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“One More Time with Feeling”, di Andrew Dominik: Nick Cave torna al cinema con Nexo Digital, 27 e 28 settembre 2016

“You fell from the sky/ Crash landed in a field/ Near the river Adur/ Flowers spring from the ground/ Lambs burst from the wombs of their mothers/ In a hole beneath the bridge/ She convalesce, she fashioned masks of clay and twigs/ You cried beneath the dripping trees/ Ghost song lodged in the throat of a mermaid/ With my voice/ I am calling you/ […]” – “Jesus Alone

One More Time with Feeling

Il primo settembre 2016 sul canale youtube Nick Cave and The Bad Seeds è stato pubblicato il primo videoclip tratto dall’ultimo album di uno dei più grandi musicisti del mondo Nick Cave, “Skeleton Tree”.

Il singolo “Jesus Alone” anticipa il secondo film documentario che racconta la vita della Rock Star australiana intitolato “One More Time with Feeling” e diretto dal neozelandese Andrew Dominik (conosciuto per film come “Chopper”, “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” e “Cogan – Killing Them Softly”) in uscita in Italia per la Nexo Digital il 27 e 28 settembre 2016.

Solo due anni fa, nel dicembre 2014, sempre sotto la distribuzione Nexo Digital, ci siamo emozionati con “Nick Cave. 20.000 Days in Earth” diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard che presentava la vita del cantautore raccontando le 20.000 giornate di vita di Cave sulla terra in modo autentico grazie alla creazione di scenari con elementi di realtà e sorpresa per lo stesso artista.

Nick Cave. 20.000 Days on Earth - Nick Cave e figli

Il film terminava con una scena adorabile di Nick Cave con i suoi due amati figli, erano sul divano e mangiavano una pizza. Alla destra Nick abbracciava Arthur, un angelo biondo, che solo dopo pochi mesi, il 14 luglio 2015 ha perso la vita cadendo da una scogliera a Brighton.

Nick Cave e sua moglie Susie Bick hanno vissuto il tremendo lutto in un rispettoso silenzio, non ci sono state dichiarazioni speculative per la stampa ma solamente un tentativo di arginare il dolore con la terapia della creazione artistica.

Nasce così l’esigenza di trasformare questa immensa sofferenza con un film-performance che presenta il neo album “Skeleton Tree, grazie all’ausilio dell’amico Andrew Dominik che ha potuto seguire Cave nella realizzazione filmando sia in casa sia nello studio di registrazione.

L’album ha visto la sua genesi nel 2014 ai Retreat Studios di Brighton, sessions aggiuntive sono state realizzate ai La Frette Studios in Francia nell’autunno del 2015 ed è stato, infine, mixato agli AIR Studios di Londra ad inizio 2016. Parlando di numeri “Skeleton Tree” è il sedicesimo album con i Bad Seed, gli intramontabili cavalieri di Cave.

One More Time with Feeling _ Nick Cave

35 minuti di incontenibile desolazione dell’animo che, per coloro che conoscono Cave non presenta sicuramente una novità vista la sua attitudine a far proprie le tetre e scarne vicende del mondo, esplorano l’esperienza del lutto quasi come se da traghettatore esperto fosse sull’Acheronte con sguardo cieco e voce cupa. Perché anche se l’album ha avuto origine precedentemente, come sottolineato prima, possiamo interpretarlo quasi come una truce premonizione. Cave infatti è solito dire di controllare il tenebroso clima di Brighton grazie alle sue emozioni, l’unico problema è che non riesce a governare le sue emozioni.

Ed è un po’ come se l’origine di “Skeleton Tree” avesse marcato anche il suo punto estremo con i suoi otto brani (“Jesus Alone”, “Rings of Saturn”, “Girl in Amber”, “Magneto”, “Anthrocene”, “I Need You”, “Distant Sky”, “Skeleton Tree”).

Andrew Domink non azzarda con l’uso del 3D e con la scelta del girato in bianco e nero in “One More Time with Feeling”, anzi possiamo affermare, grazie alla visione delle diverse clip, che è riuscito perfettamente a riflettere l’austerità nei confronti della morte e l’intimità di un artista in un momento di grande fragilità d’animo. E così oltre alle performance live ed improvvisazioni si potrà assistere al viaggio di un poeta in riflessioni estemporanee nella sua oscura, profonda ed elegante sensibilità.

One More Time with Feeling - Nick Cave

Chiudendo, oltre all’invito a conoscere tutta la produzione di Nick Cave ed a prenotare immediatamente un biglietto per la visione di “One More Time with Feeling”, vorrei rendervi partecipi del dolore che milioni di fans al mondo hanno sentito per la morte di Athur Cave con una canzone degli Jesu e Sun Kil Moon (“Exodus”) che illustra perfettamente lo stato d’animo che anche io ho avuto quando la terribile notizia è stata resa pubblica.

Perché non si deve per forza esser fisicamente vicino ad una persona per condividerne l’angoscia: è empatia, è compassione (cum patior, sym patheia).

“[…] You believe in God, but you get no special dispensation for this belief now/ You’re an old man sitting by a fire, hear the mist rolling off the sea/ You’re a distant memory in the mind of your creator, don’t you see?// With my voice/ I am calling you/ With my voice/ I am calling you// Let us sit together until the moment comes// With my voice/ I am calling you// Let us sit together in the dark until the moment comes// With my voice/I am calling you” – “Jesus Alone

“Skeleton Tree”

Nick Cave – Voce, Piano, Piano Elettrico [Wurlitzer], Sintetizzatore, Vibrafono, Cori

Warren Ellis – Sintetizzatore, Loops, Piano Elettrico [Wurlitzer], Piano,Chitarra Baritono [Chitarra Tenore Baritono], Violino, Viola, Batteria [Trattamento Batteria], Loops [Loops di Batteria], Cori

Thmoas Wydler – Batteria

Martyn P. Casey – Basso

Jim Sclavunos – Percussioni, Vibrafono, Campane [Campane Tubolari], Cori

George Vjestica – Chitarra acustica, Cori

 

Written by Alessia Mocci

 

 

Info

Sito Nick Cave

Sito Nexo Digital

 

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Cinema 2016: da Roland Emmerich a Lav Diaz, ecco tutte le novità sui film in uscita nelle sale italiane

Bentrovati cari amici e amanti del cinema al quinto appuntamento con la consueta rubrica bimestrale che mira a guidarvi verso una scelta cinefila giusta e coscienziosa: vi presentiamo una veloce panoramica sulle grandi e piccole produzioni che popoleranno le nostre sale nei prossimi 4 mesi, qui di seguito riassunte in poche righe.

Cinema 2016

È nostro interesse accattivarvi al punto di spingervi a destinare alcune serate in nome di questa intelligentissima attività culturale.

Vi consigliamo di tenere d’occhio gli aggiornamenti su questa e altre piattaforme, viste le numerose uscite programmate senza largo preavviso fra un post e l’altro.

N.B. Vengono indicate le date di uscita italiane dichiarate al 6 settembre 2016, senza improbabilità suscettibili di rettifica. Ordunque, scopriamo cosa potremo gustare a…

Settembre

7 settembre: “Un amore all’altezza”, di Laurent Tirard. Dal regista de “Le avventura galanti del giovane Molière” (2006) e “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” (2009), una love story fra il Premio Oscar Jean Dujardin (“l’homme à la hauteur” del titolo originale) e Virginie Efira, invaghitisi al telefono e tutt’altro che pronti ad affrontare la realtà di coppia una volta posti l’uno di fronte all’altra.

8 settembre: “Asier e io”, di Aitor e Amaya Merino. Documentario spagnolo del 2013 che fa convergere con ironia, leggerezza e allo stesso tempo profondità, le carriere di due amici di vecchia data: uno (il regista Aitor, esordiente nel lungo) entrato nella macchina cinematografica in qualità di attore, l’altro (Asier Aranguren) affiliato al movimento indipendentista basco, pure finito in prigione per le proprie dirompenti attività ideologiche.

8 settembre: “Il fiume ha sempre ragione”, di Silvio Soldini. Ottimo documentario sull’arte della tipografia catturata al giorno d’oggi, dove il processo manuale viene esaltato dal regista di “Giorni e nuvole” (2007) e “Pane e tulipani” (2000) riportando le parole e i pensieri alla loro essenzialità. Da vedere.

Independence Day – Rigenerazione

8 settembre: “Independence Day – Rigenerazione”, di Roland Emmerich. Il regista di “2012” (2009) e “Godzilla” (1998) riprende in mano quanto aveva con successo creato nel 1996, assieme ai vecchi compagni Bill Pullman e Jeff Goldblum, affiancati dalle new entry Liam Hemsworth e Charlotte Gainsbourg. Riusciranno gli umani, alle prese con la più grande opera di difesa mondiale, a far fronte ad un’invasione aliena di inedite proporzioni? Assicurata una dose massiccia di effetti pirotecnici, lo spessore dei contenuti resta purtroppo in bilico.

8 settembre: “Man in the Dark”, di Fede Alvarez. Diretto dal regista de “La casa” (2013), questo thriller a budget contenuto ci racconta di tre adolescenti intenzionati a derubare un ricco veterano di guerra, introducendosi nella sua stessa casa sapendolo cieco. Quello che in apparenza può sembrare un gioco da ragazzi si trasforma però in un incubo claustrofobico, restituito al pubblico attraverso una sapiente girandola di colpi di scena assicurati da una sceneggiatura più studiata di altre.

8 settembre: “Tommaso”, di Kim Rossi Stuart. Dopo l’esordio dietro (e davanti) la macchina da presa (“Anche libero va bene”, 2006), il celebre attore veste i panni di un giovane cineasta, il quale si accorge di aver sempre recitato lo stesso copione nelle relazioni con le numerose donne della sua vita solo quando si ritrova del tutto solo, faccia a faccia con un passato che non sembra saper generare altro all’infuori di paure e paralisi.

13 settembre: “Heart of a Dog”, di Laurie Anderson. Suo secondo lungometraggio per il cinema nel corso di 30 anni, il documentario della regista americana muove dalla morte di un amato cane per esplorare ricordi e riflessioni sulla propria esistenza. In concorso al Festival di Venezia 2015.

15 settembre: “Alla ricerca di Dory”, di Andrew Stanton e Angus MacLane. Attesissimo sequel dell’indimenticato cartoon del 2003, titolo Pixar di maggior incasso in America in tutta la storia dello Studio; questa volta saranno Nemo e suo papà Marlin a rincorrere la pesciolina Dory, sulle tracce dei suoi parenti ritenuti scomparsi da lunghissimo tempo. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione: da non perdere.

The Beatles – Eight Days a Week

15 settembre: “The Beatles – Eight Days a Week”, di Ron Howard. Dopo “Made in America” (2013), il regista Premio Oscar per “A Beautiful Mind” (2001) torna al genere documentario, andando a svelare i retroscena della celeberrima band inglese, dalle prime esperienze ai concerti più prestigiosi. Reggerà il confronto con il magistrale “George Harrison: Living in the Material World” di Scorsese (2011) e gli altri docu-film sui Baronetti?

15 settembre: “Demolition”, di Jean-Marc Vallée. Nuovo dramma per il regista di “Dallas Buyers Club” (2013) e “Wild” (2014), dove Jake Gyllenhaal è un giovane banchiere cui viene incidentalmente uccisa la moglie; la sua vita sembra perdere completamente di senso fino a quando conosce per via epistolare una ragazza (Naomi Watts) che lo aiuterà a demolire, appunto, il suo passato incombente. Da vedere.

15 settembre: “L’estate addosso”, di Gabriele Muccino. Il decimo film dell’autore italiano di stanza a Hollywood narra dei mesi successivi alla maturità trascorsi all’estero dal 18enne Marco, in sgradita compagnia di una sua compagna di classe alquanto bigotta che tutti chiamano “la suora”; entrambi sono ospitati da un coppia… omosessuale. Come potrebbero comunque non esserci le condizioni per gettare le basi di un’insolita amicizia destinata a durare?

15 settembre: “Figli dell’uragano”, di Lav Diaz. È il primo film del leggendario autore filippino a giungere nelle sale italiane (festival esclusi); di durata moderata per gli standard di questo rivoluzionante maestro della contemporaneità (due ore abbondanti non sono nulla in confronto alle nove di “Death in the Land of Encantos”, 2007), il documentario cattura lo stato di desolazione in cui l’uragano Yolanda ha lasciato il Paese asiatico nel 2013. Da non perdere.

15 settembre: “Fuck You Prof! 2”, di Bora Dagtekin. Gl’irrequieti studenti tedeschi della 10B tornano al cinema nella loro trasferta thailandese, sempre diretti dal medesimo regista.

Mr. Gaga di Tomer Heymann

15 settembre: “Mr. Gaga”, di Tomer Heymann. Il nuovo ottimo documentario del regista israeliano ci conduce alla scoperta di una particolare tecnica di danza inventata negli anni ’80 da un coreografo connazionale affetto da autismo, il cui principale interesse era liberare le zone del corpo rimaste atrofizzate. Da vedere.

15 settembre: “Questi giorni”, di Giuseppe Piccioni. Il regista di “Giulia non esce la sera” (2008) e “Il rosso e il blu” (2012) presenta in concorso al Festival di Venezia l’amicizia fra quattro ragazze, “unite dalle abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto”, un viaggio per accompagnare una di loro all’estero.

15 settembre: “Trafficanti”, di Todd Phillips. Il regista della trilogia “Una notte da leoni” attinge ad una storia vera raccontando come Miles Teller e Jonah Hill, due giovani amici al tempo della guerra in Iraq, abbiano cominciato a tirar su soldi speculando da Miami sul conflitto mediorientale: la situazione ovviamente ben si prestava a sfuggir loro di mano, al punto di lasciarli incastrati nelle spire di uomini d’affari dalla doppia faccia.

21 settembre: “Blair Witch”, di Adam Wingard. Sequel già apprezzato dal regista del capitolo originale del 1999, “The Blair Witch Project” (Eduardo Sanchez, affiancato da Daniel Myrick), riporta l’affezionato pubblico nella foresta maledetta in cui erano spariti tre ragazzi alla ricerca di misteri settecenteschi da immortalare nel loro primo documentario. Oggi è il turno di un altro gruppo, ancora una volta intenzionato a scoprire la verità. Da vedere.

22 settembre: “Bridget’s Jones Baby”, di Sharon Maguire. Terzo capitolo della fortunata saga sulla celebre single inglese interpretata da Renée Zellweger, spalleggiata ancora una volta da Colin Firth e Gemma Jones e diretta nuovamente dalla regista dell’episodio capostipite.

Caffè di Cristiano Bortone

22 settembre: “Caffè”, di Cristiano Bortone. Il regista di “Rosso come il cielo” (2005) sceglie uno degli elementi maggiormente unificatori della contemporaneità per raccontare, attraverso tre personaggi assai distanti fra loro ma accomunati dalla stessa passione per il chicco saporito, la complessità di una società piegata dai dettami del dio denaro.

22 settembre: “Elvis e Nixon”, di Liza Johnson. Una commedia biografica che vede Michael Shannon, nei panni del re del rock ‘n roll, chiedere un’udienza privata al presidente Kevin Spacey per diventare un agente del governo sotto copertura.

22 settembre: “Frantz”, di François Ozon. L’iconico regista di “Otto donne e un mistero” (2002), “Nella casa” (2012) e “Giovane e bella” (2013) ha presentato in concorso al Festival di Venezia un film davvero ottimo e nuovo, diverso da quelli cui la sua filmografia ci ha abituato. Si tratta di un dramma post-bellico che coinvolge un soldato francese e una ragazza tedesca alla quale il fronte ha sottratto da poco il fidanzato (di qui il titolo dell’opera): entrambi si riconoscono attratti reciprocamente, ma allo stesso tempo costretti a confrontarsi con le laceranti tensioni che le rispettive nazioni non accennano a sciogliere. Da non perdere.

22 settembre: “I magnifici sette”, di Antoine Fuqua. Dopo “I sette samurai” (1954) del maestro Akira Kurosawa e “I magnifici sette” (1960) di John Sturges, torna a vivere, nelle mani del regista di “Training Day” (2001), “L’ultima alba” (2003) e “Attacco al potere – Olympus Has Fallen” (2013), il racconto di sette cacciatori di taglie assoldati dalla comunità di una cittadina caduta nelle spire di un magnate senza scrupoli. Nel cast si distinguono Denzel Washington (potenziale concorrente agli Oscar 2017 come miglior attore protagonista), Chris Pratt, Ethan Hawke e Vincent D’Onofrio. Da vedere.

22 settembre: “Prima di lunedì”, di Massimo Cappelli. Continuando il sodalizio con Fabio Troiano e accollandosi ora anche Vincenzo Salemme, il regista racconta dell’esteta Carlito, che mentre sta consegnando un uovo di Pasqua in pieno agosto a bordo di una delle sue molte vecchie 500 si scontra con una coppia di amici diretti ad un matrimonio. Come aggiustare le cose?

Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti

22 settembre: “Spira Mirabilis”, di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Sesto lungo realizzato dalla coppia di documentaristi, segue diverse realtà, fra acqua, terra, aria e fuoco, tutte legate ai temi apparentemente insolvibili dell’immortalità e della rigenerazione, rivolgendosi al passato, al presente e al futuro in diverse zone del pianeta. In concorso al Festival di Venezia; da vedere.

22 settembre: “La teoria svedese dell’amore”, di Erik Gandini. Il documentarista italiano di stanza in Svezia, già autore di “Videocracy – Basta apparire” (2009), osserva da vicino gli effetti del manifesto sociale di stampo riformista pubblicato negli anni ’70 nell’iconico Paese nordico e promosso da un’élite politica che spingeva all’indipendenza di ogni singolo cittadino, nel campo dell’economia come, di riflesso, in quello degli affetti.

22 settembre: “La vita possibile”, di Ivano De Matteo. Dopo “La bella gente” (2009) e “I nostri ragazzi” (2014), l’autore romano acquista due gioielli del calibro di Margherita Buy e Valeria Golino, amiche di vecchia data che si ritrovano a convivere nella stessa casa, dopo che la prima è fuggita col figlio da un marito violento. Assieme torneranno a vivere serenamente.

23 settembre: “Rolling Stones in Cuba – Havana Moon”, di Paul Dugdale. Cronaca del concerto straordinario tenuto lo scorso 25 marzo dai Rolling Stones nella capitale cubana, dove per anni la loro musica è stata interdetta.

Nick Cave – One More Time With Feeling

27 settembre: “Nick Cave – One More Time With Feeling”, di Andrew Dominik. Diretto dal regista de “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” (2007) arriva al cinema un film che attraverso diversi codici linguistici (performance, interviste, narrazioni a intermittenza) riflette sull’operato del grande autore australiano (già narrato nell’apprezzato “Nick Cave – 20.000 Days On Earth”, 2014). Da vedere.

29 settembre: “Abel – Il figlio del vento”, di Gerardo Olivares. Storia d’amicizia fra il giovane Lukas, maltrattato dal padre che s’è visto morire la moglie mentre questa salvava il piccolo dal fuoco, e un cucciolo di aquila scacciato dal nido per via della sua debolezza fisica. Nel cast compare anche Jean Reno.

29 settembre: “Al posto tuo”, di Max Croci. Architetto e geometra (Luca Argentero e Stefano Fresi) si sfidano per conquistare una prestigiosa occupazione in azienda; ma le qualità dell’uno mancano all’altro e viceversa. La società propone di innestare fra loro i diversi stili di vita dei due candidati, per ottenere un prodotto di qualità superiore… Nel cast rientra anche Ambra Angioini.

29 settembre: “Ben-Hur”, di Timur Bekmambetov. Audace tentativo di rivisitare l’intramontabile kolossal di William Wyler (1959), un film a quanto si dice ancora più fedele al romanzo originale; nel nuovo cast diretto dal regista kazako di “Wanted – Scegli il tuo destino” (2008) compaiono Jack Huston nei panni del protagonista e Morgan Freeman in quelli dello sceicco Ilderim. Da vedere.

29 settembre: “Café Society”, di Woody Allen. Film d’apertura allo scorso Festival di Cannes, la nuova affascinante creazione del maestro ci porta agli anni ’30 e ai capricci delle star hollywoodiane tenute a bada dal gestore di un’agenzia artistica che si vede arrivare dalla East Coast l’inetto nipote, nostalgico della terra madre ma presto con il cuore pulsante per una bella segretaria. Da non perdere.

29 settembre: “Indivisibili”, di Edoardo De Angelis. Il regista di “Perez.” (2014) e “Mozzarella Stories” (2011) narra di due gemelle siamesi (Angela e Marianna Fontana) che concentrando in coppia sfamano tutta la famiglia… fino a quando scoprono che potrebbero non essere più obbligate a vivere l’una a contatto con l’altra.

29 settembre: “Mike & Dave: Un matrimonio da sballo”, di Jake Szymanski. Due ragazze (Anna Kendrick e Aubrey Plaza) accettano di accompagnare ad un matrimonio due fratelli (Zac Efron e Adam DeVine) che pubblicando un annuncio su internet cercavano delle dame appetibili. L’avventura però non filerà come sperato…

29 settembre: “Se permetti non parlarmi di bambini”, di Ariel Winograd. Commedia argentino-spagnola su un uomo divorziato costretto a nascondere di avere una figlia ad una vecchia fiamma tornata ad ardere, accompagnata da un odio inguaribile… per i bambini.

Ottobre

The Space In Between: Marina Abramovic and Brazil

3 ottobre: “The Space In Between: Marina Abramovic and Brazil”, di Marco Del Fiol. Muovendo dall’ottimo “Marina Abramovic – The Artist Is Present” (2012), il documentario segue la regina della performance art nel suo viaggio catartico in Brasile, fra medium, erboristi e sciamani, plasmato come un road movie ma anche uno spiritual thriller, intrecciando profondità e ironia, vita intima e relazioni con il mondo.

6 ottobre: “Deepwater Horizon”, di Peter Berg. Dal regista di “Hancock” (2008), la cronaca del disastro petrolifero verificatosi il 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico, durato oltre 100 giorni. Nel cast Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich e Kate Hudson.

6 ottobre: “Domani”, di Cyril Dion e Mélanie Laurent. La coppia di registi viaggia nel mondo alla ricerca delle cure (dai ripensamenti in chiave ecologica dell’agricoltura e della produzione di energia alle revisioni dell’economia e dell’istruzione) che contrastino la scomparsa di massa profetizzata da alcuni studiosi per il 2100.

6 ottobre: “Giovanni Segantini – Magia della luce”, di Christian Labhart. Documentario svizzero che ci porta alla (ri)scoperta del celebre pittore divisionista della fine del XIX secolo.

6 ottobre: “Lo and Behold – Internet: Il futuro è oggi”, di Werner Herzog. Imponente documentario che esplora i meandri profondi della rete, ne sviscera strutture e contraddizioni, ne preannuncia un possibile futuro. Imperdibile come quasi tutti i titoli di un gigante della settima arte del calibro di Herzog, autore di “Cave of Forgotten Dreams” (2010) ed “Encounters at the End of the World” (2007), per limitarci al genere non-fiction.

6 ottobre: “Mine”, di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro. Esordienti a 34 e 35 anni nel lungo, i due registi milanesi si cimentano nel thriller di guerra seguendo le peripezie di due marines incaricati di uccidere un pericoloso terrorista, slegati dal comando generale a causa di una tempesta di sabbia e, come se non bastasse, caduti nel mezzo di un campo minato che mette a dura prova la loro capacità di resistenza.

Morgan di Luke Scott

6 ottobre: “Morgan”, di Luke Scott. Cineasta dalla produzione radissima (ad oggi solo nel 1977 attore, solo nel 2016 regista di un lungo), Scott si domanda se Kate Mara debba o meno staccare la spina ad Anya Taylor-Joy (protagonista del recentemente apprezzato “The Witch”, 2015), un essere artificiale il cui ciclo vitale sviluppato in un remoto laboratorio di ricerca risulta ormai a rischio.

6 ottobre: “Pets – Vita da animali”, di Chris Renaud e Yarrow Cheney. Il sesto titolo della sempre più ricca Illumination Entertainment (“Cattivissimo Me”, 2010 e 2013, “Minions”, 2015) narra del mondo metropolitano newyorkese visto attraverso gli occhi di un gruppo di spassosi animali domestici. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

6 ottobre: “Quando hai 17 anni”, di André Téchiné. Il regista de “L’età acerba – Les roseaux sauvages” (1994) torna in vetta ritraendo la violenza e la paura di amare che si impossessano del giovane Tom, il quale prende ossessivamente di mira uno dei suoi compagni di scuola, il 17enne Damien. Dietro l’odio e il rancore si nasconde però una passione insospettata… Da vedere.

6 ottobre: “Sausage Party”, di Greg Tiernan e Conrad Vernon. In questo rumoreggiato e più volte posticipato cartoon una salsiccia si domanda da dove provenga, e così assieme ad un gruppo di “simili” parte per un viaggio alla scoperta delle proprie origini. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

La verità sta in cielo di Roberto Faenza

6 ottobre: “La verità sta in cielo”, di Roberto Faenza. Il regista di “Sostiene Pereira” (1995) scava nella cronaca mafiosa che nell’83 portò alla sparizione della figlia quindicenne di un commesso pontificio, coinvolto in un gorgo di poteri forti e omertosi. Nel cast troviamo Riccardo Scamarcio.

10 ottobre: “Bianconeri – Juventus Story”, di Marco e Mauro La Villa. Documentario che ripercorre la storia della nota federazione calcistica: l’ascesa, i protagonisti indimenticabili, il rapporto con la famiglia Agnelli.

13 ottobre: “Bad Moms – Mamme molto cattive”, di Jon Lucas e Scott Moore. Dagli ideatori della trilogia “Una notte da leoni”, una redeem-commedia in cui Mila Kunis e altre madri schiave di una vita che non vogliono decidono di dire basta e di soverchiare ogni legge a loro sfavore.

13 ottobre: “Il grande giorno”, di Pascal Plisson. Sequel ideale di “Vado a scuola” (2013), il documentario segue le vicende di quattro ragazzi provenienti da diverse regioni del pianeta, i quali dopo anni di studio impegnato sono finalmente alle soglie di un esame che potrebbe aprire loro le porte per il successo.

13 ottobre: “Inferno”, di Ron Howard. Con questo atteso sequel di “Angeli e demoni” (2006) il regista torna sugli scritti di Dan Brown, sostenuto da Tom Hanks, Felicity Jones e Omar Sy. Si cercherà di impedire ad un pazzo di liberare un terribile piaga i cui segreti sono racchiusi nella celeberrima cantica dantesca. Da vedere.

13 ottobre: “Neruda”, di Pablo Larrain. Il regista de “Il club” (2015, Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino) indaga la vita del grande poeta cileno mettendo a fuoco il proprio ruolo di senatore e di convinto comunista, osteggiato dal nuovo governo autoritario di Videla. In concorso a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs; da non perdere.

13 ottobre: “Qualcosa di nuovo”, di Cristina Comencini. Dalla regista de “La bestia nel cuore” (2005) e “Latin Lover” (2015), una nuova commedia sentimentale con protagoniste Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, due amiche assai diverse la cui esistenza verrà ribaltata dall’arrivo di un uomo che pare perfetto.

Southside With You di Richard Tanne

18 ottobre: “Southside With You”, di Richard Tanne. Cronaca dei primi amori fra Barack e Michelle Obama affidata ad un regista esordiente.

20 ottobre: “American Pastoral”, di Ewan McGregor. Tratto dal romanzo omonimo di Philip Roth, Premio Pulitzer per la narrativa, il dramma che narra di un famoso svedese dalla vita realizzata, il quale si vede improvvisamente la figlia compiere un attacco dinamitardo, è affidato alle doti registiche dell’esordiente McGregor. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film e miglior sceneggiatura non originale.

20 ottobre: “Cicogne in missione”, di Nicholas Stoller e Doug Sweetland. Rivisitazione in chiave animata della celebre credenza secondo cui sono i bianchi pennuti a portare i nascituri ai loro genitori.

20 ottobre: “Enclave”, di Goran Radovanovic. Un bambino che vive col padre e un nonno in fin di vita all’interno di un enclave serba in territorio kosovaro viene preso in giro dai compagni di scuola, non di rado avversi allo straniero contro cui hanno visto i propri cari combattere per anni. La situazione di precaria sicurezza è a un passo dal divenire un vero pericolo per l’incolumità del piccolo protagonista.

20 ottobre: “Jack Reacher – Punto di non ritorno”, di Edward Zwick. Il regista e produttore Premio Oscar di “Glory – Uomini di gloria” (1989), “Vento di passioni” (1994), “L’ultimo samurai” (2003) e “Blood Diamond – Diamanti di sangue” (2006) dirige il sequel dell’action “Jack Reacher – La prova decisiva” (2012), in cui Tom Cruise figura sempre in qualità di protagonista, stavolta richiamato alle armi, ingiustamente accusato di un crimine e con un figlio sbucato fuori dal nulla.

20 ottobre: “Piuma”, di Roan Jonhson. Dal regista del singolare “Fino a qui tutto bene” (2014), una nuova favola studentesca leggera ma mai superficiale, nella quale due giovani alle prese con la maturità stanno per diventare genitori, fra i sostegni e le opposizioni delle famiglie, la disoccupazione, la presenza non del tutto affidabile degli amici. In concorso al Festival di Venezia, da vedere.

26 ottobre: “Doctor Strange”, di Scott Derrickson. Nuovo titolo Marvel sul mondo delle dimensioni alternative interpretato da Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams e Tilda Swinton. Stan Lee ne è uscito soddisfatto, sarà lo stesso per il pubblico mondiale? Da vedere.

27 ottobre: “The Accountant”, di Gavin O’Connor. Il regista dello straordinario “Warrior” (2011) torna alla carica con la storia di un matematico freelance (Ben Affleck) che, alle calcagna il capo della divisione anticrimine del Dipartimento del Tesoro (J. K. Simmons), accetta di lavorare per una compagnia di robotica all’interno della quale una contabile (Anna Kendrick) ha scoperto ingenti ammanchi di denaro. Man mano che il mistero viene svelato, le vittime cominciano improvvisamente ad aumentare. Da vedere.

In guerra per amore di Pif

27 ottobre: “In guerra per amore”, di Pif. Alla sua seconda prova, il regista ci porta nuovamente in Sicilia, ma non più quella degli anni ’80-’90 de “La mafia uccide solo d’estate” (2013), bensì degli anni ’40, precisamente durante lo sbarco degli Alleati, occasione attraverso cui Arturo (lo stesso Pif) potrebbe riscattare il suo innamoramento per la bella Flora (Miriam Leone), promessa in sposa ad un malavitoso siculo.

27 ottobre: “Ouija – L’origine del male”, di Mike Flanagan. Il regista di “Oculus” (2014) e “Somnia” (2015) dirige il secondo capitolo della saga horror al cui centro è l’utilizzo della nota tavola medianica, ilare fonte di sostentamento per una famiglia gabbamondo, ma anche sorgente di insospettabili possessioni.

27 ottobre: “La ragazza senza nome”, di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Gli acclamati registi de “Il figlio” (2002) e “Due giorni e una notte” (2014) sperimentano la detection raccontando di un omicidio che forse si sarebbe potuto sventare se la giovane dottoressa protagonista della vicenda avesse accolto nel suo ambulatorio una donna non identificata che aveva suonato al campanello. Da vedere.

27 ottobre: “Trolls”, di Mike Mitchell e Anand Tucker. Il 33esimo lungometraggio Dreamworks tornerà a dar vita ai celebri pupazzi danesi in voga nella seconda metà del secolo scorso. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

Novembre

3 novembre: “7 minuti”, di Michele Placido. Nel 26esimo anno dall’esordio alla regia del celebre attore (già autore di “Romanzo criminale”, 2005) esce nelle sale un dramma a sfondo sociale che narra di un gruppo eterogeneo di operaie (fra cui spiccano Fiorella Mannoia, Ambra Angioini e Cristiana Capotondi) disposte a sacrificare sette minuti della loro pausa pranzo per salvare dal licenziamento alcune colleghe.

A spasso con Bob di Roger Spottiswoode

3 novembre: “A spasso con Bob”, di Roger Spottiswoode. Dal regista di “Sotto tiro” (1983) e “Il domani non muore mai” (1997), una commedia agrodolce in cui un artista drogato si rimette pian piano in sesto aiutato da un gatto che gli si è affezionato.

3 novembre: “Bleed for This – Vivo per combattere”, di Ben Younger. Biopic sul pugile campione del mondo Vinny Pazienza (Miles Teller, prodigioso in “Whiplash”, 2015, e potenziale concorrente agli Oscar 2017 come miglior attore protagonista), che subìto un grave incidente stradale non ha gettato la spugna tornando in breve sul ring grazie all’aiuto dell’allenatore Kevin Rooney (Aaron Eckhart).

3 novembre: “Il cliente”, di Asghar Farhadi. Il cineasta iraniano de “Il passato” (2013), Premio Oscar per “Una separazione” (2011), presentando allo scorso Festival di Cannes questo dramma in cui due coniugi sono costretti a cambiare casa nel centro di Teheran per sfuggire alcune minacce alla loro proprietà, cadendone in altre di ben diversa entità, ha vinto il Premio alla miglior sceneggiatura, accanto al protagonista, cui è stato assegnato il Premio per l’interpretazione maschile. Da vedere.

3 novembre: “Free State of Jones”, di Gary Ross. Dal regista di “Pleasantville” (1998) e del primo capitolo della saga degli “Hunger Games” (2012) giunge un film storico ambientato durante la Guerra Civile Americana, avente per protagonista un coraggioso contadino del Sud (Matthew McConaughey) che si oppose alla Confederazione istigando alla rivolta l’intera Contea di Jones e dando avvio alla prima comunità di razza mista dei tempi di pace. Da vedere.

3 novembre: “Kubo e la spada magica”, di Travis Knight. Quinto film d’animazione della Laika, ambientato in un antico Giappone dove il giovane Kubo parte alla ricerca di un’armatura prodigiosa che può sconfiggere la terribile maledizione imposta alla sua famiglia da uno spirito dei tempi passati. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

3 novembre: “Mechanic: Resurrection”, di Dennis Gansel. Diretto dal regista de “L’onda” (2008), il sequel di “Professione assassino” (2011) torna a vedere Jason Statham nei panni del letale killer Arthur Bishop, minacciato dal suo acerrimo nemico di trovarsi rapita la compagna di vita. La missione: uccidere tre individui e far apparire le loro morti come eventi dovuti a cause aleatorie.

The Student di Kirill Serebrennikov

3 novembre: “The Student”, di Kirill Serebrennikov. Uno studente liceale riesce ad influenzare il pensiero dei suoi compagni di classe al punto di rivolgerli contro ogni costume ed insegnamento scolastico vada a suo parere contro i dettami biblici, dall’abbigliamento succinto alla teoria dell’evoluzionismo.

7 novembre: “Oasis”, di Mat Whitecross. Documentario su una delle band rock più controverse degli ultimi decenni, forte di una gran messe di materiali inediti.

10 novembre: “Che vuoi che sia”, di Edoardo Leo. Al suo quarto film da regista (dopo “Noi e la Giulia”, 2015, “Buongiorno papà”, 2013, e “18 anni dopo”, 2010), Leo ipotizza che una coppia in difficoltà economiche, e desiderosa di costruire un futuro degno di accogliere una nuova vita, escogiti un lucroso piano di prostituzione che includa la ripresa di un video hard da postare su Internet. Il quesito è: fino a che punto è immorale vendere la propria intimità se poi l’utile denaro comincia a piovere dal cielo?

10 novembre: “Fai bei sogni”, di Marco Bellocchio. Uno dei maggiori registi italiani dell’ultimo mezzo secolo prende in prestito il best-seller omonimo di Massimo Gramellini e ne trae, con umiltà non abituale, la storia di un assenza inconsolabile, quella di una madre prematuramente scomparsa che ha segnato indelebilmente i ricordi del giovane protagonista, poi cresciuto e divenuto giornalista intenzionato a far affiorare la vera causa della sua dipartita. Da non perdere.

10 novembre: “Genius”, di Michael Grandage. Da un ex-attore, un distinto esordio in cabina di regia che sviscera il paziente e fondamentale lavoro dell’editore Max Perkins (Colin Firth), scopritore di Fitzgerald (Guy Pearce) ed Hemingway (Dominic West), nonché strenuo sostenitore del giovane romanziere Thomas Wolfe (Jude Law). Nel cast troviamo anche Nicole Kidman; da vedere.

10 novembre: “Rings”, di F. Javier Gutierrez. Otto anni dopo il suo primo film da regista, il cineasta spagnolo prende in mano la proficua saga horror con protagonista la demoniaca Samara regalandole il suo tredicesimo episodio in totale (considerando sia le saghe giapponesi che quelle americane, assieme all’episodio coreano): il racconto di come tutto ebbe inizio…

Sing Street di John Carney

10 novembre: “Sing Street”, di John Carney. Dal regista amante della musica autore di “Once” (2006) e “Tutto può cambiare” (2013), la storia di un ragazzo dublinese con alle spalle una famiglia disastrata e in cuore la voglia di costruirsi a Londra una carriera come concertista assieme ad alcuni aitanti compagni di classe.

17 novembre: “Agnus Dei”, di Anne Fontaine. Dalla regista di “Coco Avant Chanel” (2008) e “Gemma Bovary” (2014), un dramma ambientato nella Polonia della Seconda Guerra Mondiale che vede un gruppo di suore incinte affidato alle cure di una giovane dottoressa (la bellissima Lou de Laâge, vista ne “L’attesa” di Piero Messina, 2015).

17 novembre: “Animali fantastici e dove trovarli”, di David Yates. Il primo spin-off della saga di Harry Potter, i cui ultimi quattro episodi erano stati diretti dallo medesimo regista, vede Eddie Redmayne nei panni del magizoologo Newt Scamandro, affiancato da Katherine Waterston, Colin Farell, Jon Voight e Ron Perlman. Da vedere.

17 novembre: “Animali notturni”, di Tom Ford. In concorso al Festival di Venezia; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior attore protagonista (Jake Gyllenhaal), miglior attrice protagonista (Amy Adams) e miglior sceneggiatura non originale (Tom Ford). Da vedere.

24 novembre: “Allied – Un’ombra nascosta”, di Robert Zemeckis. Sotto la direzione del sempreverde padre di “Forrest Gump” (1994), Brad Pitt e Marion Cotillard sono due spie di opposte fazioni senza saperlo, si innamorano e si sposano. Reggerà la loro relazione quando la verità comincerà ad emergere? Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale. Da non perdere.

24 novembre: “Arrival”, di Denis Villeneuve. Sci-fi di spessore diretto dal regista di “Sicario” (2015), in concorso al Festival di Venezia; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista (Amy Adams), miglior sceneggiatura non originale. Da vedere.

24 novembre: “La cena di Natale”, di Marco Ponti. Per il sequel di “Io che amo solo te” (2015) tornano lo stesso regista, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti e Michele Placido.

Dicembre

È solo la fine del mondo di Xavier Dolan

1 dicembre: “È solo la fine del mondo”, di Xavier Dolan. Narra di uno scrittore che torna alla sua città natale per annunciare ai familiari la sua morte imminente; le reazioni saranno del tutto prive di amore ed empatia. Nel cast di questo dramma, che quest’anno ha fatto bissare al giovane e talentuosissimo prodigio canadese la vittoria del Premio della Giuria al Festival di Cannes dopo quello del 2014 per “Mommy”, troveremo miti del calibro di Marion Cotillard, Léa Seydoux e Vincent Cassel. Da non perdere.

1 dicembre: “Manchester by the Sea”, di Kenneth Lonergan. Che atmosfera troverà un idraulico quando, appresa la morte del fratello, decide di tornare alla casa natia? Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Casey Affleck), miglior sceneggiatura originale. Da vedere.

1 dicembre: “Snowden”, di Oliver Stone. Biopic diretto dal regista di “Nato il quattro luglio” (1989) e “Platoon” (1986) sul noto ex dipendente della CIA (già protagonista del documentario Premio Oscar “Citizenfour”, 2014) interpretato da Joseph Gordon-Levitt, che per primo rivelò dettagli segretissimi sulle pratiche di intercettazione illegale perpetrate dai governi USA e UK. Nel cast anche Nicolas Cage e Melissa Leo. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film e miglior regia; da vedere.

14 dicembre: “Rogue One: A Star Wars Story”, di Gareth Edwards. Diretto dal regista di “Godzilla” (2014), il primo spin-off della nuova saga dedicata all’universo lontano lontano è ambientato in un tempo precedente agli eventi de “Il risveglio della Forza”. Nel cast troveremo, fra gli altri, Felicity Jones e Forest Whitaker. Da non perdere.

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali di Tim Burton

15 dicembre: “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali”, di Tim Burton. Posticipato di 3 mesi, il 18esimo film del maestro narra del sedicenne Jacob, intenzionato a scoprire se fossero fondate le leggende circolanti attorno all’orfanotrofio gestito da Miss Peregrine per ragazzini con strani poteri paranormali. Nel cast troveremo Eva Green, Samuel L. Jackson, Terence Stamp e Judi Dench. Da non perdere.

15 dicembre: “Natale a Londra – Dio salvi la Regina”, di Volfango De Biasi. Lillo e Greg tornano ad essere diretti in una commedia delle festività che segue le orme lasciate dal successo di “Natale col boss” (2015).

15 dicembre: “Non c’è più religione”, di Luca Miniero. Una commedia a sfondo religioso con un cast, comprendente Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Alessandro Gassmann, che ruota attorno ad un improbabile presepe vivente.

15 dicembre: “Sully”, di Clint Eastwood. Lo straniero dagli occhi di ghiaccio rimane sul filone biopic girando un lungo sul capitano d’aviazione Chesley “Sully” Sullenberger (Tom Hanks), che salvò tutti i 155 passeggeri a suo carico planando con un velivolo in avaria sul fiume Hudson; andò incontro ai plausi del mondo intero, ma anche ad alcune feroci critiche. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista; da non perdere.

21 dicembre: “Assassin’s Creed”, di Justin Kurzel. Il regista dell’ultimo potente “Macbeth” (2015) chiude l’anno cinematografico con l’adattamento di un altro famosissimo videogame, che rende possibile sbloccare i ricordi genetici degli antenati. Callum Lynch è interpretato da Michael Fassbender, cui si accostano Marion Cotillard e Jeremy Irons.

22 dicembre: “Babbo Bastardo 2”, di Mark Waters. Sequel della commedia del 2003 che vede ancora protagonista Billy Bob Thornton nei panni di uno scorrettissimo Babbo Natale.

22 dicembre: “Florence”, di Stephen Frears. Dal regista di “Philomena” (2013), “The Queen – La regina” (2006), “Alta fedeltà” (2000) e “Le relazioni pericolose” (1988), un potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film e miglior attrice protagonista (Meryl Streep). Da vedere.

22 dicembre: “Lion”, di Garth Davis. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior attore protagonista (Dev Patel), miglior sceneggiatura non originale.

22 dicembre: “Oceania”, di Ron Clements e John Musker. A 14 anni di distanza dal loro ultimo film in qualità di registi (“Il pianeta del tesoro”, 2002), Clements e Musker tornano a dirigere un classico Disney, il 56esimo, potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione. Da non perdere.

Senza data d’uscita

I seguenti titoli, diffusi a livello globale o regionale nel corso 2016, potrebbero trovare collocazione nelle sale italiane nei prossimi mesi.

20th Century Women di Mike Mills

“20th Century Women”, di Mike Mills. A dicembre negli USA. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior attrice protagonista (Annette Bening), miglior sceneggiatura originale.

“31”, sesto lungometraggio horror di Rob Zombie, presentato al Sundance Film Festival lo scorso 23 gennaio. In esso cinque amici che collaborano ad uno show itinerante sono rapiti e costretti da alcuni assassini maniaci travestiti da clown a giocare al terrificante “31”. Uscita prevista negli USA per il 16 settembre sulle piattaforme internet e per il 21 ottobre nei cinema.

“A Monster Calls”, di Juan Antonio Bayona. Uscita prevista in 17 paesi per il prossimo ottobre. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Lewis MacDougall).

“Avril et le Monde Truqué”, di Christian Desmares e Franck Ekinci. Uscito in Francia ancora lo scorso anno; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

“The Birth of a Nation”, di Nate Parker. A ottobre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Nate Parker), miglior sceneggiatura originale (Nate Parker). Da non perdere.

“Born To Be Blue”, di Robert Budreau. Uscito in America lo scorso marzo, potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attore protagonista (Ethan Hawke).

“Christine”, di Antonio Campos. A ottobre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attrice protagonista (Rebecca Hall).

“Elle”, di Paul Verhoeven. Dal regista di “Basic Instinct” (1992), “Atto di forza” (1990) e “Robocop” (1987), un dramma uscito in Francia lo scorso maggio, potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categoria miglior attore protagonista (Isabelle Huppert).

Fences di Denzel Washington

“Fences”, di Denzel Washington. A dicembre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Denzel Washington), miglior attrice protagonista (Viola Davis), miglior sceneggiatura non originale. Da non perdere.

“The Founder”, di John Lee Hancock. Dal regista di “The Blind Side” (2009) e “Saving Mr. Banks” (2013), un biopic sul fondatore della catena fast food più famosa al mondo, McDonald’s. La première mondiale ha avuto luogo in Grecia lo scorso 18 agosto, quella americana è prevista per il prossimo dicembre. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attore protagonista (Michael Keaton). Da vedere.

“Hacksaw Ridge”, di Mel Gibson. Uscita prevista in 9 paesi per il prossimo novembre; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attore protagonista (Andrew Garfield). Da non perdere.

“Hidden Figures”, di Theodore Melfi. A dicembre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film e miglior sceneggiatura non originale.

“Love & Friendship”, di Whit Stillman. Presentato lo scorso gennaio al Sundance; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior sceneggiatura non originale.

“Loving”, di Jeff Nichols. A novembre negli USA e in Canada; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Joel Edgerton), miglior attrice protagonista (Ruth Negga), miglior sceneggiatura originale.

“Miss Hokusai”, di Keiichi Hara. Uscito nella patria nipponica ancora lo scorso anno; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior film d’animazione.

“Miss Sloane”, di John Madden. Dal regista di “Shakespeare in Love” (1998), un nuovo dramma a dicembre negli USA e in Canada; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attrice protagonista (Jessica Chastain). Da vedere.

Moonlight di Barry Jenkins

“Moonlight”, di Barry Jenkins. A ottobre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale.

“Patient Zero”, di Stefan Ruzowitzky. Il regista de “Il falsario – Operazione Berhard” (2007, Oscar al miglior film straniero) in questo nuovo film narra di un individuo, sopravvissuto ad una catastrofica pandemia che ha provocato l’evoluzione di una nuova specie di violenti predatori, alla disperata ricerca del “paziente zero”, grazie al quale è forse possibile trovare una cura e salvare il genere umano. Nel cast compare Stanley Tucci. La première mondiale ha avuto luogo in Grecia lo scorso 1° settembre, quella americana è prevista per il 2017.

“Queen of Katwe”, di Mira Nair. Dalla regista di “Kamasutra” (1996), un biopic a settembre negli USA; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nella categoria miglior attore protagonista (David Oyelowo).

“La ragazza del treno”, tratto dal best seller di Paula Hawkins e diretto da Tate Taylor (“The Help”, 2012). Una donna divorziata sogna una vita di coppia felice come quella che vede ogni giorno all’interno delle case dal finestrino del treno; un giorno tuttavia si troverà inaspettatamente coinvolta in un inquietante caso legato proprio a quell’anelato nido d’amore. Uscita prevista in 26 paesi per il prossimo ottobre; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film e miglior attrice protagonista (Emily Blunt). Da vedere.

“Rules Don’t Apply”, di Warren Beatty. Il ritorno del mitico regista de “Il paradiso può attendere” (1978), “Reds” (1981) e “Dick Tracy” (1990) è previsto per novembre negli USA e in Canada. Potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Alden Ehrenreich). Da non perdere.

“Silence”, il nuovo ambizioso progetto di Martin Scorsese, con Adam Driver, Andrew Garfield e Liam Neeson. Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Shusaku Endo, narra delle persecuzioni che due missionari gesuiti del ‘500 dovettero subire per aver tentato di diffondere il Vangelo in terra nipponica. Uscita prevista negli USA per il prossimo novembre; potenziale concorrente agli Oscar 2017 nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Andrew Garfield), miglior sceneggiatura non originale.

 

Written by Raffaele Lazzaroni