Scoperti un teschio e delle monete: quando è stata scoperta l’Australia?

Scoperti un teschio e delle monete: quando è stata scoperta l’Australia?

Lug 16, 2013

Importanti ritrovamenti, effettuati in questi ultimi anni, proverebbero che l’Australia è stata scoperta molto tempo prima di quanto si pensasse fino ad ora. Il condizionale è d’obbligo, poiché gli studi sono ancora in corso, e non hanno fornito certezze. Nonostante questo, è interessante analizzare ciò che gli scienziati hanno affermato.

L’ Australia, ovvero il sesto paese del mondo per estensione, è abitata da circa 40.000 anni, da quando cioè i progenitori degli attuali australiani aborigeni arrivarono dall’odierno sud-est asiatico. La terra non venne scoperta dagli europei fino al XVII secolo, quando fu avvistata da numerose spedizioni. La scoperta del “nuovissimo continente” avvenne nel 1606 per opera del navigatore olandese Willem Janszoon, a bordo della Duyfken.

Alcune scoperte archeologiche recenti, però, costringerebbero a rivedere i libri di storia. Ma di che cosa si tratta esattamente?

La prima scoperta riguarda un cranio rinvenuto alla fine del 2011 vicino Taree, sulla costa orientale del continente. Il teschio apparterrebbe ad un uomo bianco nato intorno al 1650, quindi ben 120 anni prima che James Cook raggiungesse la costa orientale a bordo della Hmb Endeavour. Tutto questo è molto strano, se si pensa che, secondo le conoscenze attuali, nessun europeo aveva raggiunto la costa orientale fino all’arrivo di Cook, navigatore, esploratore e cartografo britannico che intorno al 1770 esplorò appunto la costa orientale dell’ Australia.

Ad aggiungere altri dubbi è un ritrovamento ancora più strabiliante: alcune monete di rame rinvenute su Wessel Island, provenienti dall’ex sultano di Kilwa, vicino la Tanzania, anticiperebbero la scoperta dell’Australia di ulteriori 600 anni, intorno all’anno 1000. Prima di pensare di riscrivere la storia dell’Australia, l’archeologo Adam Ford invita alla prudenza, dato che altri fattori devono essere presi in considerazione.

Quando abbiamo trovato il cranio, nessuno di noi si è sognato di mettere in discussione le date della scoperta del continente australiano“, spiega il dottor Steward Fallon, ricercatore presso l’Australian National University di Canberra. “Almeno fino a quando non abbiamo avuto i risultati delle analisi della datazione: da quel momento la cosa è diventata intrigante“.

Il cranio, infatti, si è rivelato essere più antico del previsto e apparterrebbe ad un uomo nato intorno alla metà del XVII secolo, ben prima dell’arrivo di Cook.

Il fatto che il cranio sia stato trovato da solo e in buone condizioni, potrebbe farlo appartenere ad una collezione privata. I crani erano molto apprezzati dai collezionisti del XIX secolo“, spiega Ford. Cassie Mercer, direttrice di Australia And New Zealand Inside History, è invece più possibilista. Ha dichiarato che una volta verificata, potrebbe essere una delle scoperte più importanti per la storia dell’ Australia. “È una scoperta molto eccitante perché potrebbe aprire nuove prospettive storiche che prima non eravamo in grado di esplorare“, afferma la giornalista.

Un altro incredibile ritrovamento, oltre alla scoperta del cranio di Fallon, potrebbe spostare la scoperta dell’Australia all’anno 1000. Un archeologo australiano, Ian McIntosch ha cominciato ad indagare su un ritrovamento avvenuto diverse decine di anni fa.
Nel 1944, durante il secondo conflitto mondiale, un soldato stava pattugliando le isole Wessel, un punto di rilevanza strategica al largo della costa nord del continente, quando inciampò per caso su qualcosa sepolto nella sabbia che subito identificò essere cinque monete. Un suo collega Maurie Isenberg, che stava equipaggiando una stazione radar sulle isole disabitate, conservò le monete in un barattolo fino al 1979, anno in cui decise di spedirle ad un museo per farle analizzare. Le monete sono rimaste per decenni nel museo, fino a quando McIntosh non ne ha intuito l’importanza. L’archeologo della Indiana University ha così scoperto che le monete sono state prodotte dall’ex sultano di Kilwa, nei pressi dell’attuale Tanzania, intorno al Novecento d.c.

La scoperta suggerisce che il continente potrebbe essere stato visitato da esploratori provenienti dall’Africa orientale e il Medio Oriente, molto tempo prima del capitano olandese approdato nel 1606.

Questa rotta commerciale era già nota molto tempo fa, e le monete potrebbero essere la prova che alcune spedizioni esplorative dell’Australia fossero già cominciate nel Decimo secolo“,

A tale proposito, l’archeologo guiderà in questo mese di luglio una squadra di esperti sulle isole Wessel, comprendente storici australiani ed americani, archeologi, geomorfologi e ranger aborigeni, dotato di una mappa su cui Isenberg ha segnato con una X il luogo dove trovò le monete.

Il team cercherà altri oggetti nella zona che possano fornire ulteriori elementi di prova a conferma del fatto che l’Australia è stata scoperta molto tempo prima di quanto si pensasse. Riusciranno a dimostrarlo? Non si sa. La cosa importante è che comunque queste notizie non possono lasciarci indifferenti. Ne prendiamo atto.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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