“Su papéri de s’ammentu” di Franco Carta: continuità e resistenza culturale

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Nei primi mesi dell’anno mi è capitato tra le mani il libro “Su papéri de s’ammentu” (“La carta del ricordo”) di Franco Carta, che mi ha subito catturato grazie all’immagine di copertina. I colori caldi e intensi, utilizzati con maestria dalla pittrice Carla Cordeddu, mi hanno evocato emozioni profonde. L’arancione stimola energia e passione, ma anche un senso di accoglienza: è come se accompagnasse il lettore attraverso i versi del poeta.

Su papéri de s’ammentu di Franco Carta
Su papéri de s’ammentu di Franco Carta

Questa silloge Su papéri de s’ammentu esplora la memoria, l’identità culturale, la vita quotidiana e la riflessione esistenziale, utilizzando la lingua sarda come strumento di conservazione e trasmissione culturale. Il libro si presenta come un diario poetico, in cui ogni componimento è una pagina di ricordi, emozioni e osservazioni sul mondo.

La prefazione di Giuseppe Melis inquadra il lavoro di Carta nella tradizione della poesia sarda contemporanea, sottolineando come l’autore sappia rendere visibili i dettagli più minuti della vita quotidiana, trasformando ogni ricordo in esperienza universale.

Franco Carta sceglie di scrivere in sardo non per escludere l’italiano, ma per fedeltà alla propria cultura e alle proprie radici: la lingua diventa così custode di memoria, strumento di resistenza contro l’oblio e mezzo per trasmettere emozioni profonde.

La memoria è il filo conduttore del libro: i versi del poeta ibrido (come ama definirsi) la mostrano come atto creativo, capace di preservare il passato e integrarlo nella vita presente. Non si tratta di nostalgia fine a se stessa, ma di continuità e di resistenza culturale.

“Mannai nos naraiat contos/ istorias e ammentos/ de s’antiga therra sarda/ cando su pane faghiada.” (“Nonna ci raccontava fiabe/ storie e ricordi/ dell’antica terra sarda/ quando preparava il pane.”)

Qui il vento trasporta i ricordi, i profumi della terra evocano continuità e radicamento, e l’evocazione del tempo che non torna più esprime la consapevolezza della fugacità della vita.

Carta lega spesso la memoria alla quotidianità: oggetti, gesti e paesaggi diventano simboli di esperienze passate e di legami affettivi. L’amore nei testi del poeta ibrido è profondo, intimo e spirituale. Non è solo passione romantica, ma anche empatia, comunione e attenzione verso l’altro:

“S’amore est su chi donat sabore a sa frùtta frisca/ est su chi donat agguàntu a sas ozas rùttas dae sos alvores/ est su chi donat arrodiadura a s’attittu de su sinu.” (“L’amore è ciò che dà sapore alla frutta fresca/ è ciò che dà consistenza alle foglie cadute dagli alberi  è ciò che dà contorno ai seni che allattano un neonato.”)

L’amore è quindi esperienza interiore, scoperta reciproca e condivisione emotiva. La poesia di Franco Carta ci ricorda che i veri legami non sono necessariamente visibili, ma si percepiscono nel cuore e nelle parole.

La natura è onnipresente nella sua poesia e spesso assume un ruolo metaforico: il vento, il mare, la luce e i fiori diventano strumenti di riflessione sulla vita, sull’amore e sulla memoria:

“Lughe de luna juchet/ e in s’iscuru abbarrat/ deliriu in presse brujat/ filos galanos istramant/ Sos amorados no hant etade/ s’amantìa chi tenent in coro/ juchet dae su riu, in solitade/ vintzas a domo issoro.” (“La luce della luna arriva/ e rimane nell’oscurità/ il folle amore brucia in fretta/ sfilacciando fili deliziosi/ Gli amanti non hanno età/ la passione che hanno in cuore/ arriva dal fiume solitaria/ fino a casa loro.”)

Il mare, la luna e la luce sono simboli di continuità ed eternità e, al contempo, riflettono lo stato emotivo del poeta. La natura diventa specchio dell’interiorità e custode dei ricordi.

La lingua sarda è elemento centrale: Carta la usa per mantenere viva la memoria culturale e le tradizioni, intrecciando linguaggio orale e sensibilità contemporanea. Il poeta evidenzia così la forza della parola e della narrazione orale nella preservazione della cultura.

Ogni parola diventa un atto di resistenza contro l’oblio e testimonianza di un’identità viva. Carta si percepisce come custode di memoria, narratore di ciò che rischia di scomparire: la poesia diventa mezzo per dare voce al silenzio, trasmettere emozioni e creare eternità attraverso le parole.

“Sos poetes iscrient a de notte/ sa poesia bénit in fattu a s’abba proida/ in fattu a sa morte/ in fattu a sa pena/ Pustis.” (“I poeti scrivono di notte/ la poesia viene dopo le piogge/ dopo la morte/ dopo l’angoscia/ Dopo.”)

Il poeta è quindi testimone, osservatore e mediatore tra passato e presente, tra realtà individuale e collettiva.

Franco Carta citazioni Su papéri de s’ammentu
Franco Carta citazioni Su papéri de s’ammentu

Franco Carta utilizza uno stile limpido e musicale. La semplicità delle immagini non ne diminuisce la profondità, anzi rende la poesia accessibile e intensa. Le ripetizioni, il ritmo misurato e l’uso di assonanze e consonanze creano una musicalità tipica della poesia orale sarda. La lingua sarda, pur ricca di termini locali, non ostacola la comprensione: ogni parola trasmette significati profondi e sensazioni precise, facendo sentire il lettore immerso nei paesaggi e nelle emozioni che il poeta descrive.

Le metafore più ricorrenti sono: il vento – simbolo della memoria e del passaggio del tempo; il mare e la luna – metafore di eternità, introspezione e continuità affettiva; gli oggetti quotidiani – strumenti di evocazione della memoria e dei legami affettivi; le parole e i racconti – custodi della cultura e della memoria collettiva; il silenzio – luogo di riflessione interiore e ascolto dei sentimenti.

Su papéri de s’ammentu è un’opera poetica di straordinaria sensibilità, che unisce intimità, memoria, cultura e riflessione sulla vita. Franco Carta trasforma ricordi e dettagli quotidiani in esperienza universale, creando un ponte tra passato e presente, tra individuo e comunità.
Un libro imprescindibile per chi ama la poesia intimista, la cultura sarda e la riflessione profonda sulla memoria e sull’esistenza, che consiglio tra le vostre prossime letture.

 

Written by Sabrina Rullo

 

Bibliografia

Franco Carta, Su papéri de s’ammentu, Noi Qui, 2025

 

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