Intervista di Alessia Mocci ad Armando De Vincentiis: la possessione ed i disturbi psichici

Intervista di Alessia Mocci ad Armando De Vincentiis: la possessione ed i disturbi psichici

Feb 1, 2018

La domanda «Chi è che agisce? Chi è che parla?» assume il ruolo di una suggestione intesa alla sintesi di una personalità inconscia che non tarderà a manifestarsi.” – Carl Gustav Jung

Armando De Vincentiis

Psicologo, divulgatore scientifico e saggista, Armando De Vincentiis nasce a Taranto. Le sue prime pubblicazioni risalgono al 1999 Psicologica dei mistici cristiani. Estasi stimmate stati alterati della coscienza” per Scorpione Editore ed “Estasi. Stimmate ed altri fenomeni mistici” per Avverbi.

Da allora si è distinto per l’interesse verso il panorama religioso e per la fenomenologia psicologica legata ad esso. Si occupa di debunking di contro alla tendenza di una distorta comunicazione mediatica che promuove pseudoterapie, ospite di vari show televisivi ha ricevuto pesanti attacchi da parte di complottisti e detrattori.

È noto come operatore del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) ed è coordinatore del Gruppo CICAP Puglia. Già docente nel corso di laurea in scienze dell’educazione dell’Università Pontificia di Roma, ha curato pubblicazioni per Piero Angela, la più recente è del 2016: “Giornalismo pseudoscientifico. Disinformazione e sensazionalismo tra media e web” per C1V Edizioni.

Armando si è mostrato molto disponibile nel discutere qualche punto della possessione e del disturbo psichico.

 

A.M.: La possessione. Perché ancora oggi nel 2018 si ritiene possibile esser posseduti da entità altre e non si prospetta l’idea che talune menti possano accedere al “cosiddetto” inconscio collettivo junghiano?

Armando De Vincentiis: Il fenomeno della possessione è culturalmente radicato che, nonostante la cosiddetta modernità, è considerato una possibilità reale. Addirittura molti film sull’argomento che, intorno agli anni ‘70 venivano etichettati come horror, oggi sono considerati più sul versante drammatico. Il contatto con il demonio non lo si legge come legato all’horror o all’incredibile bensì come una realtà quotidiana, ovviamente negli ambienti cattolici.

 

A.M.: “Le persone sentono le voci”: una frase che viene interpretata come “possessione del male”, del “diavolo” in senso cattolico, ma se pensiamo al mondo greco possiamo trovare qualcosa di simile con “Ate”, divinità che si impossessava dell’uomo inducendolo all’errore. Ma che cosa sono queste “voci”?

Armando De Vincentiis: Le voci possono avere una valenza diversa. Possono essere di natura patologica (es. nelle psicosi schizofreniche) o non patologica, ossia quelle che appartengono al cosiddetto dialogo interiore. Quest’ultimo si differenzia dal primo grazie al fatto che un soggetto ne riconosce la natura non esterna. Tuttavia in diverse condizioni entrambi possono assumere connotazioni sovrannaturali. E in quali? Ovviamente in quei contesti dove vi è una forte credenza in certi fenomeni. È sempre la dimensione culturale che ne decide l’esito. Esempio le voci schizofreniche in alcuni ambienti – parlo di culture primitive ‒ sono considerate un dono degli Dei e chi se ne fa portatore, uno sciamano, assume un ruolo di particolare rilevanza nel suo gruppo.

 

A.M.: Siamo in un’epoca nella quale le nevrosi governano le nostre società, nevrosi che si sviluppano in fanatismo religioso od in veri e propri disturbi psichici. Puoi illustrarci alcune vie di “emancipazione” da questi conflitti interiori? Psicoanalisi? Alchimia?

Armando De Vincentiis

Armando De Vincentiis: Beh certe forme di nevrosi, oggi, non hanno trovato affatto vie di emancipazione. Forse sarebbe meglio parlare di trasformazione. Per esempio prendiamo l’ufologia o meglio, le teorie che riguardano le visite degli antichi astronauti. Queste sono diventate nuove forme “evolute” o meglio “tecnologizzate” di religione e guai a contrastarle. Le reazioni sono sovrapponibili a chi vede mettere in discussione la fede verso il proprio credo. Qui la fede, mascherata da scienza, è forte e assume connotazioni di fanatismo tanto quanto quelle legate a qualche divinità.

 

A.M.: In una tua conferenza del 2014, a Padova, parlando del film “L’esorcista” analizzi quanto dal 1970 ad oggi il film abbia cambiato genere passando dall’horror al drammatico. Pensi dunque che ci siano dietro gruppi di persone che vogliono ingabbiare le nostre menti con una presunta veridicità delle possessioni?

Armando De Vincentiis: In parte ho già risposto in precedenza. Vi è di certo una sorta di propaganda di alcuni organi cattolici che premono affinché aumenti la credenza nel fenomeno Per avvicinare la gente a Dio appare scontata la necessità di aumentare il timore nel suo antagonista, ossa il Diavolo.

 

A.M.: Come si arriva dall’attacco di panico alla manifestazione nel pensiero di essere posseduti?

Armando De Vincentiis: L’attacco di panico non è la fase iniziale del fenomeno. Esso come altre forme di disagio, può assumere connotazioni sovrannaturali se a esso gli si attribuisce questo significato. Ma occorrono certi ingredienti: credere nel fenomeno, un contesto che ne condivida la credenza, un contesto che ne rinforzi l’idea e una certa rigidità religiosa. Insomma un processo psicologico e culturale come ho descritto nel mio saggio “L’Indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione” (Libellula Edizioni, 2014).

 

A.M.: Dunque fondamentalmente è solo un gioco tra suggestione ed azione del feedback positivo?

Armando De Vincentiis: Esattamente, ma devono esserci delle basi culturali che contemplino il fenomeno.

 

A.M.: Dalla possessione demoniaca al rapimento da parte degli alieni. Quando nasce la ‘fortuna’ dell’abuction? Ed anche in questo caso, quanto il cinema ha influito nel plagiare le menti umane?

Armando De Vincentiis: Il cinema influisce molto su certi fenomeni, alcuni hanno difficoltà a distinguere la fiction dalla realtà e molti registi contribuiscono alla cosa quando, per motivi di promozione, etichettano le storie come realmente accadute. C’è chi abbocca davvero! Come detto in precedenza anche i rapimenti alieni sono entrati a far parte di certe culture e rappresentano un corollario di questa nuova religione tecnologizzata.

 

A.M.: Essenzialmente la spiegazione di queste astrazioni negative qual è? Perché l’essere umano ha estremo bisogno di credere nel fantastico?

Armando De Vincentiis

Armando De Vincentiis: Credere nel fantastico fa parte della psicologia ingenua dell’uomo. Certi processi intuitivi, ma ingenui, inducono a costruire e mettere insieme pezzi che tra loro non hanno alcun legame reale. I processi di apofenia e pareidolia ne sono un esempio. Sono processi intuitivi, legati alla sopravvivenza ma, spesso, inducono all’autoinganno.

 

A.M.: Considerando che la ricerca del divino/infinito/causa prima dell’essere umano è stata centrale in ogni cultura che conosciamo, come interpreti questo bisogno dell’essere umano al tendere all’infinito? Esiste il Dio?

Armando De Vincentiis: Dal mio punto di vista, Dio è una costruzione umana nata grazie ai processi intuitivi di cui parlavo sopra.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Armando De Vincentiis:Nella scienza ci sono cose che non si spiegano e cose che non esistono, molte cose che non si spiegano, in realtà non esistono.Armando De Vincentiis

 

A.M.: Armando ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a questa conversazione e ti saluto con le parole del filosofo francese François Zourabichvili: “[…] l’ignoranza, lungi dall’essere un nulla o uno spazio vuoto, corrisponde a un «modo della conoscenza» che dipende da quella che potremmo definire una polarizzazione soggettiva: da qui la necessità di una rottura, d’un cambiamento di vita là dove il senso comune vedrebbe piuttosto una progressione. Infatti l’ignoranza e il sapere sono degli opposti più che dei contrari. Se vi è opposizione o incompatibilità è perché l’ignoranza è uno stato di percezione confusa delle cose che secerne la sua propria illusione sul vero e sul bene e suscita un genere di vita particolare fondato su tale errata valutazione.” ‒ “Infanzia e regno. Il conservatorismo paradossale di Spinoza” Negretto Editore

 

Written by Alessia Mocci

 

 

Info

Sito CICAP

Intervista Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?

Intervista sul Debunking Armando De Vincentiis

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: