“Flavio Belisario” di Alberto Magnani: la sua lunga carriera dentro e fuori dalle braccia dell’imperatore

“Flavio Belisario” di Alberto Magnani: la sua lunga carriera dentro e fuori dalle braccia dell’imperatore

Dic 28, 2017

“Tosto che con la Chiesa mossi i piedi,/ a Dio per grazia piacque di spirarmi/ l’alto lavoro, e tutto ‘n lui mi diedi;// e al mio Belisar commendai l’armi,/ cui la destra del ciel fu sì congiunta,/ che segno fu ch’i’ dovessi posarmi.” Dante Alighieri ‒ Paradiso VI canto

Flavio Belisario. Il generale di Giustiniano

La mia ultima lettura è stata un saggio storico riguardante uno dei più famosi condottieri del mondo antico: “Flavio Belisario. Il generale di Giustiniano” edito per Graphe.it edizioni nel 2017.

A presentare questo personaggio che, dall’epoca della sua morte, nel 565 d.C., non ha mai smesso di stimolare la fantasia di artisti e letterati, è Alberto Magnani.

Magnani, laureato a Pavia in Lettere, si è spesso dedicato a figure storiche di rilievo e ha volto il suo interesse verso un periodo della storia romana che viene spesso dimenticato: la tarda antichità.

Questo particolare momento dell’impero passa in sordina agli occhi dei non addetti ai lavori per i motivi più vari. Questi vanno dalla poca trattazione a scuola o sono dovuti al fatto che molti pensano che la sua storia si fermi al 476 d.C. con il crollo dell’Impero Romano d’Occidente.

In realtà, la parte orientale del grande impero, che una volta era guidato da Roma, ha continuato a vivere ancora. Lo stato si era evoluto, divenendo profondamente diverso e, se possibile, più comlpesso di quello che era stato nella sua origine nella madrepatria italiana.

La tarda antichità si affaccia e sfocia nel periodo bizantino ma non bisogna dimenticare che i romani d’oriente non smisero mai di considerarsi romani a tutti gli effetti. Infatti non si rassegnarono mai del tutto alla perdita dell’antica capitale e, da Costantinopoli, avviarono più di una spedizione per raggiungere lo scopo.

La parte occidentale dell’impero, dopo la caduta di Roma, era stata occupata da popolazioni di origine barbarica che, a più riprese, si erano appropriate di porzioni di territorio fino a diventarne i proprietari assoluti.

È proprio in questo spirito di rivincita e rivalsa che nasce Flavio Belisario (Flavius Balisarius), che fu uno degli ultimi grandi generali della romanità tutta.

Il generale nacque nella città di Germania nel 500 a.C. circa e morì a Costantinopoli nel 565, anno in cui morì anche l’imperatore a cui aveva dedicato la sua vita: Giustiniano.

I primi anni alla corte di Costantinopoli, Belisario li passò dedicandosi al suo addestramento, entrando prima nel corpo dei “protectores” e arrivando, infine, a ricoprire, lungo i suoi anni di servizio, numerose altre cariche militari e politiche affidategli dallo stesso Giustiniano.

La figura di Belisario, le sue azioni e la sua vita ci vengono narrate dallo scrittore Procopio di Cesarea che, al fianco del generale, svolgeva il compito di consigliere o segretario. All’inizio i rapporti tra i due erano idilliaci ma, ad un certo punto, si incrinarono fino a raggiungere, quasi, la derisione e il biasimo nelle “Carte Segrete”.

Alberto Magnani

Il suo “biografo” non è l’unico con cui Belisario si trova ad avere dei dissapori. Durante la sua lunga carriera, tra successi e cadute in disgrazia, il generale si scontrò con altri suoi colleghi, alcuni usati come pungolo nei suoi confronti proprio dallo stesso imperatore.

Magnani, in questo suo scritto, ci illustra la figura, mostrandoci il suo essere soldato ma anche il suo essere uomo. Dai rapporti burrascosi con la moglie Antonina, che gli era infedele, alle sue difficoltà a comprendere per quale ragione l’imperatore lo caldeggiasse offrendogli il comando ma, al contempo, lo sminuisse inviando altre figure, come quella di Narsete, che erano pronte ad ostacolarlo.

Il quadro che ne risulta è quello di un generale che ha consacrato la sua esistenza all’unico compito di servire Costantinopoli – Roma e il suo imperatore Giustiniano ma anche quello dell’uomo che, spesso, si è sentito tradito e messo in ombra proprio da colui che così fedelmente serviva.

Flavio Belisario. Il generale di Giustiniano è, quindi, un ottimo supporto allo studio di questo particolare periodo storico. Magnani tiene un registro medio alto che fa sì che la narrazione sia fruibile sia dai suoi colleghi studiosi sia da coloro che si vogliono avvicinare, da profani o amatori, a questa personaggio straordinario dai mille contrasti.

 

Written by Altea Gardini

 

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