“Il cuore non si ferma a pensare” di Giuseppina Carta: metafora sconfinata del mare

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Facciamo silenzio, che la poetessa deve abbracciare i suoi versi. Silenzio: il silenzio non è un vuoto di suoni e frastuoni, ma è una culla dove dolcemente nasce il pensiero. Nel silenzio germogliano idee, che nel silenzio possono essere passioni, o dolori, o demoni, o il silenzio stesso di un tacere dell’anima che le emozioni potrebbe ferire.

Il cuore non si ferma a pensare di Giuseppina Carta
Il cuore non si ferma a pensare di Giuseppina Carta

Una poetessa come Giuseppina Carta il silenzio lo sa abitare e raccontare nei versi. La sua silloge, Il cuore non si ferma a pensare (CTL Editore Livorno, 2025), infatti si apre con la poesia: Silenzio.

È tempo che si faccia silenzio/ per ascoltare la voce del mare più azzurro/ che si fa ponte e i confini non siano più netti.

Non a caso è il silenzio che apre la raccolta, quel silenzio, metafora sconfinata del mare, idealizzato dall’annullamento dei confini. E più in là dei confini Giuseppina Carta immagina la pace: “Che ci lasci parlare con la voce interiore/ che cerca la pace.”

Mare e Pace: ecco già i primi due angeli custodi delle sue poesie.

Lo stile è sempre morbido, avvolgente come l’abbraccio di una cara amica. Si gira tra paesaggi fatati anche dove c’è tormento e dolore. E si resta appesi a delle metafore che aprono squarci di cielo. Sei lì, dove c’è il mare, però sei sulla tua poltrona, ma oscilli in balia delle onde. Sono i quadri della poesia di Giuseppina Carta, dove il racconto talvolta è tratteggiato. Ma la poesia non deve spiegare tutto, deve far immaginare, sognare, contrire; contaminare d’emozioni. Contagiare con le sensazioni della poetessa finché diventano le tue sensazioni primordiali, e forse, non lo sapevi. Ti porta lei a scoprirle.

Il cuore non si ferma a pensare è la sua nuova silloge poetica, dopo altre tre e un libro di letteratura per ragazzi. E nel mezzo un frenetico occuparsi dei mille forme d’arte. Infatti Giuseppina Carta è anche pittrice, scultrice e adora creare oggetti d’artigianato artistici decorati con tecniche pittoriche avanzate. Ma poi si interessa di letteratura avendo curato a lungo “L’angolo della poesia” per una rivista on-line, e conducendo attualmente un appuntamento settimanale (per Radio Olbia Web) in cui parla di libri e intervista scrittrici e scrittori.

Con uno spirito così, arte e letteratura sono le sue visioni. Attenzione, non sono il suo fine, ma gli occhi attraverso cui guarda il mondo. E nel mondo vede il sole, le ombre e la luce, e ce li descrive. Vede il mare, come contenitore di tutto il mondo. Il mare, liquido amniotico di ogni ispirazione. Ne Il cuore non si ferma a pensare è nominato dodici volte, una delle parole più frequenti, una delle parole che lei ci disegna in tanti modi, e che davvero ispirano la nostra vita.

La seconda parola più vissuta è, probabilmente, pace, che compare undici volte. Una parola cortissima, quattro lettere, a cui la poetessa attribuisce infiniti significati. Dove pace non è soltanto il contrario di guerra: è un sogno, uno stato d’animo, un modo di essere e di pensare: “Così fragile e labile la pace/ rallenta l’andare del sogno”.

Quando arriva settembre,/ mi siedo a riposare in un mare di pace”. È tutto lì, e quelle quattro lettere rapide, scattanti, profonde e autentiche esprimono un turbinio di sensazioni.

Giuseppina Carta citazioni Il cuore non si ferma a pensare
Giuseppina Carta citazioni Il cuore non si ferma a pensare

Quindi abbiamo già parlato di mare e pace, ma poi arrivano i bambini, così spesso al centro della sua ispirazione: “Sognano i bambini sognano del domani/ ma qualcuno già non lo fa più.” Sogno e bambino sono due parole concatenate, come la combinazione di una cassaforte che si apre sui cieli. La Carta ci contamina di questa tenerezza, a volte aspra, a volte disillusa, ma che è già dentro di noi, e noi con lei la dobbiamo solo scoprire.

In tutta la raccolta gli argomenti si avvicendano e scorrono come paesaggi davanti al finestrino del treno. Ma la poesia non deve dimostrare un teorema, deve raccontare un’emozione da vivere. Giuseppina Carta negli incontri con i suoi lettori spiega che l’ispirazione la travolge e le crea l’urgenza di specchiarsi nei versi. E non è un’ispirazione a tema, ma a sensazioni. Quella che la tocca in profondità e le fa trasferire sul foglio quel magma impetuoso che è la vita stessa.

Così sono le sensazioni che guidano la sua penna, e tutto diventa poesia. L’amore, la donna, e certe volte anche l’ambiente: nella poesia Madre violata si rivolge alla nostra madre terra con quadri immaginari che toccano la primavera, la storia o l’assedio che perpetriamo per farla diventare: “… madre violata,/ dentro l’animo il canto,/ germoglia un lamento.”

 

Written by Pier Bruno Cosso

 

2 pensieri su ““Il cuore non si ferma a pensare” di Giuseppina Carta: metafora sconfinata del mare

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