

il 13 settembre a ROMA/CAMPIDOGLIO

il 15 settembre a LATINA

il 16 settembre NAPOLI

il 20 settembre PARMA

il 1 ottobre SPOLETO

 

Written by  Nadia Turriziani

 

One thought on “Nadia Turriziani vi presenta "Nelle tue mani" di Sofia Riccaboni, Sangel Edizioni

  1. grazie mia cara amica, sono convinta che l tuo libro sia quello del nosto secolo . emozionante , coinvolgente in ogni nostro senso . Sono felice di averti conosciuta , qualcosa o qualcuno ci ha fatto incontrare , e tutto è avvenuto cosi’ in fretta .e senza accorgerci i nostri libri sono legati da un sottile filo , dove l mio finisce inizia il tuo con tanta positivita’ .illuminato dai tuoi sorrisi che catturano l’anima . grazie sei una grande e speciale persona .a presto .

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