“Hugo Cabret”, film di Martin Scorsese – recensione di Rebecca Mais

“Se ti sei mai chiesto dove nascono i sogni, allora guardati attorno!”

(Hugo, USA 2011) Regia: Martin Scorsese

Interpreti: Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfeld,  Chloë Grace Moretz, Jude Law.

Uscito nelle sale cinematografiche il 3 febbraio, Hugo Cabret è un’affascinate favola moderna, tratta dal romanzo  “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick, che vanta un cast di tutto rispetto: protagonista il sempre straordinario Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen (noto principalmente per il ruolo di Borat) ed i giovani, ma con già una discreta filmografia alle spalle, Asa Butterfeld e  Chloë Grace Moretz, che forse ricorderete come protagonisti rispettivamente de “Il bambino con il pigiama a righe”e “Blood Story”.

A curare le scenografie, inoltre, il grande Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo,  più volte vincitori del premio Oscar ed in lizza anche per questo film. Sono infatti 11 le nominations per Hugo agli Academy Awards 2012 (tra le quali miglior film e miglior regia), ma c’è da aspettare il 26 febbraio per sapere quante statuette riuscirà ad aggiudicarsi.

Ambientato in una Parigi magica, culla del cinema, è la storia di Hugo, un bambino orfano che vive negli oscuri meandri della stazione di Montparnasse.

Una serie di sfortunati eventi lo porteranno a vivere una bellissima avventura con una ragazza sua coetanea dal carattere curioso e stravagante ed appassionata di libri.

Parallelamente farà la conoscenza con un signore burbero e piuttosto duro, proprietario di un negozio di giocattoli che si chiama Georges Mélièrs ma di cui Hugo ignora completamente il passato. Inoltre lungo tutta la vicenda sarà sempre centrale il tentativo da parte del protagonista di aggiustare un automa, unico ricordo del defunto padre, che nasconde un misterioso segreto collegato ad una chiave a forma di cuore.

È una storia che vi farà commuovere, vi farà venir voglia di partire per Parigi, vi farà sognare tra antiche biblioteche e piccole librerie stipate di libri all’interno delle quali Hugo verrà trascinato dalla travolgente amica. Ma non è solo questo: con Hugo farete un viaggio nel tempo alla scoperta o ri-scoperta delle prime pellicole della storia del cinema.

Ripercorrerete in modo particolare ed amabile la nascita del cinema e la storia di uno dei personaggi che il cinema lo realizzarono, George Méliès, considerato il  padre del cinema (insieme ai fratelli Lumières) e degli effetti speciali. Sorprendete la somiglianza tra Ben Kingsley e lo stesso Méliès.

Unica nota dolente il pessimo doppiaggio che in particolare rende poco credibile l’ispettore Gustav, il personaggio interpretato da Sacha Baron Cohen.

Inoltre, il trailer, piuttosto ingannevole, può dare l’impressione che si tratti di un film per bambini e rende forse difficile l’accostamento ad un pubblico adulto.

Ma forse è meglio così, poiché si tratta di un film rivolto a chi ha voglia e capacità di sognare.

Ma se l’intento di Scorsese era quello di far avvicinare le nuove generazioni al cinema del passato, allora ci è riuscito.

Concludendo, il film merita di essere visto in 3D poiché girato interamente con questa tecnica e non convertito successivamente come spesso accade.

“Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!”

 

Written by Rebecca Mais

 

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