La foca monaca torna in Sicilia: protagoniste le isole Egadi

La foca monaca torna in Sicilia: protagoniste le isole Egadi

Mag 17, 2013

La foca monaca è tra le specie più protette al mondo. Era scomparsa dalle acque del mediterraneo  negli anni 70, ricomparsa nel mare di Sicilia anche a causa di un pizzico di responsabilità in più da parte dei cittadini.

Le caratteristiche somatiche della foca monaca sono analoghe a quelle delle altre Phocidae: corpo allungato, irregolarmente cilindrico, rivestito da uno spesso strato adiposo ricoperto da un fitto pelo corto, vellutato, impermeabile all’acqua. La pelliccia è di colore nero nel maschio o marrone o grigio scuro nella femmina, più chiara sul ventre che può essere fino a bianca nel maschio.

Gli arti anteriori sono trasformati in pinne mentre quelli posteriori costituiscono un’unica pinna posteriore.

Ha una lunghezza da 80 a 240 cm e può raggiungere i 320 kg di peso; le femmine sono un po’ più piccole dei maschi.

In particolare sono state avvistate dall’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale tra la costa del trapanese e le isole Egadi, la più grande riserva marina dell’Europa.

Le isole Egadi è un arcipelago nel mare di Sicilia formato dalle isole: Favignana, Morettimo, Levanzo, Maraone, Formica, Stagnone, Galera, Galeotta e Fariglione.

Oltre a essere la più grande riserva marina è una bellissima zona turistica da visitare, qui sarete conquistati oltre dalla bellezza del posto e del fondale marino, dalla cucina. Le pietanze caratteristiche delle Egadi comprendono piatti a base di cuscus, e specialità connesse alla pesca, come il tonno marinato, il pesce spada arrostito e il lattume di tonno fritto.

Conservati sono il tonno all’olio d’oliva, la bottarga e il tonno salato. Le isole Egadi erano già conosciute ai tempi dei Romani e dei Greci.

Il ministro per l’ambiente Andrea Orlando, fortemente soddisfatto ha commentato così: “Si tratta di uno straordinario risultato per le Egadi” – continua – “la riserva marina più grande d’Europa e per tutto il sistema delle aree marine italiane tutelate, un sistema che per numero di aree protette e dimensioni di coste e fondali tutelati ci vede leader a livello continentale.

Da oggi possiamo dire con più autorevolezza che anche le azioni di conservazione dell’ambiente marino ci vedono in posizioni di vertice. Lavoreremo, quindi, per consolidare la rete delle Amp (Aree marine protette) italiane.

Il mio augurio è che questi studi e queste attività di monitoraggio e tutela continuino ad essere condotti con crescente impegno e che si diffondano sempre più i comportamenti rispettosi dell’ambiente marino, della foca monaca e di tutte le altre specie. Solo così si riuscirà a salvaguardare quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità dei nostri mari”.

 

Written by Rosario Tomarchio 

 

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