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"Gli uomini ombra" di Musumeci Carmelo, ergastolano ostativo di Spoleto, recensione di Nadia Turriziani

Titolo: “Gli uomini ombra”
con testi di Mario Cevolotto, Alberto Laggia, Giovanni Russo Spena, Vauro Senesi
Autore: Musumeci Carmelo
Editore: Gabrielli Editori (Il Segno dei Gabrielli)
Data di Pubblicazione: 2010
Illustrazione copertina di VAURO
Pagine: 192
Euro14,00
ISBN: 8860991080
ISBN-13: 9788860991089

Carmelo Musumeci è un ergastolano ostativo di Spoleto che da anni segue il progetto “Oltre le sbarre”, in prima linea nella campagna per l’abolizione dell’ergastolo sostenuta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.
E’ attivo promotore della campagna “Mai dire Mai”.

Con questi racconti “social noir” come ama definirli, ci parla della vita dietro le sbarre, protagonisti loro, i detenuti con le loro storie, il prima, il durante e spesso la fine, la morte, spirituale prima che fisica.
Sono racconti che si leggono d’un fiato, con grandissima partecipazione emotiva: di forte impatto, rendono evidente la lotta per l’esistenza per chi come il nostro autore non vuole arrendersi a perdere la speranza e a resistere per la libertà.

Gli uomini ombra sono uomini come Carmelo Musumeci che scontano la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero dell’ergastolo senza benefici. Non un giorno di permesso, senza alcuna speranza.

Il libro è uno strumento per approfondire la conoscenza della campagna per l’abolizione del “Fine Pena Mai”, sostenuta dall’Ass. Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania.

Condannato all’ergastolo senza benefici, si trova nel carcere di Spoleto. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori.

Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto
dal titolo “Vivere l’ergastolo”. Attualmente è iscritto all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica, ha terminato gli esami e attualmente sta preparando la Tesi con il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale.

Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da tre anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Autore di molti racconti e del romanzo “Zanna Blu” di prossima pubblicazione presso Gabrielli editori, è promotore della CAMPAGNA “MAI DIRE MAI” per l’abolizione della pena senza fine. Collabora con diverse testate e blog su internet come: urladalsilenzio.wordpress.com; www.linkontro.info (collegata all’associazione Antigone), tiene un diario su www.informacarcere.it

Dalla “Lettera di Pasqua a Gesù di un ergastolano ostativo”
di Carmelo Musumeci

L’ergastolo ostativo è quella pena che ti impone la scelta di scegliere fra due mali: o stai dentro fino alla morte o metti un altro al posto tuo.

Gesù, ci sono dei giorni che mi sembra che i muri della mia cella mi stritolino il cuore e ci sono dei momenti che non mi ricordo più come si vive da uomo libero.
Gesù, non riesco a capire! A cosa serve e a chi serve che tanti “uomini ombra” dopo venti anni, trenta anni, alcuni molti di più, rimangono chiusi in una cella?
Gesù,  un “uomo ombra” ha poco tempo per pensare, perché è occupato tutto il giorno a trovare buoni motivi per sopravvivere ad un giorno dietro l’altro.
Gesù, come sono stupidi gli uomini “buoni”: invece di farci fare qualcosa fuori, ci tengono chiusi nelle celle come belve feroci senza fare nulla.
Gesù, in certe notti non esiste nessun altro luogo dove trovare tanta tristezza come nel cuore degli “uomini ombra”, perché non si può pagare il proprio passato con tutta una vita.
Gesù, non ho mai avuto paura dei cattivi, ci sono nato intorno a loro, piuttosto è da tanto tempo che sono i buoni che mi fanno paura.
Gesù, per tutti il futuro è un mistero,  ma non lo è per gli “uomini ombra” perché noi sappiamo già come vivremo, dove vivremo e dove moriremo.
Gesù, le lacrime degli “uomini ombra” non si vedono, perché pure quelle sono di ombra. E non è vero che sperare non costa nulla perché una speranza andata a male è più dolorosa di qualsiasi altro dolore.
Gesù, i sogni vanno e vengono, i ricordi restano: per questo preferisco più ricordare che sognare, perché neppure i cattivi possono vivere senza amore sociale, senza futuro e senza speranza.
Gesù, se tu fossi nato di questi tempi non ti avrebbero messo in croce, ti avrebbero dato l’ergastolo ostativo, perché gli uomini buoni sono diventati molto più cattivi di quelli di una volta.
Gesù, anch’io vorrei morire come te, ma i buoni non vogliono: dicono che sia peccato, loro vogliono far giustizia così, per essere più cattivi di noi.
Gesù, i buoni non fanno come i cattivi, loro le vite preferiscono spegnerle, farle soffrire e distruggerle un po’ tutti i giorni.
Gesù, spero che tu non senta mai tutto il dolore, l’angoscia e la tristezza degli “uomini ombra”, perché noi respiriamo, ma non viviamo.
Gesù,  non capirò mai come persone “perbene”, probabilmente “buone”, mettono, dicono non per vendetta ma per giustizia, la gente in prigione con una pena che non finisce mai e in un posto brutto schifoso e illegale come il carcere.
Gesù, te la posso fare una domanda? Valeva la pena farti mettere in croce per gli umani che sono così disumani?
Gesù, valeva la pena che tu morissi per far diventare i “buoni” così cattivi? Non ti conveniva mettere in croce un altro al posto tuo, come stanno chiedendo a me per uscire dal carcere?
Gesù, dopo venti anni di carcere mi hanno chiesto questo, ma se non l’hai fatto tu che sei così buono, perché lo devo fare io che sono così cattivo?

Written by  Nadia Turriziani

 

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