FEFF 2016: al Far East Sezione Competition – “Creepy” di Kiyoshi Kurosawa

FEFF 2016: al Far East Sezione Competition – “Creepy” di Kiyoshi Kurosawa

Apr 29, 2016

Kiyoshi Kurosawa ha esordito come regista a soli vent’anni nel lontano 1975, raggiungendo la fama internazionale solamente nel 1997 con “Cure”; di lì ha mantenuto alto lo standard filmografico con titoli quali “Charisma” (1999), “Pulse” (2001), “Brigth Future” e “Doppelganger” (2003), “Castigo” (aka “Retribution”, 2006), “Tokyo Sonata” (2008), la serie tv “Penance” (2012) e “Journey to the Shore” (2015).

Creepy di Kiyoshi Kurosawa

Alle spalle un considerevole ammontare di 24 film per il cinema e pronto ad aggiungervi a fine anno “La femme de la plaque argentique” (il cui cast fra gli altri comprende Mathieu Amalric), lo scorso febbraio ha presentato alla Berlinale il suo “Kurîpî: Itsuwari no rinjin” (traducibile con “Inquietante falso vicino di casa”), meglio conosciuto come “Creepy”, ufficialmente in competizione al 18esimo Far East Film Festival di Udine.

Protagonista è un professore universitario esperto in psicologia del crimine, ex-detective uscito dal corpo investigativo in seguito ad una tragica disavventura professionale, il quale coglie fortuitamente l’occasione assieme ad un ex-collega di riaprire per diletto personale un caso archiviato 6 anni prima per inattendibilità dell’unico membro e testimone rimasto di una famiglia scomparsa nel nulla, una ragazza incapace di esprimere una singola chiara versione dei fatti.

Mentre avanza cauto nelle indagini, appena trasferitosi in un nuovo quartiere con la moglie, osserva il temperamento del bizzarro vicino di casa, individuo scostante, a volte titubante e sgarbato, a volte accogliente e ammodo.

Giorno dopo giorno, s’appropinqua alla convinzione che egli rappresenti una di quelle personalità delinquenziali a metà fra l’organizzato e il disorganizzato, dotate di una morale propria e inaccessibile, sfuggenti persino alle ricerche modulari dell’FBI.

Creepy di Kiyoshi Kurosawa

La maestria che coordina questo sconvolgente thriller d’autore risiede innanzitutto nel saper tramutare una storia illustrata con toni tutto sommato ordinari, mai sovraccarichi o canonizzati, in un vero incubo ipnotico sulla disgregazione affettiva e sociale del gruppo familiare, sorprendente e disturbante fino all’ultima sequenza.

Il senso di insalubrità, di soffocamento progressivo, indotto anche da uno spettro di tinte desaturate che, nel lugubre abbandono di certi spazi “vitali”, sembrano fissare nell’atmosfera immote incrostazioni di malessere cronico e incallita ostilità, cresce seguendo una cadenza costante poggiata sul rinvenimento degli indizi, sulla constatazione delle preoccupanti anomalie che circondano la dimora della coppia, svelate con tale freddo controllo (dell’esposizione narrativa, del montaggio, della simbolica erezione delle inquadrature) da apparire sempre angosciosamente plausibili.

In questa condotta sottrattiva risiede la forza incantatrice del lungometraggio, che nonostante la non trascurabile durata ne esce supremamente compatto, motivo per cui, rivolgendo a visione conclusa il pensiero all’anima negativa della vicenda, se ne può apprezzare integralmente il ragguardevole corredo psicologico, accresciuto con astuzia viperina sotto lo sguardo insospettito del pubblico, il quale, se per un buon lasso di tempo ne sa quanto il primattore, non appena si prospetti uno scarto in avanti nella conoscenza dell’occulta verità non può che trovarsi di fronte a una nuova dose di elementi sconcertanti, ben lungi dall’essere chiarificatori.

Creepy di Kiyoshi Kurosawa

Merito indiscutibile da addurre all’eccellente carisma del villain, letteralmente disorientante nella costruzione meticolosa dell’intonazione mendace, delle movenze repellenti, delle smorfie e degli sguardi malati, del demoniaco dominio sui “compagni di scena”, dell’agghiacciante perversione che sembra non avere alcun tipo di argine esterno.

Degno di nota anche il nutrito correlativo sonoro, d’un’eloquenza oscura e composta, giocata sulle ricchissime dissonanze degli archi e sulla loro fusione ad un permanente humus di origine intradiegetica, efficace fonte ulteriore di suspense e irreprimibile nocività.

 

Voto al film

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

Info

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